[A causa delle limitazioni di Libero per la dimensione dei propri Post, la storia continua dalla pagina precedente] Capitolo VI: Le Radici del Domani
La notte più lunga che avessero mai vissuto iniziò lentamente a cedere. A levante, il nero pece si diluì in un blu indaco profondo, poi in un viola livido, fino a quando una sottile e affilata lama di luce arancione non squarciò la linea dell'orizzonte. Era l'alba, la promessa di un nuovo domani che scacciava via i fantasmi della notte. La tristezza e il terrore della perdita sembrarono, in quella luce nascente, durati solo un istante fugace. Con l'arrivo della luce, una donna austera, che era rimasta in silenzio per l'intero viaggio stringendo al petto un involto di foglie impermeabili, si mosse lentamente verso il centro della canoa. Era Honia. Honia era la memoria vivente della tribù. Conosceva ogni canto cerimoniale, ogni genealogia, ogni rituale agricolo e spirituale dei loro antenati. Honia non viveva nel presente, ma era un ponte sospeso tra i morti e i nascituri. Con mani tremanti ma solenni, Honia srotolò il fagotto di foglie di pandano davanti allo sguardo attento di Kanu e Kaseti. "Abbiamo perso la nostra terra," disse Honia, la sua voce incrinata dall'emozione, ma carica di gravitas, "ma non abbiamo perso noi stessi." All'interno del fagotto c'erano tesori inestimabili, più preziosi dell'oro del vulcano. C'erano tuberi di taro freschi pronti per essere ripiantati, diverse noci di cocco di mare accuratamente selezionate per la germinazione, piccole piantine di tè avvolte in muschio umido e persino bulbi di fiori profumati che usavano per adornare i capelli durante le feste. "Ho preso tutto questo prima che la lava arrivasse," spiegò Honi, guardando Kanu negli occhi. "Ho portato con me il cuore pulsante della nostra isola. Se avrete la forza di piantare questi semi, essi diventeranno grandi. Vi daranno ombra, cibo e, soprattutto, vi ridaranno la pace del cuore. Le nostre tradizioni non sono legate alle rocce di un'isola, ma a questi semi e alle persone che li coltivano." Kanu prese con cura e devozione una noce di cocco dalle mani di Honi. La guardò, immaginando già il momento in cui l'avrebbe adagiata nella sabbia di una nuova costa. La determinazione brillò di nuovo nei suoi occhi coraggiosi. "Li pianteremo, saggia Honi. Costruiremo un nuovo villaggio, più forte del precedente. La nostra storia non finirà nel fondo dell'oceano." Intanto si era fatta l'alba e Palu indicava segnali di terra, foglie in mare ed uccelli stanziali che non affrontano le distanze dell'oceano
Capitolo VII: L'Isola Lontana e il Canto del Vento Il sole salì alto nel cielo, scaldando le membra infreddolite dei viaggiatori. Palu, immobile a poppa, annuì impercettibilmente verso Makau. Il vento, carico dell'odore salmastro e fresco dell'oceano aperto, continuava a spingerli con un ritmo costante, come un canto incessante che accompagnava il loro scivolare sull'acqua. Verso mezzogiorno, Mea Hana indicò il cielo urlando di gioia. Un piccolo uccello bianco dalle ali a punta, un Manu-o-Kū, volava in cerchi sopra la canoa, portando nel becco un piccolo pesce d'argento, prima di sfrecciare deciso verso sud-est. Palu non ebbe bisogno di dire nulla. Fece modificare leggermente l'inclinazione del grande remo-timone. Poco dopo, una formazione nuvolosa insolita apparve all'orizzonte. Non era soffice e bianca, ma aveva una base piatta che rifletteva un distinto colore acquamarina, il riflesso infallibile di una grande laguna corallina poco profonda. Kepania, seduta tra le sue cortecce, iniziò a tracciare freneticamente i contorni di una montagna verde smeraldo che, lentamente, emergeva dall'acqua azzurra come un miraggio che si fa realtà, come una divinità che si manifesta. Non era un disegno di distruzione, questa volta, ma un disegno di speranza e rinascita. Mentre la grande canoa si avvicinava alla barriera corallina, cercando il passaggio sicuro per entrare nelle acque calme, tutta la tribù si raccolse accovacciò in coperta. Makau, Kaseti, Kanu, Lani, Kolohe, Hauo, Hoaaloha, Hau, Mea Hana, Honia e Kepania guardarono verso Palu. Lo sciamano navigatore aveva mantenuto la sua promessa, compresero solo allora che per tutto il viaggio non aveva mai abbandonato la sua postazione, usando la mano per puntare le stelle e perfezionare i suoi calcoli, scrivendo appunti in quella lingua a forma di serpente. Guidati dalla saggezza antica e dalle stelle, avevano trovato una terra nuova, un rifugio sicuro che non era poi così lontano, a patto di sapere come ascoltare la voce del mare. Le prue guizzarono veloci come delfini sulle onde del Rif e poco dopo ecco le carene di legno strusciavano dolcemente sulla sabbia bianca della nuova isola, segnando la fine del loro esodo, non vi furono urla di conquista. Solo un respiro collettivo di sollievo e gratitudine. Era ora di iniziare a conoscere la nuova terra, per prima cosa presero le piante di cocco ed i semi di Honi, scavarono buche dove il terreno sembrava più fertile e posero a dimora le piante in attesa di farle crescere.
Era giunto il momento di faticare, disboscare, costruire nuove case sotto la supervisione di Kanu che quasi si divertiva a vedere crescere una nuova città. Ma subito dopo avere nutrito la terra era opportuno fare festa e ballare, per ringraziare gli dei benigni che li avevano condotti fin lì, offrendo loro una nuova isola, una nuova vita. Al centro del villaggio fu costruito un idolo che venne subito baciato dalla brezza, facendo capire alla gente il compiacimento della natura. Piano piano era tempo di ricominciare da capo, trovare un nuovo equilibrio, una nuova armonia, un nuovo canto per raccontare questa avventura. Dovevano adattarsi a una terra sconosciuta, con le sue regole, con i suoi ritmi, ma era facile sorridere ai nuovi profumi portarti dalla brezza dell'oceano: Rehu Moana. Decisero di chiamare la nuova terra, per la forma svasata di quel cilindro della montagna che faceva ruzzolare le pietre, Kīʻaha, ma non avrebbero mai dimenticato il loro arcipelago Ke kūʻokoʻa, perché non possiamo dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Hale kahiko Aloha! (Addio vecchia casa) 🌸😊🌸
I PERSONAGGI
Hau - l'Amica di Palu Hauo - la Sarta poetessa Hoaaloha - L'amica di tutti Honia - l'Interprete
Kanu - Donna coraggiosa Kaseti - il Capo villaggio Kepania - l'Artista Kolohe - il Buontempone
Lani - l'Aruspice Makau - il Marinaio Meahana - la Vivandiera Palu - il Navigatore
Immagini testo e musica autoprodotti
Con questo post concludo le pubblicazioni di questo blog. Da oggi cessa anche la sua la manutenzione. Ho interrotto la possibilità di commento dato che ho trasferito tutto a questo indirizzo dove continuerò la mia attività:
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