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LA LOBBY GAY ALL'ATTACCO DELLE LIBERTA'

Post n°74 pubblicato il 27 Novembre 2007 da Il.Don.Camillo

Quel poco che fa, il governo lo fa per i gay. I Dico, i Cus e il disegno di legge Mastella del gennaio di quest’anno ne sono la lampante dimostrazione. Ma, viene da chiedersi, per quale motivo si danno così tanto da fare per questi “poveri” gay? Semplice: la pressione della lobby gay, radicata e con forti simpatie tra le redazioni dei giornali e le televisioni (un esempio: le serie televisive italiane de “Il padre delle spose”, “Caterina e le sue figlie”, “Un medico in famiglia”, tutte condite con simpaticissimi omosessuali), è fortissima. Questa potente lobby è capace di influenzare, se non, addirittura, manipolare l’azione del governo italiano.

Vediamo di capirci qualcosa.

 

Il 29 giugno del 2004, in Svezia, un pastore protestante è stato condannato ad un mese di carcere per le sue critiche al matrimonio gay con citazioni prese dalla Bibbia.

In questo modo, come avviene anche in Canada e in altri paesi europei, si equipara il dissenso verso il matrimonio gay, contrario alle leggi naturali, all’odio razziale. In Francia, per esempio, numerose organizzazioni di sinistra hanno firmato per l’attuazione di una strategia “repressiva e preventiva” contro il razzismo omofobico, dunque contro tutti coloro che considerano giusta la difesa della famiglia tradizionale e sbagliata l’unione omosessuale.

UN DELIBERATO ATTACCO ALLA LIBERTA’ DI PENSIERO E DI OPINIONE

Di conseguenza, non è difficile immaginare chi potrebbe essere il padre di questi razzisti omofobici. E chi se non Gesù? Lui e la sua oscurantista ed omofobica Chiesa cattolica. Secondo queste norme, infatti, il Vangelo sarebbe vietato in quanto sostiene che l’umanità è nata dall’unione tra un uomo e una donna e che il progetto di Dio per la famiglia è chiaro: solo l’unione uomo-donna rende i due individui una carne sola.

 

Veniamo all’Italia.

Il 23 novembre del 1999 vengono presentati alcuni disegni di legge (con l’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema in qualità di primo firmatario) riguardanti le “Disposizioni per la repressione e la prevenzione delle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale”.

Secondo questi disegni di legge, vengono stabilite sanzioni penali (da sei mesi a 4 anni di reclusione) non solo per chi critica le unioni omosessuali, ma anche per chi partecipa ad “associazioni, movimenti o gruppi” che operano tramite attività ritenute “incitamento alla discriminazione per motivi di orientamento sessuale”.

In Italia, dunque, gli ultras e i noglobal sfascia-tutto possono agire indisturbati, al massimo essere fermati per una notte e poi liberati, mentre i credenti in particolare, ma anche i cittadini qualunque, vengono messi in prigione per anni a causa del loro dissenso verso un unione contro natura. Mica male per una democrazia del ventunesimo secolo.

Fortunatamente, i disegni di legge firmati da D’Alema non vengono approvati, grazie alla vittoria elettorale della Casa delle Libertà e di Silvio Berlusconi nel 2001. Il progetto è accantonato e, per cinque anni, dimenticato.

Ma, e qui torniamo al governo Prodi, il 25 gennaio del 2007, Clemente Mastella (Ministro della Giustizia prodiano, cattolicissimo) presenta un nuovo disegno di legge. Con esso, per mezzo del pretesto della condanna all’incitamento all’odio razziale, si arriva a considerare tale ogni critica al comportamento omosessuale.

Mica male per un ministro che si era schierato contro i Dico e la lobby gay ed era andato in piazza al Family Day. Niente male davvero. Ha rifiutato quegli orribili pseudo-Pacs per poi proporre una cosa di gran lunga peggiore.

Con questo disegno di legge, comunque, si prevedono sanzioni penali a gogò per tutti quanti. Oibò: vuoi vedere che…? Già, con questa legge un cristiano, ebreo o buddista che sia non potrebbe esprimere le convinzioni radicale nella sua fede.

PER UN PRESUNTO DIRITTO DEI GAY AD ESSERE TUTELATI DALL’”ODIO RAZZIALE”, SI TOGLIE LA LIBERTA’ A TUTTI GLI ALTRI

Di fatto, viene inserito il reato di omofobia.

Il Ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini ha recentemente ripresentato il progetto. Previsione: i genitori non potranno insegnare ai loro bambini cosa è giusto e cosa è sbagliato, mentre i gay potranno scambiarsi “effusioni” davanti al Colosseo e non solo, alla faccia dei nostri poveri Carabinieri.

 
 
 
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