Creato da AlbaSonica il 13/09/2005

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Post N° 370

Post n°370 pubblicato il 26 Ottobre 2008 da AlbaSonica

Una volta era un vaso con un bel bouquet di fiori rari, che crescevano e stavano bene anche lontano dal loro habitat. Di fondo c'era una delle migliori acque del mondo. Tutti osservavano i fiori. Alcuni dicevano che era strano che potessero vivere in quel vaso, altri invidiavano la bellezza dell'insieme, altri ancora semplicemente accettavano l'idea anche se con qualche riserva. Il vaso e i fiori hanno convissuto per molto tempo, serenamente. Quasi nulla li poteva toccare, perchè stavano bene lì, al sicuro.

In una notte d'estate è arrivata una mano forte che ha preso i fiori e li ha portati via. Le intenzioni della mano non sono date saperle, magari voleva far sentire meglio i fiori, magari non ha resistito nel toccarli, magari li voleva solo per se. Magari non si è resa conto di quello che stava facendo.

Il vaso si stava abituando a stare senza fiori, era una nuova realtà da affrontare, un vaso accetta le sfide, anche perchè aveva l'acqua. Il vaso non ha mai perso di vista l'importanza dell'acqua, la trattava con rispetto, sapeva quanto era buona, e pensava di essere fortunato ad averla con se. Anche senza quei fiori speciali, gli rimaneva l'acqua.

La mano tornò a vedere il vaso, dando sempre per scontato che il vaso dovesse contenere acqua, perchè l'ha sempre contenuta. Il vaso aveva paura ogni volta che la mano si avvicinava, voleva proteggere l'acqua ma per quanto volesse sapeva che era solo un vaso. Per un periodo il vaso resse agli scossoni, anche se perdeva un po' d'acqua ai lati, resisteva perchè l'acqua era importante per il vaso.

Ma gli scossoni durarono troppo, l'acqua inevitabilemente uscì dal vaso. Fu un duro colpo per il vaso...perdere l'acqua ma soprattutto perdere quell'insieme che reputava speciale, davvero speciale. E incominciò a pensare che forse tutti gli altri avevano ragione, che forse quei fiori, per quanta acqua potesse esserci e per quanto speciale fosse, un giorno sarebbero appassiti piano piano.

Gli rimase poca acqua nella quale riporre la speranza che forse un giorno sarebbe tornato ad avere con se dei bellissimi fiori alimentati da buonissima acqua. E quella poca acqua in uno spazio così ampio ogni tanto si diradava, dando l'illusione che non ce ne fosse per niente. Il vaso era vuoto.

Io sono come il vaso.

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Commenti al Post:
ka300m
ka300m il 27/10/08 alle 16:05 via WEB
...dio boh mi spiace sentirti così giù :/
 
cane_randagio999
cane_randagio999 il 30/10/08 alle 15:28 via WEB
Secondo me ti sbagli: l'acqua è sempre lì. Capisco che il vaso soffra per la mancanza dei fiori, ma non è che invece è proprio lui a lasciar avvicinare la mano nella speranza che ce li rimetta, quei fiori? E poi 'sta sega mentale che i fiori sarebbero appassiti comunque... Senti, lasciatelo dire da uno che soffre anch'egli di solitudine, e che dopo tante fregature ha sempre meno voglia di mettersi in gioco: non rimarrai mai senz'acqua. Tu sei l'acqua, non il vaso! Ed è probabile che un tipo di fiori completamente diversi da quelli che ti aspetti siano pronti per te. Coraggio!!
 
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Seguendo traiettorie sempre imprevedibili,
sfuggo ai controlli radar già non abito più qui.
Vivo da alieno nel mio mondo per necessità,
schermo le idee sotto tempeste di uniformità.

Respiro meglio ad alte quote inaccessibili,
mi muovo fuori tempo accelero gli stimoli

no no no non identificato...

Un mondo in cui nessuno voglia vederti
qualcosa ci sarà (promise land).

voglio percorrere la rotta che ci porterà,
tutte le verità nient'altro che la verità
non ho consensi da spartire non provateci,
son il barabba in orbita dei secoli dei secoli.

No no no non identificato...

Non classificato non omologato,
indesiderato, non obliterato,
non idoneo, non ammesso,
non allineato,assente sempre ingiustificato.

No no no non identificato...