**TEST**
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Comunytation2.0

Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò ; Confucio

 

CafèIne Entra nel Circuito Cantelmi Network

Post n°140 pubblicato il 06 Agosto 2010 da comunytation2.0

Il Nuovo Locale Gestito dal Famoso Chef Salvatore Morello, entra nel Circuito di Locali targati Cantelmi Network, vi aspettiamo per delle serate a tema. Seguici su FB

 
 
 

Quarto B.R.A. in Concerto

Post n°139 pubblicato il 05 Agosto 2010 da comunytation2.0
Foto di comunytation2.0

Dopo il Successo dell'esibizione al Mega Concerto del 16 Luglio a San Siro con Ligabue, i Quarto Bra si Esibiranno in un tributo al pubblico che li ha sostenuti al contest! 14 Luglio Lido "Il Capitano" ore 23 Loc. Giovino-Catanzaro

Cantelmi network Event Management

 
 
 

CK SwimWear sfila con Muraviglia

Post n°138 pubblicato il 28 Luglio 2010 da comunytation2.0
Foto di comunytation2.0

Nell'ambito della sfilata di moda che si è svolta a Castel Sant'angelo (Lungo Tevere) il 22 Luglio, Calvin Klein Swimwear per la scenografia si  è dotata di Muraviglial’interpretazione di Dynematica della tecnica del Building Projection. Si tratta una serie simulazioni virtuali di tessuti e fluidodinamica che hanno decorato l'enorme parete sotto la quale ha sfilato la collezione Estate 2011 di Calvin Klein Swimwear. Al termine della sfilata nell'area del Buffet gli ospiti sono stati intrattenuti da Muraviglia Gamecon alcune scenografie altamente coinvolgenti, e con l'interazione da parte del pubblico grazie ai controller della Wii infatti gli stessi potevano cimentarsi con un simpatico giochino proiettato sulla parete del Lungotevere, sotto lo sguardo incredulo e meravigliato dei passanti che guardavano dall'altra sponda del Tevere!

Cantelmi Network Communication

 
 
 

1° Flash Mob in Calabria

Post n°137 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da comunytation2.0




'Love me', ossia ''Amami'. E' questa la frase che nel giorno di San Valentino i catanzaresi, ma non solo, saranno chiamati a scrivere con il loro corpo sulla spiaggia del quartiere marinaro. Si tratta dell'iniziativa di 'flash mob'presentata stamattina dall'assessore al Marketing Roberto Talarico e che sarà realizzata il 14 febbraio con l'aiuto di quanti vorranno parteciparvi. ''E' la prima iniziativa del genere in Calabria - ha spiegato l'assessore - e si tratta di un evento ''giovane' e dinamico che sfrutterà le nuove tecnologie, il web in particolare, per richiamare sulla spiaggia della marina il maggior numero di persone possibile. A tutti coloro che parteciperanno, e mi auguro che arrivino da ogni dove, sarà data una bandana rossa. Dopo averla indossata, ci si dovrà disporre in modo tale che dall'alto si possa leggere la scritta ''Love me'. Non si tratta soltanto di un messaggio di amore nell'ambito della festa degli innamorati - ha detto Talarico - ma è anche un chiaro invito ad amare il proprio territorio, la propria città. Inoltre è una vera e propria operazione di marketing perché già c'è molto interesse da parte dei media nazionali su quanto accadrà a Catanzaro il giorno di San Valentino'. E' stato Pierpaolo Voci, ideatore dell'iniziativa, a spiegare il perché di questa frase: ''E' la città di Catanzaro che chiede a ogni singolo cittadino ''Amami', dunque si tratta di una dimostrazione di affetto per il capoluogo, come è giusto che sia'. Voci ha spiegato che quella che si consumerà domenica 14 febbraio è un'operazione di ''viral marketing', ''un marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti per trasmettere il messaggio a un numero elevato di utenti finali. In pratica - ha concluso - è un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna'. A presenziare alla conferenza stampa anche il presidente del Consiglio Francesco Passafaro secondo il quale ''quella presentata oggi è un'altra idea straordinaria, voluta dall'assessore Talarico, per far conoscere e far parlare bene di Catanzaro non solo nella nostra regione ma in tutta Italia, così come già è avvenuto con la Notte piccante'. L'appuntamento è fissato per le ore 15 del giorno di San Valentino all'altezza del monumento dei caduti del mare (Ancora). Per avere ulteriori notizie ci si può iscrivere al gruppo di face book chiamato ''Flash mob Catanzaro'. 
Organbizzazione a Cura di Andrea Cantelmi

 
 
 

Spindoctoring in Calabria

Post n°136 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da comunytation2.0



Spindoctoring, studio professionale di comunicazione pubblica e politica, leader
nazionale nel settore del marketing politico ed elettorale, informa che Martedì 9
Febbraio 2010, alle ore 10:30, presso il Grand Hotel Paradiso di Catanzaro, terrà un
incontro con i giornalisti, gli opinion leader e le personalità politiche calabresi per
presentare la propria attività professionale e le motivazioni che hanno indotto
Spindoctoring ad investire le proprie risorse nel mercato politico elettorale della
regione Calabria. All’incontrò prenderà parte Christian Lalla, giornalista e consulente
politico, fondatore di Spindoctoring ed esperto di marketing politico ed elettorale.
Saranno inoltre fornite indicazioni utili alla gestione di una campagna elettorale,
presentati dei case history e altre attività correlate.
Per maggiori info http://www.spindoctoring.it
Organizzatore Andrea Cantelmi 3402898314
http://www.grandhotelparadiso.it/

 
 
 

Con BlueWire le Informazioni viaggiano col bluetooth

 

CATANZARO. La Notte Piccante, che si terrà il prossimo 26 settembre nel centro storico di Catanzaro, si arricchisce di uno strumento innovativo di comunicazione, BlueWire. Un innovativo strumento che utilizza la tecnologia Bluetooth per creare campagne informative e promozionali e che, allo stesso tempo, permette di inviare contenuti multimediali (video, immagini, audio, altro) ai telefoni cellulari ( ma anche smartphone o pc) presenti nel raggio d’azione dei punti di accesso (BlueWire Gate). I punti di forza sono molteplici: invio gratuito dei contenuti; interazione non intrusiva coi telefonini dei potenziali utenti sulla base di marketing autorizzato e nel pieno rispetto della privacy secondo le norme vigenti; conformità al sistema operativo e alle specifiche tecniche del cellulare (dimensioni video, formati supportati, altro); è ecologico (brochure, manifesti, flyer ed altro materiale cartaceo possono essere sostituiti da messaggi BlueWire); autopromozionale, i contenuti vengono memorizzati sui dispositivi che possono a loro volta essere ridistribuiti (innescando processi di viral marketing). Durante l’evento, totem informativi BlueWire saranno predisposti nelle zone di accesso alla manifestazione e distribuiranno gratuitamente contenuti ed informazioni relative all’evento. Un tool avanzato di report e statistiche grafiche consente di valutare costantemente l’andamento della campagna, sarà possibile analizzare il numero di dispositivi rilevati e l’esito degli invii secondo diversi livelli di dettaglio, tutto il report sarà presentato successivamente nella classica conferenza stampa post-evento. BlueWire è prodotto da Hictech srl, per ulteriori informazioni si possono consultare i siti BlueWire e Notte Piccante

Contatto Diretto Dr. Andrea Cantelmi  3402898314 cantelminetwork(@)gmail.com

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Ricerche di mercato per il lancio di nuovi prodotti: perche' l'industria non puo' piu' farne a meno

Post n°134 pubblicato il 21 Aprile 2009 da comunytation2.0
 

Leggevo un articolo di Roberto Carminati e Carolina Parma su Economy della settimana scorsa: "Noi, i re dei TEST":

"In tempo di crisi è vietato sbagliare. Per questo le fasi che precedono il lancio di un nuovo prodotto sul mercato diventano sempre più strategiche per le aziende. Che ora coinvolgono i consumatori per provare prototipi, testare giochi e assaggiare snack..."

Mi è venuto un dubbio e ho trovato al tempo stesso delle conferme:

1. IL DUBBIO:

Ma siam sicuri che il consumatore è considerato veramente un RE?

Perchè fino a prova contraria in più di 12 anni di esperienza nella consulenza strategica, io di gente che fa sul serio da questo punto di vista ne ho vista ben poca.

Sia ben inteso di ricerche ne ho seguite parecchie, ma, nonostante i miei sforzi per ottenere davvero dei risultati da questo punto di vista, mi son trovato spesso di fronte manager più preoccupati di trovare delle conferme alle proprie certezze che interessati a mettersi in discussione e ad IMPARARE dalle persone (ecco, a proposito, se sono RE veri, smettiamola di chiamarli consumatori...)

2. LA CONFERMA:

Fare e sbagliare costa un sacco di soldi in più di quelli necessari prima per pensare.

In tempi di crisi, in cui le certezze sembran cadere e l'ansia da prestazione la fa da padrone, le ricerche di mercato, i focus group, le indagini sul campo e più correttamente lo studio delle persone vive una vera e propria esplosione...è l'occasione per capire che è meglio pensare e poi agire, anche per i più entusiasti

3. LA CERTEZZA:

Le ricerche di mercato NON sono SOLO per i colossi del consumo, sono un passo obbligato per il lancio di tutti i prodotti e servizi, anche per quelli industriali.

Studiare come le persone risolvono i propri problemi, assolvono alle proprie esigenze è fondamentale se avete una buona idea da proporre, sia che il vostro prodotto sia un macchinario industriale che una soluzione finanziaria.

Serve a scoprire se la vostra idea sarà un vero e proprio business, serve a interpretare se e come va trasformata, NON serve solo a testare, cari signori, serve soprattutto ad imparare!

Articoli correlati:

I nuovi piani di ricerca: stop alle ricerche "nice to have"

Lancio di nuovi prodotti: la lista delle cose da fare

 

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico presidente e socio co-fondatore di ADVBOUCLE & PARTNERS  Consulenti marketing

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Internazionalizzare: come fare attraverso operazioni di M&A?

Post n°133 pubblicato il 09 Aprile 2009 da comunytation2.0
 
Foto di comunytation2.0

Diverse sono le modalità con cui si possono perseguire gli obiettivi di internazionalizzazione: ricerca di fornitori e distributori, collaborazione con terzisti esteri o più profonde operazioni di M&A.

La pressione competitiva che giunge sempre di più da operatori esteri, una concorrenza che si ingenera anche da settori differenti a fronte della trasversalità delle tecnologie, impongono una sempre maggiore proiezione internazionale delle imprese.

Spesso però si fraintende tra concetti di delocalizzazione e di internazionalizzazione pura. La prima presuppone la ricerca di fattori di produzione a minor costo, la seconda è volta alla replicazione dell'impresa in territorio straniero per la ricerca di mercati di sbocco.

L'imprenditore può avvalersi in tali prospettive di diverse figure:

* Enti a sostegno dell'internazionalizzazione (ICE, Simest, SACE...)
* Network imprenditoriali (associazioni confindustriali...)
* Advisory Company
* Fornitori di informazioni commerciali e rating societari internazionali

Se pensiamo a operazioni di M&A, appaiono di sicuro maggior interesse le ultime due tipologie di operatori.

Fusioni e acquisizioni hanno la prerogativa di velocizzare il processo di internazionalizzare in quanto sfruttano il know-how dell'impresa target.

Necessitano di capacità di analisi societaria, di abilità nella trattativa e non ultima di forza di governo dell'impresa acquisita.
Possiamo quindi identificare dei rischi correlati:

* rischio paese (valutazione adeguata delle criticità insite nella nazione estera)
* rischio operativo (analisi del contesto micro-economico dell'azienda target)
* rischio del valore di acquisizione

Alcuni dati che riguardano il nostro paese: le operazioni di M&A adottate da imprese italiane sono calate drasticamente in valore nel periodo 07-08 ma al contrario sono aumentate nel numero. Ciò evidentemente significa un maggior ricorso da parte delle pmi a strumenti di questo tipo.

Chiudo questo approfondimento con dei consigli per gli acquisti:

in un periodo di carenza di liquidità conseguente ad una drastica stretta creditizia, le aziende con un buon cash-flow hanno delle notevoli opportunità di acquisire aziende a valori estremamente convenienti.

