Creato da LIBRERIAVENETA il 14/04/2010
libreria del Polesine e del Veneto : vagando qua' e la alla scoperta delle origini e delle tradizioni e delle storie Polesane

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 

Calicanto - Bealaguna

 

le mondine

 

Contatta l'autore

Nickname: LIBRERIAVENETA
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 57
Prov: RO
 

OGGETTO:

Testi degli autori della terra Polesana, scritti in lingua Veneta. Il sentire, le parole, gli ambienti di un tempo; le immagini dei luoghi della terra , della città, e dei dintorni , per aumentare la visibilità, farne ammirare la bellezza,far conoscere la storia; i personaggi e personalità del mondo Veneto.

 

Migliori

 

Blog Directory  BlogItalia - La directory italiana dei blog   Antivirus The Directories.org

 

 

Aggregatore rss

 

Scambio Link

 

Azienda premiata con lo Statuto Cylex Silver

 

abbigliamento
contatori visite

 

Tag

 

Ultime visite al Blog

scarlatti79unplirovigosilranicapino.schiesarifranco.rizzi51ddhartyilnastrinoshopclorindo_manzatosandro.spinellomauro_voltanMLGDvorreidartiunbaciomattia.riondatoleonardomeggiorinimenefrego100
 

MUSICA DEL BLOG

 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Chi può scrivere sul blog

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

LA TRADIZIONE

 ... che la saggezza degli antichi non sia una via di fuga?

Coro Monte Pasubio canta: "Me compare giacometo"

IL GRUPPO : ANDE CANTI E BALI

http://www.andecantebali.it/


un blog molto interessante 

 

EL MOETA


Su 'a porta de 'a casa
vien uno che dise:
"Co'l me furgonsin,
mi son l'arotin"
Tacà su 'a sintura
ga un masso de forbici,
che 'a par na picàia
de tordi ciapài;
in man i cortei,
na ròncoea, na brìcioea,
pirata el me par,
brigante del mar.

Mi penso al moèta,
che 'a roda el girava
alzando 'a ganbeta;
al vaso co'l fil
de fero tacà,
che assava cascar
sui sighi e lamenti
na gossa, na eàgrema,
precisa e costante
ea pena a lenir.

 

( Attilio Scremin da Dialettando.com)

 

 

CONTE

 
 

canzone dei gobeti

 

 

--------------

La Canzone Popolare

 

I CRONISTI DEL TEMPO

 

marco paolini

 

Rigoni Stern 

 

Marco Paolini legge Rigoni Stern

 

IL RICORDO DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA

 

BY CORO MONTE PASUBIO

 

 

A ROVIGO A GH È ON CURATO

 

A Rovigo a gh é on curato
mia bela ti do.
A Rovigo a gh’é on curato
mia bela ti do.
E a Rovigo a gh é on curato
che l é bravo da confesar
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.
E a Rovigo a gh é on curato
che l é bravo da confesar
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.

Se l é una giovane mandatela avanti
mia bela ti do.
Se l é una giovane mandatela avanti
mia bela ti do.
Se l é una giovane mandatela avanti
che la vòlio confesar
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.
Se l é una giovane mandatela avanti
che la vòlio confesar
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.

Se l é una vechia mandatela via
mia bela ti do.
Se l é una vechia mandatela via
mia bela ti do.
Se l é una vechia mandatela via
che il demonio la porta via
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.
Se l é una vechia mandatela via
che il demonio la porta via
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.

E anche il figlio raconta al padre
mia bela ti do.
E anche il figlio raconta al padre
mia bela ti do.
E anche il figlio raconta al padre
che il curato baciò la madre
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.
E anche il figlio raconta al padre
che il curato baciò la madre
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.

Se l à baciata à fato bene
mia bela ti do.
Se l à baciata à fato bene
mia bela ti do.
Se l à baciata à fato bene
l à solevata da tante pene
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.
Se l à baciata à fato bene
l à solevata da tante pene
mia bela ti do
bela ti do
ti do on bacin d amor.

