Creato da quarantacost il 09/10/2008

Impresa Quaranta

note, appunti e suggerimenti per una edilizia sostenibile.

 

 

Proteggere un terrazzo dalle piogge

Post n°140 pubblicato il 09 Gennaio 2021 da quarantacost
 
Foto di quarantacost

La protezione di terrazzo piano. Impermeabilizzare oggi, ottenendo uno strato unico, senza la preoccupazione del distaccamento delle sovrapposizioni delle vecchie guaine in poliestere, è il massimo che la tecnologia potesse offrirci. Come si vede nella prima foto in uno strato sottile di betoncino elastometrico si annega una rete fibro rinforzata, che con la seconda mano scompare anche alla vista. Se il terrazzo è praticabile solo per le manutenzioni degli impianti tecnologici, TV, Pompe di calore, allora è sufficiente una tinteggiatura che respinge i raggi solari.

 

 

 

 

 


 
 
 

le protezioni dal rischio sfondellamento

Post n°139 pubblicato il 18 Dicembre 2020 da quarantacost
 
Foto di quarantacost

    

  

   

 
 
 

Nuove tecnologie per il recupero di solai, murature e strutture.

Post n°138 pubblicato il 18 Dicembre 2020 da quarantacost
 

Sistemi  antisfondellamento certificati presso i laboratori prove di Istituto Giordano SpA

Il fenomeno dello sfondellamento riguarda una grossa fetta dell’edilizia italiana, soprattutto pubblica (ad es. scuole o uffici), edificata principalmente tra gli anni ‘40 e ’70. Solo a distanza di 50 anni però è emersa con forza questa problematica legata ad elementi non strutturali, spesso ignorati, come i laterizi (cd. pignatte di alleggerimento) dei solai. Tuttavia, pur non essendo un problema squisitamente strutturale (in realtà lo è in parte) in caso di sfondellamento possono staccarsi e cadere anche fino a 100 kg di materiale (intonaco e laterizi) a mq di solaio. Il problema è pertanto molto serio, se pensiamo ad esempio ad un’aula scolastica. I sistemi antisfondellamento Olympus SAFE consentono di porre rimedio e prevenire il fenomeno, rendendo l’ambiente sicuro.

I sistemi antisfondellamento Olympus SAFE si presentano in due diverse configurazioni:

  • Sistema antisfondellamento Olympus SAFE a secco
  • Sistema antisfondellamento Olympus SAFE in malta

Le due modalità differiscono tra loro per l’impiego di una malta strutturale dentro cui viene annegato il sistema e che conferisce una maggiore omogeneità di risposta meccanica con conseguente aumento del carico limite del sistema.

La linea di soluzioni Olympus SAFE antisfondellamento

I sistemi Olympus SAFE sono certificati da Istituto Giordano in diverse configurazioni, a seconda del tipo di solaio da mettere in sicurezza ed a seconda del livello prestazionale che si vuole garantire.


I possibili impieghi

È molto frequente, soprattutto in alcune tipologie di solai latero-cementizi il fenomeno comunemente detto dello sfondellamento.
Esso consiste nella rottura e caduta del “fondello” ossia del laterizio, presente al di sotto dei travetti in alcune tipologie di solai, per effetto dell’ossidazione delle armature presenti nel travetto.
Nella sua accezione più generale però si può intendere un qualsiasi fenomeno di degrado che comporti la caduta di intonaci e laterizi dall’intradosso di un solaio di qualsiasi tipologia. Pur non trattandosi di un intervento strutturale, questo tipo di rimedio consente di proteggere cose e persone da un potenziale rischio. 

 
 
 

A proposito di ecobonus al 110 %

Post n°137 pubblicato il 25 Luglio 2020 da quarantacost
 

Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, l’ecobonus 110% e sismabonus 110% sono validi già dal 1 luglio. Ossia, tutte le spese relative agli interventi ammessi dal Decreto potranno essere portate in detrazione oppure cedute all’azienda che realizza i lavori (o, nel caso se ne trovi una disposta ad accettarli, a una banca o un istituto di credito).

