Creato da: contastorie1961 il 11/03/2015
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« La Reliquia 6

La Reliquia 7

Post n°20 pubblicato il 17 Maggio 2015 da contastorie1961

Giunti nella grande navata centrale, Joseph gli intimò di fermarsi.-Non capisco per quale, oscuro motivo, il vecchio abbia così fiducia nelle tue capacità-Completamente rapito dalla maestosità della costruzione, Lapo parve non averlo nemmeno udito.-Ormai sono mesi che mi aggiro qua dentro...- proseguì il tedesco.-…ma non ho ancora trovato quello che…che...-Voltandosi nella sua direzione Lapo sorrise, malizioso.-Tu non hai la più pallida idea di cosa stia cercando il professore vero?-Joseph s’irrigidì di fronte a quell’affermazione, ma l’italiano aveva colto nel segno.Pur fornendogli diversi particolari, il vecchio Katz non gli aveva mai rivelato l’oggetto della sua spasmodica ricerca. Era arrivato anche al punto di sospettare che, anche se apparentemente inconcepibile, lo ignorasse anch’egli.Sono certo che tuo padre ha lasciato degli indizi. Bisogna anzitutto decifrarli, poi vedremo” così l’aveva liquidato solo pochi mesi prima.E Joseph ci aveva provato. Dapprima come semplice turista, quindi fingendosi frate sino all’arrivo di Lapo seguito dagli ultimi, tragici avvenimenti. La comparsa degli uomini del Mossad, ne era convinto, non era avvenuta per caso. Da qui, la decisione d’immobilizzare i frati e spronare l’italiano a risolvere il mistero. Diversamente, avrebbe dovuto abbandonare il campo, e in fretta anche.-Neppure io, se è per quello...- lo incalzò Lapo.-Ma, se vuoi che ti dia una mano, devi smetterla di puntarmi addosso quella pistola, mi rende nervoso-Lentamente, Joseph rimise l’arma in tasca.

-Le porte sono sprangate, e solo io posso aprirle. Ma ti avverto ragazzo, se tenti qualcosa di strano...-Lapo non l’ascoltava già più. I suoi occhi, frementi d’eccitazione, sembravano incollati al pavimento.

S.L.S.R.

Quelle quattro lettere lo stavano logorando. Le aveva sognate, le aveva voltate e rivoltate. Ma c’era qualcosa, un particolare che l’aveva assillato sin dal brusco risveglio, un tarlo che lo tormentava. Il pavimento, le lettere…si…forse….-Devo rivedere il dipinto, subito!- disse senza esitazione.Joseph esitò. Ma il tempo stava scorrendo troppo rapidamente, doveva assecondarlo.Cinque minuti più tardi, a poco più di una spanna dalla tela, Lapo sentì il cuore balzargli in gola.

-La scritta non è originale...- disse senza voltarsi.

S.L.S.R.

-E’ camuffata molto bene. Colui che l’ha vergata, se non un artista, è uno che ci va molto vicino. Ma è stata fatta di recente, e per recente mi riferisco a diversi anni fa. Non certo all’epoca di Leonardo!-Joseph deglutì.Quante volte aveva osservato quelle lettere? Quante volte aveva cercato, inutilmente, di trovare un nesso?Ora, alla soglia della mezza età, la sua mente ritornò a quand’era bambino, moltissimi anni prima.Con la madre, viveva in una bella villetta alla periferia di Hannover, la loro città natale.

Helga era una donna energica e sempre in attività. Dopo la morte del marito, e con un figlio in arrivo, aveva rinunciato a numerose proposte di matrimonio.Tuo padre era unico, nessun altro uomo potrà mai sostituirlo” era solita ripetergli nei lunghi momenti che trascorrevano insieme.Joseph difatti, non l’aveva mai conosciuto. Le poche fotografie che aveva avuto modo di vedere, gli avevano sempre mostrato un uomo imponente, al di sopra della media, proprio com’era diventato egli stesso.-Ma le sue mani figlio mio, così grandi eppure così delicate. Vieni, voglio farti vedere una cosa- gli aveva detto un giorno. Avrà avuto all’incirca sette o otto anni.Salendo verso la soffitta, si era sentito pervadere da un senso d’inquietudine. Da sempre, gli era stato vietato anche solo di avvicinarsi a quelle scale.

Quando Helga, servendosi di una grossa chiave, aveva aperto la porta, Joseph aveva sgranato gli occhi.La stanza, grande quanto tutta l’area della casa, era ingombra di quadri di ogni forma e grandezza. Paesaggi, nature morte e ritratti, sembravano volerlo aggredire coi loro colori intensi e vivaci.

-Ecco chi era tuo padre, Joseph. Un artista-

******

-Chi potrebbe essere l’autore?-La voce di Lapo parve giungergli da lontano, si riscosse.-Io non…non ne ho idea. Ma perché hai voluto rivederlo? Cos’hai scoperto, parla maledizione!-Incurante del suo sguardo truce, Lapo gli si fece incontro, fronteggiandolo.-Scommetto che sai benissimo di chi si tratta. Solo che non hai capito, così come il professore, cosa significhino quelle quattro lettere- disse trionfante.Il tedesco, sempre più scuro in volto, fece per mettere ancora mano alla rivoltella.-Ti propongo un accordo…- proseguì Lapo per nulla intimorito.-Io ti rivelerò ciò che ho scoperto, a patto che tu mi dica chi è l’autore-Allontanando la mano dalla tasca, Joseph lo fissò in cagnesco.-Va bene…va bene…ma adesso parla, mi sono stancato dei tuoi giochetti!-Per tutta risposta, Lapo lo oltrepassò dirigendosi verso l’uscita.-Dovrai aspettare ancora un poco. Di qualunque cosa si tratti, si trova proprio nella navata principale. Ci eravamo praticamente sopra-

 
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