UN GRANDE CAPO

LE SUE GESTA

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

 

TORO SEDUTO

Post n°12 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da toro.seduto.apache

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte,
perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi
sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani,
degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini,
il futuro dell'umanità.


 
 
 

LO STRAPPO DEI SIOUX

Post n°11 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da toro.seduto.apache

«Daremo passaporti e patenti a chi dice no alla vecchia cittadinanza»Lo strappo dei Sioux:
«Non siamo più cittadini Usa»La tribù dei Lakota straccia i Trattati firmati 150 anni fa con gli Stati Uniti: «Violati»

 WASHINGTON - Gli indiani Lakota, una delle tribù Sioux più leggendarie che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo, hanno stracciato i Trattati firmati dai loro antenati con gli Stati Uniti più di 150 anni fa. Lo hanno annunciato ieri alcuni rappresentanti della tribù.

 NUOVI PASSAPORTI - «Non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che vivono nelle regioni dei cinque Stati su cui si estende il nostro territorio sono liberi di unirsi a noi» ha dichiarato Russel Means, uno dei più famosi attivisti indiani dei diritti umani, in una conferenza stampa a Washington. Il rappresentante dei Sioux ha precisato che passaporti e patenti saranno consegnati a tutti gli abitanti del territorio che rinunceranno alla loro cittadinanza statunitense. Una delegazione di responsabili Lakota ha indicato in un messaggio indirizzato al Dipartimento di Stato che la nazione Sioux si ritira unilateralmente dai Trattati conclusi col governo federale americano, alcuni dei quali vecchi di oltre 150 anni.

«PAROLE SENZA VALORE» - Tali Trattati sono «parole senza valore su carta senza valore» e «sono stati violati a più riprese per privarci della nostra cultura e delle nostre usanze e per rubare la nostra terra», hanno affermato i rappresentanti della tribù. «Abbiamo sottoscritto 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati», ha dichiarato Phyllis Young, una militante della causa dei nativi americani che ha contribuito a organizzare nel 1977 la prima conferenza internazionale sui diritti degli indiani.

MISSIONE DIPLOMATICA - Alcuni capi Lakota si sono recati in delegazione presso le ambasciate di Bolivia, Cile, Sudafrica e Venezuela e intendono intraprendere una missione diplomatica in diversi Paesi nel corso dei prossimi mesi, secondo quanto hanno annunciato. Il territorio Lakota si situa nel nordovest degli Stati Uniti e comprende regioni del Nebraska, del Dakota del Sud e del Dakota del Nord, del Montana e del Wyoming. I Lakota sono stati la sola tribù a infliggere una sconfitta all’esercito americano. Una delle loro figure leggendarie, Cavallo Pazzo è passato alla storia per aver sconfitto il generale Custer nella battaglia di Little Bighorn nel 1876 nel Montana.


20 dicembre 2007(ultima modifica: 21 dicembre 2007)

 
 
 

LA PRIMAVERA

Post n°10 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da toro.seduto.apache

La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra.
Presto vedremo i figli del loro amore.
Ogni seme, ogni animale si è svegliato.
Anche noi siamo stati generati da questa grande forza.
Per questo crediamo che anche gli altri uomini
e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra.

TATANKA YOTANKA (TORO SEDUTO)
HUNKPAPA LAKOTA (SIOUX)

 

 
 
 

LA SUA VOCE

Post n°9 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da toro.seduto.apache

Quale donna bianca, anche se sola, è mai stata tenuta prigioniera o offesa da me? Ma dicono che sono un indiano cattivo. Quale uomo bianco mi ha mai visto ubriaco? Chi è mai venuto da me affamato e senza cibo? Chi mi ha mai visto picchiare le mie mogli o abusare dei miei bambini? Quale legge ho infranto? E’ sbagliato avere rispetto di me stesso? Sono immorale perché la mia pelle è rossa? Perché sono un Lakota, perché sono nato dove morì mio padre, perché morirò per il mio popolo e il mio paese? 

                          ---------------------------

Quale trattato stipulato con i bianchi l’uomo rosso non ha rispettato? Nessuno. Quale trattato che i bianchi hanno fato con noi hanno mai rispettato? Nessuno. Quando ero ragazzo i Sioux possedevano il mondo; il sole nasceva e tramontava sulla loro terra; e potevano mandare diecimila uomini in battaglia. Dove sono i guerrieri oggi? Chi li ha uccisi? Dove sono le nostre terre? Chi le possiede? Quale uomo bianco può dire che ho rubato la sua terra o un centesimo del suo denaro? Ma dicono che sono un ladro.

                           --------------------------

Non vogliamo uomini bianchi qui. I Black Hills appartengono a me. Se i bianchi cercano di conquistarli, io combatterò. 

Siamo poveri ma felici. Nessun bianco controlla dove andiamo. Se dobbiamo morire, moriremo difendendo i nostri diritti.

Da giovane, ero impaziente di imparare e di fare, ed è per questo che ho imparato velocemente. Ognuno è buono nel cuore del Grande Spirito.

 
 
 

TORO SEDUTO

Post n°8 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da toro.seduto.apache

L'invincibile
Toro Seduto, nato intorno al 1831 e morto, nel 1890, è stato il grande capo che ha guidato l'alleanza sioux nella resistenza all'invasione bianca delle grandi pianure. Non si fidò mai dei bianchi e non firmò mai con loro alcun trattato. Nel 1867, dopo quattro anni di lotte contro l'esercito statunitense, fu eletto capo dell'intera nazione sioux. Con la scoperta dell'oro nelle Black Hills, il secondo trattato di Fort Laramie fu violato e le ostilità con i bianchi si moltiplicarono.
Little Bighorn
Nel marzo 1876 sioux, arapaho e cheyenne, guidati da Toro Seduto, sconfissero il generale Crook a Rosebud e si diressero a Little Bighorn dove, il 25 giugno, si combatté la celebre battaglia: il generale Custer morì, insieme a 250 uomini del suo squadrone del 7° cavalleggeri.
La migrazione
Dopo l'onta di Little Bighorn, la reazione degli americani fu spietata e la resistenza indiana era ormai agli stremi. Nel maggio 1877 Toro Seduto guidò il suo popolo in Canada, dove rimase per alcuni anni. Una grave carestia lo costrinse però a lasciare quelle terre e ad arrendersi al governo americano nel 1881. Nel 1883 si ricongiunse al suo popolo a Standing Rock e fece la sua ultima caccia al bisonte.
Il circo
Nel 1885 si unì a Buffalo Bill e al suo spettacolo circense sul selvaggio West. All'estero veniva salutato con affetto, ma in America veniva spesso insultato dal pubblico. Ma Toro Seduto non capiva la lingua degli yankee e rimaneva impassibile, vendeva autografi per un dollaro e cinquanta. Buffalo Bill alla fine della tournée gli regalò un cavallo da circo e un grande cappello bianco. Tornato nella riserva, fu arrestato come agitatore e ucciso incidentalmente.

 
 
 

GLI EREDI DI TORO SEDUTO

Post n°7 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da toro.seduto.apache

“Noi non siamo cittadini americani”: la rivolta dei Lakota, eredi di Toro Seduto

 

Il leggendario capo dei Sioux Lakota, Toro Seduto

Il leggendario capo dei Sioux Lakota, Toro Seduto

“Gli indiani Sioux Lakota dicono basta. Dopo 150 anni dalla firma dei trattati fra la popolazione nativa e il governo degli Stati Uniti, i capi della gloriosa tribù hanno deciso di “non essere più cittadini Usa”. Il motivo? Il governo di Washington nel corso degli anni, dicono i capi tribù, non ha rispettato i trattati e ha fatto di tutto per “rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita”. Dunque, hanno aggiunto, le firme apposte sui trattati “non sono altro “che parole senza senso su carta priva di valore” e per questo non avrebbero validità.
Inoltre, fa sapere Russel Means, attivista nativo appartenente ai Sioux Lakota, “non siamo più cittadini Usa e tutti coloro che vivono nell’area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi”. E sono previste anche delle novità. Chi deciderà di rinunciare alla nazionalità Usa otterrà una nuova patente di guida e un nuovo passaporto. Anche in materia fiscale, la nuova identità statale che potrebbe nascere preannuncia novità. Infatti, i cittadini che aderiranno al “nuovo Stato” non pagheranno tasse. La tribù dei Sioux Lakota è una delle più gloriose del paese. Nel 1876 sconfissero con a capo Toro Seduto le truppe del generale Custer nella famosa battaglia di Little Big Horn.”

 

 Russel Means, attivista LakotaRussel Means, attivista Lakota

              Questo ulteriore atto da parte di un gruppo dei Lakota  dimostra che  la ferita è ancora aperta.

Il governo Statunitense potrà sostentare ed arricchire tutte le culture native che si trovano sul territorio ma mai potrà restituire la loro identità, la loro dignità e i loro luoghi. Non si possono cancellare le deportazioni nelle riserve e i vari genocidi perpetuati nei loro confronti. Il passato non si dimentica: il presente è il suo testimone. I discendenti di questi popoli attualmente sono poveri. Poveri di un’identità che si rifletteva in un territorio e di una cultura basata su determinati principi lontani dal pensiero del cosidetto uomo occidentale, ma di cui ora devono fare i conti con una integrazione forzosa e difficile. L’alcolismo, il diabete, il suicidio sono solo alcuni degli effetti di questa perdità d’identità fisica e morale. Mi si potrà dire che questo sia uno dei tanti processi crudeli ed inevitabili del nostro cammino, che la vita è sempre in evoluzione e che le guerre e le conquiste hanno fatto sempre parte della nostra storia con i propri vinti e i propri vincitori, però sono convinto che per ogni cultura che si estingua una parte di noi se ne và e questo mi dispiace perchè ogni popolo ha qualcosa da insegnare per poterci arricchire. È necessario sfatare il fatto che il governo Americano (e non solo…) abbia questi principi di rispetto.

 
 
 

IL LUNGO ESILIO PARTE 1

Post n°5 pubblicato il 18 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

Toro Seduto
I Mounties canadesi, chiamati originariamente North-West Mounted Police, esistevano da meno di tre anni quando, il 25 giugno 1876, i Sioux di Toro Seduto uccisero o ferirono più della metà del 7° Cavalleria del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia di Little Bighorn. Toro Seduto non ricoprì un ruolo particolarmente significativo in quella circostanza, ma il capo Hunkpapa era famoso per essere un leader saggio e potente, che voleva essere libero di girovagare e cacciare i bisonti. L’estate successiva Toro Seduto arrivò in Canada come profugo e in questa occasione i Mounties ebbero con lui un rapporto stretto e talvolta pericoloso per circa quattro anni. Il 7 maggio 1877, circa 11 mesi dopo la sconfitta di Custer, il trentaquattrenne maggiore James M. Walsh, un sergente e tre soldati seguivano un sentiero indiano verso le grigie colline e le gole di Pinto Horse Butte, all’incirca 280 miglia a nord di Little Bighorn.
La pista arrivava dal confine col Montana, circa 50 miglia più a sud.
Una banda dalle discrete dimensioni era passata su quel terreno. Gli indiani avevano solcato i territori del nord-ovest del Canada in prossimità della confluenza del fiume White Mud nel Montana.
Secondo le informazioni fornite dai due scout Metis di sangue misto ingaggiati da Walsh, quella era la pista di Toro Seduto. Se questo fosse stato vero, per i Mounties, e specialmente per i 90 uomini che Walsh comandava a Fort Walsh, non sarebbe stato un compito facile preservare la legge e l’ordine sul confine a sud e a est delle Cypress Hills, in quelle che sarebbero diventate le province di Alberta e Saskatchewan.

 

Anche prima della battaglia di Little Bighorn, Walsh e gli altri Mounties avevano realizzato che le operazioni militari degli Stati Uniti contro i Sioux e gli Cheyenne erano dirette a spingere gli indiani ostili a nord attraverso il confine. Sarebbe stata soltanto questione di tempo, e poi Toro Seduto e i suoi seguaci sarebbero arrivati in Canada. Tuttavia, una cosa era attendere il loro arrivo, ma un’altra sarebbe stata occuparsi di loro.
Era circa mezzogiorno quando gli scout di Walsh avvistarono alcuni indiani che sedevano apparentemente senza motivo sulle cime delle colline, un segno che un campo indiano era nelle vicinanze. Avanzando, essi videro altri indiani sulle colline, e altri ancora, finché la piccola pattuglia non fu circondata. In ogni caso, nessuno degli indiani tentò di fermare gli scout. Qualche attimo dopo, Walsh e i suoi uomini doppiarono una collina trovandosi davanti ad un grande accampamento. Rimasero in sella senza muoversi, mentre un gruppo di indiani dirigeva verso di loro. Spotted Eagle, capo guerriero dei Sans Arc Sioux, disse loro che erano i primi uomini bianchi a osare accostarsi all’accampamento di Toro Seduto. Walsh chiese di incontrare Toro Seduto.
Il capo Hunkpapa, alla testa di una scorta di capi minori, arrivò dopo poco.
Walsh studiò il capo, stabilendo che doveva essere più che quarantenne. Osservò che era di corporatura muscolosa. Egli aveva occhi scuri e vivaci, un viso grande e butterato, un prominente naso aquilino e una bocca dura; due lunghe trecce nere penzolavano sulle sue spalle. Aveva le gambe arcuate e zoppicava.
Toro Seduto doveva essere curioso nei confronti di Walsh e dei suoi Mounties. Walsh, che era alto all’incirca come Toro Seduto, rimase dritto come una lancia. Muscoloso come un leone di montagna, egli aveva intensi occhi castani in un volto segnato dalle intemperie, aveva folti baffi e la barba soltanto sul mento, ondulati capelli castani sotto un berretto blu e oro.