Sono diverse le aziende che spesso sostenute da un buon brand, stanno operando in tal senso acquisendo società anche in settori differenti dove però si prevedono tassi di crescita consistenti.
Cina e sud-est asiatico per bacino di domanda e capacità produttiva sono oggi all'attenzione di diversi operatori mentre appaiono decisamente più rischiose le realtà dell'Est Europa.

 

Dott. Dario Ferrigato Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing
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Società Italiana di Marketing

Post n°132 pubblicato il 01 Aprile 2009 da comunytation2.0

 

 

 

Il sito SIMKTG.it è al servizio di studiosi e manager che operano nell'ambito del marketing e di coloro che stanno facendo ingresso in questo mondo.

Su SIMKTG.it gli associati possono consultare gli abstract degli articoli di “Mercati e Competitività”, la Rivista della Società Italiana di Marketing, i materiali di ricerca redatti dalle varie sezioni,i casi di marketing inviati dalle scuole italiane e la scheda con le informazioni personali di ciascun associato.

I giovani associati potranno venire a conoscenza di proposte di impiego/stage veicolate dall'Associazione e bandi per borse di studio pubblicati regolarmente sul sito.

A tutti i visitatori di SIMKTG.it sono accessibili informazioni sulle attività dell'Associazione e su varie iniziative, e la rassegna bibliografica di libri e riviste sia italiani sia stranieri.

per informazioni:
mob. 346 4010937
tel. 0521 032399
email: info@simktg.it


Chi Siamo

La Società Italiana di Marketing vuole innanzitutto costituire un mezzo per trasmettere un segnale concreto dell’acquisita e crescente rilevanza che gli studi di marketing hanno assunto nell’ambito delle discipline economico-aziendali italiane, nel bagaglio culturale dei docenti e dei giovani ricercatori, nel background formativo e professionale dei laureati destinati a costituire la futura classe dirigente delle imprese e delle istituzioni.

Il marketing non ha avuto vita facile nell’accademia italiana. E’ entrato per la, “porta di servizio”, attraverso sforzi di importazione dall’estero di pezzi del suo proprio corpo dottrinale (le ricerche di mercato, le tecniche della distribuzione commerciale), rimanendo a lungo un campo di interesse per pochi patiti con la voglia di andare per nuove strade mettendo anche a rischio la carriera.

Oggi il marketing ha assunto finalmente un suo proprio riconoscimento scientifico e dottrinale, testimoniato dal numero e dalla qualità di coloro che lo coltivano in ambienti scientifici, dalla numerosità dei corsi istituiti nelle università, dalla crescente diversificazione dei campi di applicazione al di là dell’originaria area dei beni di largo consumo.

Tutto ciò costituisce un patrimonio di know-how, idee e interessi su cui l’Associazione può contare come specifica dote per lo start-up e la crescita.

Far interagire quanto di meglio c’è già nell’ambiente scientifico italiano e ciò che può essere fatto come azioni di valorizzazione e fertilizzazione della “dote” è uno dei principali impegni dell’Associazione.

A questo scopo la Società Italiana di Marketing potrà servire sotto alcuni specifici profili.
Innanzitutto creando luoghi di incontro, riflessione ed elaborazione per far avanzare il patrimonio delle conoscenze, per elaborare linguaggi e modi di pensare comuni, e quindi giungere ad una costruzione teorica del marketing più vicina al pensiero italiano ed anche al modo di fare marketing nelle imprese nostrane.

L’Associazione dovrà anche farsi parte diligente nel dare sistematicità e continuità ai rapporti di collaborazione con associazioni, centri e istituti stranieri dove i nostri giovani possano studiare, ricercare e formarsi ai più elevati e avanzati livelli di conoscenza e competenza.
La Società Italiana di Marketing non intende essere solo un luogo di interscambio tra docenti e ricercatori, ma anche un ambiente adatto per la cross-fertilizzation tra teoria e pratica. E’ la prima Associazione che parte con un corpo sociale misto accademici-managers-consulenti per significare da subito l’importanza che si vuole attribuire alla collaborazione e all’interscambio tra il mondo operativo e il mondo scientifico.

 
 
 

IDEE PER INTERNAZIONALIZZARE

Post n°131 pubblicato il 30 Marzo 2009 da comunytation2.0

Passerò da aspetti finanziari, a quelli assicurativi, sconfinando verso temi più specifici del diritto internazionale. Sarò disinvolto nelle tematiche, peccherò nella non univocità dei contenuti ma penso che vi offrirò comunque delle interessanti indicazioni nel caso vi apprestiate a varcare i confini nazionali.

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Che vogliate commerciare con soggetti stranieri, che pensiate più profondamente di acquisire aziende straniere comunque non potrete non confrontarvi con logiche di valutazione societaria. Oggi la definizione di un corretto e veritiero rating è presupposto decisivo per le scelte imprenditoriali ed ancor di più in ottica internazionale.

Si tratta di affidarsi a professionisti che possano fondare le loro analisi su metodologie il più possibile accurate. E' necessario un rating che esponga con chiarezza le basi infomative da cui attinge le informazioni, che permetta comparazioni trans-nazionali ovvero attraverso principi di redazione contabile differenti.

Il rischio si riduce attraverso informazioni attendibili ma può essere più tradizionalmente contenuto e razionalizzato attraverso gli strumenti assicurativi.
Tipicamente quando si parla di processi di internazionalizzazione e assicurazione, si intende riferirsi a rischi tipici quali quelli legati al paese e al credito. Voglio però portare alla vostra attenzione alcune insidie estremamente diffuse a cui il mondo assicurativo ha risposto con strumenti ad hoc.

Parto con la polizza Director and Officer che tende a proteggere manager e amministratori da richieste di risarcimento conseguenti al loro operare. In diversi paesi esteri, il rischio associato a tali eventi è molto elevato e quindi fornire strumenti di questo tipo può essere estremamente utile ad un imprenditore per attrarre professionalità di alto profilo che in tal modo si sentirebbero maggiormente garantite.
Vi sono paesi poi in cui le conflittualità legate a mobing, demansionamento, licenziamento discriminatorio sono molto probabili e quindi ove è molto utile il ricorso a strumenti assicurativi a hoc.

Purtroppo assume molta utilità anche la cosiddetta Crime Insurance che garantisce l'azienda nei confronti di frodi anche contabili e appropiazione indebita. Vi sono poi strumenti più evoluti che vanno a coprire nel caso di inadempimento del venditore di fronte ad acquisizione di società straniera terza.
Il concetto che deve essere chiaro è che internazionalizzando cambia il profilo di rischio a cui si è sottoposti e quindi deve anche cambiare il quadro degli strumenti assicurativi a cui ci si affida.

Chiudo i miei ragionamenti con un approfondimento di un paio di tematiche legate al diritto societario internazionale.

Sede secondaria o filiale estera? La prima ha il vantaggio dell'essere costituibile con maggiore facilità e quindi anche con minori costi. La seconda nella sua maggiore complessità garantisce la limitazione del capitale di responsabilità a quello della sola filiale; nel caso di sede secondaria invece è sempre la primaria a rispondere in solido per eventuali accadimenti. Va detto poi come l'assetto di una filiale garantisca l'ingresso di soci locali.

Un aspetto di estremo interesse è anche quello rappresentato dalle join-venture ovvero il contratto che disciplina la cooperazione tra più imprese avente ad oggetto la realizzazione di un specifico progetto economico. Benchè realizzabile anche tra imprese italiane, esso viene normalmente utilizzato per le cooperazioni internazionali. Si pensi all'importanza nella conquista di un nuovo mercato delle conoscenze di un partner locale come testimoniano alcune operazioni di stretta attualità nel settore automotive. La join venture può essere o contrattuale o societaria: nel primo caso e per rapporti temporanei vi è solo un legame contrattuale, mentre nel secondo vi è una collaborazione più profonda rappresentata dalla nascita di una società dedicata.

A prescindere comunque dagli ambiti considerati, penso che il miglior consiglio sia quello di affidarsi a professionisti competenti in quanto, data la complessità della realtà economica, non è più il tempo di internazionalizzare in maniera artigianale e approssimativa.

 

25bc5ef.jpg Dott. Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico
, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

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Oltre il punto vendita...

Post n°130 pubblicato il 27 Marzo 2009 da comunytation2.0

Una riflessione che abbraccia le grandi forme distributive organizzate e il piccolo dettaglio locale; una razionalizzazione delle novità di cui i primi sono portatori e degli stimoli per gli imprenditori che si adoperano in questa formula distributiva. Questo è l'approccio con cui voglio trattare il tema dell'assetto del punto vendita.

Il dettaglio oggi è oggetto di molti studi di marketing e da esso quindi trae tecniche e strumenti per svilupparsi al meglio. Senza la presuntuosa pretesa di riassumere la materia, voglio comunque cercare una sommaria generalizzazione dell'argomento. Proverò infatti a presentare alcune delle tecniche più innovative, cercando di trovare in esse un minimo comune denominatore.

Due sono i presupposti da cui partono i miei ragionamenti. Il primo: il commercio al dettaglio soprattutto se di piccole dimensioni e non strutturato in forme organizzate, vive un profondo periodo di difficoltà. Al di là dei singoli dati congiunturali, è una evidenza che il piccolo negozio patisca uno stato di sofferenza che rende sempre più lontani i tempi in cui un'attività di questo tipo era considerata una sicura fonte di guadagno.

In secondo luogo il comportamento d'acquisto dei consumatori appare in evoluzione seguendo una traiettoria che vede una sempre maggiore importanza conferita al momento, all'atto del comperare. Sto cercando di raccontarvi la dimensione ludica dello shopping ovvero la ricerca di esperienze d'acquisto entusiasmanti e coinvolgenti. Quando si vende si deve aver chiaro che oggi lo shopping è uno dei divertimenti, non a pagamento, più graditi dalle persone; i consumatori trovano piacevole vagare per gli spazi commerciali. Si compra non solo il prodotto, ma l'emozione che scaturisce dal suo acquisto.

In un quadro quindi di difficoltà e di cambiamento, si innestano tecniche innovative e spesso estreme.
A quest'ultima categoria, quasi per definizione, appartengono quegli esercizi di marketing non convenzionale denominati Guerrilla store. Si tratta di negozi temporanei che aprono all'improvviso con una fine imminente già preventivata. Un po' come il cambio di una collezione così questi PV chiudono per poi riaprire in altre location. Spesso gli spazi scelti vengono mantenuti nelle stesse precarie condizioni in cui sono trovati, con l'evidente tentativo di contenere al massimo i costi; nessuno spazio a forme di pubblicità, fede assoluta nel passaparola che scaturisce. Si vende la merce al minimo costo possibile e poi si chiude!

Riavvicinandoci al convenzionale e riprendendo una delle osservazioni poste a presupposto dei ragionamenti, inserisco le logiche tipiche del marketing emozionale. Il consumatore passa dall'essere considerato un mero operatore razionale, che paragona le differenti offerte secondo funzionalità e prezzi offerti, per divenire un più "romantico" consumatore emotivo che nella sua scelta d'acquisto cerca un piacere che va al di là della merce acquistata. In questa ottica la capacità del PV di interagire con tutti i sensi del suo fruitore appare fattore determinante; dal solo arredo si passa alla oculata scelta delle luci, dei colori, delle musiche, dei profumi e oggi sempre più spesso dei sapori.

Proseguo il mio ragionamento riportandovi un'altra delle terribili definizioni delle disciplina: visual merchandising. Si tratta della teatralizzazione del prodotto ovvero del processo della spettacolarizzazione della merce in cui il punto vendita diventa il palcoscenico ove viene messo in scena per il cliente ciò che si vende.
In questa logica appaiono molteplici le possibilità di un brand di comunicare attraverso diversi artifici architettonici i valori di cui è portatore. E' sempre più vero che con un PV così strutturato si acquisti la marca e gli attributi che si riescono a far rivivere nella location.

Chiudo la presentazione con un irrinunciabile riferimento ai concept store; anche in questo caso la materia non offre definizioni univoche. Mi limito a mutuarne un abbozzo dall'idea di concept di prodotto cioè una forma di sperimentazione. Il concept store è appunto un luogo di sperimentazione in cui si possono fondere stili, prodotti, ambientazioni e servizi che in altrove potrebbero risultare incompatibili.

Credo che in queste ultime osservazioni risieda il punto di contatto, il denominator comune che andavo ricercando: la capacità di innovare, di creare un punto vendita che veramente sia di appeal per il consumatore. La capacità di offrire una novità soddisfando il modo di concepire lo shopping da parte del consumatore. Il negozio temporaneo, la multi-sensorialità, il negozio teatro sono tutti tentativi di fornire novità al cliente. Ricordatevi che se create un negozio straordinario non dovrete spendere in comunicazione in quanto i clienti stessi ne parleranno e l'idea girerà autonomamente tra i diversi media.

Un punto vendita avrà successo se saprà andare oltre le normali regole e convenzioni con cui normalmente veniva progettato, risultando portatore di novità per il cliente.

Dott. Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

 
 
 

Posizionamento: chi lo cerca, lo trova!

Post n°129 pubblicato il 27 Marzo 2009 da comunytation2.0

Esiste sempre un posizionamento!

 

Questo periodo è stato lungamente nella mia mente come candidato al titolo.
Nessun richiamo pugilistico, ma la sola volontà di rendervi partecipi sulle mie indecisioni nel marcare lo scritto. Alla fine ho optato per una formula più sobria e giocosa, ma l'alternativa, anche se un po' forte, era forse più indicata, per incentivare manager e consulenti in strategie di impresa, a cercare una corretta dimensione di mercato per il business con il quale si confrontano.

Mi sono battuto in svariate interminabili riunioni, nel tentativo di imporre un atteggiamento positivo nei confronti della ricerca di un corretto posizionamento. Esiste quasi sempre, bisogna avere la volontà, la capacità strategica e non ultima una certa creatività per identificarlo. Di fronte anche ai mercati più difficili esiste sempre una nicchia con la quale dialogare ove non sussiste una opprimente concorrenza.

Mi permetto di fare un esempio, al di là delle buone intenzioni espresse.

Prendiamo il mercato dei motori di ricerca e immaginate un gruppo di giovani imprenditori che intendono entrarvi. Poveri illusi, direbbero i più arroccandosi dietro l'apparente inoppugnabile affermazione: " ma cosa volete confrontarvi con Google?!".

Si lo voglio, risposero le giovani speranze imprenditoriali sposando l'intuizione di un posizionamento particolare.
Mi riferisco al caso di Liquida , un motore di ricerca dedicato alla valorizzazione dei contenuti dei blog italiani. Il ragionamento alla base è semplice: prendiamo quel bagaglio informativo che Google trascura e cerchiamo di farlo emergere nei confronti dell'utenza web. Una precisa verticalizzazione, su un unico target trascurato dal "monopolista". E in più, non facciamo la guerra rispetto a chi è più forte di noi ma cerchiamo forme di collaborazione che nel caso di Liquida ha significato l'inserimento, nell'algoritmo di ricerca, del posizionamento del blog su Google.

Se c'è quindi un posizionamento anche di fronte ad un prodigio come Google, perchè non ci dovrebbe essere anche in qualsiasi altro mercato con cui ci si confronta?



Dott. Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

 
 
 

Brand Italia vincente

Post n°128 pubblicato il 27 Marzo 2009 da comunytation2.0

Brand Italia vincente, primo al mondo per awareness e quarto nella classifica mondiale dei nation brand 2008

All´inizio del 2008 abbiamo trovato il brand Italia al settimo posto della classifica mondiale, a partire dai dati del Nation Brand Index 2007. E ora, alla fine del 2008, ritroviamo il brand Italia al quarto posto della top ten mondiale dei nation brand, secondo il Country Brand Index 2008 realizzato dall´agenzia FutureBrand. Una buona analisi dei risultati della ricerca internazionale ce la fornisce Dimitri Grassi.

Il dato piú interessante che viene fuori dall´ indagine  condotta da Futurebrand é sicuramente il primato del brand Italia per quanto riguarda la awareness. L´Italia risulta infatti la nazione piú conosciuta al mondo.

Da sottolineare sono anche i primati del brand Italia come Best Country Brand for Art and Culture e come Best Country Brand for Fine Dining. E sono proprio questi aspetti che ci devono far riflettere sullo stato di salute del nostro Brand nazionale.

La nostra forza come brand risiede infatti proprio nella nostra millenaria tradizione culturale fatta di gusto estetico e  qualitá dello stile di vita che si rispecchiano nella nostra cucina e nel made in Italy.

Questi elementi, gusto estetico e qualitá dello stile di vita, fanno parte del nostro essere italiani e sono riusciti ad attraversare i secoli, a sedimentarsi e a essere costantemente attualizzati culturalmente in un modo o nell´altro.

Approfondiremo nei prossimi post alcuni aspetti che ritengo fondamentali per comprendere il successo del brand Italia nel mondo e ci soffermeremo anche su alcuni potenziali peccati mortali che chi si occupa di gestire il brand Italia non deve commettere.

Intanto rallegriamoci della buona salute del nation brand del nostro Paese.

Luca Taddei

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Fonte Italian Branding


 
 
 

religione e comunicazione, tra buone e cattive notizie

Post n°127 pubblicato il 26 Marzo 2009 da comunytation2.0

“Una società di atei inventerebbe subito una religione” Honoré de Balzac

In tempi di incertezza, il mondo della comunicazione frequenta con una certa continuità questioni di alto rilievo. In particolare, nelle ultime settimane, sia offline che online si discute meno dell’ ultima campagna di questa o quell’ azienda e più dell’ uomo nel suo rapporto con se stesso, con gli altri, con la vita.

E riguardano tematiche di fede alcune delle novità in materia di comunicazione a mio avviso più interessanti.

Mi riferisco senza dubbio all’ iniziativa dell’ Uaar - unione atei agnostici e razionalisti italiani, che copiando quanto già visto a Londra e Madrid veste i bus di Genova con slogan su buone e cattive notizie riguardanti la presunta non esistenza di Dio.

Provocazione? Libertà di espressione? Banalizzazione del tema?

