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Creato da: incazzataneranera71 il 07/01/2010
"Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio perle sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale niente lui" Ezra pound.
HOLA'
Post n°967 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da incazzataneranera71
"Quando si desidera davvero Raggiungere un luogo Le asperita’ del cammino Non riescono ad impedirlo. Non lasciarti sedurre dalla ricchezza Per suggestiva che sia. Perché sarebbe sciocco il viandante Che di fronte a un campo coltivato Nel mezzo del suo viaggio Si dimenticasse della meta." ( san Gregorio Magno) ![]() ...Continua dal post n.944 Mi avvio cosi’ tra le verdissime colline della Galizia ed e’un continuo saliscendi. Questa e’ la parte migliore del cammino ed e’ chiamata la “piccola Irlanda” perche’ davvero sembra di essere in Irlanda ed in passato questa zona era di dominio celtico. Passo tra boschi di eucalipto, colline verdissime, prati che sembrano pettinati, case di pietra, campagne estese, vedo mucche , capre,cavalli, mi ricorda tanto i tempi in cui io soggiornai in Irlanda, la terra che amo d i piu’ dopo l’Italia..e in mezzo a questo paesaggio mozzafiato la fatica si fa sentire, le gambe fanno male e i piedi si gonfiano…albergo negli ostelli della Galizia che sono i peggiori del mondo. L’accoglienza e’ freddissima e distaccata, ti danno il letto come per farti un favore, mai un sorriso, mai una parola di cortesia, alla receptionti rifilano il lenzuolino di carta ti danno il numero del letto e quello ti tieni, le docce sono senza la porta davanti cosi’ che tutti vedono tutto e tra i pellegrini ci sono pure persone di una certa eta’ che vorrebbero la loro privacy e verso i quali ci vorrebbe un po’ di riguardo..e io odio queste cose…le cucine di questi ostelli sono enormi ma totalmente vuote..non ci sono pentole ,stoviglie poste o bicchieri…se vuoi cucinare e’ impossibile..devi andare fuori a mangiare e spendere… all’ostello di “Portomarin” vengo punta di notte da quegli odiosi insetti che albergano nei materassi che non sono pulci ma quasi ela mattina mi trovo la gamba piena di bolle rosse ho un forte prurito ed entro a fare parte della schiera di tutti coloro che ne sono gia’ stati morsi in precedenza…zio chen..cosi’ all’ostello dopo devo far lavare tutta la roba, il sacco a pelo e fare disinfettare lo zaino e in Galizia fare la lavatrice e usare l’asciugatore costa molto di piu’ che negli altri ostelli…. Un macello… Ma continuo il mio cammino, imperterrita, con i piedi che mi fanno male le vesciche che si sono riformate, le scarpe non mie che picchiano in punta..piango , urlo, impreco ma continuo. Mi tengo in costante contatto con mia sorella in Italia che mi tiene aggiornata sulle condizioni di mio padre che nel frattempo si sono aggravate tantissimo ed e’ stato ricoverato per l’ennesima volta dopodiche’ e’stato trasferito in un posto a lunga degenza perche’ non puo’ piu’ essere assistito a casa ma ha bisogno di cure ospedaliere specifiche… Mia sorella mi parla pure di un emorragia fortissima dove ha versato litri di sangue e che hanno fermato per miracolo e di mia madre disperata in lacrime che non riesce a smettere di piangere e io sento che la vita oramai lo sta abbandonando e che lui non ha piu’ voglia di vivere. Sono 17 anni che mio padre e’ malato..in questi anni e’ potuto succedere di tutto e di piu’ e ne abbiamo vissute di tutti i colori. Ho perso il conto dei ricoveri, degli interventi che ha subito delle nottate in ospedalee dei pianti che siamo fatti. Prima di partire vedevo che mio padre non aveva piu’ voglia di vivere ed esprimeva il desiderio di morire ma al contempo aveva paura di morire e la sua anima aveva bisogno di un aiuto per lasciare il corpo. Prima di incamminarmi chiesi all’alto di prendersi la sua anima mentre ero via perche’ non volevo assistere alla sua morte visto la mia ipersensibilita’ che non mi avrebbe fatto reggere al colpo e per tutto il mio cammino impugno il rosario e prego incessantemente affinche’ questo avvenga e prego per la mia famiglia perche’ regga il tutto e abbia la forza di affrontare una prova del genere. Cammino, cammino e cammino e arrivo a”Monte do Gozo” a cinque km da Santiago . Gli ultimi 6 km li faccio a bordo di una macchina che ho fermato con l’autostop perche’ i miei piedi non ce la fanno piu’ e incappo nel maniaco sessuale di turno che per tutto il tragitto mi chiede un ”beso”, midice che sono “guappissima” che vuole farlo con me e quando faccio per scendere mi afferra il braccio e non me lo molla piu’. A fatica mi svincolo, urlo e gli sbatto la portiera infaccia e scappo via zoppicando con lo zaino in spalle e le vesciche ai piedi..zio chen!!!!! Li’ mi fermo per la notte nell’ostello piu’ strombolo che ci sia, osceno all’esterno ma ben tenuto e carino all’interno. Le