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Maneskin - Zitti e buoni

Post n°1131 pubblicato il 30 Maggio 2021 da rbx1dgl

 

 

 

 

La vittoria dei Maneskin all'Eurovision!!!!

 

 

 

 

Visualizza immagine di origine 

 

 

 
 
 

Lettera al gen. Figliuolo

Post n°1130 pubblicato il 17 Maggio 2021 da rbx1dgl
 


Il Direttore Pfizer in Italia raccomanda di non ampliare l'intervallo previsto di 21 gg tra una dose e l'altra del vaccino; il viceministro Sileri conferma quanto sopra; il Generale Figliuolo prosegue per la sua strada...

Generale mi perdoni, mi rivolgo direttamente a Lei perché altro modo non ho... quindi quale è la Via Maestra che l'Italia vuol percorrere? Quella di poter sbandierare al vento di avere un numero elevato di vaccinati con prima dose anche se poi non si avrà un'immunizzazione reale degli stessi??? E questo lo facciamo sulla pelle dei tanti, tantissimi fragili che hanno avuto accesso proprio al vaccino Pfizer in quanto tali? E quando queste persone, nonostante il vaccino, non somministrato nei tempi previsti e consigliati dalla casa madre, si ammaleranno di Covid ugualmente e magari, proprio in virtù della loro fragilità, ne moriranno, Generale, da chi verremo a piangere i nostri Cari?

Questa non è una gara di velocità ed efficienza a scapito del risultato, bensì una lotta per la sopravvivenza. Ogni persona che si vaccina lo fa con senso di responsabilità. Voi che le vaccinazioni le state organizzando, dovreste fare altrettanto... lottate per reperire i vaccini e non per cambiare le modalità di vaccinazione senza evidenze scientifiche a supporto.


il popolo italiano

 
 
 

Il mondo che verra'

Post n°1129 pubblicato il 04 Maggio 2021 da rbx1dgl
 


Il mondo dopo il Covid 19


Costruiamo insieme il Mondo che Verrà. È questo il titolo della grande consultazione lanciata oggi dal WWF Italia che attraverso il proprio sito web e canali social chiede a tutti i cittadini di esprimere la propria opinione sul mondo da costruire una volta che l’emergenza sanitaria legata al contagio da COVID-19 sarà superata.

 La pandemia contro cui tutto il Pianeta sta lottando ha messo in evidenza le nostre fragilità, cambiando le nostre certezze, le nostre relazioni sociali e il nostro modo di lavorare. Ha stravolto la nostra economia e la nostra società. La strada che sceglieremo per affrontare la crisi conseguente a questa emergenza sarà fondamentale non solo per costruire un futuro di benessere sostenibile, ma anche per prevenire ulteriori futuri drammi sanitari.

La scienza ci dice che malattie come il COVID-19, che mettono in pericolo la nostra salute e le nostre società, sono collegate al traffico di specie, alla distruzione degli ecosistemi e al nostro impatto sulla biosfera. Questo aspetto è stato approfondito nel report Pandemie, l’Effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi  da cui emerge un legame molto stretto tra le malattie che stanno terrorizzando il Pianeta (non solo il COVID-19) e le dimensioni epocali di consumo di natura che la Terra sta subendo e che ogni anno cresce a ritmo forsennato.

Ecco perché, oggi, è necessario scegliere la strada da percorrere per un benessere davvero sostenibile, equo e in armonia con la natura. 

YKOPomLM


“Di fronte alla crisi, è venuto il momento di scelte innovative per razionalizzare l’uso delle risorse naturali, migliorando i meccanismi di produzione (che devono diventare davvero sostenibili), i modelli di consumo (che non possono non essere responsabili) e i modelli sociali nel loro complesso. È venuto il momento che i sistemi naturali e i servizi che essi offrono all’umanità diventino un patrimonio comune. È venuto il momento di ridurre il debito naturale che continuiamo ad accumulare sulle spalle dei nostri figli”.  Si legge nel manifesto che continua: 

“L’emergenza che stiamo vivendo ha reso evidente la necessità di un cambiamento collettivo a cui, tutti insieme, siamo chiamati a dare il nostro contributo: tornare al passato non è una opzione percorribile. Scegliere le priorità per la ricostruzione dipende da noi. Queste priorità possono guidare la costruzione della nostra società dopo la crisi, a condizione che noi tutti prendiamo in consegna:

  • la difesa degli organi vitali del Pianeta, come le foreste e gli oceani, che sono un patrimonio comune dell’umanità;
  • azioni immediate contro la crisi climatica, per la riduzione dell’inquinamento, per trasporti ed energia sostenibili, per la difesa delle aree naturali ancora integre e restauro degli ecosistemi naturali deteriorati dall’uomo;
  • la difesa del suolo dall’invasione del cemento;
  • l’espulsione dei veleni dall’agricoltura per mettere in sicurezza il cibo che mangiamo e l’acqua che beviamo;
  • la protezione della biodiversità animale e vegetale, terrestre e marina che sostiene le nostre esistenze e rende la vita sul pianeta meravigliosa”. 

“Così come tutti insieme abbiamo affrontato la crisi sanitaria che ha provocato tanti lutti e tante difficoltà all’Italia ora tutti insieme abbiamo la necessità di costruire il Mondo che Verrà, ossia il mondo dopo il COVID-19”. Ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che chiede a tutti i cittadini di far sentire la propria voce: “Abbiamo dimostrato grande coraggio e altruismo in questa prova che ci ha impegnato in una lunga serie di sacrifici per tutelare la nostra salute. Ora è il momento di dimostrare altrettanto coraggio e determinazione nel costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli. 

Sia per quanto riguarda l’economia che per i nostri modelli di produzione e consumo dobbiamo ascoltare la scienza. Quella stessa scienza a cui ci affidiamo per superare il Coronavirus e che ci dice, da tempo, che scelte concrete e sostenibili per mettere al sicuro il nostro capitale naturale non sono rimandabili. Il mondo che verrà dipende da noi, perché noi siamo le scelte che facciamo!”.


dal web

 
 
 

Cambiamento climatico

Post n°1128 pubblicato il 18 Marzo 2021 da rbx1dgl

 

 Clima: stiamo cambiando persino il                    colore dei fiori



Quando all’inizio del nuovo millennio il Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen coniò il termine “Antropocene”, la comunità scientifica lo accolse piuttosto freddamente. L’idea – per certi versi ripresa da quella proposta più di un secolo prima dal geologo italiano Antonio Stoppani – era che l’uomo, con la sua sola presenza, fosse riuscito a influenzare l’atmosfera e ad alterarne i complessi equilibri in maniera così marcata da dare origine a una nuova era geologica, l’Antropocene appunto. Un tempo dominato dall’inquinamento e dallo sfruttamento dissennato delle risorse che stiamo vivendo oggi, ma che origina simbolicamente con l’invenzione della macchina a vapore di James Watt. A supporto di questa teoria, vent’anni fa autenticamente rivoluzionaria, c’è oggi la gran parte della comunità e della letteratura scientifica; non ultima un’approfondita analisi dei ricercatori della Clemson University, secondo cui le fluttuazioni climatiche dell’ultimo centennio innescate dal global warming antropogenico starebbero addirittura cambiando geneticamente la pigmentazione di fiori e piante. Dalle pagine di Proceedings of Royal Accademy, il gruppo coordinato da Mattew Koski, ecologo e biologo evolutivo tra i maggiori esperti globali sul tema, avverte che il fenomeno potrebbe avere implicazioni potenzialmente distruttive sugli ecosistemi e limitare ulteriormente la capacità riproduttiva della fauna vegetale, stravolgendo le interazioni pianta-impollinatore.

La natura che si adatta all’uomo. 

Le foreste, i fiori e gli animali stanno rispondendo ai cambiamenti imposti dalla crisi degli ecosistemi in cui abitano. È un meccanismo fisiologico, un adattamento allo stress dell’ambiente circostante: la natura che tenta di auto conservarsi. "Ciò non vuol dire automaticamente che sia la fine del mondo – spiega Cierra Sullivan, dottoranda al dipartimento di Scienze Biologiche della Clemson e lead-author dello studio –. Ma è sicuramente un segnale da seguire con attenzione".


Il lavoro certosino di Sullivan e Koski ha passato al microscopio dodici specie, otto famiglie e dieci generi, per un totale di 1944 campioni da erbari provenienti da tutto il Nord America. Incrociando coordinate geografiche e dati storici bioclimatici, gli scienziati hanno rilevato variazioni della pigmentazione per ogni singolo campione lungo gli ultimi 124 anni “antropogenici”, quelli in cui l’uomo ha fatto (letteralmente) il bello e il cattivo tempo. "Tutti i cambiamenti di colore rilevati sono direttamente riconducibili alle fluttuazioni climatiche subite", chiarisce Koski.


