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Gli "angeli del mare" più amati del mondo

Post n°17 pubblicato il 26 Novembre 2010 da Blogini
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In meno di dieci anni sono diventati i primi della classe. Nel mondo. Si sono inventati il mestiere di far star bene i marinai delle navi che arrivano nel nostro porto: 250 mila circa all'anno. Hanno imparato a offrire loro ciò di cui hanno bisogno dopo giorni, settimane o mesi di navigazione. Si occupano, in termini tecnici, di welfare di marittimi. E siccome sono bravissimi, sono stati anche premiati.
Gli Oscar del welfare marittimo. C'è di che essere fieri di queste persone: in una ventina tengono alto il nome della nostra città portuale tra la gente del mare di tutte le nazionalità. Un referendum on-line tra i marittimi, indetto dall'International Committee on seafarers' welfare, ha decretato che il seamen's club di Venezia, gestito dall'associazione Stella Maris' Friends, è tra i cinque migliori al mondo. Il 1° dicembre, a Londra, si terrà la cerimonia - quasi una notte degli Oscar - che assegnerà il titolo di miglior seamen's club («And the winner is...») dei cinque continenti, accanto al titolo di miglior porto e migliore compagnia armatrice. "Migliori" perché più attenti al benessere di chi ha sul mare la propria sede di lavoro.I magnifici cinque. La veneziana Stella Maris' Friends già era stata chiamata nel consiglio che rappresenta a livello mondiale i club per la gente del mare. Ora la sorpresa di questo "Oscar", importante innanzitutto perché assegnato direttamente dai fruitori del servizio; poi perché sono gli unici italiani giunti in finale nelle tre categorie in gara. Gli altri quattro della cinquina sono i seamen's club di Göteborg (Svezia), di Amburgo (Germania), Port Everglades (Usa, Florida), Fremantle (Australia). «Per noi è già una grandissima soddisfazione essere entrati in questa rosa, anche perché siamo dei bebé rispetto ad altri che hanno una storia che supera il secolo: noi abbiamo soli nove anni di vita alle spalle...», spiega il direttore dell'associazione Andrea Pesce.
Solo una quindicina di anni fa, infatti, non esisteva a Venezia quasi niente di quello che c'è oggi. Mica perché a Venezia siamo più cattivi o più imbranati di altri, ma perché il nostro è un porto molto particolare, spalmato su un territorio molto ampio, mal servito dai mezzi pubblici, del tutto nascosto alla città. E' stato un cappellano del porto, il francescano conventuale p. Mario Cisotto, a intuire che di questo c'era bisogno e a far nascere un'associazione di laici che si occupasse del benessere dei naviganti. E' il 2001 e per i marittimi in arrivo nel Porto di Venezia è iniziata una nuova stagione.
Bisogni spirituali e materiali. «Il marittimo è una persona che ha bisogno di aiuto su due fronti: quello spirituale e quello materiale», spiega Andrea Pesce. «Per lo spirito nei porti ci sono i cappellani dell'Apostolato del Mare, che si occupano delle esigenze del marittimo nutrendo la loro anima. Poi ci sono le esigenze materiali che non sono da meno, per le condizioni di vita di queste persone. Quando arrivano in porto hanno bisogno di alcune cose semplici e concrete: se non le possono avere aumenta esponenzialmente il loro disagio».
Quali sono allora le necessità del marittimo? Primo, poter comunicare con i propri cari, attraverso il telefono o internet. Secondo, interrompere la routine di bordo, respirando un po' di normalità almeno per tre-quattro ore. Terzo, poter contare su alcuni servizi: spedire soldi a casa, avere una consulenza medica, fare qualche spesa. Il benessere di chi naviga per lavoro dipende da queste poche cose, semplici da ottenere forse un tempo, quando i porti si trovavano in città. Ma oggi chi attracca ad una banchina è come se si trovasse sulla luna. «Io dico sempre che bisogna immaginarsi un aeroporto di grandi dimensioni: è come se ti sbarcassero sulla pista d'atterraggio e ti dovessi trovare da solo l'uscita e i trasporti per raggiungere la città», spiega Andrea Pesce.
In furgone verso la normalità. E' per questo che uno dei servizi più importanti offerti da Stella Maris' Friends è il trasporto in furgone da e per le banchine del porto, specie le più lontane (Porto Marghera, Fusina). «Diamo loro la possibilità di ritrovare la normalità, dimenticandosi per poche ore di quella prigione di ferro e dell'equipaggio di cui fanno parte. Anche solo andare al centro commerciale a comprare un sapone o uno shampo è importante dal punto di vista psicologico». Per chi non può uscire dall'area portuale - o perché la sosta in banchina dura troppo poco, o perché continua il lavoro a bordo, o perché è un cittadino extra Schengen - un altro servizio essenziale è il cosiddetto "Ship visiting", cioè le visite a bordo per fare quattro chiacchiere, fornire schede telefoniche, chiedere se c'è qualche necessità. Stella Maris' Friends è raggiungibile anche attraverso un numero verde - 800.125168 - attraverso il quale i marittimi possono annunciare il loro arrivo e chiedere i servizi di cui hanno bisogno.
A Venezia è tutto più semplice, dal momento che dentro l'area della stazione Marittima si trova il Seamen's Club gestito dall'associazione. Oltre a un piccolo spaccio, sono a disposizione telefoni, postazioni per accedere a internet, l'ultima edizione del Filipino Balita (si veda il box). Un altro ufficio dell'associazione si trova in via Fratelli Bandiera 158/A a Marghera.
Per superare isolamento e precarietà. Si capisce che è importante la missione di chi si occupa di welfare del mare. «I ruoli del volontario e del cappellano», spiega Pesce, «si armonizzano per far superare a queste persone isolamento e precarietà, che messe insieme possono portare a forme di alienazione. Rispetto alle eccellenze in questo campo - si pensi ad Amburgo - noi abbiamo fatto parecchia strada, specie se si tiene conto delle caratteristiche del nostro porto, molto grande e complesso, con aree in cui non è nemmeno possibile accedere per motivi di sicurezza, come la penisola del Petrolchimico».
Grazie a Stella Maris' Friends, inoltre, è cresciuta la sensibilità verso questi temi nell'intera comunità portuale. «Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere un importantissimo sostegno, anche economico, da parte di alcune imprese terminaliste, in particolare la Multiservice e il Terminal Rinfuse Italia; e anche con Tiv e Vecon abbiamo negli anni allacciato relazioni di fiducia reciproca e di rispetto per il lavoro che facciamo».

 
 
 
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