Mi accingo a commentare un'intervista rilasciata da un blogger alla redazione della Community. Ne avevo rilasciata una anche io, ma evidentemente non è piaciuta per i toni e le posizioni...
I miei commenti sono quelli in verde.
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Dopo la moratoria sulla pena di morte, ha senso pensare di proporne una sull'aborto?
Assolutamente no. Per prima cosa sono due cose completamente diverse, in secondo luogo abbiamo fatto delle lotte, delle manifestazioni per raggiungere questo traguardo e non vedo perchè un paese laico deve sottostare a una religione. Naturalmente, il nostro caro amico non ci spiega per quale motivo sarebbero completamente diverse. Forse la vita umana di un condannato a morte vale meno di quella di un innocente? La vita è tale sempre e va preservata. Dopo la moratoria sulla pena di morte, è giusto proporne una sull'aborto.
Trovo ridicolo il solito tirare in mezzo la storia della religione. La Chiesa è sì, ormai, una delle sole realtà che difendono la vita sempre e comunque, ma devo ricordare a questo signore che la campagna l'ha lanciata Giuliano Ferrara, che non mi sembra ne' sacerdote ne' frate o non so cosa. E' un direttore laico. E, a mio parere, può proporre tutte le campagne che vuole.
Pensi si tratti sempre e comunque di una scelta privata e personale e che la politica debba rimanerne fuori?
Quando si decide di interrompere una gravidanza non è mai una questione politica. Non ci si può basare solo sul feto ma soprattutto sulla persona che lo porta, la questione è troppo personale e varia da persona a persona. A parte il fatto che sul feto non si basa nessuno, visto che ne vengono buttati via milioni come fossero noccioline, va detto, sempre al nostro signorino, che la questione politica c'entra eccome, visto che la legge l'ha fatta e la fata la politica. Se una legge è sbagliata, o non funziona, la politica se ne deve occupare. L'aborto in se', riguardo alle decisioni della donna, è un'altra questione.
Qualcuno torna a parlare della troppa ingerenza del Vaticano e dei cattolici nel nostro Paese. Sei d'accordo?
Certamente. Noi siamo un Paese laico non religioso. La Chiesa ha deciso di seguire la strada del "celibato" non vedo come possa intromettersi in questioni come famiglia, figli, aborto. Non si capisce - veramente - cosa c'entri la strada del celibato. Dev'essere una vaccata che il signorino voleva proporre come perla. A me - ripeto: a me, poi voi... - non sembra sia vietato parlare di aborto, famiglia e figli. La Chiesa non può forse parlare? Siamo quindi in un Paese senza libertà? Il termine laico e l'attuazione della laicità di stato li hanno introdotti i cristiani.
Ruini, Ferrara e Bondi concordi: la Legge 194 va rivista. Ha senso pensare a un nuovo Referendum?
No, no e poi no. La legge va lasciata così com'è. Si deve innanzitutto fare più informazione, sia nella scuola, che nella società in generale. I ragazzi forse oggi non si rendono conto della responsabilità che si prende decidendo di abortire. stesso discorso per le persone che hanno ben chiaro il perchè hanno preso questa decisione (per stupro, per malattia del feto etc) rispettare le idee altrui e soprattutto avere libertà di scegliere Questa è un'opinione che non ritengo utile commentare. Mi si lasci dire - come ho già affermato nell'intervista che ho mandato alla redazione - che il referendum non si può fare. E lo dico io che sono un pro-life sfegatato. Il referendum in Italia è abrogativo: come si fa a far vincere il sì facendo campagna contro la quasi totalità della stampa e del mondo politico?
INVITO TUTTI A LEGGERE LA POESIA PUBBLICATA NEL POST PRECEDENTE.
Inviato da: Henry
il 26/04/2013 alle 18:36
Inviato da: Henry
il 26/04/2013 alle 18:34
Inviato da: marco
il 19/12/2010 alle 21:59
Inviato da: marco
il 19/12/2010 alle 21:58
Inviato da: lelloazzurro
il 07/04/2010 alle 11:35