Creato da: contastorie1961 il 11/03/2015
Racconti

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

Citazioni nei Blog Amici: 1
 

Ultime visite al Blog

lascrivanamonellaccio19contastorie1961azzurrotralecimaseBrillante.NerobagninosalinarolubopoSono44gattinfilax6.2catdgl3pazzadimesemprelucreziamussiriccardoacetosivolami_nel_cuore33clock1991LorenzAdd1979
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« La Reliquia 4La Reliquia 6 »

La Reliquia 5

Post n°18 pubblicato il 25 Aprile 2015 da contastorie1961

Spossato da quella giornata allucinante, Lapo chiese e ottenne di poter riposare un poco. La stanza, del tutto simile a quella di Joseph, era fredda e inospitale. Tuttavia, dopo essersi disteso sulla branda, non riuscì a prendere sonno, anzi. Il frate, insospettito, l’aveva fissato intensamente prima di richiudere la porta.

-Se non hai idea di cosa significhino quelle lettere, come mai sei convinto che non si tratti di un oggetto?-

Lapo era rimasto sul vago, assicurando Joseph che si trattava solo di un parere personale, null’altro. In realtà, non aveva la più pallida idea di cosa significassero quei segni appena accennati. Si sentiva confuso. La scoperta del dipinto l’aveva lasciato letteralmente di sasso, mai avrebbe potuto anche solo immaginare una cosa simile. Ma c’era qualcos’altro che lo rodeva. Una sensazione che, sin da subito, l’aveva assalito una volta entrato in cattedrale. E solo in quel momento, nel buio totale, si rese conto di cosa si trattasse.

L’atteggiamento di Joseph. Ecco cosa non quadrava. Per tutto il tempo, non aveva fatto altro che chiamarlo “ragazzo” Eppure, nonostante la mole, non poteva essere più anziano di quattro, forse cinque anni rispetto a lui. Ma non era solo quello.

Joseph non aveva nulla del frate.

A cominciare dal comportamento, sin troppo autoritario e spiccio nei modi, da poliziotto piuttosto che uomo di chiesa. Non che significasse molto, in verità. Avendo iniziato gli studi in seminario, aveva conosciuto preti ancor più strambi, per usare un eufemismo. Inoltre, durante il loro peregrinare nei meandri della cattedrale, non avevano incontrato anima viva. Dov’erano gli altri frati? Possibile che Joseph fosse l’unico essere umano presente? Troppe domande ancora senza risposte, troppi dubbi e mille incertezze. Le palpebre si fecero pesanti, i pensieri sfumarono, si addormentò di colpo.

Scostandosi dallo spioncino segreto e quasi invisibile a lato della porta, Joseph introdusse la chiave nella toppa e diede due mandate. Stanco morto, Lapo era crollato, ma la prudenza non era mai troppa. Percorrendo a ritroso il cammino fatto sino a quel momento, ripensò alle parole che il professore, nella mail, gli aveva scritto.

-A suo modo, Lapo è un genio amico mio. Assecondalo e cerca di dargli tutta la collaborazione possibile. Come al solito, confido in te e nella tua esperienza. Trovare ciò che cerchiamo da anni è la sola cosa che mi interessa ormai. Non ho più molto tempo dinanzi a me, purtroppo-

Già, come se fosse stato facile organizzare tutto in pochissimo tempo. Arrivato nella stanza dove aveva accolto Lapo, aprì un’altra porta introducendosi nella sagrestia vera e propria. Addossati alla parete, legati e imbavagliati, due uomini lo fissarono terrorizzati.

-Forse ci vorrà più tempo del previsto. Oggi la cattedrale resterà chiusa al pubblico, ho già appeso un cartello in tal senso-

Fatti pochi passi, sciolse il bavaglio all’uomo più anziano.

-Non è possibile…- disse quest’ultimo con voce tremula.

Basso, tarchiato e completamente calvo, scosse il capo con vigore. Il viso, rubizzo e in carne, era attraversato da sottili venuzze rossastre mentre la tonaca, di un marrone intenso, non riusciva a nascondere il ventre prominente. L’altro frate, decisamente più giovane, annuì con energia.

-Ci sono i visitatori, e gli altri frati saranno qua prima dell’alba. Come credi di potertela cavare?

Joseph s’infuriò. Chinandosi, sollevò l’uomo come fosse stato un fuscello.

-Tengo d’occhio la cattedrale da diverso tempo ormai. La conosco meglio io di voi tutti messi insieme. E so che, a turno, vi date il cambio per l’apertura e la chiusura. Mi credi forse un idiota?-

Il vecchio frate attese un istante prima di rispondere. L’uomo aveva ragione. Visto il grande afflusso di turisti, ogni funzione era stata soppressa. Le messe, e tutti gli altri riti, venivano infatti celebrati nella chiesa di Sant’Andrea, distante poche centinaia di metri. Da qui, la decisione di ridurre al minimo le presenze in cattedrale. Ma se ciò che diceva corrispondeva al vero, come mai non l’aveva mai notato? Con una stazza simile, come aveva fatto a passare inosservato?

-No, non lo credo, ma togliti la tonaca…- disse infine.

-…stai commettendo un sacrilegio a portarla-

Joseph ebbe un istante d’esitazione. In effetti, quel indumento gli stava procurando un fastidio enorme. Se la tolse in fretta, sostituendola con dei jeans e una maglietta a maniche corte.

-Non sembravo proprio un frate vero?- disse con un ghigno.

Joseph Heinz, tornò verso la stanza in cui dormiva il giovane. Nonostante lo stratagemma del cartello, non si sentiva per nulla tranquillo. Se non avesse risolto l’enigma il prima possibile, avrebbe dovuto andarsene a mani vuote. Senza contare che, la fuori, gli uomini del Mossad potevano essere ancora in agguato. Ne aveva eliminato uno ma l’altro, nascosto dietro gli alberi, aveva a sua volta fatto fuoco. Sperava solo che, nella confusione e col frastuono del temporale, non avesse visto Lapo entrare in cattedrale.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog