Creato da AnimaSalata il 10/05/2012

Delizioso

pezzetto di Donna

 

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Post n°51 pubblicato il 23 Dicembre 2014 da AnimaSalata

 

 


                        

                            

 


Era sola ora...

due lacci di morbido tessuto le avvolgevano i polsi, altri due le caviglie.
Tutto era amplificato, i sensi tesi nel buio artificiale, la pashmina che le copriva
gli occhi profumava di lui.
Stesa in quel letto nuda e completamente esposta,  il respiro quasi trattenuto
affinchè non potesse in qualche modo disturbare l'ascolto attento dei movimenti
nella stanza.
Eleonora, era la prima volta che veniva legata ed imbavagliata, non aveva esistato ad
accettare la proposta di Joss buttata lì tra un bicchiere di vino ed una parita a poker
in quel pomeriggio di settembre.
L'insolito era per lei mettere in pratica ciò che conosceva bene, che aveva immaginato un'infinità di volte dai racconti erotici che amava leggere.


Ed era silenzio...Snervante ed eccitante attesa del non so cosa.


Un odore di candela riempì la stanza riportando i suoi pensieri al presente, percepiva
la presenza di lui ora, lo sentiva vicino al suo viso e s'immobilizzò.
Ferma sentì il suo sguardo addosso, in un tocco leggero le labbra di Joss furono sulle sue, ed ebbe inizio un lento gioco.
Le sfiorava le labbra per tornare a ritrarsi non appena le sue si aprivano in cerca di quel contatto che desiderava sempre di più.
D'improvviso si allontanò da lei.


Ancora silenzio...ancora quella snervante ed eccitante attesa del non so cosa.


Stizzita aprì la bocca per protestare ma ne uscì un mugolio strozzato quando sentì le labbra di Joss impadronirsi di un capezzolo.
Lo suggeva, dapprima lentamente, lo stuzzicava con la lingua per tornare a
succhiarlo con maggior vigore.
Il corpo di Eleonora si tese contro quella bocca, con le dita afferrò con forza
parte del nastro che le serrava i polsi ma il movimento aumentò la stretta attorno
alla sua pelle provocandole una sensazione calda e dolorosa di costrizione.
Sentì i denti di lui stringere la punta del capezzolo tirandolo lentamente,
ancora e ancora fino a lasciarlo scivolare di scatto...... e si sciolse.
Un languore deciso  le attanagliava lo stomaco, i fianchi presero a muoversi soli in cerca di appagamento mentre un fiotto di liquido caldo già le riempiva l'interno delle gambe completamente divaricate.


Ancora silenzio....ancora quella snervante eccitante attesa ...


Un ansito salì dalla gola quando gocce di liquido bollente iniziarono a caderle tra i seni, sulla pelle della pancia, la cera colava nell'ombelico, e ancora più giù tra le pieghe dell'inguine.
Quel dolore improvviso la stravolgeva, la pioggia bollente cessò.
Due dita di Joss presero a tracciare una mappa sulla pelle sensibile dell'interno coscia ed Eleonora cominciò a colare copiosamente, sentiva i suoi umori scivolare tra le natiche, il suo nettare mieloso scendere dal centro del suo sesso fino ad imperlare il foro più stretto.
Le dita trovarono il clitoride schiacciandolo in un movimento circolare, presero a scendere verso la fonte del suo piacere e la riempirono di scatto per fermarsi dentro di lei.
Eleonora non seppe resistere, muoveva i fianchi su quelle dita immobili per quel poco che le concedeva quell'immobilità, sempre più a fondo sempre più veloce, finchè lui ...gliele tolse.

Ancora silenzio...ancora quella snervante eccitante attesa... del non so cosa.

Una sferzata di acqua fredda le squassò la pancia, rivoli di liquido gelido presero
a scorrere sulla pelle calda, seguire la linea dei fianchi, giù sul monte di venere per separarsi e sgocciolare tra le pieghe bollenti della sua femminilità. .

Ancora silenzio...ancora quella snervante eccitante attesa del ...non so cosa.

Un cubetto di ghiaccio passava ora sulle belle labbra calde, Eleonora lo accolse con la punta della lingua, leccandolo, fermandolo nella piega delle labbra per succhiarne le gocce. Sentiva il respiro di Joss farsi più profondo, consapevole di quanto stesse provocando cercò il cubetto con la lingua, circondandolo, seguendone la linea fino ad accoglierlo interamente in bocca.
In un attimo il membro rigido di Joss prese il posto del cubetto, iniziò ad accarezzare le labbra di Eleonora cercandone l'ingresso.
Venne accolto nella sua bocca, padrona del gioco spinse il ghiaccio a contatto della pelle tesa e Joss s'irrigidì emettendo un rauco lamento ed iniziò a muoversi penetrando sempre più a fondo.
Immobile lo accoglieva avvolgendolo ad ogni spinta in quell'antro caldo, gelido ed umido allo stesso tempo. Lo sentiva pulsare vicino all'apice finchè d'improvviso ...si ritrasse.