 

 

« forza ragazziAlla scoperta del Delta ... »

storia dei luoghi

Post n°285 pubblicato il 25 Luglio 2011 da LIBRERIAVENETA

 

LENDINARA: LA STORIA. Il mito di “Antenaria” o “Antenoria”. Una antica tradizione, tramandata di padre in figlio, vuole che un gruppo di Troiani condotti da Antenore, sfuggiti al massacro dei Greci, siano approdati alle foci del Po non lontano da Adria. Risalendo i corsi d'acqua, si insediarono in una parte elevata e fertile del territorio per creare una nuova patria. Una lapide ritrovata nel '600, scritta in latino, conferma l'antica storia: “Isid. Sacr. Ex. Monit. Eius. Antenor. D.D.”. Successiva fu la dominazione deiRomani testimoniata dai reperti archeologici: urne, monete, lapidi e tracce di strade. Ilprimo documento scritto è dell'870 quando Umberto Cattaneo da Verona ottiene la signoria di Lendinara.

I Cattaneo, con alterne vicende governarono la città fino al 1284, quando arrivano gli Estensi, che erano Badia Polesine e Rovigo. Duecento anni dopo, nel 1484 Lendinara viene conquistata dalla Serenissima. I Veneziani, vinta la guerra con gli Estensi di Ferrara, dominarono il Polesine fino al 1797 quando arrivarono i Francesi. Caduto l'impero di Napoleone, nel 1814 arriva il ferreo dominio dell'Austria a cui si oppongono i primi patrioti italiani del Polesine: i fratelli Marchiori e  Alberto Mario, scrittore e amico di Mazzini e Garibaldi. La terza guerra d'indipendenza del 1866 ricongiunge Lendinara e il Polesine all'Italia.


LE RIVIERE, PALAZZI E CHIESE. Lendinara è divisa in due dall'Adigetto, un piccolo fiume che ha origine dall'Adige a Badia Polesine: la Riviera S. Biagio a destra e la Riviera Mazzini a sinistra ricordano il dominio di Venezia, che anche qui ha lasciato l'impronta urbanistica. I palazzi, come l'imponente facciata di Palazzo Perolari del '700, e le case si specchiano nell'acqua che scorre lentamente, creando un gioco suggestivo di luci e ombre. Il visitatore si guarda attorno e resta stupito come una civiltà contadina abbia saputo arricchire la città di architettura e arte.

Molti i palazzi che adornano le vie e le piazze del centro; i più prestigiosi palazzo Malmignati, palazzo Boldrin-Marchiori della seconda metà del '500, il palazzo del Municipio con il colonnato trecentesco (al piano terreno c'è lo storico Caffè Grande) e, nella stessa piazza, si trovano i resti del castello medioevale. Bella l'architettura delTeatro Ballarin del 1814


Le chiese sono la testimonianza più forte della cultura e dell'arte, che a Lendinara si sono manifestate per il forte sentimento religioso che ancora oggi resiste. La chiesa di S. Biagio, che esisteva già nel XIII secolo, la chiesa di S. Rocco del '400.  Poco oltre, c'è il Duomo.Gli storici polesani affermano che questa grande chiesa, dedicata a S. Sofia, fu edificata nel secolo XIII per volontà dei Cattaneo, sui resti di un tempio pagano dedicato a Giunone. Nel secolo XVIII fu restaurata e la fu ricostruita con uno stile neoclassico. Due lapidi romane, trovate sull'area della chiesa, sono state murate su una parete esterna della chiesa. Il campanile settecentesco è uno dei più alti d'Italia e si erge per cento metri. L'interno neoclassico è arricchito di affreschi e tele: opere d'arte di pittori  del '500, '600 e'700 tra i quali Giorgio Anselmi, Antonio Zanchi, Antonio Mancini e Carlo Bonone. 

