Sensazionale!
Sabato
scorso tre scienziati ed un musicista hanno vinto il premio Nobel per la
fisica. Hanno annunciato infatti di aver scoperto la particella più piccola
dell'universo. Trattasi della cotoletta servita al ristorante sotto casa del
musicista.
E' ormai assodato: qualunque cosa sia contenuta nell'universo è materia solida
soltanto in apparenza; dal secolo scorso infatti si sa che la solidità
apparente della materia non è che un grumo di energia in vibrazione che i
fisici chiamano massa. Tutto è così: tante particelle formano un atomo e tanti
atomi una molecola; poi tante molecole formano elementi e tanti elementi creano
cellule. La via è lunga ma si sa cosa succede quando si uniscono tante cellule.
La vita stessa è per sillogismo esteso nient'altro che vibrazione di particole
senza forma e senza solidità alcuna: soltanto vibrazione. Ma la vibrazione è
anche frequenza poiché il moto non è che reiterazione di un palpito. La Vita è
dunque suono? Non siamo forse tutti noi, ogni sasso, ogni foglia, insetto, o
goccia d'acqua, nulla di più che piccoli armonici musicali di un grande canto?
E cos'è il tempo se non il ritmo di questa immensa forma d'onda sonora? La
scienza spezza la materia in parti sempre più piccole alla ricerca disperata
del primo mattone, quello che attende di essere chiamato Particella di Dio. Ma
è come dividere l’armonico di un suono. Non troveranno particelle ma soltanto
suoni vibranti a frequenze multiple del suono fondamentale. Un canto senza
corpo. I fisici s'interrogano ora sul come e quando la materia ha cominciato a
guardare a se stessa. Coscienza. Anche così non troveranno nulla – labirinto senza
fine - se non una formula che esprime un sottile armonico sonoro, figlio e
padre di se stesso. Troveranno un canto, una frequenza: quella che gli umili, incolti
e poveri di spirito osano chiamare Anima. In questo forse si annida il mito arcaico della donna uccello/pesce: la sirena. Viaggiatori del mondo sensibile diviso tra l'impalpabile brivido dell'esistenza sognata e il suono struggente dell'acqua matrice. Suono indivisibile e senza fine, l'esistenza, che pur moltiplicata all'infinito risuona sempre uguale.
Eterna sinfonia che canta se stessa; basta un suono di questo mare per esser felici ed io,
io canto l’Onda.
CP