E ancora....ancora silenzio...ancora quella eccitante attesa del non so cosa.

Le dita di Joss le slegarono dapprima le caviglie accarezzandole senza fretta poi venne la volta dei polsi, le mani di lui presero il posto dei nastri, con presa salda la teneva inchiodata al letto e in un attimo le fù sopra, sentiva il suo corpo caldo a contatto, pelle contro pelle, il suo sesso rigido premeva al centro della sua femminilità senza entrare, lì sulla soglia oscillava lentamente, Eleonora impazziva dalla voglia di essere presa appieno finalmente.
Le spostò la pashmina sulla bocca ovattando i suoi gemiti e la penetrò deciso.

Eleonora alzò le gambe allacciandole ai fianchi, scossa dalle spinte si adeguò al ritmo riversando sulla pashmina ogni grido che le saliva dalla gola, sempre più vicina all'apice, sempre più allacciata a lui.
Con un movimento veloce e fluido lui scivolò sul letto di schiena invertendo le posizioni senza smettere di penetrarla, quando lei fu sopra puntò le mani sul suo petto e s'inarcò finchè l'orgasmo le esplose dentro in un urlo deciso che s'infranse sulla pashmina... e proprio in quel momento un getto di acqua gelata la colpì in pieno mozzandole il fiato...e proprio in quel momento gli schizzi bollenti di Joss la riempirono.

                                                                                   Ed ora??...

                
                         e ancora?
??...                                          
                                                                             
                                                           
                                                boh...    .. .non so cosa.



                                                                                     - S.-

 
 
 

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Post n°50 pubblicato il 14 Novembre 2014 da AnimaSalata









Ho una fame chiara
violenta
...una voglia di amore sugli occhi.

- A. Merini -

 
 
 

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Post n°49 pubblicato il 28 Ottobre 2013 da AnimaSalata

 

 

Freddo!!

le era entrato nelle ossa e dopo una lunga giornata
l'unica cosa che desiderava era il tepore delle sue quattro mura, 
si sarebbe regalata un bagno caldo, immergendosi avrebbe sciolto la tensione dei muscoli intorpiditi dalle fatiche della giornata.
Sovrapensiero cercò nella borsetta le chiavi per recuperare la posta
impresa ardua data la mancanza di luce che da un paio di settimane teneva la nicchia
delle cassette quasi completamente al buio.
Mentre tentava d'inserire la chiave nella piccola serratura non si accorse di non
essere più sola, una voce alle sue spalle la fece trasalire nell'oscurità.

- Scomodo eh...riesci? -

Di scatto si girò trovandosi di fronte l'inquilino del 3 piano.

Non riusciva ad intravedere l'espressione del viso del soggetto in questione
ma le sembrava quasi di poterla indovinare data la facilità con la quale sorrideva

Lui era quello bello, che poi così bello non era
Lui era quello, (per meglio dire il di lui cane), e l'unico al quale era concesso
calpestare con le zampette l'erba dei giardini altrimenti inaccessibili pena
l'esclusione sociale totale di consiglieri ed inquilini.
Lui era quello che veniva sempre interpellato quando problemi irrimandabili
minacciavano le sorti del locale immondezzaio, scantinato, murarie e/o fognarie 
e infine era colui il quale riusciva con il solo passaggio a ridurre al silenzio mamme
altrimenti intente a sorvegliare i propri pargoli nei giardini che circondavano il
complesso.
Lui sempre scanzonato, sorridente, simpatico e dalla battuta pronta.
Lui che le procurava agitazione e un inspiegabile rabbia ogni volta che si incrociavano.

- Ce la faccio ti ringrazio -

Caldo,
perchè in quella nicchia faceva ora così caldo, 
forse perchè proprio così riparata
o forse perchè costretta in quell'angolo il corpo di Lui la riparava pur bloccandole
l'accesso al portoncino d'entrata.
Finalmente la serratura girò, tastò alla cieca l'interno della cassetta troppo alta alla ricerca della posta.

