Capitani e non solo
Dedicato a tutti coloro che dal mare hanno avuto molto e a coloro i quali da esso si aspettano ancora di più
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La Jolly Rosso compie vent'anni e la verità è sempre lontana
Post n°26 pubblicato il 14 Dicembre 2010 da Blogini
Come è lontana la Calabria dal mondo. Dalle Americhe, dall'Asia, dalla stessa Europa. Forse è più vicina all'Africa degli "hic sunt leones". Ma ancora più lontana in Calabria è la verità. Da sempre il potere, o meglio i poteri, impongono le proprie verità ed i calabresi fanno finta di crederci. Succede sempre. Per esempio in tutti i fatti di politica dei quali non si sa mai chi siano i responsabili. Ad ogni livello politico la colpa è sempre dei "precedenti". E cos' i calabresi sono arrivati a non cercarla più questa benedetta verità, forse nemmeno a volerla, comunque a nomn credere nemmeno a quelle ufficializzata. Calabresi o menefreghisti o troppo sospettosi? Chissa! E poi ci sono le verità che vengono da fuori. Quelle che oltre al fatto in se vogliono anche dimostrare che certe cose succedono in Calabria non per caso. E' sicuramente il caso dello spiaggiamento della Jolly Rosso. Oh, non affondamento, ma spiaggiamento! Si badi! Uno dei pochi, forse l'unico, come è unica la nostra terra! Insomma se in Calabria avviene uno spiaggiamento la Calabria diventa un nuovo Bangladesh ed Amantea una nuova Chittagong, quella strana spiaggia dove con la complicità delle autorità locali gli armatori europei ed americani piaggiano di tutto, dalla petroliere, ai portacontainer, ai traghetti. Già complicità !! E siccome non può essere così, allora perché piaggiare ad Amantea, in Calabria? Il mare era fortemente mosso? Non significa niente! Il carico si è spostato e si è determinata una falla? Non è vero niente! E se anche fosse vero, non sarebbe questa la ragione ! Ma allora perché non affondarla ? Non sarebbe costato meno che poi smantellarla sulla spiaggia? Un imprevisto, lo spiaggiamento? Forse! Insomma troppi misteri. Veri, non veri? E che ne possiamo sapere , sono misteri! Ma perché questi misteri? Beh, innanzitutto tutte le navi sono misteriose: mica sappiamo dove vanno, da dove vengono, che cosa portano! Le vediamo passare da lontano e non sappiamo nemmeno come si chiama il capitano, che bandiera porta, quanti uomini ha di equipaggio, quale la sua storia. Eh, no! Non è proprio così. Almeno per la Jolly Rosso, al tempo solo rosso! Di essa si sapeva tutto, quasi tutto e si diceva poco, molto poco. Si sapeva che era un traghetto ro-ro. Da Roll-on/Roll-of, es significa che ha rampe di carico per far salire automobili, camion commerciali, cassoni con container e perfino treni. Ma la Jolly Rosso non aveva una buona nomea. Era stata per tanto tempo nel porto militare di La Spezia e di essa si diceva di tutto. Anzi qualcuno la chiamava la nave dei veleni. Eh, si , perché la nave era stata noleggiata dallo Stato Italiano per andare in Libano a ritirare bidoni di rifiuti pericolosi prodotti da misteriose aziende italiane che erano stati portati sempre misteriosamente su una spiaggia del Libano. Poi il governo libanese si incazza e chiede all'allora ministro degli esteri on. Andreotti di riprendersi i rifiuti. Il presidente del Governo on. De Mita Emise una ordinanza di Protezione Civile e venne fatta una gara vinta dalla Monteco che noleggiò la Jolly Rosso per andare a ritirare " 2200 tonnellate di rifiuti che vennero sbarcati nel porto di La Spezia" Era "Il 18 gennaio del 1989 direttamente da Beirut attracca la "Jolly Rosso" con un carico di 4000 bidoni." "Nel gennaio del 1990 un comandante della marina mercantile inglese segnalo' a Greenpeace che il molo 7 di La Spezia era ormai conosciuto in tutto il mondo come "the toxic berth" il molo dei veleni, punto di carico di rifiuti tossici diretti verso l'Africa" ( splinder.com di Pino Scaccia, Monnezza connectionn...).La Jolly rimase a La Spezia fino al 7 dicembre 1990 quando dopo due anni di permanenza parte e lascia lì i 400 bidoni (Per quattro anni e mezzo il materiale tossico e' stoccato alla Spezia poi il 9 luglio del 1993 riparte. ( splinder.com di Pino Scaccia, Monnezza connectionn...).Riparte per Malta e da Malta riparte ancora il 13 dicembre 1990.Un viaggio difficile Il mare è davvero in pessime condizioni. Ed ora la vicenda )ondine.it racconta che :" Tutto incomincia alle ore 7.55 del 14 dicembre 1990, quando il comandante Luigi Giovanni Pestarino della motonave Rosso lancia il suo mayday. In quel momento la