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Anima Alchemica

I colori dell'Essere Umano

 

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Un tributo indecente

Post n°443 pubblicato il 23 Ottobre 2013 da alkimias.alkie

Se fossi una pianta, quella tua mano spezzerebbe il mio collo così esile anziché farmi rabbrividire e sciogliere lentamente alla tua volontà.

Gioco con i gemelli arroccati sulla manica della tua camicia, ne avverto la dolce rotondità e cerco di ricordare meglio la forma che, al tatto e al ricordo di poco prima, si trasformano in seta da accarezzare, sulla quale le dita scivolano piacevolmente.

Non ho preclusioni alla tua bocca alla quale offro la mia, questo spudorato pertugio che tutto, di te, vuole accogliere al tempo che mi scandisci, lento.

E’ proprio questa lentezza che mi sovrasta, mi invita a lasciarmi andare, consapevole e involontariamente allo stesso tempo, a quello che vorrai da me.

Una carezza lunga che ripassa i contorni del mio viso, mi sfiora le labbra dove già fioriscono parole come fosse appena primavera e tu cogliessi fiori increspati dalla brina.

Mi bevi, mi assapori, centellinandomi a ogni passaggio e io mi chiedo cosa stai provando in questo momento anche se i tuoi occhi chiusi sui miei mi dicono più di mille parole.

Taci, concentrato sulle tracce che lasci, che rimarranno anche dopo per infinite ore, infiniti tempi scanditi dal tempo, un orologio senza lancette perché non ne ha bisogno, al contrario di quel tuo bisogno così istintivo che mi regali.

Mia anima animale, così indecente nella tua muta richiesta di prendermi che stupisce il mio spalancare ogni porta ai tuoi desideri, mescolando umori inviolabili senza arrossire un poco le guance, solo al pensiero di essere lì, ad ascoltare la mia voce dentro, come un alibi inconfutabile ma fermo, deciso, inesorabile.

Danza con me, mia anima animale, finché le luci torneranno ad accendersi ancora, e ancora un altro giorno vedrà i resti scomposti di questi fiori increspati di rugiada che posi sul mio collo, come a spezzarne la vita e a donarmene un’altra.

 

 

 
 
 
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