Creato da xenuca il 16/09/2007

LONTANO DA ADESSO

LONTANO DA QUI

 

Ancora io

Post n°144 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da xenuca

Ecco, sono qui, ancora io.
Che a me mi cambiano i buoni esempi, non i manrovesci.

Canzone d’amore

Ero la ragazza della catena di S. Antonio,
la ragazza tutta discorsi di bare e serrature,
quella delle bollette del telefono,
la foto sgualcita e i contatti persi,
quella che continuava a dire
Ascoltami! Ascoltami!
Mai! Mai!
e cose del genere

Quella con il bavero
tirato su fino agli occhi,
con gli occhi blu canna di fucile,
con una venuzza sulla piega del collo
che vibrava come un diapason,
con le spalle nude come un palazzo,
con quei piedini e quei ditini,
con un vecchio gancio rosso in bocca,
una bocca il cui sangue gocciolava
nelle regioni orrende della sua anima

la ragazza che si addormentava sempre,
era vecchia come i sassi,
ogni mano un pezzo di cemento,
per ore e ore
e poi si svegliava,
dopo la breve morte,
ed era tenera come,
delicata come

tenera e delicata come
luce in eccesso,
per niente pericolosa,
come un barbone che mangia
o un topo su un tetto
senza botole,
con niente di più onesto
che la tua mano nella sua,
con nessun altro, nessun altro che te!
E cose del genere.
Nessun altro, nessun altro che te!
Oh, non si può tradurre
quell’oceano
quella musica
quel teatro
quel campo di pony.


Anne Sexton

 

[chi non sa tradurre, tradisce.]

 
 
 

breve risposta gentile

Post n°143 pubblicato il 07 Dicembre 2011 da xenuca

Volevate rubarmi l'amore? Resterete a mani vuote, e sporche. Perché l'amore è più grande dei quattro rimasugli che bastano a voi, ed è troppo forte per lasciarsi intaccare da uno squallido tradimento.
Io so amare di amore gioioso, quello che non si nasconde, quello che non si ostenta, quello che non si vergogna.
Tenete, vi lancio quattro bucce, un osso e una caramella sporca di sabbia, mangiatevi gli avanzi e le unghie, mordetevi il rimorso, che nei vostri asfittici cuori l'amore quello grande non ci entra, si strozza.

Pensavate di rompermi l'amicizia? Ma no, l'amicizia no, non è quella. L'amicizia è un gatto agile e fiero, ha lo sguardo sornione ma due occhi che ci vedono anche al buio. Sonnecchia acciambellata davanti a un tè e biscotti, ridacchia al cinema in pizzeria o a spasso per lo shopping, ma davanti a una minaccia scatta reagisce e graffia. Forse non avete conosciuto l'amicizia mai, quella adulta intendo. Vi lasciate stregare dai cucciolini, così batuffoli appena nati, vi lusingano quelle fusa spontanee e i miao regalati, ma quando il felino cresce e la fiducia va meritata vi stufate, non siete all'altezza.
Andate via, via. Andate a giocare con i gattini, lusingate e lusingatevi delle lusinghe senza futuro, finchè non vi stancheranno e ne cercherete di nuove.

L'ingenuità, credevate di approfittare della mia ingenuità? L'ingenuità è una forma di bellezza, io la vanto, la sostengo, la proteggo.
La bellezza esiste anche senza occhi che la guardino, non ha bisogno di approvazione, di pubblicità, di conferme. Chi ha bisogno di pubblicare, di esibire, di raccogliere applausi per il proprio maquillage, fugge a nascondersi quando rimane senza trucco.

La vera bellezza non ha trucchi, la vera bellezza è arte e non si conquista con l'avidità, non si crea con le parole.

Le parole, che potere. Quelle dette, quelle taciute. Sono solo parole, eppure come sanno accarezzare, colpire, guarire, uccidere.
Io non ne ho, per voi. Troppe ne avete sciupate, che offesa, che noia.