- Bene, allora buona serata -

- Buona serata a te -  le rispose

Lasciò che la precedesse nell'atrio rimanendo un po' indietro,
giunta in prossimità delle scale, si sentì chiamare.
- Sali? - le chiese bloccando le porte dell'ascensore.

Accettò l'invito con un sorriso tirato, lui sembrava già altrove con la testa.
A metà piano il dito di lui spinse un bottone non ben identificato e l'ascensore arrestò
la sua corsa.
Senza una parola cercò il suo sguardo, lo vide avvicinarsi, sempre di più, sempre più vicino alla sua bocca, ne sentiva l'odore incapace di muoversi.
Le si fermò a pochi centimetri, tanto vicino da percepirne il calore, il respiro, l'annusava lentamente facendola impazzire, voleva quel contatto, il suo corpo sembrava dolere del tocco  dei vestiti, voleva la sua pelle stretta contro la sua, desiderava toccarlo.
Con una mano le spostò la frangetta, seguì i contorni del viso sfiorandola appena,
bastardo le accarezzava le labbra possedendole solo con lo sguardo, la mano scese sulle spalle seguendo la linea dei suoi capelli, ora sui seni, i capezzoli tesi, giù sull' addome, lento, inesorabile ora lungo la coscia fino all'orlo della gonna.
Lo lasciava fare, lo voleva e lui si fermò guardandola.
La sua mano calda stringeva l'orlo della sua gonna, la coscia stretta nella sua morsa, attimi eterni.
Lei spostò la sua coscia aprendola, era l'invito che lui attendeva, prese a salire sotto l'indumento fino a toccare il leggero tessuto delle sue mutandine e quasi lei venne, l'indice le accarezzava le labbra umide aprendole, in un attimo la penetrò, i fianchi lo
seguivano ingoiando le sue dita fino in fondo, stringendole, accarezzandole.
Si scostò da lei appena, senza smettere di possederla.
Incapace di alcun movimento che non fosse pretendere quel godimento lo guardò
allentare la cintura con l'altra mano, slacciare con movimeti decisi i bottoni dei jeans, liberare il membro teso che riempiva ora  la sua mano, rigido, gonfio.
Le sue dita smisero di scoparla spostandosi sul tessuto leggero dell' intimo,
la mascella di lui si strinse, con un gesto deciso le mutandine le scivolavano già lungo le cosce, le sue dita percorrevano la sua gamba che si alzava nel compito di facilitarlo, e finalmente libera lo allacciò ai fianchi.
Le fu dentro lentamente, senza barriere scivolava riempiendola completamente, allargandola prepotente stretta tra le pareti della cabina
Ansimava lui a pochi centimetri dal suo viso, nessun contatto, solo occhi che ora incatenavano il suo sguardo, ora baciavano la sua bocca accesi di una luce febbrile.
La invase ancora di più, iniziando a muoversi le si spingeva dentro con più forza, le mani di lei stringevano il bavero della sua giacca, lo attiravano dentro di se ogni volta che lui la svuotava per tornare a riempirsi di lui, incapace di farne a meno se non per quei pochi istanti prima dell'affondo successivo.
La mano che stringeva la coscia salì fino a stringerle la natica, in un attimo si sentì
sollevare e gli circondò i fianchi accogliendolo pienamente.
Sentiva il suo corpo tendersi sempre più vicino alla soglia finchè, su schizzi caldi  che la riempivano esplosero in un unico orgasmo.

Davanti alla porta di casa, chiavi in mano ancora tremante ripercorse nella mente ciò che era successo attimi prima, si era ricomposta certa di aver dato la giusta padronanza alla situazione, era scesa lanciandogli solo uno sguardo e ora era lì incapace d'aprire quella benedettissima serratura, ad un tratto sentì una presenza alle sue spalle, si girò e lui era li davanti a lei, con un braccio le circondò la vita e l'attirò contro di sè, i suoi occhi la guardavano con quel sorriso scanzonato...

e infine la baciò. 

                                                                    - Io -

 
 
 

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Post n°48 pubblicato il 16 Luglio 2013 da AnimaSalata

 

Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta,
ma poi sento il profumo della sua cioccolata calda…

Le conchiglie di cioccolato!

Così piccole, così semplici, così innocenti.

Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male!

Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso…"

"… E si scioglie…
 Dio mi perdoni,
si scioglie così lentamente sulla lingua
e ti riempie di piacere!..."


(dal film "Chocolat")

 
 
 

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Post n°47 pubblicato il 13 Giugno 2013 da AnimaSalata

 

 

 

 

 

Desiderare...
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un B acio!

 
 
 
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