Lo stesso team aveva già dimostrato pochi mesi fa un incremento marcato di pigmenti in grado di assorbire i raggi ultravioletti nelle infiorescenze su centinaia di categorie tassonomiche, i cosiddetti taxa, campionate in giro per Europa, Australia e Nord America. Fenomeno in questo caso dovuto al rapido degrado dello strato di ozono stratosferico cominciato nei primi anni ’80 sotto l’azione di agenti chimici, solventi e gas refrigeranti – poi banditi con il Protocollo di Montreal entrato in vigore nel 1989.

 

 

La vita è nei colori. Siccità, stravolgimento degli schemi “naturali” delle precipitazioni, ondate di calore: eccoli i nuovi responsabili. Ma i cambiamenti cromatici sperimentati dai fiori di mezzo mondo non sembrano essere solo una plastica testimonianza della presenza ingombrante dell’umanità: il fenomeno potrebbe rivelarsi ben più deleterio. La tesi di Koski e colleghi è che queste variazioni nella pigmentazione influenzeranno negativamente l’azione degli impollinatori sulle infiorescenze e le interazioni tra piante ed erbivori; tutte sinergie fondamentali per il nostro pianeta.

 

L’impollinazione entomofila – ovvero quella compiuta dagli insetti e dalla quale dipendono i tre quarti delle principali colture – si regge su automatismi tanto perfetti quanto fragili e vulnerabili, di cui la pianta si serve per 'attrarre' a sé l’impollinatore. Ma con mutamenti cromatici rapidi come quelli che ha iniziato a documentare lo studio appena pubblicato, è come se bombi, api e farfalle venissero 'ingannate' dai loro stessi fotorecettori, non riconoscendo più alcuni pigmenti a cui erano abituate geneticamente da centinaia di migliaia di anni. "Servirà altra ricerca per capire meglio come le varie specie reagiranno – conclude Koski – e soprattutto per identificare quali piante e impollinatori saranno più vulnerabili alle conseguenze della crisi climatica che ci sta investendo, qui e ora".


 
 
 

Covid

Post n°1127 pubblicato il 08 Marzo 2021 da rbx1dgl

Abbiamo superato i 100.000 morti di Covid. L'8 marzo 2021 le vittime della pandemia in Italia sono arrivate a 100.103. Adriano Trevisan è stato il primo, era il 21 febbraio 2020, e da allora il conteggio delle vite perse non si è mai fermato. In estate sembrava finita ma poi i numeri sono tornati a crescere. E oggi siamo nella terza ondata. E in questo giorno è il momento di fermarsi in segno di rispetto per il dolore, i lutti e le lacerazioni che colpiscono così tanti fra noi.
Il Covid-19 è un nemico invisibile che ci ha colpito a sorpresa, è entrato nei nostri corpi, nelle nostre vite, ed ha portato morte e devastazione come mai avvenuto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Ogni vittima ha un nome, ha lasciato una vita con affetti, speranze, sogni. Il nostro giornale di oggi è avvolto da volti e storie di alcune di loro. Sono i nostri parenti ed amici, i nostri vicini di casa e colleghi di lavoro, le persone che incontriamo uscendo di casa, salendo sull’autobus, andando a scuola.
Ogni volto, ogni caduto nella guerra al virus è un tassello del nostro Paese: hanno nomi, origini, fedi, generi e colori diversi ma in comune c’è l’appartenenza ad una comunità nazionale che ha il dovere di ricordarli per le generazioni a venire.
Perché erano come noi, perché potevamo essere al loro posto, perché ciò ci aiuterà a proteggerci da nuove minacce collettive e perché ciò consentirà di ricostruire ciò che è stato distrutto. Guardando avanti, nel loro ricordo. Perché la vita prevale sempre sulla morte se la memoria del dolore cementa la nostra identità.
dal web

Funerali del piccolo Willy, bandiere a mezz'asta in segno di lutto | Città  di Sora
100.000

      E' davvero il momento di fermarsi in segno di rispetto per il dolore!!!!!


 

 
 
 
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