nave si trova al largo della costa di Falerna località a 15 chilometri da Amantea, in provincia dì Catanzaro. Alle spalle ha un viaggio nel Mediterraneo: è salpata dal porto di La Spezia il 4 dicembre facendo prima scalo a Napoli e poi a Malta, da dove è ripartita il giorno 13. "Verso le 7 del mattino -, racconta Pestarino durante un interrogatorio -, sento un colpo proveniente dallo scafo sul lato sinistro, mi precipito sul ponte, ho mandato subito il marinaio a controllare re la stiva e il garage e successivamente ho inviato anche il primo ufficiale di coperta". In quel momento, dice il comandante, è scattato l'allarme per la presenza di acqua nella nave, e "il primo ufficiale ed il marinaio, tornati sul ponte mi informano di aver riscontrato l'acqua in stiva, presumibilmente dovuta a una falla ma non visibile". La nave intanto continua a galleggiare ma sbanda, prima poco e poi sempre di più, finché il timone non risponde e a motori fermi non resta che attendere i soccorsi, sparando segnali luminosi e tenendosi in contatto con la Capitaneria. Alle 10 e un quarto il capitano e gli altri 15 membri dell'equipaggio vengono recuperati da due elicotteri che li portano all'aeroporto di Lamezia Terme, da dove vengono trasferiti all'ospedale civile. Nel frattempo anche la nave si è mossa. Invece di affondare, come tutti pensavano, ha proseguito la sua incerta navigazione fino ad arenarsi sulla spiaggia di Formiciche. ...omissis...Non ci sono certezze. Di sicuro c'è solo che alle 2 del pomeriggio del 14 dicembre 1990 la Rosso si arena" si scatena la curiosità degli abitanti( mai vista una nave spiaggiare!) ma si scatena anche la preoccupazione. La Jolly ha una brutta nomea! È stata quasi due anni a La Spezia senza una apparente ragione. Ha portato veleni. Esisteva (9olùnline.it) " Il timore istintivo era dunque che anche stavolta il carico della nave potesse essere pericoloso, e che inquinasse la costa". Ma appena calmatosi il mare "Alle 5 di mattina del 15 i carabinieri già ispezionano la motonave con i militari della Capitaneria di porto di Vibo Valentia" Lo stesso giorno accorrono i vigili del fuoco di Catanzaro chiamati per sapere se sulla nave ci fosse materiale radioattivo. Poi salgono a bordo i «rappresentanti della società armatrice Messina . Poi infine gli agenti della Guardia di Finanza. " Infine secondo Giuseppe Bellantone, comandante in seconda della Capitaneria di Vibo Valentia, perfino un agente dei servizi segreti. Poi comincia lo scarico del contenuto . Dice Ilfattoquotidiano del 15 ottobre2009" Al momento dello spiaggiamento, la nave trasportava, stando ai documenti ufficiali, merce normale come generi di consumo e tabacco". Si chiede ed ottiene dal sindaco di Amantea di scaricare i rifiuti nella discarica di Grassullo e cominciano i viaggi accompagnati sempre o dai Vigili Urbani ( i primi viaggi) o dalla Guardia di Finanza. Impossibile che il sindaco, peraltro autorità sanitaria, non abbia preventivamente richiesto ed ottenuto il parere sanitario di compatibilità dei rifiuti della Jolly Rosso! Impensabile che le autorità abbiano addirittura accompagnato i camion fino alla discarica se si fosse trattato di rifiuti radioattivi o quantomeno velenosi. E poi le indagini condotte dalla procura della repubblica di Paola sulla discarica avrebbero evidenziato il tutto se il "tutto" ci fosse stato! Ma allora tutte le paure erano infondate? Calma . ecco che esce l'Oliva. Dove "qualcuno" ha visto i fusti che nessuno ha visto sulla nave: né la Capitaneria, né i Carabinieri, né i Vigili del Fuoco, nè la Guardia di Finanza . I servizi segreti sono tali e quindi non si sa mai che cosa vedono o non vedono, ma tutte le altre forze di Polizia sicuramente hanno relazionato su quanto visto. Ma lo strano è che questi rifiuti non li avrebbe accompagnato nessuno. Eppure la nave è sempre seguita e controllata, e guai se non lo fosse stata! Ora sono passati venti anni ed il mistero ancora persiste e noi pazientemente aspettiamo che la Procura faccia luce, pronti a crederle. Su tutto il resto abbiamo molti dubbi e quindi ci andiamo cauti. Ancora un po' di pazienza e soprattutto molta allerta . La verità come abbiamo iniziato a dire è sempre lontana dalla Calabria e da Amantea.
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Inviato da: princi2008
il 31/03/2013 alle 16:31
Inviato da: gasgasdgl19
il 15/09/2012 alle 12:19
Inviato da: Blogini
il 13/09/2012 alle 11:23
Inviato da: fed_paolo
il 11/09/2012 alle 16:12
Inviato da: Blogini
il 04/09/2012 alle 09:05