Vicino alla piazza dedicata al patriota Alberto Mario, si trova la chiesa per la quale Lendinara è conosciuta nel mondo cattolico: il Santuario della Madonna del Pilastrello.Le origini del Santuario risalgono al '500 e fu affidata alle cure dei Monaci Olivetani, che ancora oggi lo custodiscono. All'interno opere pittoriche della scuola del Tintoretto, di Paolo Veronese, di Giambattista Piazzetta e altri artisti minori. Sopra l'altare maggiore, con una breve scalinata, si sale a venerare la Madonna col Bambino la “Madonna Nera”, raffigurata con una bella terracotta quattrocentesca. Tutto attorno i trovano le testimonianze “per grazia ricevuta” dei miracoli attribuiti alla Santa Vergine, che hanno reso famoso il Santuario.


Giovanni Boschetti

[fonte : RovigoOggi 25.07.2011]

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

INDICE DEL BLOG

Caricamento...
 

I MESTIERI (A.SAVARIS)

de sciatori prinzipianti,

ma ogni tanto me vien l'estro

de ingessàrghene raquanti.

*

Son Febraro, gran Stilista

de costumi de ogni pano,

ma da bravo trasformista

a lavoro tuto l'ano.

*

A son Marzo, l'Ombrelaro,

ma 'sta piova inacidà

mena tuti dal stagnaro

e mi son disocupà.

*

Son Aprile e vendo vento,

ma de mi se pòl far senza

da chel dì che el Parlamento

el me fà la concorenza.

 

A son Magio e vendo fiori,

ma da quando sula Tera

a ghe xè l'efeto-sèra,

più che fiori i xè dolori.

*

A son Giugno campagnolo,

miedo al dì co' la falzina,

ma de note, co' son solo,

cargo i campi de atrazina.

*

A son Lujo, el Vagabondo,

scapo via dale cità,

par catare un fià de mondo

che no'l sia anca lu inquinà.

 

*

 

Son Agosto, el gran Bagnin,

ma col mare che ghe xè,

no' ghe meto gnanca un pié

e me tufo in t'un cadin.

*

 

Son Setembre, el Giardiniere

e rinfresco un fià l'està,

ma me basta do'.. ..Marghere

par brusare campi e prà.

*

Son Otobre e pisso vin

in social-cooperativa.

Scarpe grosse e zervèo fin:

metà "uva" e metà Iva....

*

Son Novembre, el Tabacaro

de 'sto Stato, e dago a smaca

nebia, tasse, fumo, snaro....

E ti, popolo, tabaca!

*

Son Dicembre, Spaladore

dela neve su la strada,

ma vorìa. .. .spalarghe al cuore

dele mafie de casada.

 

 

una fonte di approfondimento

 

I MIEI PENSIERI

QUESTO BLOG

L'HO INIZIATO PIANO PIANO,

MI HA PRESO SEMPRE

PIU' LA MANO.

 


 

VORREI NON AVESSE

UN FINALE,

MA UN FINE.

VORREI LASCIARVI

NEI RICORDI,

NON MIEI,

VORREI.

VIVI!!

 


 

UN ESEMPIO

 

 

 

Canzone popolare

La pègra e la mateina la bèla e la sira la bala

La me morosa

 

 

 

 

ACQUA (L'ELEMENTO PRINCIPALE)

a stago inte a bassa

Sa sbato un pié

me s-cianzo el viso.

A stago in te la Bassa.

La tera l'é aqua

l'aqua l'é tera.

Cresse el riso.

La me cà l'é bagnà.

El fango ciapa i muri

la cusina -el vien soto la tola.

Fora gh'é le cane

ca speta na bava de vento

par scrolarse.

(Passé 'nde - giré!

Mi no me movo).

Ei me mondo l'é chi.

A son ligà al Po

come na corda a la canpana.

El Po - grande o picolo -

l'é la me crose, la me tana.

Mi ghe pisso dentro.

Lu me conta tuto.

El vien zo fredo come el giazzo,

sto pajazzo, incoconà

de pàesi, canpagne, zità.

La Bassa la lo ciùcia,

la se lo tira adosso. Che missioto!

Aqua de monte o de colina

de canale o de fosso

prima de finire in mare

la se mùcia a speciare

un cielo grande assé.

