
Prodi è caduto. Dopo quasi ventiquattro ore di festeggiamenti, dichiarazioni, pressioni e via dicendo, è possibile cominciare a fare delle ipotesi, a lanciare delle proposte e dei progetti.
Nel frattempo, il compagno Napolitano ha avviato le consultazioni, questo pomeriggio, partendo con i due presidenti del Parlamento, Fausto Bertinotti per la Camera e Franco Marini per il Senato.
Io mi rivolgo al centrodestra, in quanto in esso (nei valori sì, nei leader, forse, un pochetto meno...) mi riconosco, con una semplice ma seria proposta. Sono un referendario, e dunque ritengo che la consultazione elettorale promossa da Segni e accettata dalla Corte costituzionale possa essere la via migliore per rilanciare il sistema politico (e, quindi, l'Italia), completamente impallato. Ma se l'intero centrodestra dovesse ricompattarsi per giungere a possibili elezioni anticipate, bisognerà prendere delle precauzioni. E sono sicuro che Silvio Berlusconi, che non è nato ieri e sa stare al mondo, ci sta pensando.
Allo stato attuale delle cose, è un grande rischio buttarsi nelle elezioni con una coalizione di centrodestra di questo tipo. La convergenza sui valori - fondamentale - c'è, ma tra i leader? C'è unità di intenti, di programma? Pare di no.
Per questo motivo, è necessario pensare seriamente un programma semplice, efficace, fattibile, che possa rilanciare l'Italia con riforme vere e non da utopia elettorale. E per salvare questo programma una volta vinte le elezioni (e la vittoria non è una sicurezza), è necessario blindare completamente la maggioranza.
Mi spiego: è necessario un nuovo e serio contratto con gli italiani. Come quello che Berlusconi fece nel 2001, che fu decisivo per la vittoria alle Politiche. Solamente, questa volta non va ripetuto l'errore di sette anni fa: il contratto va firmato da tutti i leader nessuno escluso della coalizione che vorrà portare al governo il suddetto programma. Un contratto che sintetizzi il programma elettorale, con importanti promesse e che costringa la coalizione all'unità, e incateni i leader, se non al patto di coalizione, almeno alla parola presa con gli elettori.
Per chi non dovesse starci, la porta dovrebbe essere indicata immediatamente. Non ci possiamo permettere una coalizione con contrasti interni. L'Italia ha bisogno di un governo, di un programma che possa rilanciarla. E' un'occasione unica: non perdiamola.
Inviato da: Henry
il 26/04/2013 alle 18:36
Inviato da: Henry
il 26/04/2013 alle 18:34
Inviato da: marco
il 19/12/2010 alle 21:59
Inviato da: marco
il 19/12/2010 alle 21:58
Inviato da: lelloazzurro
il 07/04/2010 alle 11:35