Capitani e non solo
Dedicato a tutti coloro che dal mare hanno avuto molto e a coloro i quali da esso si aspettano ancora di più
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Non bastavano i pirati a far sentire i marittimi abbandonati ?
Post n°76 pubblicato il 21 Marzo 2011 da Blogini
Gli otto italiani dell'Asso 22, sequestrato in Libia, "sono ancora sul rimorchiatore, che non ha toccato terra, non sono sbarcati" a Tripoli "come poteva esseré. Si stanno dirigendo verso ovest, ma non sappiamo dove veramente diretti perché vanno zig zagando e a bordo ci sono militari libici armati". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. PADRE MARITTIMO, SIAMO ABBANDONATI - "Siamo preoccupatissimi ci sentiamo abbandonati". Lo dice Salvo Arena, il padre di Antonino, 34 anni, uno dei marittimi a bordo del rimorchiatore Asso 22 sequestrato in Libia con a bordo 8 italiani. Arena, sposato e padre di un bambino di 4 anni, si era imbarcato il 27 gennaio da Augusta e doveva chiudere il suo periodo di lavoro in questi giorni. "Ha sentito Antonino - dice il padre - poco prima della mezzanotte dell'altro ieri: ha preferito parlare con me per non trasmettere ansia alla moglie Sofia. Mi ha detto che la situazione era sotto controllo e che stava bene. L'ho sentito sereno, forse non mi ha voluto trasmettere la sua preoccupazione". "La mia preoccupazione cresce sempre di più - aggiunge l'uomo - perché sono molto allarmato per la situazione che si é venuta a creare in Libia. Non ho ricevuto notizie ufficiali da nessuno - Le uniche notizie le apprendiamo dai telegiornali e dai giornalisti che ci chiamano. Non c'é stato alcun funzionario della Prefettura e nessun esponente del Governo che si sia fatto vivo con noi per informarci sulla vicenda. Sarebbe bastata una telefonata, invece niente". SEQUESTRATO RIMORCHIATORE CON 8 ITALIANI ROMA - Un rimorchiatore d'altura italiano, l'Asso 22, e' stato bloccato nel porto di Tripoli da uomini armati. A bordo 11 membri d'equipaggio: otto italiani, due indiani e un ucraino. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che ''non si puo' escludere un sequestro'' perche' ''non sappiamo quali sono le intenzioni'' dei libici. ''Siamo a disposizione per un'evacuazione del personale del rimorchiatore con ogni strumento possibile'', ha aggiunto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. ''Quando e se ce lo chiederanno interverremo, ma non dipende solo dalla Difesa''. La situazione e' monitorata da una nave della Marina militare, il pattugliatore Comandante Borsini, che si trova nell'area. Il rimorchiatore e' della societa' Augusta Offshore spa di Napoli, fondata nel 1986, specializzata nel servizio di assistenza alle piattaforme petrolifere in Nord Africa e in Brasile. ''In Libia - ha detto l'armatore Mario Mattioli - lavoriamo con un cliente locale partner dell'Eni''. L'Asso 22, secondo la ricostruzione della societa' armatrice, era giunto a Tripoli venerdi' scorso dal porto di Mellitah - a 120 chilometri dalla capitale libica, dove la compagnia opera stabilmente dal 2004 - ''per una normale attivita' richiesta dai noleggiatori''. Tutto si svolge regolarmente: la sera l'Asso 22 imbarca gasolio e resta in attesa di istruzioni. Nella notte su sabato alcune persone, sedicenti funzionari dell'Autorita' portuale libica, salgono a bordo chiedendo una serie di dati tecnici, poi sbarcano. Sabato pomeriggio le stesse persone si ripresentano. Questa volta dormono a bordo. Le ''autorita' italiane competenti'' vengono costantemente informate dalla compagnia. I fatti precipitano stamani alle 6.30, quando a bordo si presentano ''militari libici armati'' che intimano al comandante di ''sospendere tutte le comunicazioni'' e imbarcano due gommoni 'fast boat'. Alle 13 l'Argo 22 lascia il porto di Tripoli, ''dirigendosi fuori dalle acque territoriali vero nord ovest''. Fin qui la ricostruzione dell'armatore. L'Asso 22 non e' scortato da navi libiche, ma a bordo vi sono appunto uomini armati, dichiaratisi militari libici, che di fatto tengono l'equipaggio in ostaggio. Il ministro Frattini ha detto che il rimorchiatore ''era stato noleggiato dall'Eni'' e che ''ora lo stanno portando alla base di una raffineria dell'Eni'', nei pressi della quale gia' incrocia il pattugliatore della Marina militare Comandante Borsini. Gli strumenti di localizzazione di bordo sono stati spenti o distrutti. In serata, mentre l'Asso 22 e' diretto verso la piattaforma petrolifera, viene intercettato da un elicottero militare di una delle unita' navali della coalizione (forse proprio quello imbarcato sul 'Borsini', ma non ci sono conferme): il rimorchiatore inverte la rotta e torna verso Tripoli. Questa, finora, la situazione. Gli italiani a bordo - quattro siciliani, tre campani e un laziale - ''stanno tutti bene'', assicura la societa' armatrice. La moglie di uno degli otto, Salvatore Boscarino, 50 anni, di Pozzallo (Ragusa) ha sentito l'ultima volta il marito ieri sera e l'uomo, confermandole il sequestro da parte di ''gendarmi libici'', l'ha rassicurata sulle condizioni di salute sue e dei suoi compagni. Rassicurazioni che non sono servite: ''sono molto preoccupata'', dice la donna. Anche gli altri familiari sono ''angosciati''. La situazione e' seguita con attenzione dalla Farnesina, che la definisce ''fluida'' e ritiene ''prematura'' ogni valutazione. Alla Turchia, che in questo momento sostiene gli interessi dell'Italia in Libia dopo la chiusura dell'ambasciata, e' stato chiesto di ''fare un passo presso il governo libico - ha spiegato Frattini - per avere immediatamente il via libera alla partenza di questa nave italiana''. L'Asso 22 due anni fa sali' all'onore delle cronache per una importante operazione di soccorso di immigrati di cui fu protagonista: era il marzo del 2009 quando il rimorchiatore riusci' a mettere in salvo oltre 350 migranti al largo delle coste libiche. In quel periodo il rimorchiatore, lungo 75 metri, stava assistendo tre piattaforme petrolifere al largo della Libia quando incrocio' una carretta del mare in difficolta' carica di migranti che fu agganciata e rimorchiata fino al porto di Tripoli. In seguito al quell'operazione la Cgil Campania chiese che all'equipaggio del rimorchiatore fosse conferita la medaglia al valor civile.
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