Walsh e Toro Seduto si diedero la mano. All’inizio Toro Seduto trattò i soldati inglesi con prudente riserbo, poi gradualmente si scaldò. Quindi si ritirarono sul campo e iniziarono una conferenza che durò per tutto il resto della giornata.
Walsh chiese agli uomini di Toro Seduto perché fossero giunti in terra canadese. Essi risposero che era per trovare la pace.
I Sioux affermarono di avere sofferto moltissimo per mano dei Lunghi Coltelli dal berretto blu, contro i quali avevano combattuto per difendersi per anni. Essi speravano che la “Nonna” (così i Sioux chiamavano la Regina Inglese) avrebbe dato loro rifugio nella sua terra.
Spotted Eagle disse che erano stati obbligati ad attraversare la linea di medicina (il confine – i Sioux lo chiamavano anche “la grande strada”) per proteggere le loro donne e i loro bambini dai Lunghi Coltelli.
John Peter Turner, storico della Royal Canadian Mounted Police, scrisse nel primo volume di “The NortH-West Mounted Police 1873/1893”: “Toro Seduto, in effetti disse ‘Ieri fuggivo dall’uomo bianco maledicendolo. Oggi essi mi sfidano costruendo le loro case sulla mia terra. Il Capo dei Bianchi del Fronte (Walsh) viene alla mia casa solo e disarmato. Egli mi ha stretto la mano in segno di pace. Ho sbagliato? Sono finito?’”
Walsh spiegò che lo scopo della sua visita era scoprire le loro intenzioni e informare i Sioux sulla legge della “Nonna”, a cui ogni uomo, bianco o rosso, doveva obbedire.
Essi non avrebbero dovuto combattere contro le altre tribù e non avrebbero dovuto rubare cavalli o altro.
Essi non avrebbero dovuto uccidere o ferire alcuna persona. Non avrebbero dovuto usare le terre della “Nonna” come un rifugio da cui combattere i soldati americani.
Non avrebbero potuto rimanere se non avessero obbedito alle sue leggi, disse loro Walsh.
Toro Seduto disse che lui e la sua gente avrebbero rispettato la legge, aggiungendo che aveva “seppellito” le sue armi prima di giungere in Canada.

 


L’incontro tra Toro Seduto e Walsh

 

A Toro Seduto piacque quello che Walsh disse a proposito delle leggi della “Nonna”, in particolare il principio della giustizia per tutti, senza badare alla razza.
Egli mostrò a Walsh le medaglie che re Giorgio III aveva assegnato a suo nonno per il servizio reso alla Corona Britannica durante la guerra del 1812 (suo nonno aveva combattuto al fianco delle truppe del re britannico). “Erano uomini in gamba” aveva detto il nonno, aggiungendo “Se tu vorrai trovare la pace, vai al nord nella terra delle giubbe rosse”.
Toro Seduto chiese munizioni affinché il suo popolo potesse cacciare i bufali. Disse che avevano esaurito i proiettili combattendo contro i Lunghi Coltelli. Walsh fu d’accordo a concedere loro abbastanza pallottole per cacciare, ma avvertì che nessuna munizione avrebbe dovuto essere usata per combattere attraverso il confine.
Walsh e i suoi uomini passarono la notte nell’accampamento Sioux.
Il mattino seguente, l’8 maggio, si stavano preparando per partire quando tre Assiniboine provenienti da sotto il confine giunsero all’accampamento con cinque cavalli.
Uno degli scout di Walsh riconobbe tre di essi come i cavalli di un prete cattolico che era stato nelle Cypress Hills poco tempo prima.

 


Toro Seduto con alcuni familiari

 

Walsh arrestò White Dog, il leader dei tre Assiniboine, per furto. White Dog dette un’occhiata ai guerrieri Sioux che si erano radunati intorno a lui, fiducioso che non avrebbero assecondato quell’uomo bianco con la giubba rossa.
Ma Walsh non si fece scoraggiare. La legge era stata infranta.
Facendo penzolare di fronte a White Dog un paio di catene da caviglie, Walsh disse “Dimmi dove hai preso questi cavalli, come li hai presi, e cosa intendi farci, o ti metterò queste catene e ti porterò via”.
Il silenzio scese sull’accampamento. Tutti gli occhi erano puntati sui soldati inglesi e su White Dog. I Sioux erano sbalorditi dal coraggio dei Mounties. Alcuni erano pronti a combattere per i loro fratelli Assiniboine, alcuni erano confusi, altri stavano aspettando di vedere se i soldati inglesi avrebbero portato a termine la loro minaccia.

 
 
 

IL LUNGO ESILIO PARTE 2

Post n°4 pubblicato il 18 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

Leggendo esitazione sui volti dei Sioux, White Dog borbottò che mentre stava attraversando la prateria a est delle Cypress Hills, aveva visto i cavalli che girovagavano sperduti e li aveva presi.
Egli aggiunse che non si era reso conto che quello che stava facendo era sbagliato, visto che a sud della linea di medicina si era soliti prendere ogni cavallo che si credeva sperduto e restituirlo soltanto se i loro proprietari chiedevano di farlo.
Walsh non gli credette, ma gli concesse il beneficio del dubbio. La legge parlava chiaro, ma quando i Mounties si rendevano conto di trovarsi di fronte a persone che non ne erano a conoscenza, di solito erano indulgenti.


Un gruppo di Sioux

Secondo quello che R.C. Macleod del Dipartimento di Storia dell’Università di Alberta scrisse nel suo libro ‘The North-West Mounted Police and Law Enforcement 1873-1905’, “il furto di cavalli era alla stregua di uno sport tra le tribù delle pianure. L’idea che fosse un crimine venne gradualmente introdotta dalla polizia, la quale preferiva restituire i cavalli con una raccomandazione ai ladri piuttosto che arrestarli.”
Walsh rilasciò White Dog, ma sequestrò i cavalli per poterli restituire durante il suo ritorno a Fort Walsh, 110 miglia a ovest. Quindi raccomandò a White Dog di osservare la legge della “Nonna”.
Toro Seduto e i Sioux erano stati testimoni di una applicazione della legge canadese. Era l’esempio che Walsh voleva dare, e non sarebbe tornato indietro.
I Mounties avrebbero fatto rispettare la legge in questo modo: due o tre giubbe rosse avrebbero cavalcato tranquillamente tra grandi accampamenti di indiani armati, e avrebbero arrestato o redarguito i trasgressori con severi avvertimenti.
Il coraggio e il fatto di non mostrare mai paura fu forse la ragione per cui una manciata di uomini risoluti ebbero un tale successo nei loro rapporti con gli indiani.
Gli indiani ammiravano il coraggio forse al di sopra di ogni altra virtù. Walsh aveva dato a Toro Seduto qualcosa su cui pensare.
ro Seduto e i suoi seguaci, circa un migliaio, non erano i soli Sioux ad essere giunti in Canada. Nel dicembre precedente era arrivato Black Moon, un capo Hunkpapa cugino di Toro Seduto, e si era stabilito lì con molti altri Hunkpapa, Minneconjou, Oglala, Sans Arc e Two Kettle.


Ufficiali della North-West Mounted Police

Nel marzo del 1877, lo zio di Toro Seduto, Four Horns, condusse un’altra grossa banda attraverso la linea di medicina. A maggio, con l’arrivo della banda di Toro Seduto, i Sioux in Canada erano circa 4.000.
Tutti i Sioux promisero di osservare la legge canadese, ma nessuno sapeva cosa realmente significasse. E il governo canadese voleva i Sioux fuori dal suo territorio.
Nell’agosto 1877, circa tre mesi dopo l’arrivo di Toro seduto, su richiesta di Ottawa il governo USA nominò una commissione di pace per incontrare i Sioux.
Apparentemente lo scopo della commissione era persuadere gli indiani a tornare negli Stati Uniti e arrendersi all’esercito in cambio del perdono.
Il generale di brigata Alfred H.Terry, il comandante dell’esercito che aveva marciato sui Sioux a Little Bighorn l’anno precedente, guidava la commissione.
All’inizio Toro Seduto rifiutò di incontrarsi con Terry, ma Walsh lo convinse ad abbandonare il villaggio Sioux vicino a Pine Horse Butte per dirigersi a Fort Walsh ad ascoltare gli americani.
L’incontro si svolse il 17 ottobre, ed ebbe risultati prevedibili.
Toro Seduto non aveva fiducia in Terry, l’uomo che aveva mandato Custer, e i Sioux si rifiutarono di tornare indietro.
Robert Utley, biografo di Toro Seduto, aveva ipotizzato che gli Stati Uniti non volessero realmente far tornare indietro Toro Seduto, e che fecero pressione sul Canada per adottare il capo e la sua gente come “indiani canadesi”.
La diffidenza di Toro Seduto si intensificò con la consapevolezza che il colonnello Nelson A. Miles si aggirava subito sotto il confine, avendo sconfitto Capo Giuseppe e gli altri Nez Perce alle Bear Paw Mountains due settimane prima.
White Bird, uno dei capi Nez Perce, insieme a 98 uomini, 50 donne e circa 50 bambini avevano aggirato la sorveglianza degli uomini di Miles alle Bear Paw e l’8 ottobre erano giunti all’accampamento di Toro Seduto.
Un ritratto di Toro seduto
Ancora prima che la commissione di pace degli Stati Uniti si recasse a Fort Walsh, i quotidiani avvisarono i lettori dei problemi che avrebbero potuto creare i Sioux, come descritto dettagliatamente nel 1973 dallo storico Grant MacEwan nel suo libro “Toro Seduto: gli anni in Canada”.
Il Montreal Witness del 16 agosto 1877, riportò che Toro Seduto aveva chiesto al popolo Blackfeet di sostenerlo nel conflitto contro l’odiato governo Americano, dopodichè egli lo avrebbe aiutato in ogni battaglia che avesse potuto avere col governo canadese.
Il Fort Benton Record del Montana pubblicò un pezzo intitolato “Toro Seduto si sta preparando per la Campagna di Primavera” che diceva che gli Assiniboine, i Gros Ventre, i Crow e i Piegan avrebbero raggiunto il capo Sioux.
Il Toronto Globe del 25 settembre 1877 avvertiva i suoi lettori che Wood Mountain, una colonia Metis nei pressi di Pinto Horse Butte, “avrebbe potuto esplodere in ogni momento”.
Il Globe affermava che Toro Seduto era sul punto di marciare contro l’esercito degli Stati Uniti alla guida di tutte le tribù del nord, aggiungendo che “Toro Seduto aveva molte munizioni”.
Le notizie si susseguivano, specialmente dopo il fallimento del meeting della commissione di pace in Ottobre.
Il Fort Bentos Record del 5 aprile 1878, scriveva che i Blood, i Northern Blackfeet, i Cree, gli Assiniboine del nord, i Piegan, i Kootenai, i Sarcee (tutte tribù canadesi) e i Gros Ventre avevano raggiunto Toro Seduto, il quale “non aveva fatto alcuna fatica a formare una lega tra queste tribù… Egli appariva insieme a trenta dei suoi migliori guerrieri che indossavano gli abiti dei soldati uccisi nel massacro di Custer, per testimoniare a tutti gli indiani radunati come egli avesse trattato i soldati e di come sarebbe stato facile cancellare i bianchi e dividere la terra soltanto tra gli indiani… Thomas O’Halloran, in forza a Fort Belknap (sul Milk River nel Montana del nord, vicino alle Bear Paw Mountains), considera la situazione critica.”
Due settimane più tardi, il 19 aprile, il Fort Benton Record riportava che alcuni abitanti della colonia canadese di Battleford, sul North Saskatchewan River, erano “molto eccitati” alla notizia che Toro Seduto aveva formato una alleanza tra le tribù Sioux, Blackfoot e Stoney e fosse disponibile ad accettare anche i Cree.


Toro Seduto a Fort Walsh nel 1877

Apparentemente l’intento dell’alleanza era portare a termine un’incursione di vaste dimensioni. “Stava nascendo un campo con settecento case per i Sioux presso le Sand Hills, a settantacinque miglia da Fort Walsh, e c’erano nuovi arrivi ogni ora… ‘in un giorno erano arrivati quattro carri carichi di cartucce’… I Nez Perce e i Blackfeet avevano stipulato un trattato con Toro Seduto e i Blackfeet erano pronti nei pressi del Belly River (vicino a Fort Macleod)… Si supponeva che l’attacco sarebbe stato sferrato alle Cypress Hills (Fort Walsh) e a Fort Macleod.”
I Mounties indagarono su queste illazioni ma scoprirono che non avevano un reale fondamento. Crow Foot, un potente capo Blackfoot, confermò di aver avuto delle proposte da Toro Seduto. Disse anche che nella primavera del 1876, prima della Battaglia di Little Bighorn, Toro Seduto gli aveva chiesto di raggiungere i Sioux in una possibile guerra contro gli americani, ma egli aveva rifiutato.
Crow Foot
Toro Seduto lo aveva nuovamente contattato nell’estate del 1877, quando si erano incontrati durante una caccia al bufalo, ma non avevano parlato di alcuna alleanza.
Walsh nei primi mesi del 1878 si recava spesso a Ottawa in treno attraversando il nord degli Stati Uniti e sovente veniva intervistato dai giornalisti. Soprannominato dalla stampa “il boss di Toro Seduto”, egli smentì le voci di una grande alleanza guidata da Toro Seduto.
Egli smentì categoricamente che i Sioux di Toro Seduto (che a quell’epoca contavano circa 5.000 uomini, inclusi alcuni Oglala Sioux del capo Crazy Horse, ucciso dalla baionetta di un soldato il 5 settembre 1877) facessero parte di un qualsiasi piano d’azione.
Walsh era convinto che i viaggiatori passassero spesso storie simili agli scout dell’esercito, affamati di notizie da riportare ai loro superiori.
Quando nel maggio del 1878 un giornalista del Chicago Times lo intervistò circa la possibilità di una confederazione di tutte le tribù che si trovavano a nord del confine, Walsh dichiarò “Non è naturale pensare che i Sioux e i Blackfoot possano allearsi.”
Lo stesso accadde per la storia secondo cui i Sioux avevano avuto un’ampia scorta di munizioni; Walsh fece notare che le rigide restrizioni del governo consentivano ai Sioux di avere soltanto le pallottole per cacciare. Egli aggiunse che i Mounties perlustravano regolarmente tutti i percorsi dei commercianti di armi nei territori occupati dai Sioux.
Altre voci mormoravano che Louis Riel, un leader Metis in esilio dopo l’insurrezione del 1869-70 in Manitoba, stava tentando di formare un’alleanza. Riel, che viveva nel Montana, tentò durante tutto il 1878 di formare una collaborazione tra “tutti quelli di sangue indiano…” per combattere contro i bianchi e riavere le praterie, che egli sosteneva appartenessero loro.

 
 
 

IL LUNGO ESILIO PARTE 3

Post n°3 pubblicato il 18 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

I suoi obiettivi erano vaghi. Egli si occupava del malcontento che gli indiani manifestavano rispetto al cambiamento del loro modo di vivere, specialmente quanto alla crescente scarsità del bisonte.
Gli Assiniboine del nord Montana furono i primi ad unirsi a Riel. Non appena Walsh venne a conoscenza delle attività di Riel, raggiunse Wolf Point, lungo il fiume Missouri, dove si trovava l’accampamento degli Assiniboine, e discusse a fondo con loro dell’alleanza con Riel.
Louis Riel
Quindi ritornò verso nord passando lungo il confine e attraverso gli accampamenti di Toro Seduto e degli altri capi Sioux, rammentando loro le promesse di rispettare la legge canadese e mantenere la pace.
Walsh credeva molto alla parola data, così come Toro Seduto e i Sioux. Egli inviò le sue parole agli agenti indiani del Montana, nelle cui agenzie erano accampati Riel e i suoi alleati Metis. Gli agenti, a loro volta, informarono il Dipartimento degli Interni a Washington D.C.
Venne così dato ordine di agire all’esercito degli Stati Uniti.
Nel 1878, prima dell’arrivo della neve sulle pianure del nord, soldati, sceriffi e ufficiali dell’esercito degli Stati Uniti fecero irruzione nelle riserve e dispersero i Metis, sequestrando le loro armi e munizioni, rimpatriando attraverso il confine quelli che dichiaravano di essere canadesi o provenienti da regioni del sud Montana.
Questo intervento di fatto ruppe l’alleanza di Riel.
Nell’autunno del 1878, Toro Seduto avvisò Walsh dell’imminente arrivo di un gruppo di Cheyenne in Canada, così come aveva fatto un anno prima per l’arrivo dei Nez Perce.
Ma questa volta si sbagliava; l’esercito degli Stati Uniti fermò gli Cheyenne prima che potessero recarsi più a nord.
Nonostante Toro Seduto avesse sognato la possibilità di unire gli Cheyenne e altre tribù del nord in una confederazione per tenere testa agli americani, egli aveva costantemente espresso la speranza che la “Nonna” potesse concedergli una riserva in Canada, come aveva fatto con i Sioux che erano fuggiti al nord in seguito all’insurrezione del 1862 in Minnesota.
La presenza di 5.000 Sioux in Canada stava provocando una drastica riduzione del numero dei bisonti (la principale risorsa alimentare degli indiani delle pianure), che erano ogni anno sempre meno. Nel 1876 il governo canadese aveva stimato che ci fossero abbastanza bisonti per nutrire gli indiani dell’ovest per cinque anni al massimo.
Ma all’arrivo dei Sioux il governo dovette rivedere drasticamente le proprie stime. Le tribù canadesi si resero conto che i bufali stavano diminuendo, e dettero la colpa ai Sioux. Il rischio di conflitti tra le tribù aumentava, richiedendo una maggiore vigilanza da parte delle Giubbe Rosse nel nord-ovest, e il governo non intendeva farsi carico dell’alimentazione dei Sioux.

 


Un gruppo di “mounties”

 

La politica fondamentale del Canada rimase invariata. I Sioux avrebbero dovuto fare ritorno alle loro terre.
Alcuni dei giovani guerrieri di Toro Seduto divennero irrequieti. Se non ci fosse stato cibo a sufficienza nelle riserve, essi avrebbero semplicemente preso quello che gli occorreva.
Alcuni abitanti delle Wood Mountain, i Metis, iniziarono a non trovare più i loro cavalli. Questo vizio dei Sioux (il furto era una delle attività più praticate dalle tribù delle pianure) mise alla prova la pazienza di Walsh e dei suoi uomini.
Questo fatto era causa di super-lavoro per loro, pattugliamenti e lunghe ore in sella.
All’inizio dell’estate del 1879, un gruppo di giovani guerrieri Sioux prese una cinquantina di cavalli appartenenti a un Metis di nome Poitras, il quale si recò al loro accampamento per riaverli indietro.
I Sioux risero, e Poitras fu fortunato che i guerrieri si limitarono a ridere. Così egli si recò al posto delle Giubbe Rosse nell’accampamento Metis, a Wood Mountain, dove Walsh aveva trasferito il suo quartier generale, esclusivamente per i campi Sioux.
Walsh, uno dei suoi uomini e uno scout Metis andarono con Poitras alla ricerca dei cavalli. Non avendo avuto successo, Walsh chiamò Toro Seduto, e gli disse chiaramente che voleva i cavalli, e che se non li avesse restituiti egli avrebbe invitato Nelson Miles, per il quale aveva grande ammirazione, ad attraversare il confine e a costringere i Sioux a tornare nelle propria terra.
Toro Seduto si adirò, ma alfine il bluff dei Mounties funzionò. Il capo Sioux comprese che la posta in gioco era troppo alta per permettere la sfida dei suoi giovani guerrieri. I cavalli furono restituiti.
“Poche settimane dopo,” scrisse John Peter Turner, “Toro Seduto ritornò all’accampamento di Wood Mountain con un grande seguito, compresi i capi Four Horns e Black Moon. “La caccia al bufalo non era andata molto bene, e sentivano i morsi della fame. Giunsero di fronte agli alloggi di Walsh, una delle varie casette in legno che comprendevano anche il posto di polizia dei Mounties. Scesero dai loro pony, entrarono nella casa e strinsero solennemente la mano all’agente dei Mounties. Walsh mandò a chiamare Cajou Morin, il suo interprete Metis. Dopo aver parlato con loro, Morin tornò da Walsh: “Chiedono rifornimenti, specialmente tè e tabacco.”
Ma Toro Seduto aveva altro da dire. Egli si lamentò per la mancanza di compassione nei confronti dei Sioux da parte della “Nonna”, la scarsa considerazione che il governo canadese dedicava all’approvvigionamento di cibo, anche se i Mounties spesso li rifornivano con le loro stesse provviste.
Walsh ascoltò le minacce appena velate di Toro Seduto su cosa sarebbe potuto accadere se non fossero stati presi provvedimenti.
Questo fu troppo per Walsh, che era conosciuto per il suo linguaggio schietto.
“Chi ti credi di essere? Ti sei dimenticato che sei un indiano americano? Non hai alcun diritto di rimanere in Canada. Hai causato un sacco di guai alla polizia, hai rubato cavalli, sei stato una maledetta seccatura. Sembra che tu sia convinto che tutti i bianchi debbano avere paura di te. Bene, ti sbagli. Porta le tue maledette seccature fuori di qui. Se continuerai a procurare guai, ti sbatterò in prigione insieme alla tua maledetta gente!”
“Stai attento, Wahonkeza (il nome Sioux di Walsh), replicò Toro Seduto. “Stai parlando con il capo della potente nazione Sioux.”
Toro Seduto
“So con chi sto parlando. Quel che ho detto rimane. E anche se non ci saranno più furti di cavalli io ti arresterò!”
Toro Seduto era arrabbiato. Agitando un dito, disse a Walsh “Nessuno può parlarmi così!” e cercò di estrarre la pistola dalla cintura, ma Walsh lo afferrò e lo trascinò fuori dalla casa.
Toro Seduto cadde a terra, e quando tentò di rialzarsi Walsh gli diede un calcio. Furioso, Toro Seduto balzò in piedi tentando ancora di afferrare la pistola, ma uno degli altri capi lo trattenne. Egli lottò per liberarsi, ma era stanco e cadde a terra.
Dopo un momento il capo Hunkpapa si rialzò e se ne andò infuriato.
Walsh corse alla casa vicina. “Uomini, state pronti” urlò. “Potrebbero esserci guai.”
I Mounties si precipitarono fuori imbracciando i loro fucili, e si disposero in fila dietro di lui.
In strada, di fronte all’emporio, si era formata una rumorosa folla di indiani. Pochi minuti più tardi il gruppo, guidato da Toro Seduto sul suo pony color crema, si diresse verso il posto di polizia dei Mounties.
Walsh ordinò a Morin di prendere due lunghi pali dal fienile e di posarli in terra di fronte al posto di polizia. “Dite loro di non attraversare questi pali. Il primo che lo farà se ne pentirà.”
Quando i Sioux furono vicini, Morin gridò a Walsh di stare attento. Gli ardenti occhi di Toro Seduto erano fissi su Walsh mentre andava verso di lui. Walsh era di fronte ai suoi uomini, e ricambiava lo sguardo del capo Sioux.
Quindi, appena prima di arrivare ai pali disposti in terra, Toro Seduto dette uno strattone alle redini del suo pony. L’animale si fermò immediatamente. I Sioux erano ammassati dietro al loro capo. Walsh e Toro Seduto continuavano a fissarsi negli occhi l’un l’altro.
Alla fine, Toro Seduto girò il suo pony e se ne andò, e lo stesso fecero i suoi uomini, tornando verso l’accampamento raccolti in piccoli gruppi.
Toro Seduto aveva affondato con sicurezza il suo coltello nel cuore delle giubbe rosse della “Nonna”, ma questa volta non era andata come desiderava. Walsh era l’unico uomo bianco di fronte a lui, era praticamente solo eppure lo aveva sconfitto, ma Walsh era anche l’unico uomo bianco di cui lui si potesse fidare, l’unico uomo bianco su cui lui potesse basarsi.

