Creato da: contastorie1961 il 11/03/2015
Racconti

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Luglio 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

Citazioni nei Blog Amici: 1
 

Ultime visite al Blog

lascrivanamonellaccio19contastorie1961azzurrotralecimaseBrillante.NerobagninosalinarolubopoSono44gattinfilax6.2catdgl3pazzadimesemprelucreziamussiriccardoacetosivolami_nel_cuore33clock1991LorenzAdd1979
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« La Reliquia 5La Reliquia 7 »

La Reliquia 6

Post n°19 pubblicato il 02 Maggio 2015 da contastorie1961

Adam Gabai, agente speciale del Mossad, rimase nascosto al riparo degli alberi. Bagnato fradicio, osservò i poliziotti francesi affannarsi attorno al corpo di Ben, il suo collega. Nonostante l’addestramento, non poté fare a meno di provare un sordo dolore di fronte alla sua morte. Era stato Ben a svezzarlo e, in un paio d’occasioni, a salvargli anche la vita. Ormai affiatati, avevano pianificato tutto. Ben, avrebbe dovuto avvicinare il giovane italiano mentre Adam, poco distante, gli avrebbe coperto le spalle, come sempre. La notizia del suo arrivo, insperata e dovuta a un colpo di fortuna, avrebbe consentito al Mossad, dopo anni di ricerche, di mettere le mani su uno degli ultimi nazisti in circolazione.

Manfred Katz, novant’anni appena compiuti, secondo le ultime e decisive segnalazioni, aveva vissuto gli ultimi trenta in Italia. Dopo essersi sottoposto a un intervento di chirurgia plastica, da qui le notevoli difficoltà a rintracciarlo, era arrivato addirittura a insegnare la lingua tedesca nella prestigiosa università di Pisa, sotto il falso nome di Konrad Staüffer.

C’era qualcosa, in quella cattedrale, che aveva sempre ossessionato il vecchio nazista. E i servizi segreti israeliani, da sempre sulle sue tracce, sospettavano si trattasse di qualcosa di molto prezioso. Una delle tante opere che i tedeschi avevano razziato durante la guerra e che poi, incalzati dagli alleati, avevano nascosto in fretta e furia nei più svariati posti.

Adam stesso, a più riprese, aveva perlustrato e perquisito la cattedrale. Tutto inutile. Solo Katz, probabilmente, ne conosceva l’esatta ubicazione, ma non ne era certo. Sicuramente, l’età avanzata e il timore di venire catturato, gli avevano impedito di esporsi in prima persona. Ed ecco che, a questo punto, era apparso sulla scena quel giovane. Perché aveva scelto proprio lui? Di cosa poteva essere a conoscenza? Inoltre, quel ragazzo era disarmato. Si era gettato a terra dopo il primo colpo e Adam, d’istinto, aveva fatto fuoco a sua volta. Chi aveva ucciso Ben, l’aveva fatto dalla cattedrale, lo stesso posto in cui era sparito l’italiano una volta rialzatosi. Chi altri poteva essere coinvolto?

S.L.S.R….S.L.S.R….

Lapo aprì gli occhi. Era ancora buio ma, quelle quattro lettere, continuarono a danzargli davanti come le luci intermittenti. Il sogno stava sfumando, ciononostante qualcosa gli attraversò velocissimo la mente. Un semplice appiglio, un lembo a cui aggrapparsi. Ma che svanì nel momento stesso che, con due colpi secchi nella serratura, la porta si spalancò completamente.

-Credo tu abbia riposato abbastanza, ragazzo. Spero, per il tuo bene, che ti sia venuto in mente qualcosa-

Ritto sulla soglia, Joseph rimise le chiavi nella tasca dei pantaloni.

-Maledetto stronzo, mi avevi chiuso dentro!- sbraitò Lapo lanciandosi contro di lui.

Senza scomporsi, dall’altra tasca Joseph prese il revolver e glielo puntò contro.

-Calma, ragazzo, calma. Potresti farti male-

Fermandosi all’istante, Lapo lo fissò interdetto.

-Con questa ti ho salvato la vita la fuori, ma potrei togliertela in qualsiasi momento se non fai il bravo, chiaro?-

Pur inferocito, Lapo non riuscì a distogliere lo sguardo dall’arma puntata contro il proprio petto. Improvvisamente, ciò che era successo all’esterno della cattedrale gli apparve chiaro e lampante.

-Tu…sei stato tu a…a...-

Joseph proruppe in una risata nervosa.

-Brillante intuizione, caro il mio genio da strapazzo- lo schernì -Se non fossi intervenuto, gli israeliani ti avrebbero torturato a morte pur di sapere-

Genio? Israeliani? Ma di che diavolo stava parlando quel maledetto? Come gli avesse letto nel pensiero, Joseph proseguì imperterrito.

-Mai sentito parlare del Mossad, ragazzo?-

Lapo annuì, lentamente. E chi non conosceva il più potente servizio segreto del pianeta?

-Ecco chi era colui che ti ha avvicinato, e che ho dovuto eliminare. E l’altro, quello che ti ha sparato addosso, si trova ancora la fuori. Non mollano facilmente la preda, quei bastardi-

Lapo ebbe un brivido. Ancora una volta, si chiese in che razza di guaio l’avesse cacciato il professor Staüffer. Dopo quelle inaspettate rivelazioni, solo in quel istante si accorse dell’abbigliamento di Joseph.

-Ma tu, chi sei? Per quale motivo ti sei presentato come un frate? Che ruolo hai in questa stor…-

Con un semplice gesto, l’altro interruppe quella sequela di domande.

-Ti ho già detto che non ha importanza. Abbiamo poco tempo a disposizione, quindi finiscila di blaterare e andiamo. Perlustreremo la chiesa palmo a palmo, finché non avremo trovato ciò che ci preme-

Tenendolo sotto mira, lo condusse quindi verso il cuore della cattedrale.

Figlio di Helmut Heinz, luogotenente di Manfred ai tempi della guerra, Joseph aveva fatto una promessa al vecchio Katz.

Aiutarlo cioè a ritrovare, ciò che suo padre aveva nascosto in quel luogo con l’intenzione di recuperare poi in un secondo momento. Ma gli israeliani erano arrivati prima, ed Helmut, nel tentativo di sfuggire alla cattura, era rimasto ucciso.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog