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Collegio Nazionale Capitani: soprusi da non dimenticare

Post n°41 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da Blogini
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L'atteggiamento prevaricatorio dell'attuale dirigenza del Collegio Capitani non deve passare in sordina laddove è dimostrato che i Soci vengono privati della pari opportunità di accedere alle cariche insite nel consiglio direttivo, ed ancora agli stessi Soci viene negata la libertà di poter scegliere attraverso il voto a chi affidare la loro leggittima rappresentanza.
Di seguito la lettera che il candidato presidente della lista "Rinnovamneto nella tradizione" Cslc Sebastiano Pino inviò al direttore di Vita e Mare e per la quale ancora aspetta/aspettiamo un serio riscontro.

Gentile Direttore,

Le chiedo ospitalità sul "nostro" giornale perché credo fermamente che il libero confronto fra idee e un sano dibattito siano la linfa vitale di ogni Associazione.

Senza dibattito e libero confronto qualsiasi associazione è destinata a morire.

Perché un dibattito possa svolgersi in modo democratico e libero è necessario però che tutti siano messi in condizioni di sapere.

Per questo credo sia importante far conoscere a tutti gli iscritti del Collegio quanto sta accadendo nella nostra Associazione, attraversata da eccessive tensioni che hanno caratterizzato la vita associativa degli ultimi mesi.

Le imminenti elezioni anticipate degli organi direttivi, deliberate nella riunione del Consiglio Direttivo del 23 ottobre 2010, rimettendo alla sovranità dei soci la scelta del nuovo Direttivo, avrebbero dovuto portare un rasserenamento del clima; consentendo così al nuovo Consiglio che avrebbe guidato il Collegio, di dedicarsi, al servizio dell'esclusivo interesse dei soci e a tutela degli interessi professionali di Ufficiali, Direttori di Macchina e Comandanti.

Con questo spirito di servizio avevo accolto l'invito di numerosi amici a candidarmi alla carica di presidente ed insieme abbiamo lavorato alla formazione di una lista di validi collaboratori. Una squadra di alto livello professionale ed umano e fortemente motivata

La lista, denominata "Rinnovamento nella tradizione", si sarebbe dovuta presentare alla valutazione dei Soci-elettori con un programma avente come obbiettivo quello di coniugare una ormai indispensabile innovazione con i tradizionali principi del Collegio e della Marina Mercantile italiana e della sua gloriosa storia.

Alle 09.00 del 3 dicembre scorso, è stata presentata alla commissione elettorale la lista con il sottoscritto candidato presidente, il CLC Dario Savino e il CDM Andrea Sirabella candidati vicepresidenti e completata con 12 canditati consiglieri CLC ed altrettanti CDM e 4 candidati a Sindaci, Colleghi di alto profilo, scelti fra le varie delegazioni del Compartimento di Genova.

Poco dopo si verifica una cosa a dir poco incredibile.

Alle 10.00 (come risulta da verbale) si riunisce il Consiglio Direttivo Nazionale straordinario e pone, fra l'altro, all'ordine del giorno la modifica dell'art. 24 del regolamento di applicazione dello Statuto del Collegio.

L'art. 24 viene modificato inserendo il seguente comma: " i vice presidenti CLC e M, i consiglieri compartimentali ed i sindaci devono essere residenti ed abitare in ambito regionale in cui ha sede il compartimento stesso o zone limitrofe . Il presidente può essere di qualsiasi parte del territorio nazionale, purché socio del compartimento".

La modifica, del tutto illegittima, dell'art 24 del regolamento di applicazione dello Statuto del Collegio, avviene a procedura per le elezioni già avviata e paradossalmente dopo la presentazione della lista bersaglio della censura.

Nemmeno il leader della lega Umberto Bossi é riuscito a far approvare una norma, fortemente voluta dalla Lega, discriminatoria verso gli insegnanti meridionali. Non è passata infatti, ne potrà mai passare, una norma che escluda dai concorsi gli insegnati provenienti da altre regioni. Una legge che sarebbe palesemente in contrasto con i principi fondamentali garantiti dalla Costituzione Italiana.

Nel momento in cui ci accingiamo a festeggiare l'Unità d'Italia, il Consiglio direttivo nazionale del Collegio invece, vara una norma di grave discriminazione fra i soci in base al luogo di residenza.

La pesante discriminazione fra i soci, messa in atto dal consiglio direttivo uscente, non consente lo svolgimento di elezioni libere e democratiche di una Associazione presente capillarmente su tutto il territorio nazionale. La lista originariamente composta da 30 candidati, con la modifica delle regole a partita iniziata, è stata ridotta a soli 4 candidati.

Per tale motivo nel denunciare l'illegittimità, formale e sostanziale, operata dal consiglio direttivo, ho comunicato alla Commissione Elettorale il ritiro della lista "Rinnovamento nella tradizione" e della mia candidatura a Presidente.

Ritiro, che non significa abbandonare, bensì iniziare una decisa battaglia affinché vengano annullati gli atti illegittimi che portano discredito al Collegio e restituire così dignità e moralità fortemente compromesse con le ultime decisioni del Consiglio Direttivo.

Cslc Sebastiano Pino

 

 
 
 
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