DON CAMILLO'S BLOG
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FIRMA PER IL REFERENDUM ELETTORALE
Post n°14 pubblicato il 21 Giugno 2007 da Il.Don.Camillo
Cara lettrice, caro lettore, penso sia tempo di schierarsi, nuovamente, dalla parte dell’Italia. Questa volta non si tratta di grandi appuntamenti elettorali o altro. Non è questione di scegliere con che parte politica stare. Anzi. Quello che ti sto per proporre è un appuntamento che, possiamo dire, va contro questa politica. Ma va contro questa politica per il suo bene. Perché, nonostante il suo rifiuto, questa proposta è nata per riformare il sistema politico. Lascia che ti spieghi, molto brevemente. La proposta è questa: il referendum elettorale. Ma non uno qualunque, non un ennesimo referendum. No. Questa volta, se firmeremo e voteremo, possiamo fare una vera e propria rivoluzione, politicamente parlando, s’intende. Avrai sentito parlare, immagino, della proposta di referendum portata avanti da Gazzetta, Segni e altri esponenti di entrambi gli schieramenti politici. Prima che ti spieghi in cosa consista questa proposta di referendum, è necessario che io ti ricordi che entro il 24 luglio, per fare in modo che il referendum si svolga, il comitato consegni 500.000 firme autenticate. Se questo sarà fatto, nel 2008 si svolgerà, nonostante la forte opposizione dei partiti e dei partitini, per volere degli italiani, un grande referendum capace di riformare il sistema politico italiano. Detto questo, lascia che ti spieghi in cosa consiste questo referendum. La proposta referendaria è composta di tre punti.
Il terzo è quello che meno ci interessa, ma non perché sia poco importante, bensì perché, paragonato agli altri due punti, risulta molto meno essenziale per questo sistema politico nuovo. Allora. Con il primo e il secondo punto, come avrai capito, il premio di maggioranza (presente attualmente solo alla Camera) verrà portato in entrambe le Camere, ma non alla coalizione (come accade adesso), bensì al partito (lista) più votato. Nei primi due quesiti si richiede anche l’abrogazione dei collegamenti tra le liste (e quindi delle coalizioni). Questo cosa significa? Che, automaticamente, i partiti, per entrare nei due rami del Parlamento, dovranno superare il 4% alla Camera e l’8% al Senato. Ovviamente, con la conseguente scomparsa di mille partitini capaci solo di fare i propri interessi e di imporre veti, bloccando il lavoro dei governi. Questo non è un obiettivo da poco, visto che, alle ultime elezioni, si sono presentate 74 liste o partiti. Un’enormità, soprattutto se si pensa che questi riceveranno, per i prossimi cinque anni, 200 milioni di euro di rimborsi elettorali all’anno, ovviamente suddivisi a seconda dei voti guadagnati da ogni partito. Quindi, i primi due quesiti taglierebbero in modo sostanziale i partiti (che attualmente, solo in parlamento, sono decine, e quindi decine di gruppi parlamentari, ognuno finanziato per bene) e le spese. Due quesiti che tolgono i piccoli, liberando le azioni dei governi, che potranno seguire i programmi elettorali e realizzare le riforme di cui necessità il Paese. Concludo, quindi, chiedendoti, caro lettore, di firmare oggi e votare tra un anno per un referendum elettorale importante, che potrà, veramente, cambiare in modo radicale lo scenario politico italiano. Un nuovo sistema che potrà portare, alla lunga, ad un sano bi-partitismo, o comunque ad uno scontro politico (oltre che meno costoso) molto più produttivo e capace di elaborare riforme importanti. Grazie. Don Camillo Per maggiori informazioni, e per sapere dove si firma, visita il sito www.referendumelettorale.org
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