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I cantieri sono in crisi. E le riparazioni?

Post n°144 pubblicato il 30 Agosto 2011 da Blogini
Foto di Blogini

Il mercato europeo delle costruzioni è in crisi con le commesse che latitano e gli stabilimenti che chiudono. Eppure non tutto il settore può dirsi fermo. Quello delle riparazioni, per esempio, è più ottimista sul futuro. Almeno così la pensa Drewry, uno dei principali advisor marittimi del globo, che si domanda: «I periodi di boom sono passati. La questione scottante è ora, il periodo di buio può essere evitato?». Certo, il mercato è cambiato rispetto al 2008, quando i cantieri potevano addirittura scegliere cosa e quando costruire. I report dei primi mesi dell'anno hanno portato a dati sorprendentemente al ribasso per la sostituzione della carpenteria metallica. «La difficoltà per i cantieri - spiega Drewry - è che i proprietari non si sono ripresi dal trauma della fine del 2008 con il crollo del mercato delle merci. Da allora, molti sono andati in modalità di manutenzione minima impegnandosi a fare solo lo stretto necessario». Secondo l'advisor a questo si aggiunge il problema che negli ultimi anni gli armatori hanno dato priorità ai costi piuttosto che alla qualità.
Drewry vede nero. Anzi grigio. «La Cina ha completato gran parte della sua espansione e per i prossimi 2-3 anni non ci saranno accenni di ripresa» spiega. «Tuttavia, la grande domanda ci sarà quando un certo numero di costruttori navali cinesi prosciugherà il numero di commesse. A questo si potrebbe aggiungere la capacità di riparare». Tuttavia questo settore non vuole associarsi ai costruttori: anche se questi ultimi sono bravi non è detto che sappiano ristrutturare una nave altrettanto bene. «Nel frattempo - rende noto Drewry - in Qatar e Oman hanno aperto due nuovi siti dedicati alle riparazioni, senza dimenticare la Turchia».
Il segnale positivo per il mercato delle riparazioni è che la flotta globale continua a crescere. «Tuttavia, gli shiprepairers hanno bisogno anche degli armatori per prosperare: le riparazioni navali sono un servizio industriale. Per Drewry il nodo sta nel fatto che la fortuna dei riparatori «rispecchia quella dei loro clienti, gli armatori». «Un altro segnale positivo, nell'interesse di tutti - conclude Drewry - sarà sicuramente la ripresa dei noli».

 
 
 
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