A stago in te la Bassa.

L'aqua l'é cielo, el cielo l'é aqua.

 

Carlo Lezziero

 

ANCHE CON LA MUSICA E IL CANTO

 

DISPONIBILI I CD DEL GRUPPO:

http://www.bookshopro.it/documenti/shared/calicanto%2025.htm

BONIFICA EMILIANO VENETA  (BEV)

 

pensieri personali e non solo

MI TE SERÒ AMIGO (Piero Conforto Pavarin) 


Mi te serò amigo

come el vento

su la strada de baro

o la piova sul campo

ai primi de luio.

Come el can

che menando la coa

leca la man al paron

mi te serò amigo

par sempre

pur che te gàbia:

un fià de vento

de piova, o almanco

el sguardo de un can.

 

Le mie Fonti

Cante d'Adese e Po - Gino Piva - 1931

....e invezhe no! - Jani de-la-Ranpa -1984

Almanacco Veneto 1979

Omani, cépe e scupetun - Gianni Sparapan -1992

Veneto Raccont popolari - Giuseppe Consolaro - 1976

Verso l'imbrunire -Ugo Suman - 1990

QUADRETI VILANI - Angelo Savaris -1993

 La Magnifica (Magnemo inversi) - Angelo Savaris -1995

da jeri a ouquò - Gianni Sparapan - 2° ed. -2005

Do schei de morbin - Giuliano Scaranello - 1995

Foje sperse - Leone Fabbris - 1978

abecedario dei vilani - 2001

 

CO’ STA PIOVA E CO’ STO VENTO (TOC-TOC)

«

 chì che bate a sto convénto?»

«L'e 'na pòra veciarèla

che si vuole confessàre»

«Co' sta piova e ce' sto vento

no se confèssa un sacraménto!»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

 (TOC-TOC)

« Co' sta piòva e co' sto vento

chi che bate a sto convénto?»

«L'é 'na pòra verginèla

che si vuole confessàre»

«Entra, entra, verginèla

che te meno a la capèla»

Ciàppeo, ligheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«E te ài mai tocà la ganba»

«Padre sì, ma no son stranba!»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«E te ài mai tocà le tete»

«Padre si, i me le è anca strete!»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«E te ài mai tocà la pansa»

«Padre si, ma co creànsai»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«E te ài mai tocà la figa»

«Padre si, ma co fadìga!»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«Se tu vuoi l'assolussione

 prendi in mano sto cordone!»

Ciàppeo, lìgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

«Caro Padre no son Òrba

questo é un casso e no 'na corda!»

Ciàppeo, ligheo, méÉeo in gaèra

chippeo, ligheo, méteo in presòn!

Co' sta piòva e co' sto vento

chiò restà drento 'l convénto?

L'é restà Padre Formìga

 che ghe piàse tant la figa!

Ciàppeo, flgheo, méteo in gaèra

ciàppeo, lìgheo, méteo in presòn!

 

 

E ME MARI LE BON

E me marì l'è bon

e l'è tre volte bon

e 'l sabo e la doménega

e 'l sabo e la doménega,

e me marì l'é bon

e l'è tre volte bon

e 'l sabo e la doménega

el me òn'se col baston'

E co ste cìcoe

e co ste ciàcoe

e co ste Cìcoe, Cìcoe, ciàcoe,

e co ste cicoe e Cìcoe Ciàcoe

l'é saltà fòra un ciacoeòn!

 

baston nel doppio significato di bastone e membro maschile; òn'ser, ungere;

ciòcoe, chiacchiere; lé saltà fòra, ne è nato; ciacoeòn, chiacchierone.

(spiegazione: la bontà di mio marito - rime ambigue e simpatiche)

 

RUZANTE "IL REDUCE"

arte e commedia nella storia

e con alcuni autori di oggi:

Rino Gobbi

 

 

 

 

 

 

 

9788895352312

Perpetua zovane...Casin in canonica

Commedia brillante in tre atti in lingua veneta popolana 

Dante Callegari

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963