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LO SGUARDO DI UN SECONDO PRIMA

Post n°11 pubblicato il 06 Febbraio 2008 da alcor12
 
Foto di alcor12

Cosa c'è, di magico e di irripetibile, per un uomo mentre fa l'amore?

Cos'è che rende così diverso un orgasmo auto-provocato (con la masturbazione), da uno a cui si arriva dopo il rapporto con una donna? Ciascuno può naturalmente rispondere a modo suo.

E' evidente che, visto che da un punto di vista strettamente fisico il processo è lo stesso, la differenza la fa la componente mentale, emotiva. C'è chi prova piacere nel sentirsi superiore alla donna, chi sottomesso, chi ama arrivare all'orgasmo con un rapporto molto 'intenso' ecc ecc.

Allora io dico cosa è magico per me: è lo sguardo che ti lancia una donna qualche istante prima di arrivare al suo orgasmo. E' l'espressione, la mimica, la sua faccia quando, ad esempio, sta per venire e tu ti fermi un attimo, all'improvviso.

Senti che lei è vicina al traguardo e tu, per un paio di secondi, ti fermi abbastamza perchè lei se ne accorga. Le donne, in quell'istante, rivelano la loro essenza.

Ci sono quelle che ti guardano con aria supplicante (del tipo: ehi ma mi lasci così?), quelle che ti guardano minacciose (allora, mi fai venire o no?), quelle che sono crocerossine (cosa c'è? qualcosa non va?)... e poi ci sono quelle che amano davvero fare l'amore, che sono in estasi, nemmeno ti guardano perchè si sono abbandonate a te, si fidano del fatto che tu pensi solo al loro piacere e restano lì, immerse nel loro angolo di paradiso, in attesa che tu ti prenda cura di loro e del loro piacere.

Non posso dire che preferisco un atteggiamento ad un altro. Io dico solo che questo, per me, è davvero fare l'ampre: guardare l'anima di una persona, non 'svuotarsi' o fare una cavalcata. se devo fare esercizio fisico vado in palestra, serve anche di più.

Sono strano? Forse. Mi ricordo che una volta, in occasione del mio addio al celibato, i miei amici, come si fa di solito, mi hanno portato al night e mi hanno pagato un privè (cioè 10-15 minuti chiusi in uno stanzino con una spogliarellista). Questa qui era una roba micidiale: fisico da paura, esperta, snodata... insomma... tutto.

A un certo punto mi ricordo che si è fermata, mi ha perso le mani e mi ha detto: "guardalo, mi guarda negli occhi..." e mi ha abbracciato. non so se l'abbia fatto perchè fa parte del suo lavoro o perchè era stata colpita per davvero. Ma quello che volevo dire è che io non concepisco l'atto sessuale (anche se nel privè non è successo nulla, solo lo spogliarello) scollegato da un minimo di... dialogo tra anime. Anche se sono chiuso in uno sgabuizzino con una spogliarellista che non avevo mai visto prima e che non ho più rivisto dopo.

Vi ho annoiato? pazienza... è il mio blog, in fondo.   

 
 
 

E QUESTO E' BEPPE GRILLO, IL NUOVO MESSIA ??

Post n°10 pubblicato il 10 Gennaio 2008 da alcor12
 

Dal blog di Alessandro Gilioli – “Espresso.it”

Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo. Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo.

Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.

Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.

Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui. Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso».

Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali.

Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta.

«Mah», dice lui, «non so, io non do il mio meglio in queste cose». Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste».

Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande. Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino. Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.

Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.

Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri - magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica - che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.

Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come “il Manifesto” o come “l’Internazionale”, su cui lu stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.

Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.

Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.



Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.

Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Gli mando il tutto con una bella mail. Passa la Befana, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta. Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde. Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa. Niente.

Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono: «Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»


«Certo, lei mi disturba sempre».

«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».
«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».

«Come mai?»
«Perchè sono domande offensive e indegne».

«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le do la mia parola».
«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».

«Buongiorno».

Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose di cui credo di avere ormai la certezza.

Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.

Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.

Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi - dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore - ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.

 
 
 

MEGLIO LE FRANCESI O LE ITALIANE ? MEGLIO I FRANCESI O GLI ITALIANI ?

Post n°9 pubblicato il 07 Gennaio 2008 da alcor12
 
Tag: costume
Foto di alcor12

Prima Laure Manadou che manda a quel paese Luca Marin, con tanto di lancio di anello da 15.000 euro in vasca, maxi scenata e nuovo fidanzato (francese) che rimpiazza il nostro nuotatore dopo meno di 15 giorni.

Poi Nicolas Sarkozy che si 'cucca' alla grande Carla Bruni, concupita da buona parte dei 25 milioni di maschietti italiani.

Ma allora vuol dire che le donne italiane sono meglio delle francesi ? che gli italiani non sono più i latin lover di una volta visto che prima una francese e poi una italiana sono finiti nelle braccia dei nostri colleghi d'oltralpe? o è solo una casualità?

Diciamo che tre indizi fanno una prova e qui siamo a quota due. E' innegabile che gli italiani, in giro per il mondo, hanno ancora la fama di ottimi amanti (e amatori, se qualcuno vuole che gli spieghi la differenza mi mandi un messaggio privato) ma è anche vero che non abbiamo più dei super sex- symbol capaci di valicare i confini nazionali.

O almeno, questo vale per gli uomini. Perchè le nostre donne continuano ad essere ammirate (e desiderate) dal resto del mondo: Carla Bruni, Monica Bellucci, la stessa Manuela Arcuri che Prince ha voluto nel suo video. ma anche Asia Argento e Giovanna Mezzogiorno...

I nostri super belli, da Gabriel Garko a Raul Bova, hanno un discreto successo in Italia ma all'estero non se li fila nessuno: anche questo è un aspetto su cui riflettere.

L'immagine delle donne italiane nel mondo è data da queste bellissime, l'immagine dell'uomo italiano è delegata a Pavarotti, Benigni, Berlusconi (sono gli uomini più noti all'estero): non propriamente dei campioni di seduzione. Gli unici che tengono alta la bandiera della bellezza sono i calciatori, alla Cannavaro per intenderci. ma è un po' pochino.

Che dire? se questa fosse un'indagine di marketing direi che c'è spazio per un nuovo prodotto... Ma occorre fare in fretta, mica possiamo stare a guardare mentre i francesi ci portano via le donne...

 
 
 

NAPOLI: BASTA PRENDERCI IN GIRO !!!!

Post n°8 pubblicato il 07 Gennaio 2008 da alcor12
 
Foto di alcor12

IERVOLINO: PRODI AVVISATO UN ANNO FA

Il sindaco di Napoli: «La situazione rifiuti fu prospettata al premier nel gennaio 2007»

NAPOLI - L'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania resta al centro del dibattito politico. Mentre si attendono le decisioni del governo dopo il summit a Palazzo Chigi, il sindaco del capoluogo campano, Rosa Russo Iervolino, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e risponde alle accuse che le sono state rivolte da più parti. Dopo aver ammesso che «vedere la città così ridotta fa veramente pena»., il primo cittadino - in un'intervista a SkyTg24 - aggiunge che «se tutti dessimo maggiore solidarietà e facessimo meno proclami forse faremmo di più l'interesse dei cittadini». La Iervolino non ci sta a prendere su di sé tutte le responsabilità e ricorda che altri sapevano, ma non si è agito in tempo. «Sento di essere rispettosa istituzionalmente, ma al presidente del Consiglio Romano Prodi la possibilità di giungere a una situazione del genere era stata prospettata addirittura l'11 gennaio del 2007 in una riunione fatta a Castel dell'Ovo dopo una lunga e particolareggiata relazione del commissario governativo di allora, Guido Bertolaso. Stranamente questa riunione non ha avuto ricadute». «Dopodiché - prosegue la Iervolino - c'è stato un decreto legge del Governo, convertito in legge, che individuava alcuni siti che stranamente non sono stati aperti. Non voglio dire che ho fatto tutto in modo perfetto, ma la responsabilità è legata ai poteri che si hanno. Non posso essere responsabile di cose - conclude il sindaco - per la quali non ho mai avuto il potere, né io, né prima di me Riccardo Marone, né Bassolino».

DI PIETRO - Una ricostruzione che evidentemente non convince Antonio Di Pietro. Per il ministro delle Infrastrutture, «servono le dimissioni di tutti coloro che hanno sbagliato a partire dal presidente della Regione Bassolino e via via della filiera». L'ex pm torna a chiedere le dimissioni del governatore della Campania ribadendo che oggi i consiglieri regionali dell'Italia dei Valori presenteranno una mozione di sfiducia proprio a Bassolino. «A Napoli in molti non hanno fatto bene il loro lavoro» spiega il ministro. E la colpa, secondo Di Pietro, è anche di quel partito che definisce del «non fare». «A Napoli tutti hanno detto no e sono rimasti con la 'monnezza' sotto casa. Se avessero fatto gli inceneritori, almeno uno, questo non sarebbe successo».

PROTESTA VIA SMS - E proprio il presidente della Regione Campania è stato oggetto di una protesta organizzata via sms. Sacchetti colmi di spazzatura con allegati manifesti contro le istituzioni locali sono stati depositati, già a partire dalla tarda serata di domenica dentro e fuori i cassonetti ubicati a pochi metri dall'ingresso della sua abitazione. L'iniziativa di protesta è stata attuata dal movimento «Noi Consumatori.it» che ha promosso la speciale raccolta di rifiuti attraverso una catena di Sant'Antonio via sms. Secondo gli organizzatori della protesta sarebbero alcune decine i sacchetti di spazzatura depositati dinanzi casa Bassolino. «Gli unici sacchetti che vengono raccolti sono quelli lasciati di fronte casa del governatore - recitava il 'messagginòo' inviato in un migliaio di copie dagli aderenti al movimento -. Se vuoi che anche il tuo lo sia, depositalo dinanzi casa di Bassolino». «Se Bassolino e Iervolino non si dimettono - afferma Angelo Pisani, leader del movimento che gravita nell'area del centrodestra - facciamo a Napoli il prossimo V-Day del 25 aprile».

VELTRONI - Al fianco di Bassolino e della Iervolino si schiera invece il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni. Il sindaco di Roma definisce «sbagliata e strumentale» la polemica del centrodestra contro il Governatore campano e il sindaco di Napoli .Veltroni chiede quindi di «mettere in campo grandi strategie nazionali e locali, moderne e responsabili, di soluzione al problema del ciclo dei rifiuti, come avviene nel resto dell'Europa».

 

 
 
 

KAKA' : "VOGLIO DIVENTARE IL CAPITANO DEL MILAN"

Post n°7 pubblicato il 07 Gennaio 2008 da alcor12
 
Tag: Milan
Foto di alcor12

Dedicato a tutti i gufi:

(ANSA) - BOLOGNA, 7 GEN - 'Se ho pensato di andarmene dal Milan? Solo prima della finale di Champions ad Atene, poi mai piu'. In futuro voglio diventare capitano dei rossoneri: significa che saro' rimasto a lungo nel Milan'. Sono alcuni passaggi dell'intervista rilasciata da Ricardo Kaka' al 'Guerin Sportivo, in edicola domani.

Il milanista - nell'anticipazione diffusa dal periodico - esprime anche un desiderio per il 2008: 'Vorrei partecipare ai Giochi di Pechino: quello olimpico e' l'unico titolo che manca al Brasile'. Infine, indica in Pato una chiave importante per il riscatto del Milan: 'E' lui il nuovo Ronaldo, me lo sento.
Ma le aspettative rischiano di mettergli troppa pressione'.
(ANSA).

 
 
 
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