Io opto per la terza.

Intanto, in Spagna, l’ associazione E-Cristians risponde: “Dio sì che esiste, godi della vita di Cristo.”

Stati Uniti. L’ organizzazione CatholicVote per contestare la scelta di Obama di aprire al finanziamento pubblico dell’ aborto diffonde su YouTube un video in cui “un feto” viene lasciato vivere nonostante le mille avversità, di tipo economico, familiare, sociale..

..”il bambino sarà abbandonato dal padre”…

..”la madre avrà enormi difficoltà a crescerlo da sola”..

…eppure questo bambino diventerà il primo Presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti.

Insomma, tanto di cui parlare.

Voi che ne pensate?

SimoDg SimoDg ( Fonte ilcomunicatore in quocumque habitu est proficit) di Luca TADDEI

 


 
 
 

Il Parlamento svela la sua strategia di comunicazione per le elezioni europee del 4-7 giugno 2009

Post n°126 pubblicato il 25 Marzo 2009 da comunytation2.0

La strategia di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni 2009 è stata oggi svelata ai media. I Vicepresidenti Alejo Vidal-Quadras e Mechtild Rothe hanno sottolineato il messaggio principale: l'Unione europea è confrontata a scelte politiche importanti che si ripercuoteranno sulla vita quotidiana dei cittadini europei - recandosi alle urne, i cittadini possono essere coinvolti in tali scelte.

I due Vicepresidenti hanno evidenziato alcuni degli strumenti che saranno utilizzati nella campagna di comunicazione, pensati per sottolineare alcune delle scelte future che saranno influenzate dalla composizione politica del prossimo Parlamento europeo:
 

  • Poster su temi come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati;
  • Installazioni tridimensionali a complemento della campagna di poster, riguardanti energia, frontiere/migrazione, protezione dei consumatori e sicurezza.
  • Choice box: una scatola multimediale delle dimensioni di una stanza dove gli elettori possono registrare i loro punti di vista - una selezione di questi sarà trasmessa quotidianamente sullo schermo esterno del box, a Bruxelles e attraverso EuroparlTV e YouTube;
  • TV e radio;
  • il sito web delle elezioni aperto a gennaio;
  • il ricorso a "social media", quali MySpace, Facebook, Flickr e EU Tube.

 
Il Vicepresidente Alejo Vidal-Quadras (PPE/DE, ES) ha affermato: «L'unico messaggio della campagna riguarda la scelta. Non fa appello al dovere dei cittadini, ma mette in luce che vi sono scelte di grande rilevanza europea che si ripercuotono sulle vite dei cittadini, decise a livello europeo con il concorso determinante del Parlamento. I cittadini possono quindi influenzare queste scelte recandosi alle urne e votando per i candidati che riflettono le loro preferenze politiche».
 
Ha inoltre aggiunto che si tratta di una campagna istituzionale non di parte, incentrata sul concetto della scelta, ma senza favorirne una in particolare: «Si rivolge deliberatamente a tutta la gamma di opinioni politiche, da quelle più integrazioniste a quelle più preoccupate per la salvaguardia della sovranità nazionale».
 
La Vicepresidente Mechtild Rothe (PSE, DE) ha dichiarato: «Il principio chiave è quello di usare un linguaggio comprensibile a tutti, non solo quello ufficiale, tenendo anche conto delle sensibilità e delle differenze politiche e culturali dei diversi Stati membri».
 
Ha proseguito affermando: "Comunicheremo forte e chiaro che il Parlamento europeo è importante per i cittadini e che la loro voce conta nell'UE. Ogni elettore può scegliere: usa il tuo voto»".

 
 
 

Comunicare in un widget

Post n°125 pubblicato il 25 Marzo 2009 da comunytation2.0

I widget sono piccole applicazioni, fatte con diverse tecnologie, che si possono installare su siti, blog, social network e anche sul proprio desktop. Per quanto ancora poco noti alle aziende sono in realtà un ottimo strumento di comunicazione a poco prezzo e, se ben fatti, molto efficaci.

Negli USA sono sempre più diffusi, e si prevede, entro il 2008, una spesa di 40 milioni per creare, promuovere e distribuire i widget delle aziende (Stime di eMarketer, fonte IAB Blog).

 

Perché conviene comunicare con un widget?

Prima di tutto un widget è uno strumento simpatico, alternativo al sito istituzionale, meno formale e più originale.

Inoltre il widget si può installare su spazi dove l'azienda normalmente non riesce ad avere una forte comunicazione: i siti personali, i blog, i social network o anche i desktop dei pc.

Infine un widget piacevole esteticamente e funzionalmente ha ottime possibiltà di essere diffuso in modo virale dagli utenti che lo segnalano ai propri amici.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

 
 
 

Ecco i brand più soggetti al Word of Mouth

Post n°124 pubblicato il 24 Marzo 2009 da comunytation2.0

Di Jacopo Gonzales

Via Fluido leggo di questo interessante post sul viral marketing in merito a diversi settori merceologici. Millward Brown ha appena rilasciato uno studio che analizza quali sono i brand “più discussi” tra i consumatori.

La ricerca è stata condotta su un campione di 190.000 consumatori in 21 nazioni diverse, ha per oggetto 2.000 brand globali appartenenti ai seguenti settori di mercato:

  • birra
  • fast food
  • automobili
  • carburanti
  • banche
  • carte di credito
  • assicurazioni.

Come conferma l’84% degli intervistati, la birra si presta ad essere la tipologia di brand piu’ consigliato agli amici, seguono di poco i prodotti di bellezza per la cura della pelle e del corpo.

Tuttavia dal sondaggio emerge anche che i consumatori non solo discutono dei lati positivi dei brand ma anche di quelli negativi. Ad esempio, Heineken in Inghilterra, occupa una posizione vulnerabile, solo il 25% dei suoi clienti ne parla bene (contro il 40% dei bevitori di tutti i tipi di birra), e più del doppio dei suoi clienti rispetto alle altre marche di birra non la raccomanderebbe.

