
NAPOLI, 21 APR - Ore di apprensione a Napoli, nella sede di piazza Municipio della 'Perseveranza Navigazione', la societa' armatrice della motonave ''Rosalia D'Amato'' attaccata e sequestrata nella notte dai pirati in pieno mare Arabico. L'ultimo contatto si e' avuto tra le 9.30 e le 9.45: il comandante Miccio ha ottenuto assicurazioni dal comandante Orazio Lanza relativamente allo stato di salute dell'equipaggio, composto complessivamente da 22 persone (sedici filippini e sei italiani). La comunicazione, pero', si e' interrotta bruscamente: ''ho sentito in sottofondo, un vocio francese'', ha detto Miccio.
''E' la prima volta che ci capita una situazione del genere - ha aggiunto - ma siamo abbastanza preparati per gestire queste emergenze''. La ''Rosalia D'Amato'' ha subito l'attacco intorno alle 4,15, quanto da bordo e' stato trasmesso un impulso con il sistema ''SAS''. L'abbordaggio e' avvenuto nel Corno d'Africa, a circa 320 miglia a sud dell'Oman e a 300 a est dell'isola di Socotra. I pirati avrebbero costretto il comandante a dirigere la motonave italiana verso le coste somale.
Attualmente la ''Rosalia D'Amato'' - come riferito dal ministro della Difesa Ignazio La Russa - viene controllata a distanza dalla nave militare turca ''Giresun'', imbarcazione della coalizione internazionale ''Atlanta'', in missione nell'area contro la pirateria. Sulla sua rotta si sta portando anche una nave della Marina Militare italiana. I sei componenti italiani dell'equipaggio sono originari di Campania e Sicilia: due sono dell'Isola di Procida, uno di Vico Equense e l'altro di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio. Gli altri due italiani, entrambi siciliani, sono originari di Messina, il comandante Lanza, e di Mazara del Vallo, il direttore di macchina. L'Unita' di Crisi della Farnesina ''segue l'evoluzione della vicenda in stretto raccordo con il Ministero della Difesa e ha immediatamente preso contatto con la societa' armatrice che, al momento, sta mantenendo i contatti con i familiari dell'equipaggio''.
L'ennesimo episodio di pirateria che vede protagonista navi italiane, sta suscitando disappunto tra gli armatori che chiedono ''urgenti misure a difesa della navigazione mercantile''. Il sindaco di Procida, dopo avere appreso che due dei suoi concittadini sono nelle mani dei pirati, ha chiesto con insistenza allo Stato italiano di ''garantire sicurezza e assistenza''.
Convocato, per domani, un consiglio comunale straordinario per formalizzare una richiesta ufficiale finalizzata a garantire tutti i marinai italiani. Partenopea e' anche la compagnia ''Fratelli D'Amato'', societa' armatrice della petroliera ''Savina Caylyn'', sequestrata l'8 febbraio scorso a 880 miglia dalla Somalia insieme a 22 membri dell'equipaggio. In mani libiche, invece, c'e' l'Asso 22, il rimorchiatore della societa' napoletana ''Augusta Offshore'', sequestrato lo scorso mese di marzo con 11 persone a bordo.
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il 31/03/2013 alle 16:31
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