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Anima Alchemica

I colori dell'Essere Umano

 

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Ego Sum, ergo...

Post n°437 pubblicato il 22 Settembre 2013 da alkimias.alkie

Se il benessere nasce nel profondo di noi, non diamo importanza agli obiettivi dell’io, che sono “in  superficie” e non danno la vera armonia con se stessi

L’egocentrismo è un atteggiamento che in alcuni inizia a manifestarsi nell’adolescenza e poi si rinforza sempre di più, fino a diventare il modo principale di agire e di relazionarsi: cercare, in tutto quel che si vive e che si fa, un tornaconto personale. Attenzione:l’egocentrismo non ha nulla a che vedere con il sano egoismo - che consiste nel sapere quali sono le proprie esigenze profonde e nel non sacrificarle a modelli esterni - ma  con un’estrema difficoltà a fare qualcosa che non presenti almeno un vantaggio per se stessi. È come se una persona avesse l’obbligo interiore - in automatico e spesso senza accorgersene – di “spremere” da ogni situazione un beneficio per sé, mentre quando questo non è possibile, la situazione stessa non viene considerata degna di attenzione. L’egocentrico stabilisce amicizie sulla base di ciò che quell’amico gli può dare (ad esempio inviti in vacanza, raccomandazioni, prestazioni professionali gratis o con lo sconto), sceglie le frequentazioni solo nell’ottica di eventuali benefici o aiuti a cui poter un giorno attingere e anche in amore mette in atto qualcosa del genere: sceglie un partner che gli piace, ma deve essere qualcuno “giusto” anche socialmente e pronto a mettere lui al centro dei suoi interessi.

L’egocentrico è come un terreno arido

Anche quando fa qualcosa per gli altri, dietro il comportamento dell’egocentrico c’è sempre una qualche forma di vantaggio personale (anche solo come “ritorno di immagine”). Questo atteggiamento a tutto campo indubbiamente fa sì che la persona si senta “ben piazzata” nella realtà: ha accentrato attenzioni, denaro, potere, benefici, aiuti. Ma la qualità delle sue relazioni e della sua vita interiore nel tempo si inaridisce, perché esse non sono nutrite da due componenti fondamentali che non dovrebbero mai mancare almeno in una parte del nostro vivere: la spontaneità e la gratuità. Senza questi ingredienti, la vita potrà anche essere funzionale ai bisogni concreti dell’Io (inteso in modo decisamente egocentrico), ma mancherà di anima, di umanità e di affinità profonda con gli altri. A un certo punto i conti di chi “vive solo per tornaconto” non tornano più: chi lo circonda tende ad allontanarsi, altri diffidano, la felicità non arriva perché, nella continua ricerca del proprio vantaggio, ci si nega occasioni fondamentali di arricchimento interiore perché magari, al momento, le si ritiene poco remunerative. Liberarsi da questa ossessione e agire con spontaneità significa davvero farsi un grande regalo.

Tutti i danni dell’egocentrismo

-  Circondarsi di rapporti falsi e non affini.

-  Allontanare chi ci vuole bene e ci fa del bene.

Le prime cose da fare

Affidarsi al caso

Può essere molto utile provare a fare esperienze in qualche modo casuali, senza l’ingombrante bussola del tornaconto personale. Fare una cosa solo per il gusto di farla. Dice un famoso detto: l’importante non è la meta, ma il viaggio. Ecco: distogliamo l’attenzione dal risultato e godiamoci quel che accade nel frattempo. Lasciamo la nostra realtà più libera di…accadere.

Crescere psicologicamente

Agire per tornaconto può sembrare da furbi, ma in realtà esprime la gran paura di non farcela con le proprie forze, di avere una grande carenza che non si conosce e non si sa come colmare. Per questo si cerca sempre di immettere cose vantaggiose, come delle riserve per non farsi trovare impreparati. Urge una buona psicoterapia, senza tornaconti immediati.

(La via del benessere - Riza)

 
 
 
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