CONTROSCENA

Il teatro visto da Enrico Fiore

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

 

« Se l'attore e regista p...Tiziano Scarpa, o della ... »

Viaggio dantesco nel mare di Greenaway

Post n°644 pubblicato il 14 Dicembre 2012 da arieleO
 

Ancora una volta - di fronte a «The seventh wave (La settima onda)», l'azione-installazione di Peter Greenaway che la Fondazione Salerno Contemporanea e la Change Performing Arts presentano nell'altoforno Ex Salid - mi è tornato in mente il passo decisivo di «Andrea o I ricongiunti», il vertiginoso romanzo (non a caso) incompiuto di Hofmannsthal: «La vera poesia è l'arcanum che ci congiunge alla vita, che dalla vita ci separa. Il separare - soltanto se separiamo noi viviamo veramente - se noi separiamo anche la morte è sopportabile, solo quello che è mischiato è orribile».
   Sono stato sempre convinto che proprio in quel passo si trovi la chiave per afferrare il senso profondo de «La tempesta» di Shakespeare. Prospero aveva voluto unire il Tutto: il cielo e la terra, l'anima e il corpo, l'arcano e il quotidiano. Ma riesce a ritrovare la sua dimensione umana, e quindi a vivere davvero, solo quando spezza la bacchetta magica e dà l'addio agli spiriti e ai folletti: solo quando, cioè, tocca l'estrema saggezza, ch'è quella, giusto, di separare l'umano dal divino. E un simile quadro riscontriamo nella creazione di Greenaway, che appunto a «La tempesta» s'ispira.
   Il riferimento, per cominciare, è alla dimensione dell'acqua e, segnatamente, al mare. E non si tratta solo dell'ossequio al fatto che proprio nel mare si consumano la sconfitta e la vendetta di Prospero, ma anche, e soprattutto, della circostanza che il mare, per dirla con Paolo Conte, «non sta fermo mai» e, dunque, si separa in ogni momento da quello che era un momento prima. Di conseguenza, si separa da sé la stessa immagine dell'onda di cui nel titolo, nel senso che non si offre come un «unicum» in sé e per sempre definito, bensì come un fenomeno visivo frantumato in tante monadi sugli schermi disseminati nel tunnel che percorriamo.
   Vediamo, poi, altre monadi costituite da mani e da piedi, forse quelli di un corpo che annega o nuota in apnea, suggerendo la cessazione o la sospensione del respiro. E a un identico traguardo, del resto, giungono le citazioni, oltre che da «La tempesta», da «La ballata del vecchio marinaio» di Coleridge, da «Moby Dick» di Melville e dalla «Quaestio de aqua et terra» di Dante. Basta considerare, al riguardo, come il non meno vertiginoso incipit «Chiamatemi Ismaele» traduca l'ennesima salvifica separazione, quella fra la prigione dell'anagrafe e la scelta di un nome di comodo che, specchiandosi nella vastità del mare, è metafora di un assolutamente libero cercarsi.
   Le porge con efficacia, quelle citazioni, l'attore Andrea Carraro, ch'è il nostro Virgilio nel viaggio dalle certezze pigre ai rischi esaltanti della scoperta. E in perfetta sintonia con esse si pongono gli elementi caratterizzanti i costumi dei vari personaggi, che Carraro indossa a vista nel passare (ancora una frattura, ancora una cesura) da un testo e da un personaggio all'altro.
   Infine, un attimo prima che si chiuda il sipario al termine del tunnel, sentiamo gli ultimi quattro versi del Purgatorio: «Io ritornai da la santissima onda / rifatto sì come piante novelle / rinovellate di novella fronda, / puro e disposto a salire a le stelle». E non poteva darsi epilogo più motivato a quest'evento che accoglie, ad un tempo, l'acutezza concettuale e la leggerezza fantastica: è un epilogo che incarna lo spirito del teatro di sperimentazione nel cui ambito l'evento stesso si colloca. Che cosa significa, se non questo, restare in un altoforno ma con i piedi su un palcoscenico?

                                                         Enrico Fiore

(«Il Mattino», 14 dicembre 2012)

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: arieleO
Data di creazione: 16/02/2008
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

comp.robyelena.licausiokgirlasc.ferraragiuseppina.farinaparenteartesonia.riccomedeur2010MrFantastic70puelkerollie0napoli776studiolegalegrittirino.alfieripinolacine
 

ULTIMI COMMENTI

solo tu beppe puoi interpretare questi personaggi...
Inviato da: roberto
il 11/12/2013 alle 16:45
 
Cara Floriana, anche per me è stato un piacere incontrarLa....
Inviato da: arieleO
il 12/11/2013 alle 09:39
 
Caro Maestro Fiore, condivido ( per quello che vale) la...
Inviato da: floriana
il 11/11/2013 alle 19:40
 
Cara Francesca, innanzitutto la ringrazio per...
Inviato da: Federico Vacalebre
il 16/10/2013 alle 17:14
 
Gentile Francesca, credo che nessuno possa risponderLe...
Inviato da: arieleO
il 16/10/2013 alle 17:10
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom