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Prevenire impatti di Asteroidi, “Progetto DE-STAR”

Post n°273 pubblicato il 23 Febbraio 2013 da leonardo377
 

Asteroide di San Valentino

Benché abbia frantumato tutti i record precedenti di passaggi ravvicinati alla terra, il 15 Febbraio 2013 non lo ricorderemo come il transito dell’Asteroide di San Valentino 2012DA14, ma bensì per la coincidenza del passaggio concomitante di più oggetti. L’attenzione era riposta nel corpo più grosso che già da un anno era monitorato e la cui orbita era già prevedibile, ma altri più piccoli oggetti celesti pare si siano dati appuntamento vicino alla Terra e qualcuno, purtroppo, ha perfino deciso di farci visita. In poche ore sono stati osservati vari bolidi in varie zone della Terra, i più grossi sono passati sopra Cuba e negli Urali in Russia. In molti hanno temuto che potesse essere uno sciame meteorico, infatti, se lo era, potevamo subire un vero e proprio bombardamento con evidenti conseguenze che avrebbero potuto essere anche peggiori di quelle di Cheliabynsk.

Meteorite di Cheliabynsk

Dall’analisi delle orbite è risultato infine solo una pura coincidenza di calendario e solo la popolazione russa ne ha subito le conseguenze dirette. L’attenzione era concentrata nell’asteroide 2012 DA14 che ha impedito la previsione di oggetti poco più piccoli? A parte tutte le illazioni che possono mettere in dubbio che le autorità già lo sapessero, cosa si poteva fare realmente?  Anche se la tecnologia ci permette di prevedere in anticipo un simile evento è molto complicato conoscere con esatta precisione il punto di impatto sulla Terra con la conseguenza che avrebbero dovuto evacuare una zona di migliaia di km quadrati o forse più. Pertanto da un’osservazione preventiva dell’orbita è quindi necessario associare un piano reale che possa evitare il fatidico incontro. Fra i tanti metodi, in questo post ne descrivo uno che non è fuori portata della tecnologia attuale. Il progetto DE-STAR (Directed Energy Solar Targeting of Asteroids and exploRation, tradotto in italiano diventa Sistema di puntamento ad energia solare e esplorazione degli asteroidi) nasce da due fisici, Philiph M. Lubin e Gary B. Huges professori all’Università della California.

Progetto DE-STAR

I due scienziati hanno proposto di utilizzare una batteria di satelliti che assorbendo la luce del Sole con dei semplici pannelli alimentano una serie di LASER da illuminare l’oggetto pericoloso. Agganciando e bombardando con la luce il presunto killer terrestre, fino da una distanza di circa 150 milioni di Km (distanza Terra-Sole), si dovrebbe scongiurare il presunto pericolo. La dimensione del sistema di difesa, che dovrebbe volare nello spazio, dipende dall’obbiettivo di prevenzione. Si potranno costruire sistemi DE-STAR di 30-50 cm fino a sistemi con un diametro di 10 km. L’immaginazione collettiva converge sempre nella richiesta di una distruzione dell’Asteoride (o cometa), ma ovviamente è sufficiente deviarne l’orbita quanto basta per metterlo in sicurezza. Il sistema deve essere calibrato in funzione delle capacità del sistema di prevenzione. Maggiori saranno le nostre capacità osservative di catalogazione di tutti i corpi celesti, e migliori i modelli di previsione delle orbite, minore potenza è richiesta dal sistema di difesa. Questo scenario è auspicabile in quanto dato che il controllo è sotto le mani dell’uomo, un simile sistema potrebbe avere anche una duplice finalità, gli obbiettivi potrebbero essere qualsiasi, sia nel cielo che sulla superficie della Terra. Ecco che un simile sistema, pur partendo da una necessità di difesa, potenzialmente diventa, automaticamente, di offesa e di minaccia per i popoli della Terra. Inutile illuderci, ancora un simile sistema di prevenzione non è stato messo in piedi e se infine qualcosa sfugge ugualmente ai nostri calcoli? Pertanto il sistema dovrà essere pronto ad intervenire a deviare o distruggere almeno gli oggetti più piccoli nel breve periodo.

Vela Solare

Per gli oggetti più grandi, dato che le orbite sono conosciute da più tempo, il pericolo dovrebbe essere sicuramente inferiore. Considerando che l’asteroide 2012 DA14 è grande all’incirca mezzo campo da calcio, questo nuovo sistema potrebbe annientare corpi celesti 10 volte più grandi. Un DE-STAR di 10 km di diametro, sarebbe in grado di fornire luce equivalente a 1,4 megatoni di energia al giorno, nel giro di un anno potrebbe respingere un asteroide di 500 metri di diametro. Considerando che la potenza della bomba atomica di Hiroshima era di 12,5 kilotons, l’energia a disposizione è più di cento volte superiore. Questo lascerebbe pensare che forse, dato che la tecnologia è a nostra disposizione facilmente, forse è meglio realizzare un sistema più piccolo e costruire un sistema più grande solo se necessario. Tale tecnologia apre la strada anche a nuovi tipi di propulsori per veicoli spaziali, l’energia della luce raccolta dal sole potrebbe essere sfruttata per alimentare potenti sistemi di propulsione a ioni. I sistemi a razzi a propulsione chimica non sono in grado di far raggiungere velocità elevate, invece con un sistema DE-STAR si potrebbero raggiungere anche velocità prossime a quella della luce. Le prospettive a quanto pare sono buone, la storia ci dirà cosa verrà realizzato prima e se davvero il giorno che apriremo l’ombrello sulla Terra è vicino.

Propulsione Ionica

 
 
 

Più Veloci della Luce - Effetto Lense-Thirring

Effetto Lense-Thirring

Non tutti sanno che la velocità della luce può essere violata in vari modi, uno di questi è ammesso dalla Relatività Generale attraverso l’effetto Lense-Thirring o di trascinamento o come detto in inglese di Frame-Dragging. Nel 1887 fu effettuato un famoso esperimento, che ha fatto la storia della scienza, con lo scopo  di misurare la velocità della Terra rispetto all’Etere: l’esperimento di Michelson-Morley. Fu un completo fallimento, e da quel fallimento venne fuori tutta una nuova fisica, ovvero la Relatività Ristretta e poi quella Generale. La velocità della luce da quel momento diventò un limite invalicabile e invariante rispetto a qualsiasi misura ed osservatore.

Esperimento di Michelson & Morley

Ma qualche scienziato, per poter salvare la possibilità di poter avere a disposizione lo Spazio-Assoluto, si appellò alla teoria di Augustin Fresnel del 1818 che per la spiegazione dell’Aberrazione della Luce introdusse il concetto di trascinamento dell’Etere. Se l’etere si fa trascinare dai corpi, diviene impossibile poter misurare la velocità della terra rispetto ad esso fintanto che ci troviamo sulla superficie del pianeta in moto. Questo effetto molto probabilmente avrebbe falsificato l’esperimento non permettendo di eseguire la misura correttamente. L’apparato di misura trovandosi a Terra avrebbe subito il trascinamento dell’Etere, mettendo in moto lo Spazio-Assoluto. Una alternativa era quella di effettuare una misura fuori della Terra, ma ad oggi non mi sembra che vi siano stati esperimenti del genere, ma dato che sia la Relatività Ristretta che Generale si sono verificate essere valide in moltissime occasioni, molto probabilmente non si osserverà niente di nuovo. Ad ogni buon conto non si è ritenuta valida la possibilità di poter trascinare l’etere e quindi ogni ipotesi simile venne scartata. Quello che non viene citato o divulgato molto spesso è che in realtà un fenomeno simile è stato introdotto dalla Relatività Generale. Nel 1918, a pochi anni dalla pubblicazione della teoria, i fisici austriaci Josef Lense e Hans Thirring individuarono che un corpo in rotazione avrebbe trascinato lo spazio-tempo. Lense e Thirring avevano previsto che la rotazione di un oggetto induce la modifica dello spazio e del tempo tale da trascinare un oggetto circostante al di fuori dalla posizione che sarebbe invece prevedibile in base alla fisica newtoniana classica, un fenomeno chiamato anche effetto di trascinamento o di Frame-Dragging.

Ergosfera

Vicino ad un buco nero rotante l’effetto sarebbe vistoso a tal punto da creare una zona chiamata Ergosfera, dove, anche se fosse presente del materiale fermo, benché risulti immobile rispetto allo spazio-tempo, si troverebbe a ruotare attorno ad un Buco Nero. Un fotone di luce emesso in tale zona, rispetto allo spazio-tempo locale, si propaga alla velocità della luce, ma per un osservatore esterno la sua velocità è pari alla somma di due velocità: la velocità della luce e quella dello spazio-tempo in moto. Pertanto un raggio di luce si propagherebbe più veloce del limite massimo ammesso dalla Relatività Ristretta nella direzione di moto della rotazione dell’Ergosfera (e quindi del Buco Nero), ma a velocità minore nella direzione di rotazione opposta della stessa quantità della velocità di propagazione dello spazio-tempo. Mentre per un Buco Nero Rotante l’effetto Lense-Thirring è elevato per quanto riguarda la Terra è estremamente piccolo, ma non per questo non è stato posto sotto misurazione.

Effetto Lense-Thirring vicono alla Terra

L'effetto previsto è molto piccolo, circa una parte per trilione, tanto che per rilevarlo è necessario esaminare un oggetto molto massivo, o costruire uno strumento che sia molto sensibile. Nel 1976 Van Patten ed Everitt proposero una missione spaziale attraverso un paio di veicoli spaziali orbitanti in senso inverso. Come primo esperimento, fra il 1996-2004 furono utilizzati i satelliti LAGEOS, ottenendo delle misure con un’incertezza elevata del 10% e di seguito furono utilizzati i satelliti Gravity Probe B con misure simili. Qualcosa è stato rilevato ma ancora non si ha l’accuratezza per poter affermarla con certezza. Il 13 Febbraio 2012 è partita la missione Italiana LARES (Laser Relativity Satellite) dove si prevedere di portare la precisione della misura al 1%.

Satellite LAGEOS

 
 
 

Poche ore alla fine del mondo del Calendario Maya

Post n°271 pubblicato il 19 Dicembre 2012 da leonardo377
 

Calendario Tzolkin

Molti media sono sincronizzati con la fine del mondo del 21 Dicembre del 2012 ma sono in pochi a sapere che invece mancano poche ore.  L’ultimo giorno del calendario maya è il 20 Dicembre 2012, il 21 dicembre è il primo giorno della nuova era. Se qualcosa deve avvenire comincia alla mezzanotte del 19 Dicembre 2012 per terminare la distruzione alla mezzanotte del 20 Dicembre 2012. L’alba del 21 Dicembre vedrà la ricostruzione della nuova era e quindi non la distruzione. La data della fine del mondo è legata al calendario di Lungo Computo dei Maya. Questo calendario è molto particolare in quanto contrariamente a quelli contemporanei delle altre civiltà è un calendario che non tiene conto degli anni solari passati e quindi in fase con l’astonomia ma pedantemente tiene conto solo dei giorni passati dal giorno della creazione della cosmogonia Maya. Per questo calendario è molto importante contare solo i giorni, ma questo non vuol dire che è completamente slegato dal cosmo, anzi in realtà si combina molto bene con la stragrande maggioranza degli altri calendari Maya come il Calendario Infernale, di Eclissi, Tzolkin, Haab, Rotondo, di Venere, di Marte, di Giove, Precessionale e chissà di quanti altri. Dato che devo scrivere solo della fine del mondo adesso non ho spazio per spiegare come si rifasa con tutti questi calendari, ma credetemi, è una poesia matematica di combinazioni di numeri che si incastrano incredibilmente con tutte le frequenze del sistema solare. 

Divinità Portatore di un periodo

Il sistema di rappresentazione del calendario di Lungo Computo è semplicemente un numero (x.x.x.x.x) espresso nel sistema vigesimale (base 20, il nostro sistema numerico è decimale e quindi in base 10) con violazione nella seconda posizione. La seconda posizione dovrebbe contare fino a x^2 ovvero 20^2 = 400, ma solo per il calendario il conto termina a 18 e quindi a 360 giorni, guarda caso vicino ad un anno. Tutta la magicità di questo conto è legata a questa violazione che fa rifasare i numeri del cosmo. Avrete capito che questo calendario conta semplicemente lo scorrere dei giorni dal primo giorno della creazione dei Maya dell’ultima era (del giaguaro) coincidente con il 12 Agosto del 3114 a.C. Altra violazione del sistema numerico vigesimale adottato per il calendario di “Lungo Computo” è nella 5° posizione che invece di contare fino a 20 si ferma a 13. Questo implica che il numero massimo di giorni che si possono contare con questo sistema è di 1.872.000 giorni pari a circa 5125 anni. Il giorno 20 Dicembre 2012 corrisponde al 1.872.000° giorno dall’ultima creazione e cioè al 12.19.19.17.19. Il giorno dopo coinciderà con il primo della nuova era, ed espresso nel lungo computo è “0.0.0.0.0” che molte volte viene scritto come 13.0.0.0.0.  Ma tutto questo è valido se accettiamo il lavoro del gruppo GMT (Goodman, Martinez, Thompson) che hanno proposto come costante di correlazione con il calendario di giorno Giuliano di X=584.283. Ma vi sono molti altri lavori che pongono una correlazione diversa ma che hanno avuto un seguito inferiore. Per il momento vediamo se arriva questa fine del mondo, se così non è allora il gruppo GMT si è sbagliato ed dobbiamo prendere in seria considerazione altre costanti……..

Calendario Rotondo

 
 
 

Leggenda Indiana Wasco: Coyote Dispone le Stelle

Post n°270 pubblicato il 07 Dicembre 2012 da leonardo377
 

Riporto una leggenda indiana sul cielo che è stata pubblicata nel blog di “Parole di Fumo” da parte di Kikky2001 (Vedi Post n°54 pubblicato il 19 Novembre 2012:  http://blog.libero.it/SelvaggiaIndiana/11726877.html) che ringrazio moltissimo per avermi concesso di ripubblicarla nel mio blog.

Leggenda Wasco tratta da “Miti e leggende degli Indiani d'America” di Richard Erdoes e Alfonso Ortiz.

Narrata da Barry Lopez nel 1977 a R. Erdoes.

Coyote Dispone le Stelle:

Lupo Indiano

C'erano una volta cinque lupi, tutti fratelli, che viaggiavano insieme. Non v'era carne che si procurassero cacciando che non dividessero con Coyote. Una sera Coyote vide i lupi guardare su nel cielo.

<< Che cosa state guardando lassù, fratelli miei?>> - domandò Coyote.
<< Oh niente >> - disse il lupo più anziano.
La sera successiva Coyote vide che tutti stavano osservando qualcosa su nel cielo. Chiese al lupo più anziano, che era vicino, che cosa stessero guardando, ma questi non lo volle dire. Per tre o quattro notti continuò in questo modo. Nessuno voleva dire a Coyote che cosa stesse guardando perché pensava che si sarebbe intromesso. Una notte Coyote chiese al più giovane dei fratelli lupi di dirglielo, ed il lupo più giovane bisbigliò agli altri lupi:

<< Diciamolo a Coyote che cosa vediamo lassù. Non farà niente.>>

Così glielo spiegarono:

<< Vediamo due animali lassù. Lassù, dove non possiamo prenderli>>.
<< Saliamo a vederli>> - disse Coyote
<< Com'è possibile?>> - domandarono i lupi.
<< Oh, è facile - disse Coyote - Posso mostrarvi come arrivare lassù senza nessuna difficoltà>>.
Coyote raccolse un gran numero di frecce e poi cominciò a lanciarle nel cielo. 
La prima freccia si conficcò nel cielo e la seconda freccia si conficcò nella prima. Ciascuna freccia si conficcava nella parte posteriore di quella precedente sino a che non ci fu una scala a piuoli che arrivava fino alla terra.
<< Ora possiamo arrampicarci >> - disse Coyote.
Il lupo più anziano prese con sé il suo cane, quindi vennero gli altri quattro fratelli lupi, e poi Coyote. Si arrampicarono per tutto il giorno e la notte. Si arrampicarono per tutto il giorno successivo. Per molti giorni e per molte notti si arrampicarono, fino a che non raggiunsero il cielo. Si misero in piedi sul cielo e diedero un'occhiata ai due animali che i lupi avevano visto da laggiù: erano due orsi Grizzly.

Orsi nel Cielo

<< Non avviciniamoli - disse il Coyote - Vi dilanieranno uno alla volta>>. Ma i due lupi più giovani si erano già mossi. E gli altri due lupi li seguirono. Soltanto il lupo più vecchio si trattenne. Quando i lupi arrivarono vicino ai Grizzly, non accadde nulla. I lupi si accovacciarono e guardarono gli orsi, e gli orsi si sedettero a guardare i lupi. Il lupo più anziano, quando vide che non c'era pericolo,andò avanti con il cane e si accovacciò vicino a loro.
Coyote non voleva andare: non si fidava degli orsi.
<< Però questo è proprio un bel quadro - pensò Coyote - Hanno tutti l'aria di stare piuttosto bene seduti là in quel modo. Penso che lo lascerò così, affinché ognuno lo possa vedere. Allora, quando la gente li guarderà su nel cielo, dirà:"C'è una storia intorno a quel quadro" , e racconteranno la mia storia>>:
Così Coyote li lasciò disposti in quel modo. Mentre scendeva ritirò le frecce in modo che nessuno potesse ritornare.
Dalla terra laggiù Coyote ammirò l'ordinamento che aveva lasciato lassù.
Ancora oggi la gente guarda le stesse figure. Ora quelle stelle sono chiamate Orsa Maggiore.
Se guardi lassù vedrai che tre lupi formano il manico e che il lupo più vecchio, quello nel mezzo, ha ancora il suo cane con sé. I due lupi più giovani formano la parte della tazza che è vicina al manico ed i due Grizzly formano l'altro lato, quello nella direzione della Stella Polare.
Quando Coyote vide come apparivano, volle sistemare una grande quantità di stelle. Dispose le stelle in tanti disegni per tutto il cielo e poi, con quelle che aveva avanzato, fece una Grande Via che lo attraversava.
Quando Coyote ebbe finito chiamò Allodola Mattolina.
<< Fratello - disse - quando me ne sarò andato dì a tutti quanti che, quando guarderanno su nel cielo e vedranno le stelle disposte in quel modo, sono stato io a farlo. Quella è la mia opera.>>
Ora Allodola Mattolina racconta quella storia del Coyote.

Indiani

 
 
 

I CALENDARI DEI MAYA …e la fine del mondo.

Post n°269 pubblicato il 02 Dicembre 2012 da leonardo377
 
Tag: Eventi

Calendario Maya Tzolkin

La Società Astronomica Fiorentina, il giorno

4 Dicembre, alle ore 21:15,

presso l’aula di astronomia “Francesco Marsili” della Scuola Media Statale “Eugenio Barsanti” in Via Lunga, 94 di Firenze, presenta la seguente conferenza: 

“I CALENDARI DEI MAYA …e la fine del mondo.” 

di Leonardo Malentacchi

Per questa civiltà la vita era legata ai cicli cosmici e pertanto si era specializzata nell’osservazione del cielo traducendo i periodi astronomici in calendari combinatori con grande abilità  matematica.

Kukulkan

 
 
 
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