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100.000 penne nere

Post n°605 pubblicato il 09 Maggio 2022 da Zero.elevato.a.Zero
 

Sulla strada del Monte Pasubio
sè rimasta soltanto ’na crose
No se sente mai più ’na vose,
ma solo el vento che basa i fior.
Ma gli Alpini non hanno paura
bom borombom bom bom borombà
(Monte Pasubio – Bepi De Marzi)

Adunata Alpini Rimini

Inizia una nuova settimana con un’atmosfera insolitamente tranquilla, particolarmente silenzioso il centro storico della mia città che fino a ieri ha ospitato per la prima volta il raduno degli Alpini, rinviato per due anni a causa della pandemia.
Un fine settimana iniziato con la pioggia e decine di migliaia di penne nere in ogni anfratto a portare come sempre un segnale di solidarietà, di spirito di corpo, di amicizia condivisa.
Non ho mai nascosto, neanche tra queste righe, la mia affezione per questa gente, ho trovato quindi del tutto naturale, e perfino tradizionalmente romagnolo, offrire a quelli che ho incontrato e che mi hanno sorriso, qualcosa da bere; qualcosa che qui, come nelle zone da cui provengono ha il gusto di un bicchiere di vino. Ho avuto modo di capire nelle chiacchiere che sono seguite che nel mio sangue salato di mare se ne mescola una porzione proveniente dal nonno di Osoppo, il nonno capitano nella Julia.
Non sono i racconti di cronaca spicciola che voglio lasciare, ma il senso bellissimo di gente sconosciuta tra loro prima di indossare la divisa che adesso si sente una grande famiglia e chiama i commilitoni: fratelli. Alpini di tutta Italia, fieri di indossare il tricolore, alpini dall’Aosta alla Sicilia con l’orgoglio della loro penna solitaria sul berretto.
Gli alpini cantano, è un’altra loro prerogativa, lo fanno da sempre e spesso in coro a quattro voci virili che offrono un ascolto più bello di quello di un’orchestra sinfonica. Nelle giornate di venerdì e sabato si sono esibiti decine e decine di cori nelle chiese nei teatri ed in ogni angolo possibile, con programmi preparati, ma prima ancora nei bar, lungo il corso e in ogni altro anfratto è stato bellissimo sentirli cantare come sanno fare meglio: col cuore.
Un ringraziamento personale però lo voglio indirizzare al Coro della Brigata Tridentina in congedo. Sabato sera era in programma la loro esibizione assieme a quella di altri due cori, ma il teatro degli Atti che li ospitava era completamente pieno, non c’era posto per tutti. Così il coro della Tridentina nell’attesa del proprio turno sul palco è uscito in strada ed ha cantato per quelli che non avevano trovato posto dentro, un programma più lungo di quello che hanno in parte replicato più tardi con la generosità e la voglia di cantare che hanno incantato i presenti.
C’è da capire una cosa dei cori alpini, non sono solo un esercizio di virtù canore, ma sono un doveroso e preziosissimo atto di memoria. Raccontano delle montagne, quando erano ancora incontaminate dal turismo, ed ancora di più sono la testimonianza dei tempi durissimi della guerra, dove le truppe alpine sono state impiegate sui fronti più difficili dalle trincee della prima guerra mondiale, alle campagne di Grecia e di Russia, della seconda, dove hanno lasciato tante giovani vite a difendere il tricolore.
Ho scelto così di accompagnare queste parole di gratitudine con una registrazione imperfetta e spontanea della esecuzione di Monte Pasubio esibita fuori dal teatro, sulla strada trafficata ma con un pubblico commosso, presente anche nelle tante finestre ad ascoltare quanta poesia si può trovare perfino nel ricordo di momenti strazianti che non vanno dimenticati.
Oggi il servizio militare non è più obbligatorio, abbiamo tolto ai giovani l’occasione di convivere assieme ad altri sconosciuti un’esperienza che porta ad affratellare. Tutti gridano invocando la pace, soprattutto in questi giorni di guerra in Europa, ma in pochi sono pronti a crearla con qualcosa che non siano solo slogan urlati davanti alle telecamere. I giovani Alpini sono sempre meno, a chi sarà affidata la memoria della nostra storia da perpetuare?

Il Coro della Brigata Alpina Tridentina in congedo canta: Monte Pasubio

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Commenti al Post:
several1
several1 il 09/05/22 alle 19:09 via WEB
Borombon :-)
 
 
Zero.elevato.a.Zero
Zero.elevato.a.Zero il 11/05/22 alle 12:51 via WEB
Borombà :)
 
NoRiKo564
NoRiKo564 il 09/05/22 alle 23:33 via WEB
Porto il nome di.una gloriosa divisione alpina, non posso che essere orgogliosa di essere "alpina" con il cuore! Amo molto il canto corale, quello degli alpini, mi affascina perché non esistono voci femminili eppure cantano a 4 e più voci, certi canti riescono a commuovermi fino alle lacrime...non sono mai riuscita a cantare Signore delle Cime, dopo un po' mi si spezza la voce...W gli Alpini!
 
 
Zero.elevato.a.Zero
Zero.elevato.a.Zero il 11/05/22 alle 12:55 via WEB
Su Signore delle cime, del M.o Bepi De Marzi, un piccolo aneddoto personale: anni fa cantavo in un coro polifonico prevalentemente di musica sacra; poi il direttore ha iniziato ad esplorare anche altri canoni come quello della musica lirica e dell’operetta fino ad arrivare ai canti popolari tra i quali Signore delle cime. Da quel momento c’è stato un patto muto tra lui e me: avrei partecipato alle trasferte solo se il capolavoro del De Marzi fosse stato inserito in scaletta (almeno nei bis); così è stato anche per la partecipazione solenne al Giubileo 2000 nel Duomo di Milano :).
Peccato non averlo convinto a inserire anche il canto insegnatomi dalla nonna dal testo meravigliosamente ladino: Stelutis Alpinis.
 
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