stanze sono separate donne da uomini, ci sono solo otto letti per stanza, c’e’ il posto per appoggiare i vestiti, c’e’ la cucina fornitissima di ogni tipo di stoviglia e pentola e finalmente le docce con la porta davanti cosi’ che ti puoi lavare con un minimo di privacy. Dal cucuzzolo della montagna si vedono le luci di Santiago e di fronte a quel tramonto rosa e arancio e alla notte che avanza io verso lacrime di gioia perche’ so che l’indomani raggiungero’ la tanto agoniata meta. SANTIAGO DE COMPOSTELA. La notte fatico a dormire e molti pellegrini restano inpiedi fino a tardi a chiacchierare e fare casino in preda alla fibrillazione piu’ assoluta. La mattina nessuno si alza prima delle sette..oramai la meta e’ qui alle porte e non c’e’ fretta..son finite le levatacce alle cinque e i lunghissimi kilometraggi giornalieri. Mi alzo pure io, preparo lo zaino, mi vesto e mi incammino verso la citta’ col cuore in gola. I primi cinque kilometri sono solo cemento, strade ,traffico macchine e facce buie e grigissime intorno a me..non so perche’ io perdo la freccia gialla e non vedo piu’ i segnali per raggiungere la cattedrale..cosi’ fermo due preti che mi indicano al strada e raggiungo la parte vecchia della citta’ quella storica in pietra. Sento i suoni della campana della cattedrale e il cuore mi arriva in gola. Le lacrime cominciano a sgorgare da sole a 100 metri dalla cattedrale e non riesco a trattenerle perche’ l’emozione e’ fortissima. Ed eccomi qui a SANTIAGO DE COMPOSTELA di fronte ad una delle cattedrali piu’ belle del mondo. E li’ davanti a questa opera incredibile scoppio in un pianto liberatorio che durera’ due giorni. CE L’HO FATTA..CI SONO ARRIVATA. SONO A SANTIAGO. Con quasi 400 km nelle gambe e i piedi piagati e gonfi, lo zaino in spalle …MA CE L’HO FATTA. Entro in quel posto magico e meraviglioso mentre le lacrime mi rigano il volto e il cuore batte all’impazzata e giro in lungo ed in largo questa cattedrale bellissima. Incontro molti dei pellegrini che avevo trovato sul cammino, tanti quelli passati da Jesus, ci abbracciamo, piangiamo,ci salutiamo,distrutti dalla fatica ma felici di avere raggiunto la nostra meta. Di fronte a me si erge il maestoso altare dove troneggia la statua enorme di San Giacomo, la chiesa pullula di gente da ogni dove , vorrei scendere a porgere i miei omaggi alle reliquie del santo custodite proprio li’ma la fila e’ talmente lunga che esce dalla porta della chiesa e allora decido che ci verro’ piu’ tardi o domani… Mi siedo nel posto meno affollato della Chiesa per assistere alla messa del pellegrino che si svolge ogni giorno a mezzogiorno e tengo gli occhiali scuri per non far vedere le lacrime che sgorgano ma la gente se ne accorge perche’ piango talmente tanto che e’ impossibile ignorarmi. Dalla mattina echeggia nelle mie orecchie la melodia di Mozart “Ave verum corpus” che a mio parere e’ una delle cose piu’ belle mai composte ed e’ la musica ideale per accompagnare un’anima in cielo nel momento della dipartita e non so perche’ non mi si toglie dalle orecchie. Inizia la messa, seguo tutto, vengono fatti saluti in molte lingue e viene dato il benvenuto ai pellegrini ivi presenti. L’emozione e’ fortissima, c’e’ un coro meraviglioso con tanto di musicisti che suonano, ogni volta che intonano una canzone vengono i brividi. Al momento della comunione mi avvicino all’altare per riceverla e proprio in quel preciso momento viene intonata “Ave verum corpus”la melodia che avevo in mente dalla mattina..l’emozione e’ talmente forte che scoppio a piangere pure davanti al prete perche’ non riesco a trattenermi e lui mi guarda intenerito. Una volta finita la messa devo pensare a trovare l’ostello per poter finalmente depositare lo zaino e dare sollievo ai piedi e alla schiena molto provati d questo pellegrinaggio. A Santiago gli ostelli costano il triplo se non il quadruplo degli altri… Esco , scendo le gradinate della chiesa e fisso ancora una volta la facciata di questa maestosa cattedrale unica al mondo , cosi’ piena di storia, di misticismo, di energia. Attraverso la piazza antestante e vado a sedermi in fondo in un posto ombroso per rilassarmi e godere della meravigliosa vista. Prendo il cellulare e noto che c’e’un messaggio di mia sorella. “IL PAPA’ E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE. UNA PREGHIERA”. Mi ci vuole un bel po’ per realizzare quello che sto leggendo. Devo leggere e rileggere piu’ e piu’ volte il messaggio primadi riuscire a capire quello che e’successo.. MIO PADRE E’ MORTO. LA SUA ANIMA E’ SALITA AL CIELO PROPRIO IL GIORNO IN CUI IO SON ARRIVATA A SANTIAGO E HO RAGGIUNTO LA MIA META,NEL MOMENTO ESATTO IN CUI MI TROVAVO NELLA CATTEDRALE E ASSISTEVO ALLA MESSA DEL PELLEGRINO. LE MIE PREGHIERE SONO STATE ASCOLTATE. IL MIRACOLO E’ AVVENUTO.
GLORIA IN EXELCIS DEO.
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