Resta però un grande punto interrogativo su quali siano gli interventi ammessi, dal momento che il DL Rilancio è ancora in fase di discussione in Parlamento e le linee guida dell’Agenzia delle Entrate devono ancora essere pubblicate. Per questo, continuano ad arrivare precisazioni e novità su quali siano i lavori che daranno diritto allo sgravio fiscale del 110%.

Gli ultimi chiarimenti del Governo, ad esempio, riguardano le cosiddette “superfici opache”, uno degli interventi trainanti che dovrà essere effettuato necessariamente per poter ottenere il superbonus ristrutturazioni. Con i nuovi chiarimenti, anche la coibentazione dei tetti darà diritto all’ecobonus.

Ecobonus coibentazione tetti: le nuove regole del Governo
Stando agli ultimi chiarimenti dell’Esecutivo, anche la coibentazione dei tetti è uno degli interventi trainanti. Nella prima stesura del provvedimento, le sole superfici opache davano diritto al bonus erano quelle orizzontali e verticali. Ossia, i pavimenti del terrazzo e le mura esterne dell’abitazione.

Con l’ultima interpretazione dell’Esecutivo, invece, anche le superfici opache inclinate fanno parte degli interventi trainanti. In questo modo, vengono incluse tutte le tipologie di coperture delle abitazioni, indipendentemente dal fatto che siano orizzontali (terrazzi) oppure oblique (i tetti).

Ecobonus coibentazione tetti: come funziona e limiti di spesa
Grazie ai nuovi chiarimenti, dunque, sarà possibile rifare il tetto gratis, usufruendo dello sgravio fiscale del 110%. Ovviamente, non tutti gli interventi daranno diritto agli incentivi statali. I lavori dovranno interessare almeno il 25% della superficie dell’abitazione e dovranno essere impiegati materiali indicati dall’ENEA, che garantiscono un miglior isolamento termico dell’abitazione. Inoltre, gli interventi dovranno garantire il miglioramento delle classi di efficienza energetica dell’edificio.

All’allargamento della platea dei lavori interessati, però, corrisponde anche un abbassamento dei limiti di spesa sui quali ottenere lo sgravio del 110%. Se nella stesura originaria del provvedimento il limite era di 60 mila euro per ogni unità abitativa, ora il limite massimo è di 50 mila euro per 50mila per gli edifici unifamiliari, 40mila per gli immobili da due a otto unità abitative e 30mila euro per gli edifici con più di otto unità.

 
 
 

A proposito di ecobonus al 110 %

Post n°136 pubblicato il 12 Luglio 2020 da quarantacost
 
Foto di quarantacost

Ancor prima di parlare di ecobonus al 110 %, sarebbe stato opportuno porre in atto una campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico, sull'ambiente  sull'effetto benefico positivo della qualità della vita, vivendo in un immobile in classe energetica A.

Ovvero, spiegare alle famiglie che possono risparmiare annualmente sui consumi energetici (energia elettrica, metano... )  sino a 1.500,00 / 1.800,00  euro.  

Da qualche mese le imprese ricevono richieste di preventivo per il rifacimento dei lavori alle abitazioni, ma a molti sfugge che non stiamo parlando, della dipintura di una facciata, ma di efficientamento energetico, ovvero inizia una battaglia contro i fabbricati energivori. 

Solo finanziando le famiglie, ci può essere una vera ripresa, e l'obiettivo della riqualificazione energetica oltre a far risparmiare alle stesse, sui consumi per riscaldare o raffrescare la casa, fa bene anche all'ambiente.

Ogni immobile immette nell'atmosfera1.300 kg di Co 2. Senza mezzi termini, il 45 % dell'inquinamento è colpa delle nostre abitazioni. 

Nella foto un esempio di riqualificazione energetica, un lavoro trainante, il  cappotto  termico, la riqualificazione di una facciata mediante l'apposizione di  un pannello di lana di roccia dello spessore di cm 8. Un prodotto inorganico, imputrescibile, naturale. 