 


Walsh con alcuni suoi uomini

 

A volte i Sioux attraversavano il confine, non per fare la Guerra con gli americani ma per cacciare il bufalo. Il 17 luglio 1879, durante una partita di caccia a cui partecipava anche Toro Seduto, i Sioux si avventurarono a sud del Milk River e ci fu uno scambio di colpi con i soldati di Miles e gli scout Crow.
Si disse che Toro Seduto aveva avuto la meglio su Magpie, uno dei Crow, dopo averlo sfidato a duello durante la battaglia. Alla fine gli obici di Miles costrinsero i Sioux a ritirarsi a nord del confine.
Questa schermaglia nei pressi del Milk River consolidò la decisone di Toro Seduto di non arrendersi all’esercito. Egli era convinto che gli americani stessero aspettando soltanto questo come una punizione per quello che era successo a Little Bighorn.
Ma le pance vuote brontolavano incessantemente, e molti Sioux tornarono verso sud. All’inizio di agosto Toro Seduto disse a Walsh che avrebbe voluto richiamare i suoi guerrieri per incontrare i soldati di Miles in battaglia, aggiungendo che nessuno di quei soldati sarebbe sopravvissuto per raccontarlo.
Walsh intese quelle parole come un vanto, ma disse a Toro Seduto che quell’azione sarebbe stata un’imprudenza, che alla fine egli avrebbe dovuto tornarsene nella sua terra e che gli americani non avrebbero tollerato altre vittime tra i loro soldati.

 
 
 

IL LUNGO ESILIO PARTE 4

Post n°2 pubblicato il 18 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

Negli Stati Uniti continui massacri di bufali, sia da parte degli indiani che dei bianchi, avevano ridotto il loro numero a tal punto che le grosse mandrie non migravano più verso nord; soltanto piccoli gruppi sparpagliati attraversavano il confine.
Non soltanto i Sioux ma anche gli indiani del Canada erano prossimi a morire di fame. Il governo canadese era obbligato da vari trattati a nutrire i propri indiani, ma non aveva alcun obbligo verso i Sioux.

Nonostante la riluttanza di molti Sioux di mettersi alla mercè del governo americano, nel luglio 1879 il pensiero di poter ottenere facilmente del cibo spinse piccoli gruppi a ritornare sulla linea di medicina per arrendersi alle autorità militari a Fort Keogh, alla foce del Tongue River nello Yellowstone.
Altri gruppi seguirono, quando ebbero la sicurezza dai loro fratelli che sarebbero stati trattati ragionevolmente. Nell’estate del 1880 circa 3.700 Sioux avevano fatto ritorno alla loro terra.
Toro Seduto oppose resistenza e rifiutò di dare fiducia agli americani.
Il primo ministro Sir John A. Macdonald, che nel 1873 aveva creato la Mounted Police e aveva avuto un ruolo di rilievo nello sviluppo dell’ovest del Canada, era convinto che Walsh fosse troppo compassionevole nei confronti di Toro Seduto, e che la sua comprensione stesse incoraggiando il capo Sioux a rimanere in Canada.
Secondo R. C. Macleod, Macdonald era convinto che “Walsh stesse deliberatamente trattenendo i Sioux in Canada perchè amava la pubblicità che il suo rapporto con Toro Seduto gli procurava. Nel novembre 1879, Macdonald confidò il suo sospetto al governatore generale.” L’anno seguente, Macdonald trasferì Walsh da Wood Mountain a Fort Qu’Appelle, una crescente comunità rurale con un emporio di vecchia data della Hudson’s Bay Company, che si trovava lungo una pista 160 miglia a nord-est.
Quando seppe che Walsh avrebbe dovuto andarsene, Toro Seduto fu sconvolto. Il capo si presentò da lui col suo copricapo da guerra in piume d’aquila, dicendogli: “Prendi questo, amico mio. Spero di non averne più bisogno. Ogni piuma simboleggia un atto di coraggio del tempo in cui i Lakota erano potenti.” Walsh ne fu profondamente commosso.
Lui e Toro Seduto avevano avuto parecchie divergenze, ma a dispetto di ciò li legava una profonda amicizia.
Prima che Walsh lasciasse Wood Mountain nel luglio 1880, Toro Seduto gli chiese di supplicare la “Nonna” di concedere a lui e alla sua gente una riserva in Canada.
Walsh rispose che sarebbe stato inutile, visto che “Bull” e la sua gente alla fine avrebbero dovuto tornare negli Stati Uniti.
Quindi Toro Seduto chiese a Walsh di andare a Washington alla Casa Bianca a parlare in loro favore. Walsh aveva parecchie licenze ancora da usare, e disse a Toro Seduto che se il primo ministro glielo avesse permesso, sarebbe andato a Washington.

 


Ancora Toro Seduto

 

Toro Seduto volle essere rassicurato sul fatto che se lui e la sua gente fossero tornati indietro sarebbero stati trattati correttamente, che non sarebbero stati oggetto di punizioni per la loro vittoria su Custer.
Dopo aver preso il comando della grande postazione Mountie a Fort Qu’Appelle, Walsh partì in direzione Ontario, via Winnipeg, St. Paul e Chicago. Dopo essere giunto a Brockville, sua città natale non lontana da Ottawa, egli ottenne un incontro col primo ministro Macdonald.
Discussero la questione di Toro Seduto, ma Macdonald rifiutò a Walsh il permesso di andare a Washington.
Il successore di Walsh a Wood Mountain era l’ispettore Lief N.F. (“Paddy”) Crozier, il cui incarico era persuadere Toro seduto e i rimanenti Sioux a ritornare nella loro terra.
Benché fosse un ufficiale con molta esperienza e capacità, aveva un modo di fare invadente e non fu in grado di guadagnarsi la fiducia di Toro Seduto.
Inoltre, Toro Seduto mirava ad ottenere una riserva in Canada, e sperava che il suo vecchio amico sarebbe stato in grado di aiutarlo in questo.
Alla fine dell’aprile 1881, Toro Seduto insieme agli ultimi rimasti della sua banda (da 200 a 400 persone) si recò a Fort Qu’Appelle cercando Walsh.
Macdonald, prevedendo una simile eventualità, aveva concesso a Walsh la possibilità di trattenerlo in Ontario.
Sebbene Macdonald avesse impedito a Walsh di recarsi a Washington, il primo ministro apparentemente non aveva detto nulla circa Chicago. Walsh aveva un vecchio amico all’Indian Bureau che aveva familiarità con la questione Sioux.
Walsh andò a trovarlo, e il suo amico gli promise che avrebbe contattato alcuni amici influenti a Washington che avrebbero potuto intercedere in favore di Toro Seduto.
Grant MacEwan scrisse che “Walsh mandò un messaggio a Toro Seduto, evitando i canali ufficiali.” In effetti Walsh inviò le sue parole attraverso Louis Daniels, un fidato Metis, che era stato uno dei suoi scout.
MacEwan aggiunse che “Daniels portò a termine le istruzioni con facilità. Toro Seduto non era convinto di quelle promesse, tuttavia se era stato Walsh a fargliele, per lui era sufficiente. Egli avrebbe condotto la rimanenza dei suoi seguaci a Fort Buford, in territorio Dakota.”

 


Fort Buford

 

Jean Louis Legaré, un commerciante franco-canadese che gestiva un magazzino a Wood Mountain, aveva fatto amicizia con molti Sioux in Canada. Egli aveva aiutato qualcuno di essi con provviste e li aveva accompagnati a Fort Buford (alla foce del Yellowstone River in Missouri) dove essi si erano arresi.
Egli decise di fare la stessa cosa per Toro Seduto. Accompagnati da Legarè e dall’ispettore Alexander A. Macdonnel della Mounted Police,Toro Seduto e i suoi uomini si arresero alle autorità militari a Fort Buford il 19 luglio 1881.
Toro Seduto divenne un prigioniero di guerra e fu trattenuto a Fort Randall, in territorio Dakota.

 


L’agenzia di Standing Rock

 

Nel maggio 1883 fu trasferito alla agenzia di Standing Rock, nei pressi di Fort Yates sul fiume Missouri (l’attuale Nord Dakota). L’anno seguente si stabilì lungo il Grand River (l’attuale Sud Dakota).
Il famoso capo fu ucciso qui, in un conflitto con la polizia tribale, il 15 dicembre 1890.
Secondo Grant MacEwan, il giorno seguente la morte del capo, Walsh scrisse: “Sono lieto di sapere che Bull sia sollevato dalla sua sofferenza, anche se è stata una pallottola la causa di ciò. Ha esercitato un forte potere, quello di un re, su di un popolo libero e selvaggio, non sopportando l’estrema povertà… soffrendo enormi pene. La morte è un sollievo. Rimpiango di non essere andato a Standing Rock per vederlo. Bull è stato messo in falsa luce. Egli non era l’uomo assetato di sangue che l’opinione pubblica avrebbe voluto. Egli desiderava soltanto giustizia. Non è stato un uomo crudele. Aveva un cuore tenero e non era disonesto. Amava la verità e la sua gente, ed era lieto di stringere la mano da amico ad ogni uomo che era onesto con lui.”
R.C. Macleod scrisse ancora: “Nel 1881 Macdonald si convinse che Walsh fosse completamente responsabile per il disagio del governo canadese nei confronti di Toro Seduto. A Walsh fu data la possibilità di eliminarlo dalla scena… Macdonald aveva trovato un capro espiatorio e Walsh… fu costretto a dimettersi nel 1883.”
Dopo aver lasciato la North-West Mounted Police, Walsh fondò la Dominion Coal, Coke and Transportation Company, incentivando l’apertura di miniere di carbone nel Souris District in Manitoba.
Morì a Brockville, Ontario, il 25 luglio 1905 all’età di 62 anni.

 
 
 

LA SUA VITA

Post n°1 pubblicato il 17 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

 La sua Vita

Grandissimo capo militare, guida spirituale dei siuox, Toro Seduto è un personaggio complesso e affascinante.Inscindibile dalla vita di grande condottiero è la storia del suo popolo, i lakota, e della sua della tribù, i Sioux Hunkpapa."Era sempre dolce e gentile con la moglie e i figli, e cortese e premuroso con gli altri. Durante la mia permanenza con loro il cibo era a volte scarso e, Toro Seduto e sua moglie, spesso patirono la fame per non farne mancare a me.Occupano entrambe un posto molto speciale nel mio cuore."Fanny Kelly fu fatta prigioniera nel Luglio del 1864 da una banda di Hunkpapa Sioux in Wyoming. Durante i cinque mesi della sua prigionia, fu' alloggiata nei quartieri di Toro Seduto come "ospite" della famiglia.Un'insegnante e missionaria tra il popolo di Toro Seduto, Catherine Weldon, lo descrisse cosi':"Come amico...sincero e onesto; come patriota, dedicato e incorruttibile. Come marito e padre, amoroso e premuroso. Come ospite, infinitamente cortese e ospitale ."

