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xenuca
   
 
Creato da xenuca il 16/09/2007

LONTANO DA ADESSO

LONTANO DA QUI

 

[ante]prima[vera]

Post n°114 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da xenuca

 

è arrivata la primavera, hai visto?
No, non fuori dalla finestra
guarda dentro di me.

Mi è sbocciata la gioia
e canto per la strada
Roma mi meraviglia di nuovo
tutto mi appartiene
e io appartengo al mondo
e mi stupisco
e mi scappa da ridere
Mi sono accorta di come esplode la luce
di come vibra la vita
Ho scoperto quanto bene fa
quanti sorrisi restituisce
quanta musica diffonde
quanto è bello, e che trionfo!, l'amore.
Quando finisce.
Se non era corrisposto.

 
 
 

FELICE ANNO NUOVO

Post n°113 pubblicato il 01 Gennaio 2010 da xenuca



e dire che a me basterebbe un solo giorno, ogni tanto, felice.
Andare a dormire sorridendo e sotto il cuscino un buon motivo per alzarmi al mattino.

 
 
 

aesse

Post n°112 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da xenuca
 

Ti accarezzo la testa.
Gratto forte, lì sotto ci sono i tuoi pensieri ma non ci arrivo
a coccolare anche loro.
Ti premo le mani, sento il pollice, l'indice, l'anulare, il medio,
ti accarezzo le tempie, le guance, le palpebre, il collo,
premo per sentirti perché ci sei, adesso.
Domani, no. Sempre, impossibile.
Ma adesso ci sei.
Annuso la tua pelle: sa di corda, di vento, di caldo, di roccia,
sa di ricordi di case, di musiche lontane.
Divento piccola nel tuo abbraccio e aderisco più che posso.
Se apro gli occhi non è per guardarti, ma per essere certa
che non sto sognando.

 
 
 

14122009

Post n°111 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da xenuca

piove
mi infilo sotto il piumone
facendo finta che sia il tuo abbraccio
e mi sussurro come stai?
facendo finta che ti importi.

 
 
 

Eurostar AV 9513 (al ritorno)

Post n°110 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da xenuca

Sul treno di sera, quando è buio, se anche guardo fuori dal finestrino
posso vedere solo dentro me stessa.
Quello che ci trovo a te non importa.
Doveva importare a me invece l'ho trascurato per rincorrere diapositive di cene in cucina, di abbracci impossibili, di sorrisi sfuocati.
Riprenditi quelle quattro canzoni, gli spiccioli che mi hai gettato, le t le v e le b utili solo al tuo narcisismo e al mio inganno.
Puoi tenerti le tue sere, le tue domeniche, le tue notti, la tua solitudine e i tuoi complessi, il tuo muro spesso e ruvido e il tuo sacro cammino dove io non voglio più inciampare.
E non dimenticare di togliere di mezzo quel cappello: questo posto non ti appartiene.

 
 
 

Istruzioni post mortem

Post n°109 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da xenuca

Se dovessi trovare il mio cadavere
abbandonato sulla sabbia, trascinato dalle onde
se fosse ancora intatto, risparmiato dai morsi dei pesci,
dal catrame, dalle correnti e dagli scogli
se credi possa servire a qualcosa
e se posso scegliere io a cosa,
lascio le mie mani
a chi non ha mai avuto una carezza
lascio i miei occhi
a chi non sa vedere la poesia del quotidiano
lascio la mia voce
a chi riesce a cantare anche senza musica
lascio le mie gambe
a chi non vuole seguire sentieri già percorsi
lascio la mia testa
a chi ha tempo da perdere in congetture e sofismi
lascio i miei polmoni
a chi conosce il valore di un respiro
lascio il mio utero
a chi riceve tanto amore da trasformarlo in vita da amare
lascio il mio fegato
a pezzetti per i cani randagi.
Il mio cuore, gettalo via.
E' marcio.

 
 
 

10122009

Post n°108 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da xenuca

Tu lo sai quanto costa riparare un sorriso?
Quattro anni di sale d'attesa
soldi sudati e risparmiati a sacrifici
le viti che stringono il ferro che punge
il morso velenoso di una serpe col camice
l'inganno del suo bacio
l'offesa del suo fiele.

Esco dalla carrozzeria col sorriso rattoppato
una lucidatina, esercizi di labbra
e tornerà come nuovo.
Io lo so quanto è costato il mio sorriso
per questo non mi permetto di sciuparlo con te,
non lo spreco più.

