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300 CASI SOSPETTI, 400MILA SACERDOTI NEL MONDO

Post n°205 pubblicato il 05 Aprile 2010 da Il.Don.Camillo

“Ai sacerdoti, travolti in questi giorni dallo scandalo dei preti pedofili, il Papa ricorda, nel Lunedì dell'Angelo, che sono chiamati ad essere «angeli», e «messaggeri di Cristo», e della «sua vittoria sul male e sulla morte»

Riportando il messaggio odierno del Papa da Castel Gandolfo, l’Ansa e il Corriere.it non possono fare a meno di parlare di uno scandalo, quello della pedofilia, che “travolge” i sacerdoti. A chiarire le cose ci pensa Radio Vaticana, che ribadisce ancora una volta come i casi di pedofilia accertati legati a sacerdoti siano di percentuali da prefisso tele fonico in un’America dove – per quel che passano i mass media – pare che i preti siano tutti compromessi.

La realtà è che contro al Chiesa si sta scatenando una nuova ondata di persecuzione. Sono 400.000 i sacerdoti nel mondo, e i 300 preti coinvolti in casi assolutamente non accertati di pedofilia non possono coinvolgere e trascinare nel fango santità di tutti quegli uomini che, lontano da riflettori e microfoni, ignorati dal New York Times e dagli scoop da prima pagina, ogni giorni si alzano e cominciano una giornata di servizio sacrificato, di sorriso, di carità.

Il testo seguente è tratto dal sito di Radio Vaticana (http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=369830)

Da tutto il mondo continuano a giungere al Papa testimonianze di affetto e solidarietà per gli attacchi subiti in questi giorni a causa degli abusi su minori perpetrati da alcuni esponenti del clero. Ce ne parla Sergio Centofanti.

Semplici fedeli, uomini di cultura, credenti e non credenti: tanto affetto sta arrivando in questi giorni al Papa, affetto silenzioso che non ha l’onore di apparire sui media, in contrasto con una eclatante campagna diffamatoria che, secondo alcuni commentatori, non vuole colpire i preti pedofili ma Benedetto XVI nonostante la sua decisa azione contro "la sporcizia nella Chiesa". Campagna ancora più strana e paradossale se si legge un rapporto governativo statunitense del 2008 sugli abusi: per oltre il 64% sono commessi da genitori, parenti o conviventi, dunque all’interno delle relazioni familiari; nelle scuole del Paese quasi il 10% dei ragazzi subisce molestie. Per quanto riguarda i sacerdoti cattolici coinvolti si stima che siano meno dello 0,03%.

 
Per l’intellettuale statunitense George Weigel, intervistato dal quotidiano La Stampa, il Papa è sotto attacco perché afferma l’esistenza della verità, mentre “forze potenti in Occidente” la negano. La Chiesa difende la giustizia, e la prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Così c’è chi vede “nelle mancanze di alcuni figli della Chiesa l’opportunità di distruggere gli insegnamenti della Chiesa”, escludendola dal dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di “avvocati senza scrupoli che tentano di mettere le risorse del Vaticano alla portata dei tribunali”. In questo attacco, Weigel vede anche il coinvolgimento di settori cattolici che perseguono una “rivoluzione mai realizzata: fine del celibato, ordinazione delle donne e diminuzione dell’autorità dei vescovi”.

 
“La cristianofobia sta crescendo” – afferma l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. E’ ormai noto infatti, ma non fatto sapere, che i cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo: sono 200 milioni i fedeli vittime di attacchi e discriminazioni. In Occidente ci si indigna per tante cose, piccole o grandi, o fatte apparire tali, ma c’è stata ben poca indignazione per il cristiano bruciato vivo in Pakistan o i sette cristiani crocifissi in Sudan o le decine di uccisioni mirate in Iraq e India. L’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi sottolinea che avrebbe desiderato che a questi fatti i media avessero dedicato un centesimo dell’attenzione data ai casi di pedofilia nel clero.

 
L’arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, afferma che “non c’è mai stata in passato una sequela di attacchi così violenti e di queste proporzioni”, dovuti – dice – all’opposizione della Chiesa a “ideologie dominanti che vorrebbero imporre una cultura di morte” e parla di “lobby potentissime, multinazionali farmaceutiche a favore dell’aborto” e di “ricerche che vanno contro l’essere umano”.

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