Le assicurazioni hanno un tasso di “talkability” del 62%, le carte di credito del 55%. Il settore bancario (tradizionale) e quello assicurativo sono quelli che si prestano maggiormente ad essere bersagliati dai commenti negativi della gente, spesso per la scarsa qualità dei loro servizi e prodotti.
L’eccezione, in questo settore, è rappresentate dalle banche on-line, che per convenienza, qualità del servizio e orario continuato sono raccomandate positivamente dal 56% dei clienti. (contro il 23% dei clienti di banche tradizionali)

In Giappone, Toyota è raccomandata per qualità e sicurezza dal 65% dei consumatori, Mitsubishi solo dal 2%.
In Germania, Italia, Spagna e Taiwan, Nokia è il brand di cui più si “discute” tra i consumatori.
Le prime 10 word of mouth brands in inghilterra sono: Pret A Manger, Toyota, Café Direct, Monsoon, Douwe Egberts, Samsung, Carte Noire, Virgin Mobile, Nokia.

Le prime dieci top brand per nazione sono:

  • Danimarca: Telmor
  • Tailandia: AIS
 
 
 

Pubblicità TV personalizzata: qualche altra riflessione

Post n°123 pubblicato il 24 Marzo 2009 da comunytation2.0

La pubblicità televisiva personalizzata, interattiva o meno che sia, è stata per lungo tempo una delle Arabe Fenici del mondo dell’advertising.

Il fascino di questa soluzione è la possibilità di trasformare uno dei Media più mass che esistono in uno strumento di Marketing Diretto, di poter affiancare ad una diffusione a tappeto dello spot uguale per tutti una diffusione più ad hoc di messaggi pubblicitari, segmentando il target in modo mirato. Rendere lo spot un elemento che non sia più percepito come fastidioso o irrilevante – in quanto lontano dai propri interessi – e trasformarlo in un contenuto in grado di interessare (se non proprio di attirare) l’audience.

L’appeal della soluzione è evidente: da una lato permettere agli inserzionisti di raggiungere in modo più mirato e efficiente i propri target, pur sfruttando un media ad alto impatto emotivo. Dall’altro, per i mezzi, permettere di aggiungere valore ai propri spazi e, facendo leva sulle possibilità di personalizzazione cercare di vendere dei contatti a prezzi più vicini ai listini del Direct Marketing che a quelli dell’advertising.

La TV via IP, come accennato nel post precedente, potrebbe essere lo strumento che renderà possibile una maggiore personalizzazione dell’advertising – sia perché consegna “one to one” il messagio, sia perché, specialmente in modelli a pagamento, permette di identificare l’utente abbonato e di raccogliere informazioni su di lui.

Il problema della profilazione
Il primo passo della trasformazione in realtà del grande sogno della pubblicità personalizzata sta nella profilazione dell’utente, raccogliere informazioni sulla singola persona (o nucleo familiare) che guarda la TV, in modo da poterne tracciare un profilo, identificare gusti ed interessi e così via.

Di seguito, definire quali siano i prodotti / servizi che questo singolo “utente” può essere altamente interessato ad acquisire – ovvero quali siano gli inserzionisti per cui questo utente sia LA preda appetibile.

E però evidente quanto il limite del mancato riconoscimento della specifica persona che ha in mano il telecomando (il padre, la madre o il figlio tredicenne) limiti la capacità di costruire profili accurati e di erogare commercial su misura.

Le prime sperimentazioni
Anche se siamo ancora lontani dal modello della comunicazione one to one sulla televisione, sono già partire le prime sperimentazioni – ad esempio a supporto del lancio della linea aerea low cost TED (di United Airlines). In questo caso, sfruttando le possibilità della televisione via cavo, gli annunci comparsi erano personalizzati in base alla città in cui venivano ricevuti. In una fase iniziale da un punto di vista puramente di creatività – ma con una ovvia e facile estensione alla veicolazione di tariffe e promozioni specifiche per ogni singolo centro citttadino servito dalla linea aerea. Oppure per promuovere in tempo reale voli con scarso afflusso o sospendere immediatamente offerte promozionali in corso nel caso di esaurimento dei posti disponibili.

Sempre nel mondo del turismo, un certo numero di inserzionisti sta valutando la possibilità di realizzare molteplici versioni dei propri filmati pubblicitari, ad esempio enfatizzando, in uno spot per un resort turistico, in una versione la dinamicità e l’energia degli sport acquatici, in un'altra versione le attività come il golf o i casinò, in un altra ancora la cucina e il relax – veicolando poi questi commercial in modo mirato alle audience più adeguate.

La necessità di evolversi
E’ presto per dire se la fiammata di entusiasmo sia destinata, come sempre in passato, ad esaurirsi in un nulla di fatto.
E d’altra parte il mondo della pubblicità TV ha conosciuto poche vere evoluzioni nel corso dei decenni.
Se da un lato le emittenti non si può dire che siano state pervase da un senso di urgenza rispetto all’innovazione, dall’altro l’utenza televisiva sembra rappresentare il simbolo stesso della passività, ponendo in dubbio la sostenibilità di modelli interattivi.

Non si possono però ignorare i segnali d’allarme che giungono da oltre oceano, rispetto alla percezione degli investitori pubblicitari sulla capacità di comunicare con efficienze economicamente interessanti da parte della pubblicità televisiva “classica”. Con conseguenti riduzioni (in percentuale) dello share di investimenti pubblicitari allocati alla televisione.

Fenomeni quali l’uso dei videoregistratori, dei registratori digitali o dei servizi di “video on demand” (o quasi) offerti dagli operatori via cavo hanno portato milioni di telespettatori americani a guardare gli show “in differita” – e nel 90 per cento dei casi saltando gli spot.

Uno stimolo economicamente forte
Quello che è chiaro è che la TV, almeno nei prossimi anni, non potrà di certo venire sostituita come media chiave per le pianificazioni pubblicitarie; ma che il suo peso (e i suoi listini) rischiano di modificarsi e quindi di portare conseguentemente riduzioni nei fatturati generati dalle emittenti in termini di raccolta pubblicitaria.
Un pericolo che sta quindi stimolando molti operatori a investigare su modi nuovi di fare comunicazione in TV…

Roberto Venturini

 
 
 

Working Capital: Progetto di Telecom Italia

Post n°122 pubblicato il 23 Marzo 2009 da comunytation2.0

Working Capital
Storia

È la metà degli anni Novanta. Due promettenti studenti di Stanford ricevono in prestito dal pro-rettore dell'Università un server che possa aiutarli a concretizzare un'idea a cui stavano lavorando da tempo. Dal punto di vista ingegneristico e matematico, la macchina sviluppa la capacità di calcolo necessaria a identificare un algoritmo che un ingegno italiano aveva precedentemente teorizzato. Dal punto di vista della storia, può fornire un supporto per una ricerca più precisa nel vasto mondo di internet.