 
 
 

freñacce

Post n°107 pubblicato il 10 Dicembre 2009 da xenuca

Un po' a ovest della nostalgia, dietro l'angolo a sinistra dei prati marini,
tra spirali di arcobaleni e stagioni sinfoniche cromatiche,
c'era una volta il paese inventato.
Quella volta io ero felice.

 
 
 

Eurostar AV 9508

Post n°106 pubblicato il 07 Dicembre 2009 da xenuca

1.
Amore mio sto partendo, sono sul treno. Ti farò ciao ciao dal finestrino, anche se tu non ci sei.
Vivo nel binario sbagliato.

2.
Le montagne se le vedi lontane dal finestrino del treno sono morbide sagome sfumate d'azzurro o soffici seni di velluto verde. Non si vede che ci sono i rovi che pungono, le salite faticose, il freddo che taglia la faccia, il burrone che se non stai attento rotoli giù e t'ammazzi.
Anche tu mi tieni lontana e così di te posso vedere solo il bello, le sfumature colorate, il caldo e il morbido.
Davvero credi di piacermi per questo? Ti sbagli di grosso amore mio. Tu non lo sai queste gambe quante salite hanno percorso e quanto freddo faceva il giorno che sono nata, che ancora lo sento.
Non lo puoi sapere come sono agile a destreggiarmi tra i rovi, la più brava di tutti.
Mi arrampicherei su fino in cima per gonfiarmi i polmoni di aria frizzante e riempirmi gli occhi e il cuore del panorama e non avrei paura di rotolare giù, dal tuo burrone.

3.
Amore mio questa mattina sono uscita molto presto che era buio. Per strada solo io, un cane biondo e un gruppo di operai che andavano al lavoro col furgone. Mi hanno sorriso.
Trascinavo la valigia sull'asfalto bagnato, forse ha piovuto o forse l'avevano lavato.
Anche il netturbino mi ha sorriso.
Sul treno il ragazzo di fronte col pullover a righe mi guarda di nascosto, distoglie lo sguardo ogni volta che alzo il mio.
Tu invece non mi vedi mai, non mi sorridi.

4.
I fidanzati delle altre non mi piacciono proprio. Hanno occhi di lucertola, mani troppo piccole, parlano a vanvera. Ogni attimo lo riempiono di vuoti, come fanno a pensare? Quando stanno zitti te ne accorgi che non stanno ascoltando ma nemmeno ragionando. Non so cosa c'è nei loro crani, penso il calendario del girone di ritorno o il poster della tettona che non si scoperanno mai.
I fidanzati delle altre non sono belli come te, non hanno la tua testolina curiosa di tutto, le tue mani forti e sapienti: tu sei l'unico che io posso adorare.
Ma tu non sei il mio fidanzato.

5.
Nascere è come salire su un treno da soli, con un biglietto per due: la poltrona accanto alla nostra è vuota.
Così lasciamo che qualche viaggiatore si metta seduto al nostro fianco, sperando che arrivi con noi fino al capolinea. Ma quasi sempre scenderà dopo poche fermate e il posto resterà vuoto finchè non arriverà qualcun altro a condividere un pezzo di percorso.
Alcuni scelgono con metodo il compagno di viaggio, altri concedono il posto al primo che passa.
La poltrona accanto alla mia è ancora vuota ma nessuno può sedersi: ci hai lasciato sopra il tuo cappello.

 
 
 

301109

Post n°105 pubblicato il 30 Novembre 2009 da xenuca

C'era una volta una bambina nata con l'ombrello
quando pioveva
quando grandinava
quando nevicava
o se c'era troppo sole
le bastava aprire l'ombrello
per mettersi al riparo
era una bambina sempre asciutta
secca
come un terreno lasciato a maggese (per troppo tempo)

arida

          sterile.


Poi c'era un'altra volta una bambina nata senza ombrello
scalza e senza vesti
andava per la vi(t)a esposta
alle precipitazioni che precipitavano
ai venti avversi
ma anche a quegl'altri
la pioggia le disegnava le lacrime
il sole gliele asciugava
il vento la pettinava
e le portava semi
di amicizia di invidie di spezie di orizzonti remoti
era una bambina permeabile
così spesso si inzuppava
di amarezza
o di stupore
come un terreno esposto al sole
dove i fiori
se anche qualcuno li calpesta
poi rispuntano

colorati

             profumati.

 

 
 
 
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