Capitani e non solo
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Cambiate gli intermediari...
Post n°147 pubblicato il 08 Settembre 2011 da Blogini
«Cambiate gli intermediari. Questi non ci stanno più bene. Attenti, per ogni mese di ritardo 250mila dollari in più e spese per il cibo». A fare luce, seppure solo parzialmente, giungono i dettagli del contatto radio instaurato dal comandante Giuseppe Lubrano Lavadera la testata Libero Reporter. Una telefonata di pochi minuti, nel corso della quale il marittimo procidano ha lanciato l'ennesimo appello alla compagnia D'Amato e al ministero degli Esteri affinché sblocchino al più presto l'estenuante trattativa intavolata con i pirati all'indomani del sequestro. E proprio su questo punto, nelle ultime ore sono emersi gli inquietanti particolari. Secondo quanto riferito dalle famiglie di alcuni ostaggi, i pirati avrebbero imposto agli armatori di sostituire l'agenzia londinese che fino a questo momento ha condotto le trattative. Si tratterebbe di un gruppo specializzato, che utilizza uomini abituati ad agire nel mondo dell'intelligence e degli affari, a trattare a vari livelli sul piano internazionale. I sequestratori, infatti, non avrebbero per nulla gradito la tattica attendista seguita dagli intermediari inglesi. Di qui l'aut aut: o gli inglesi vanno via o le possibilità di un accordo saltano. Novità importanti riguarderebbero anche il prezzo fissato dai sequestratori per il rilascio degli ostaggi. I pirati pretenderebbero non sedici ma venti milioni di dollari. Di sicuro, con il passare del tempo, le condizioni dei sequestrati si fanno sempre più disperate: acqua e cibo razionati, medicinali inesistenti, un solo bagno per oltre 50 persone e nessuna possibilità di lavarsi. Ad aggravare il tutto ci sarebbe il forte vento che, con folate fino a 160 chilometri orari, rischia di trascinare la petroliera nelle secche. Perciò, tra le famiglie dei sequestrati monta la rabbia. Se i parenti del terzo ufficiale di coperta Crescenzo Guardascione condannano i l'atteggiamento degli armatori D'Amato, che avrebbero lasciato ai dirigenti della compagnia il compito di sbrigare la situazione, i congiunti dell'allievo Gianmaria Cesaro non sono da meno. Dal web è Cosma, fratello di Gianmaria, a prendersela con il ministero degli Esteri e l'armatore Luigi D'Amato. La paura e la rabbia rilanciano anche la mobilitazione delle istituzioni. Giovanni Ruggiero, sindaco di Piano di Sorrento, città di Gianmaria Cesaro, ha ribadito la volontà di incontrare al più presto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In campo i parlamentari di riferimento della penisola sorrentina, i senatori Raffaele Lauro (Pdl) e Nello Di Nardo (Idv), che nelle prossime ore presenteranno un'interrogazione al governo.
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