Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta è...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

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Fragilità di un papavero

Post n°198 pubblicato il 08 Giugno 2010 da shahra.zad

 

Quand'ero piccola uno dei miei fiori preferiti era il papavero.
Propendevo già allora per il colore rosso... e li usavo per creare le bamboline di petali: il centro di uno diventava la testa della bambolina e veniva infilata sul gambo di un secondo papavero capovolto, che diventava il corpo, col vestito rosso e il mantello verde; poi, tenendole per la testa, le facevo girare e danzare e inventavo le mie storie.
Oppure semplicemente usavo il centro di quelli più maturi, che rilasciavano la polverina nera, per farmi tatuaggi a forma di stellina sulle braccia, sulle gambe e sulla fronte.
E in ogni caso cercavo sempre di fare attenzione a non staccare malamente i petali, che erano così fragili...
 
Poi sono cresciuta e ho quasi dimenticato i papaveri...
Ora li ho ricordati, tornati alla luce in un gesto semplice che aspettavo da tanto, compiuto per la prima volta dalle mani da cui lo desideravo...
Ora i tatuaggi sono veri e pulsanti
Ora sono io la bambolina vestita di rosso che gira e danza
Ora vorrei soltanto svegliarmi e scoprire che tutto quello che sento e che ho visto non è solo una storia come quelle che inventavo
perchè io ci credo
Ho messo i petali in un libro speciale, che li protegga come se fossero i miei

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sè che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensì un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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