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L'ANELLO - traduzione: il corsaro nero 10

Post n°24 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da ilcorsaronero10
Foto di ilcorsaronero10

Un giovane indiano si recò un giorno da un Santone per un consiglio: “ Sono qui, mio Swami, perché non sono considerato da nessuno. Dicono che non sono abbastanza sveglio, che non faccio bene niente. Eppure sono laureato. Mi sento avvilito!  Può aiutarmi a migliorare  le mie capacità intellettive? Il Santone lo guardò a lungo senza proferire  parola e poi gli disse: “ Sono spiacente, mio caro, ma ora non posso aiutarti, perché prima devo risolvere una questione che mi sta a cuore.” Poi, fissandolo intensamente come se volesse ipnotizzarlo, continuò:”  Se tu mi aiuterai  in ciò  che ti chiederò di fare, ti  prometto che cercherò di risolvere il tuo problema.” -Eseguirò tutto ciò che lei mi ordinerà di fare, mio Swami – balbetto il giovane e in quel momento si sentì gravato da una grande responsabilità - Il Santone tolse un anello che portava al mignolo, lo dette al ragazzo e disse: “Monta a cavallo e vai fino al mercato.  Devi vendere questo anello,  perché devo pagare un debito. È necessario che tu ottenga per l’anello il massimo possibile, ma non accettare meno di dieci monete d’oro.   Va’ e torna  al più presto con le monete.” Il giovane prese l’anello e si avviò verso il mercato.  Una volta giunto a destinazione, iniziò ad offrirlo ai passanti. Molta gente  guardava con interesse il gioiello, ma le offerte non erano adeguate  al prezzo stabilito dal Santone. Qualcuno, cercando di aiutare il giovane, arrivò a offrire  un paio di monete d’argento, ma nessuno offrì le dieci  monete d’oro. Quando il giovane chiedeva le dieci monete d’oro,  alcuni ridevano, altri andavano via senza nemmeno guardarlo. Solo un vecchietto gli  spiegò che in quel luogo anche una moneta d’oro era troppo preziosa per comprare un anello. Dopo aver offerto invano il gioiello a tutti coloro che andavano al mercato, abbattuto per l’insuccesso, il giovane montò a cavallo e ritornò. Avrebbe desiderato possedere le dieci monete d’oro per comprare lui l’anello. Così facendo, avrebbe aiutato Santone ad estinguere il suo debito e avrebbe  ricevuto i suoi saggi consigli. Il ragazzo ritornò dal Santone e gli disse:  “Mio Swami, mi dispiace molto, ma è impossibile ottenere ciò che lei ha chiesto. Forse si potrebbero ottenere 2 o 3 monete d’argento, ma non credo che si possa ingannare nessuno sul valore dell’anello.” “È giusto quello che mi dici, ragazzo -obiettò sorridendo -Prima bisogna conoscere il vero valore dell’anello. Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere. Chi meglio di lui può sapere quanto in realtà vale? Digli che vuoi venderlo e domanda quanto ti può dare. Ma non importa quanto ti offre, non lo vendere. Torna qui con il mio anello. Il giovane arrivò dal gioielliere e gli dette l’anello da esaminare. Il gioielliere lo esaminò con una lente d’ingrandimento, lo pesò e disse: “ Puoi riferire al tuo Swami  che l’anello vale più di 50 monete d’oro e ne varrà di più in futuro.” Il giovane corse emozionato a casa del Santone per raccontare ciò che era successo. Il Santone, dopo aver udito quanto aveva offerto il gioielliere, disse: “Ogni uomo, come questo anello, è una cosa preziosa e unica e può essere valutato solo da un esperto.  Ritieni che chiunque possa giudicare il tuo valore?”  