Creato da Blogini il 27/10/2010

Capitani e non solo

Dedicato a tutti coloro che dal mare hanno avuto molto e a coloro i quali da esso si aspettano ancora di più

 

 

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La Gente di Mare è costernata e confusa

Post n°187 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da Blogini
Foto di Blogini

La vicenda della motonave Costa Concordia ha profondamente turbato la marineria italiana e quella sorrentina in particolare. La campagna mediatica scatenata dopo il doloroso avvenimento non ha esitato, nella spasmodica ricerca di errori e colpevoli, a porre in grave difficoltà un'intera categoria di lavoratori: la gente di mare. Appellativi infamanti, discorsi privi di fondamenti tecnici, illazioni azzardate hanno riempito pagine di giornali e infiammato studi televisivi con dibattiti, pareri e domande talvolta sollecitati, con piglio inquisitorio e con molto mestiere, a persone confuse, impreparate o non aventi titoli per dare risposte adeguate.

Al di là delle vicende che hanno causato il disastro, una maggiore cautela da parte dei mezzi di comunicazione avrebbe, almeno in parte, salvaguardato l'immagine dell'Italia marinara che esce mortificata da questa storia, nonostante le sue tradizioni plurisecolari. E' venuta a mancare in troppe occasioni la dovuta sensibilità e il necessario equilibrio nel diffondere notizie, talvolta irrilevanti o inesatte, che hanno ulteriormente danneggiato, e non poco, quella immagine.

L'Italia è tutta dentro l'acqua di mare, quasi tutta, ma in moltissimi Italiani, quasi tutti, nel loro spirito, il mare non c'è.

E' questa, purtroppo, la dura realtà. Se gli italiani avessero contezza della loro marina mercantile, oggi in grandissima parte meridionale, che occupa con onore i primi posti nella marineria mondiale, dei contributi che ha dato e dà alla Nazione in pace e in guerra, della ricchezza nazionale che produce, della quale nessuno parla, allora vi sarebbe certamente più moderazione

nelle conclusioni affrettate, nei giudizi sommari, nella ricerca spasmodica di colpevoli e di eroi, o presunti tali, da sbattere in prima pagina o alla gogna.

La gente di mare soffre questa tragedia ma non ha mezzi per far sentire la sua voce, è esposta alle intemperie della cronaca giornalistica e televisiva perché non è ben conosciuta nel Paese, non può e non sa difendersi, abituata a lavorare seriamente, lontano, in silenzio, perché non è protetta da lobby, non può entrare in politica e, spesso, non può neanche votare.

Addolorano certe esternazioni malevoli, volgari e di bassa lega, provenienti da parti del nostro Paese che non hanno titoli per farlo perché non posseggono né coscienza marinara, né etica civile e non onorano la bandiera nazionale che i naviganti amano perché rappresenta nel mondo la loro Patria, la loro famiglia, la loro casa. E affliggono ancora più certe considerazioni che giungono da oltre confine, vere secchiate di fango che non si è esitato a spargere col solito sarcasmo di pseudo superuomini, dimentichi dei disastri e dei crimini che consegnarono alla loro storia.

 

 

 
 
 
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