 

Capo degli Hunkpapa Lakota e indiscussa Autorita' Spirituale nelle lotte per la sopravvivenza delle tribu' Lakota delle grandi praterie del Nordest, Toro Seduto nacque intorno al 1831 sul Grande Fiume, nell' odierno Sud Dakota e fu chiamato Tatanka-Iyotanka, nome che descrive un Bisonte intrattabile accovacciato sulle zampe posteriori.Ancora giovane, Toro Seduto divenne il leader della Societa' dei Guerrieri Coraggiosi e, piu' tardi, membro autorevole dei Silent Eaters--Mangiatori Silenziosi--un gruppo responsabile del benessere tribale.A 14 anni il battesimo del fuoco, in un'azione contro i Crow, e nel Giugno del 1863 il suo primo confronto con i soldati americani, impegnati in azioni di rappresaglia per la rivolta dei Santee in Minnesota, e alla quale il popolo di Toro Seduto non aveva partecipato.L' anno seguente ingaggio' di nuovo i soldati nella battaglia di Killdeer Mountain, e nel 1865 guido' l'assedio a Fort Rice, da poco insediato nell'odierno Nord Dakota.Largamente rispettato per coraggio e visione, intorno al 1868 divenne Grande Capo della Nazione Lakota.Il terreno per un aperto confronto tra Toro Seduto e l' esercito della Confederazione fu pronto nel 1874, quando una spedizione guidata dal generale George Armstrong Custer confermo' la presenza di oro nelle Black Hills del territorio Dakota, su un'area sacra a molte tribu' e preclusa a insediamenti colonici dal Trattato di Fort Laramie del 1868. In barba a quel divieto, i cercatori d'oro invasero le Black Hills provocando la reazione dei Lakota. Quando il successivo tentativo del Governo degli Stati Uniti di acquistare le Black Hills falli', il Trattato di Fort Laramie fu messo da parte e il Commissario per gli Affari Indiani decreto' che tutti i Lakota al di fuori delle Riserve dopo il 31 Gennaio, 1876, sarebbero stati considerarsi ostili.

Toro Seduto e la sua gente tennero duro.In Marzo, mentre tre colonne di soldati guidati dai Generali George Crook e Alfred Terry e dal Colonnello John Gibbon muovevano sul luogo, Toro Seduto riuni' Lakota, Cheyenne e Arapaho nel suo campo di Rosebud Creek nel Territorio del Montana. La', li guido' nella Danza del Sole, offrendo preghiere a Wakan Tanka, il Grande Spirito, e tagliando le sue braccia cento volte in segno di sacrificio. Durante la cerimonia ebbe la visione di soldati che cadevano nel campo dei Lakota, come cavallette che cadono dal cielo.Ispirato dalla visione, il Capo Guerriero degli Oglala Lakota, Cavallo Pazzo, ando' in battaglia con una banda di 500 guerrieri, e il 17 Giugno colse di sorpresa le truppe di Crook costringendole alla ritirata nella battaglia di Rosebud. Per celebrare la vittoria, i lakota spostarono il campo nella valle del fiume Little Bighorn, dove furono raggiunti da altri 3,000 Indiani che avevano lasciato le riserve per unirsi a Toro Seduto. Qui, il 25 di Giugno, furono attaccati dal Settimo Cavalleggeri del Generale George Custer, che in grave inferiorita' numerica prima assalto' il campo, come a rappresentare la visione di Toro Seduto, e poi si attesto' su un vicino ponte dove fu' annientato.L' indignazione per la catastrofe militare porto' migliaia di soldati nell' area, e un anno di incessante pressione militare costrinse i Capi dei Lakota, che nel frattempo si erano di nuovo divisi, alla resa.

Ma Toro Seduto non fu tra questi e, nel Maggio del 1877, riparo' con le sue bande in Canada, e quando il Generale Terry gli offri' il perdono se avesse accettato di stabilirsi in una Riserva, lo caccio' sdegnosamente.Quattro anni piu' tardi, tuttavia, sempre piu' in difficolta' nello sfamare la sua gente in un mondo in cui il Bisonte era ormai quasi estinto, decise di arrendersi. Il 19 Luglio del 1881, accompagnato da un giovane figlio consegno' il suo fucile al Comanfdante di Fort Buford in Montana. Chiese il diritto di attraversare il confine canadese a suo piacimento ed una Riserva sul Little Missouri River presso le Black Hills. In un primo tempo fu invece inviato alla Riserva di Standing Rock, e successivamente, temendo nuove rivolte, a Fort Randall dove trascorse due anni come prigioniero di guerra.

Finalmente, il 10 Maggio del 1883, Toro Seduto pote' ricongiungersi alla sua gente a Standing Rock.Nel 1885 gli fu concesso di lasciare la Riserva per lavorare nel Buffalo Bill's Wild West, dove era pagato 50 $ a settimana per un giro a cavallo dell' arena, oltre ai proventi di autografi e fotografie. Quattro mesi dopo lascio' il Circo, incapace di tollerare la societa' dell' uomo bianco anche se, in quel periodo, ebbe occasione di stringere la mano al Presidente Grover Cleveland, e considero' l' evento come un segno della sua perdurante autorita' di Grande Capo.Tornato a Standing Rock, si stabili' sul Grande Fiume, dove era nato, rifiutando di rinunziare alle sue tradizioni come i regolamenti della Riserva imponevano. Continuo' a vivere con due mogli e a rifiutare la cristianita', ma non manco' di inviare i suoi figli ad una vicina scuola cristiana, conscio dell' importanza di leggere e scrivere per la successiva generazione Lakota.Nell' Autunno del 1890, un Lakota Miniconjou di nome Orso Scalciante, gli porto' notizia di una Danza degli Spiriti che avrebbe scacciato i bianchi dalle loro terre e ristabilito il loro modo di vivere. I Lakota delle Riserve di Pine Ridge e Rosebud avevano gia' adotato il rito, e i preoccupati agenti locali avevano mobilitato le truppe per controllare la situazione. Le autorita' di Standing Rock, temendo che Toro Seduto, tuttora rispettato Capo Spirituale potesse partecipare al rito, inviarono 43 poliziotti Lakota a prelevarlo. Il 15 Decembre 1890, prima dell' alba, i poliziotti irruppero nella cabina di Toro Seduto e lo trascinarono all' esterno, dove i suoi seguaci stavano confluendo per proteggerlo. Nel conflitto a fuoco che segui', un poliziotto Lakota lo colpi' al capo ferendolo a morte.Toro Seduto fu sepolto a Fort Yates in Nord Dakota, e nel 1953 i suoi resti furono trasferiti a Mobridge, Sud Dakota, dove riposano sotto un cippo di granito che segna la sua tomba.Il suo popolo ha sempre ricordato in Toro Seduto non soltanto la grande Guida Spirituale e l' intemerato Guerriero, ma anche il Padre Amoroso, il Cantante Dotato, L' Affabile amico la cui profonda religiosita' aveva conferito visione profetica e speciali poteri alle sue Preghiere.

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: toro.seduto.apache
Data di creazione: 15/11/2009
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

tuxeno0arch.riccardovurchiolomecekproffy12lucianopatriziacipciopdgl11Free_NemoIlMioNomeVendettagalabriel83rodema0pesciolinablu52nadirdenoragoloncaLoredanaBrighentigrifo58
 

CHI PUŅ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

PER NOI

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

 

LA TERRA

L'uomo appartiene alla terra, la terra non appartiene all'uomo.

 

 

             Ritratto di Toro Seduto

Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.

                          TORO SEDUTO

 

Toro Seduto, indiano Sioux Stampa giclée

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963