Così dicendo, tornò a collocare il suo anello nel dito. “Ricordati -continuò il Santone-che tutti noi siamo come questo anello prezioso. Noi percorriamo tutti i mercati della vita e non dobbiamo dare ascolto ai giudizi di gente incompetente che è incapace di dare il giusto valore alle nosUn giovane indiano si recò un giorno da un Santone per un consiglio: “ Sono qui, mio Swami, perché non sono considerato da nessuno. Dicono che non sono abbastanza sveglio, che non faccio bene niente. Eppure sono laureato. Mi sento avvilito!  Può aiutarmi a migliorare  le mie capacità intellettive? Il Santone lo guardò a lungo senza proferire  parola e poi gli disse: “ Sono spiacente, mio caro, ma ora non posso aiutarti, perché prima devo risolvere una questione che mi sta a cuore.” Poi, fissandolo intensamente come se volesse ipnotizzarlo, continuò:”  Se tu mi aiuterai  in ciò  che ti chiederò di fare, ti  prometto che cercherò di risolvere il tuo problema.” -Eseguirò tutto ciò che lei mi ordinerà di fare, mio Swami – balbetto il giovane e in quel momento si sentì gravato da una grande responsabilità - Il Santone tolse un anello che portava al mignolo, lo dette al ragazzo e disse: “Monta a cavallo e vai fino al mercato.  Devi vendere questo anello,  perché devo pagare un debito. È necessario che tu ottenga per l’anello il massimo possibile, ma non accettare meno di dieci monete d’oro.   Va’ e torna  al più presto con le monete.” Il giovane prese l’anello e si avviò verso il mercato.  Una volta giunto a destinazione, iniziò ad offrirlo ai passanti. Molta gente  guardava con interesse il gioiello, ma le offerte non erano adeguate  al prezzo stabilito dal Santone. Qualcuno, cercando di aiutare il giovane, arrivò a offrire  un paio di monete d’argento, ma nessuno offrì le dieci  monete d’oro. Quando il giovane chiedeva le dieci monete d’oro,  alcuni ridevano, altri andavano via senza nemmeno guardarlo. Solo un vecchietto gli  spiegò che in quel luogo anche una moneta d’oro era troppo preziosa per comprare un anello. Dopo aver offerto invano il gioiello a tutti coloro che andavano al mercato, abbattuto per l’insuccesso, il giovane montò a cavallo e ritornò. Avrebbe desiderato possedere le dieci monete d’oro per comprare lui l’anello. Così facendo, avrebbe aiutato Santone ad estinguere il suo debito e avrebbe  ricevuto i suoi saggi consigli. Il ragazzo ritornò dal Santone e gli disse:  “Mio Swami, mi dispiace molto, ma è impossibile ottenere ciò che lei ha chiesto. Forse si potrebbero ottenere 2 o 3 monete d’argento, ma non credo che si possa ingannare nessuno sul valore dell’anello.” “È giusto quello che mi dici, ragazzo -obiettò sorridendo -Prima bisogna conoscere il vero valore dell’anello. Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere. Chi meglio di lui può sapere quanto in realtà vale? Digli che vuoi venderlo e domanda quanto ti può dare. Ma non importa quanto ti offre, non lo vendere. Torna qui con il mio anello. Il giovane arrivò dal gioielliere e gli dette l’anello da esaminare. Il gioielliere lo esaminò con una lente d’ingrandimento, lo pesò e disse: “ Puoi riferire al tuo Swami  che l’anello vale più di 50 monete d’oro e ne varrà di più in futuro.” Il giovane corse emozionato a casa del Santone per raccontare ciò che era successo. Il Santone, dopo aver udito quanto aveva offerto il gioielliere, disse: “Ogni uomo, come questo anello, è una cosa preziosa e unica e può essere valutato solo da un esperto.  Ritieni che chiunque possa giudicare il tuo valore?”  Così dicendo, tornò a collocare il suo anello nel dito. “Ricordati -continuò il Santone-che tutti noi siamo come questo anello prezioso. Noi percorriamo tutti i mercati della vita e non dobbiamo dare ascolto ai giudizi di gente incompetente che è incapace di dare il giusto valore alle notre capacità.”

 

Tutti i Post pubblicati nel mio Blog stati sono altresì creati in files PPS - Power Point, accompagnati da un sottofondo musicale appropriato e da alcune fotografie ed animazioni che rendono molto più belli i testi. I files potranno  essere inviatigratuitamente a coloro che desiderano riceverli
scrivendo a:  corsaronero@email.it


 

 

 
 
 

Artabano il IV° Re Magio

Post n°23 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da ilcorsaronero10
Foto di ilcorsaronero10

ARTABANO IL IV° RE MAGIO

 

Un’antichissima leggenda narra che un re, di nome Artabano, dopo aver interpretato il significato dell’apparizione della Stella Cometa, decise di unirsi ai tre Re Magi per rendere  anch’egli omaggio al  Re del Cielo sceso in terra. Egli, come del resto gli  altri Re Magi, decise di portare dei doni al Santo Bambino. Come  primo dono scelse uno grosso zaffiro blu grezzo, simile al frammento di una fulgida stella. Il secondo dono era un gioiello di rubini tempestato di diamanti. Il terzo dono era una candida perla racchiusa nel suo scrigno naturale. Felice della sua scelta, si avviò incontro ai tre Re Magi in groppa al suo dromedario   che correva più veloce del vento sulle infuocate dune sabbiose del deserto. Poco prima del luogo dell’incontro con i Re Magi, Artabano s’imbattè in  un uomo anziano, affamato e lacero. Dopo un attimo di esitazione,  decise di donargli lo zaffiro blu. Il vecchio lo  avrebbe potuto utilizzare per curarsi e sfamarsi e lui aveva ancora   due gemme preziose da donare al Messia. I tre Re Magi, non vedendolo arrivare    all’appuntamento, proseguirono il loro viaggio verso Betlemme, seguendo la Stella Cometa. Artabano, invece, continuò il cammino col suo servo, seguendo anche lui la cometa. Quando, dopo tante peripezie, giunse a Betlemme, seppe che la donna e il suo sposo erano fuggiti in Egitto col bambino. Inorridito, fu testimone della strage degli innocenti. Per salvare dalla morte alcuni bambini, barattò con i soldati la loro vita in cambio del gioiello di rubini e diamanti. Trascorsero tantissimi anni e Artabano, nella speranza di incontrare il Messia ormai divenuto grande, si prodigava nell’ aiutare i poveri, gli ammalati ed i reietti della società.Un giorno, ormai vecchio, assistette alla vendita di una schiava che con lo sguardo lo supplicava di riscattarla.  Sconfortato per non essere riuscito a portare i doni a Gesù, decise di disfarsi anche della perla, per ridare la libertà a quella povera ragazza. Proprio in quella città era stato condannato a morte un uomo e Artabano fu uno dei tanti testimoni della sua crocifissione. Una donna piangente gli rivelò che quell’uomo era il Messia che egli aveva invano cercato. Artabano, umiliato, si ritrovò senza nulla da offrire al suo RE messo in croce. Non ebbe il coraggio di guardare negli occhi quel Dio fatto uomo e li volse in alto. Ma  ad un tratto lui solo sentì una voce proveniente dal cielo che diceva:- “In verità vi dico:  Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli , l’avete fatto a me”.  (Mt. 25,40)

Cosa sono le Leggende

Si denominano leggende tutte quelle narrazioni fantastiche, che fanno riferimento a personaggi, luoghi e tempi determinati in cui i  fatti realmente accaduti e tutto quello che è stato aggiunto  dalla fantasia popolare s’intrecciano tanto strettamente da non permettere di distinguere il vero dall’inventato.

Ogni leggenda ha una sua morale

 In questa leggenda, Artabano, con l’esempio dei suoi trentatrè anni di ricerca, ci insegna a compiere un cammino di maturazione che  porti dalla semplice curiosità di conoscere Dio, al desiderio di un rapporto più profondo con lui attraverso le nostre azioni, che devono tendere ad andare incontro al  prossimo ed aiutarlo non solo nella povertà, ma anche nelle malattie, nella vecchiaia e in qualsiasi sofferenza.

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO - (Mt. 19,16-19)


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Se devi amarmi

Post n°22 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da ilcorsaronero10

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Se devi Amarmi

di Elizabeth Barrett Browning

Libera traduzione di ICN-10

 

Se devi amarmi,

per null'altro sia se non per amore.

Ti prego, non dir mai:

“L’amo per il suo sorriso,

per il dolce sguardo del suo viso,

per la leggiadria dei modi e del conversare,

per il modo di pensare uguale al mio

che mi portò quel giorno un senso di serena pace”.

Queste son emozioni che possono svanire,

perché un amore così sbocciato

potrebbe un dì sfiorire.

E non amarmi per pietà,

se vedrai le lacrime irrorarmi il volto.

Perché può scordar il pianto e perderti

solo chi ebbe a lungo il tuo conforto.

Amami solo per amore.

Che tu possa amarmi sempre

in una eternità d'amore.

 

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Danza Lenta

Post n°19 pubblicato il 05 Dicembre 2008 da ilcorsaronero10

Questa poesia è stata scritta da un'adolescente malata terminale di cancro

D A N Z A   L E N T A

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia quando cade per terra?
O seguito lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce, Il tempo è breve, la musica non durerà!
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici come stai ... ascolta la risposta?
Quando la giornata è finita, ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare ...
non danzare così veloce perchè il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio ... "lo faremo domani"
senza notare nella fretta, il suo dispiacere?
Mai perso il contatto di una buona amicizia
che poi finita perchè non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "CIAO"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce, il tempo è breve, la musica non durerà!
Quando corri così veloce per giungere da qualche parte ...
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tuttro il giorno ...
è come un regalo mai aperto e ... gettato via!
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica !

 
 
 

Alla mia più cara amica

Post n°17 pubblicato il 08 Ottobre 2008 da ilcorsaronero10
 

ALLA  MIA PIU'  CARA  AMICA

Se tu sarai triste
e sentirai il desiderio di stare sola,

se vorresti amare ma non puo
o se ami rifiuti di ammetterlo,

se sentirai il tuo cuore gonfio d'angoscia
che non ti farà respirare,

se vorresti solo urlare
perché hai sofferto tanto,

se il gelo della solitudine
ti trafiggerà l'anima,

se sentirai un nodo in gola
e non riesci a piangere
o quando piangi nessuno ci farà caso,

se il cuore ti batterà forte per la commozione,

se vedi e non vuoi credere,

se sarai assalita dalla disperazione,
se ti sentirai oppressa dalla paura
e tormentata dall'ansia,

se sarai assalita dagli incubi
durante la notte,

se crederai di non farcela,

se ti sentirai colpevole
e chiederai indulgenza,

se penserai di avere sbagliato nella tua vita,

se ti sentirai smarrita e confusa
e quando nessuno ti capirà,

OGNI VOLTA IO SARO' VICINO A TE

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Versi scelti di Neruda liberamente tradotti. E' venuta fuori una poesia inedita.

Post n°11 pubblicato il 27 Agosto 2008 da ilcorsaronero10
 
Foto di ilcorsaronero10

 


Splendente come la luna d'agosto
mi appari nuda ogni sera nei miei pensieri.

Nuda sei,
come il blu delle notti di Cuba.

Nuda sei,
come una bionda pannocchia appena sgranata.
Il tuo splendore si spegne al primo chiaror del sole
per riapparirmi ancor più bella ogni sera!

Brilla fosforescente la luna in acque erranti
e si dirada la nebbia in figure danzanti che si rincorrono.
Un gabbiano d'argento si è staccato in volo verso di te,
e l'ho pregato di dirti t'amo!

E' fuggito l'inverno freddo e triste e i mandorli,
come per incanto,
si sono trasformati in cascate di petali rosa,
come le tue dolci labbra.

Il mio cuore triste ti cercava e tu,
come una farfalla,
ti adagiasti lieve sul mio cuore.

Toglimi tutto, se vuoi.
Toglimi l'aria che respiro,
la luce, la primavera.
Ma non togliermi il tuo sorriso
e il sapore delle tue labbra,
perché ne morrei.

Vicino al mare, in autunno,
innalza le tue risa come una cascata di spuma
di un mare tempestoso.

In primavera, amore mio,
voglio il tuo sorriso
come il fiore che tuttora attendo:
la rosa azzurra della mia lontana patria
da serbare per sempre nel mio cuore.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare all'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo t'amo ancora.

T'amo e non t'amo
come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo:
ed è per questo che t'amo.
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Io e il mio cane - di poteri romani

Post n°8 pubblicato il 12 Agosto 2008 da ilcorsaronero10
 
Foto di ilcorsaronero10





                                Io e il mio cane


Vecchio e solingo
come un eremita,
pensai che un cane
render lieta potea
questa mia triste vita.

La trovai una notte
accucciata in una strada.
Era una cagna sporca
e piena di ferite per le botte.

Le feci una carezza
e poi un'altra ancora.
Lei mi ricambio felice
con una slappata in faccia.

Kiwi le diedi come nome.
Le parlo e mi risponde con la coda
e mi segue sempre in ogni dove:
ha capito che sono il suo padrone.

Kiwi, le dissi una serata:
c'è poco da mangiare,
son senza soldi e la pensione
è appena terminata.

Lei mi guardò come per dirmi:
non ti preoccupare se per due
o tre giorni sarò affamata,
da randagia c'ero abituata.

E' arrivato il giorno a me assegnato.
All'Ufficio Postale,
in fila con gli altri pensionati
e con in mano il libretto un po' sciupato,
attendo la pensione e gli arretrati.

La cagna si è stretta a me.
E' come se avesse già capito
che quella lunga attesa
ci avrebbe soddisfatto l'appetito.

L'inverno è stato rigido quest'anno
e la stanzetta mia era fredda senza il fuoco.
Kiwi stava vicino a me, quasi incollata,
e con il suo fiato mi riscaldava un poco.

La prinavera è giunta finalmente.
Con Kiwi esco e vado incontro al sole.
Odo lievi rintocchi di campane
e sgorga una preghiera dal mio cuore:

Grazie Gesù d'avermi dato un cane.

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Post n°5 pubblicato il 10 Agosto 2008 da ilcorsaronero10
 
Foto di ilcorsaronero10

In allestimento

(ilcorsaronero10)


 
 
 

Niente panico,a mali estremi ... estremi rimedi !

Post n°2 pubblicato il 08 Agosto 2008 da ilcorsaronero10