Con il sostegno dell'Università di Stanford, i due giovani matematici brevettano l'algoritmo e creano una nuova società. Qualche anno dopo arriva il successo.

I due studenti si chiamano Sergey Brin e Larry Page.

La società è Google Inc.

Per realizzare un business di successo, serve una buona idea e l'appoggio necessario per metterla in pratica. E se questa volta provassimo a fare una cosa del genere in Italia?

Working Capital è il progetto ideato da Telecom Italia per sostenere l'innovazione italiana e le iniziative imprenditoriali in ambito web 2.0 e nuova Internet, fornendo competenze, tecnologie e servizi a supporto della loro realizzazione, ed aiutando la crescita di una nuova, giovane generazione di imprenditori italiani.

Scopri

Se hai un'idea imprenditoriale per il mondo web 2.0 e la nuova Internet, Telecom Italia ti offre con Working Capital l'opportunità di diventare protagonista dell'innovazione.

Raccontaci il tuo progetto d'impresa: all'interno del sito troverai tutte le indicazioni per sviluppare l'idea, definire il business plan e inviarci la tua proposta imprenditoriale.

Sulla base di valutazioni professionali, e con il supporto di un advisor esterno, selezioniamo le proposte più interessanti.

Al termine del processo di valutazione, Telecom Italia diventerà il tuo Partner tecnologico e societario, mettendo a disposizione competenze, tecnologie e servizi.

La selezione si ripeterà più volte nel tempo: non perdere l'opportunità di realizzare la tua idea di business.

Partecipa Adesso I

Working Capital è un progetto dinamico, che parte dalla tua idea per farla arrivare lontano.

Se hai deciso che questa è l'iniziativa che fa per te, qui puoi documentarti su come partecipare: all'interno della scheda "Processo di adesione" ti forniamo una guida dettagliata su come procedere, dalla registrazione sul sito alla conclusione del processo di selezione delle proposte.

In questa sezione trovi anche una scheda di sintesi sull'Advisor, dPixel: sulla loro esperienza, la nostra professionalità e la tua creatività si fonda il successo dell'iniziativa.

Non dimenticarti di tenerti sempre aggiornato, perchè Working Capital è un mondo in continua evoluzione: analizza i progetti che hanno avuto successo e consulta regolarmente il calendario dei nostri eventi.

Proponi la tua idea Invia la pagina

Working Capital ti mette a disposizione gli strumenti utili a presentare la tua idea nella maniera più completa ed efficace. Puoi caricare video, foto, immagini e progetti. Per completare la tua intuizione con un business plan accurato ti aiutiamo con lo start-up pack, che indica tutti i dettagli da fornirci per una visione più concreta della tua proposta d'impresa.

  • Informazioni e documentazione: questa sezione è una sorta di Toolbox o cassetta degli attrezzi. Per chi non ha alcuna esperienza di business plan, così come per chi invece ha già realizzato attività di questo tipo, Working Capital propone una serie di strumenti utili. Dopo esserti registrato, puoi scaricare alcuni tools da utilizzare come spunto per la presentazione della tua idea di business.
  • Proponi la tua idea: se hai definito la tua idea di business e hai già realizzato la presentazione, non ti rimane che inviarci il documento completando il relativo form. Prima di procedere assicurati di aver affrontato tutti i punti essenziali:
    • illustrare l’esigenza individuata;
    • il mercato di riferimento, i clienti potenziali e l’analisi della concorrenza;
    • il prodotto e gli obiettivi societari;
    • il piano delle attività operative, il piano marketing ed il piano finanziario;
    • la tipologia di supporto richiesta Telecom Italia, in termini di beni e servizi.
  • Le tue idee: questa sezione del sito è il tuo archivio personale dove puoi conservare la documentazione che ci hai già inviato, in modo da poterla visualizzare in qualsiasi momento.

 

 

 
 
 

Ambient Communication

Post n°121 pubblicato il 22 Marzo 2009 da comunytation2.0

L'ambient communication è in generale un approccio originale alla comunicazione e in particolare alla segmentazione del target di riferimento, che viene individuato attraverso i luoghi fisici in cui si aggrega spontaneamente. Ai classici e rigidi "stili di vita", l'ambient coommunication & marketing contrappone dei "momenti di vita", situazioni in cui il target si raduna spontaneamente, in "luoghi" e "momenti" determinati.

Ogni ambiente è infatti abitato da individui che condividono non solo uno spazio ma anche una condizione comune: interessi, attitudini, stili di consumo, ecc. Seguendo tale approccio, la comunicazione raggiunge il target al di fuori dei comuni canali di vendita, quando è più ricettivo al messaggio pubblicitario ovvero nei luoghi in cui si reca spontaneamente e nel momento in cui è più aperto alla comunicazione (in particolare a quella non convenzionale in quanto nuova e di perciò stessa solleticante la naturale curiosità di ognuno) perché con la mente sgombra dai 'martellamenti' dei consueti messaggi quotidiani. La ricezione è più immediata e penetra nei meandri del cervello con più facilità. La percezione è più completa e migliorata dall'abbassamento delle barriere naturali che fungono da 'spam mentale', di protezione contro l'invasività della comunicazione ordinaria, alla quale si diventa refrattari.

Questa tecnica è di grandissima efficacia se appplicata nel momento in cui nasce il bisogno di un prodotto o di un servizio. E' ancor più funzionale se pregna di creatività innovativa che nasce come reazione fisiologica , applicata a mezzi e strumenti inusuali per la comunicazione, oggi troppo stereotipata.

D'altronde se tutti lo fanno è come se non lo facesse nessuno e l'effetto si annulla.

Danilo Arlenghi

 
 
 
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