Un fabbricato energivoro realizzato nel 1963  prima dei lavori.   

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L'applicazione dei pannelli in lana di roccia da cm 8 
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Interessante il provvedimento anticipato in queste settimane per la ripresa economica, Ecobonus 110 % , ma i meccanismi non paiono una passeggiata, e la questione della cessione del credito di imposta, ai fornitori o alle banche, dovrebbe essere meglio chiarita, siamo di fronte ad uno sconto fatture e cessione del credito d'imposta, ma quali condizioni? a quali tassi?
Alcuni grandi gruppi e associazioni, hanno già anticipato, che possono occuparsi loro di tutto, affidando poi alle imprese locali l'esecuzione dei lavori. Anche lo I.A.C.P. che ha prodotto dagli anni 60 in poi, immobili energivori di qualità che è sotto gli occhi di tutti, ignorando le leggi
in materia di contenimento sui consumi, (ovvero la L. 373 la L.10, in vigore in quegli anni, immobili, che sono costati alla collettività molto di più rispetto a quelli prodotti e venduti, dalle imprese private), oggi è pronto a riqualificare il suo " parco immobiliare" .
Solo apportando correttivi, riducendo il tetto di spesa per immobile, che palesemente appare elevato, si può creare spazio, anche ai veri attori della riqualificazione energetica, ovvero le famiglie, i tecnici che se ne devono assumere la responsabilità, i commercialisti che devono offrire la loro consulenza per le detrazioni... e le imprese locali che devono eseguire i lavori, questa la squadra da mettere incampo per la battaglia contro i fabbricati energivori e la ripresa economica.
Purtroppo anche in questa circostanza si rischia di perdere una grande occasione , ovvero il rilancio dell'economia nazionale tramite il settore trainante e diffuso per eccellenza, l'edilizia, che avrebbe almeno 20 anni di lavoro per riqualificare, un immenso parco immobiliare fatiscente e obsoleto, realizzato dal dopo guerra sino al 2006, l'anno in cui entrò in vigore il Dlgs 311, che poneva le basi per una edilizia, rispettosa dell'ambente, con maggiore attenzione ai consumi energetici.


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Nella foto che segue una fase importante dell'applicazione dei  pannelli termici che dopo essere stati incollati al muro. con malte termiche, di grande capacità adesiva, vengono fissati al vecchio muro con fisher idonee  da 15 cm. 
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In questa foto la sequenza della rasatura mediante due mani di malta termica con interposta rete fibrorinforzata per evitare sullo strato finale dell'intonaco le lesioni capillari tra pannello e pannello.

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in questa foto la differenza delle due mani di rasatura, con la seconda mano, la rete fibrorinforzata scompare. 




ll montaggio dei nuovi davanzali  realizzati con le misure della nuova muratura  



Il montaggio degli stipiti 

Lo studio preventivo dei colori stablito con i cmmittenti, ormai  pronti alla finitura finale. La posa di un spatolato silossanico anti muffa. 
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I particolari 

Il fabbricato con la realizzazione del cappotto alle facciate ha migliorato la sua classe energetica di quasi  un livello, i proprietari potranno risparmiare dal 20 al 25% sui consumi di energia elettrica e metano. 
Per raggiungere un buon risultato è necessario proteggere il tetto, una superficie più esposta al caldo e al freddo spesso più delle facciate, si potrà ottimizzare ancora cn la sostituzione degli infissi con vetro termico basso emissivo, in tal caso con questi due interventi si raggiunge un risparmio del 70 / 75 % sui consumi. Se poi si fa ricorso a caldaie di ultima generazione, impianti di raffrescamento e riscaldamento a pompa di calore, impiego di pannelli solari per la produzione dell'acqua calda, ed infine la realizzazione  di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, i consumi
in questo caso si riducono notevolmente, sono prossimi allo zero. Ma di questi altri interventi ne parleremo al prossimo post. 
 
 
 
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