 
 
 

di coprofagi cannibali

Post n°142 pubblicato il 24 Novembre 2011 da xenuca

Cara, la vita è un pasticcio al cioccolato con qualche pepita di merdina. Più è carica più è gustosa, solo che certi ingredienti segreti non li possiamo svelare a chi si lecca i baffi a tavola con noi.  
disse Xenuca all'amica  dalla coscienza sporca.
Glielo disse per confortarla e perché sa che tutt'intorno nel mondo la vita funziona anche così, lei lo vede non è mica orba. 
Ma mentre lo diceva, provava una sensazione di pace pensando a se stessa, che per anni si era cibata di succedanei della merda ma poi aveva imparato ad individuarli e gettarli via.  Guardava fiera la sua dispensa mezza vuota: solo pochi barattoli ma ben conservati e pieni di cioccolata artigianale di qualità scelta. 
Certo,  le operazioni di cernita e lunghi periodi di digiuno l'avevano stremata: selezionare solo cioccolata vera con autentico burro di cacao comportava lunghe scarpinate tra città e stati d'animo, ma ogni volta che aveva avuto la tentazione di fermarsi, le era bastato lanciare un'occhiata a tutti quei miserabili a mollo immobili dentro stagni di merda e quel gas flatulento l'aveva incoraggiata a riprendere il suo cammino, oltre che il fiato.
 
Sospirò sorridendo alla sua dispensa poi rimise il suo telefono di merda sul suo tavolino di sterco. Andò a sdraiarsi sul suo letto di letame, si addormentò e sognò sogni beati di cioccolato e gianduia. Ma fu svegliata molto presto da un attacco di diarrea. 

 
 
 

dichiarazione d'amore con anacoluti e refusA

Post n°141 pubblicato il 11 Novembre 2011 da xenuca

Kiki amore mio adorato. Tesorino peloso che fai le fusa e mi scaldi il cuore, chi dice che vi manca la parola si sbaglia: ai gatti la parola non serve.
(e scommetto che tu sapresti pure parlare, con quella lingua rosa di prosciuttino cotto).

 
 
 

Andirivieni

Post n°140 pubblicato il 03 Ottobre 2011 da xenuca

Ci sono libri così potenti che riescono a salvarmi quando ho bisogno di uscire, almeno per un po', dalla mia vita. Apro le pagine del romanzo come fossero una porta, dove mi infilo scalza, certa di trovare un cantuccio morbido e un brodo caldo, da assaporare al sicuro.
Ma quando ho bisogno di ritornare e trovare me stessa in parole altrui, è la poesia che mi accoglie. La poesia prende tutte le note, i bemolli, le pause le dissonanze che alla rinfusa popolano il mio cuore, e li trasforma in musica.

 

NON MERITARONO

Se lei vuole conoscere la Quinta Sinfonia
fino a diventare sordo
se vuole sapere cosa è un uomo, un uomo
  largo di spalle e d'animo,
un uomo immerso fino ai gomiti
nella disgrazia e nella forza,
contempli questo angolo del Paese Basco, umido e burbero,
giri verso il mare e veda le onde alzarsi come
    moltitudini,
come alberi spezzati,
spedisca una lettera macchiata di sangue e stupore
e amore e molto odio
e molto amore,
ascolti la delicatezza delle ali delle farfalle
e le ronde dei diavoli,
ma non dimentichi di maledire, colpire,
andare avanti nonostante tutto,
conosca a fondo la tecnica,
conosca la tecnica a fondo,
perché non otterrà niente in questa vita
per quanto generosi siano i suoi propositi,
se non ha sofferto molto, e amato fino al delirio,
esprimendolo fino in fondo,
tutto questo costituisce una parte della Quinta Sinfonia,
che gli uomini non meritarono mai per intero.

Blas de Otero, da Quanta Bilbao nella memoria.

 
 
 

Solidi valori

Post n°139 pubblicato il 23 Settembre 2011 da xenuca

Faccio finta che là fuori non ci siano il mondo la borsa i tg il nucleare la fame i ricchi i pezzenti e la pena di morte che giustizia la giustizia.
Due giri di chiave alla porta, accendo la luce gialla e i faretti dell'angolo cottura, metto su i beatles e cucino lo sformato di carne e verdure, mentre in frigo il parrozzo aspetta che la farcitura di cioccolato fondente diventi solida.

 
 
 

Per un pugno di terra (in scomodato d'uso).

Post n°138 pubblicato il 15 Settembre 2011 da xenuca

e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno..


Certe volte mi metto davanti al pc e viaggio. Non vado ad esplorare terre lontane, spiagge tropicali, metropoli americane, deserti lagune, isole o foreste. Io faccio viaggi nella mia infanzia.
La macchina del tempo è YouTube. Riascoltando canzoni dimenticate giù in fondo, cerco di ricostruire le mie radici pezzettino per pezzettino, come in una caccia al tesoro dove ogni melodia ne fa riaffiorare un'altra più nascosta, e mi travolgono come detriti gli episodi, gli odori, i sorrisi e le ferite che la corrente della musica mi fa rievocare.
Ho un'identità anacronistica e anaspaziale, io.
Vivo da sempre aspettando riscatti futuri, mentre la nostalgia del passato mi consuma il presente. Appartengo a luoghi che non amo e amo luoghi che non mi appartengono; ho tracce sparse in terre e mari lontani, dove da radici vigorose crescono fiori e alberi fra i quali io, perennemente altrove, non trovo posto.
Capisco stralci di dialetti che non parlo, e nessuno capisce per intero le mie parole.

Adesso clicco su play e salpo. Questa canzone mi porta nella palestra della scuola elementare, una sera di festa del paese, un ricordo color seppia con gli alpini che cantano e io che mi domando dove te vet, dove te vet.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Di Marche, marchette, EffeEsse e fessi

Post n°137 pubblicato il 12 Settembre 2011 da xenuca

Questo post rimane come me: a bocca aperta.
E', pertanto, senza parole.

link

 
 
 

Abat-jour [ammazz che giurn!]

Post n°136 pubblicato il 07 Settembre 2011 da xenuca


Ho ricevuto un libro molto bello, comprato su internet.
Ho risposto al telefono ed era il mormorio della corrente del fiume, che trasportava il cadavere del mio nemico (e non ne ho provato gioia ma solo un po' di pace, quella che mi spettava).
Ho rattoppato un'amicizia sospesa da anni.
Sono rientrata a casa e fra la posta c'era una sorpresa, un pacchetto spedito da amici lontani.

Cosa posso chiedere di più a questa giornata*? Sono solo le 17:21 e posso già andare a dormire contenta.
Buonanotte!



*Beh una cosina sì, potevo chiederla: il tecnico della caldaia che è arrivato questa mattina poteva essere almeno un po' bello e sorridente anzichè scorfano e 'ncazzato. Ne farò richiesta quando prenoterò l'intervento di manutenzione del prossimo anno.

 
 
 

Eastman Kodak Xenuca

Post n°135 pubblicato il 24 Agosto 2011 da xenuca

So quello che non sono ma non so chi sono.
So quello che non voglio essere ma non so come vorrei essere.
So cosa non ho, non ho l'inventario di ciò che ho.
So cosa non desidero ma non so cosa desiderare per me.

Ho questi negativi da sviluppare,
forse per questo la camera è oscura
(la vita, intanto, si imprime a colori).

 
 
 
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AREA PERSONALE

 

IL CUORE

Più nessuno incide
sui muri
nei tronchi
    luigi e maria
      rachele e carlo
         marta e alfonso
con due cuori
intrecciati.

adesso le coppie
leggono quelle arcaiche
fastidiose tenerezze
sui muri
nei tronchi
e commentano
    che stucchevole
prima di lasciarsi
per sempre.

Mario Benedetti

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