Creato da Darkness.Mind il 27/08/2010

A Dark Mind

Io, con i miei pensieri e le mie paure. Come nebbie mi avvolgono nel buio della notte per liberarmi quasi subito ai primi rosei e candidi barlumi di luce mattutina. Mi ritrovo quì, nelle cobaltee fragranze di luce a raccontare di me e dei miei pensieri. Io, con le mie paure e i miei pensieri...

 

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MIRANDO AL CIELO DALL'INFERNO

Post n°68 pubblicato il 26 Ottobre 2010 da Darkness.Mind
 

chained

... QUANDO LA REALTÀ, SUPERA LA FANTASIA ...

Questi dolori sono insopportabili. Il fuoco è caldo in un modo così indescrivibile che…
come un turbine si abbatte su di noi, senza grazia! Talvolta solo una volta, talvolta più volte di seguito. Per poi sorprenderci nuovamente nel suo agguato, prima da un lato, e poi dall'altro. Questa imprevedibilità ci fa impazzire. Ma anche conoscendo, quando e da dove si abbatterà di nuovo su di noi, quale differenza farebbe? Nessuna!

Ci rimarrebbe tutta la più devastante paura davanti a ciò, i dolori anche ci rimarrebbero vicini! Il tempo è immobile. Queste catene si conficcano sempre più profondamente nella nostra carne iniettandola di rosso sangue. Le grida degli altri, questa sofferenza rumorosa che sento fa gemere la mia anima nello stesso modo, anche solo la stessa idea, diventa insopportabile. Sono grida e dolori così indescrivibili. Siamo rinchiusi, stabbiati l'un l'altro così vicini, stipati come si faceva un tempo con gli animali per l’ingrasso. E la libertà di movimento che ci è lasciata non è nemmeno sufficiente per raggiungere uno spiraglio di vita con le mani. Nella nostra disperazione, nel nostro dolore, nelle nostre grida… ci sbraneremo reciprocamente, solo questo riusciremo a fare. Ma neanche questo ci sarà concesso, neanche questo!

Mi rimangono solo lievi ricordi di come tutto ciò abbia avuto inizio. Probabilmente si era troppo occupati con altre vicende ed altri dolori, cosicchè persi la luce davanti ai miei occhi. Non esiste più, in questo momento nessuna luce per me, all'infuori di questo luogo etereo ed infinito, che porta le sembianze di un buio nero come la pece con la fiamma gigantesca sempre ricorrente, che ci arrostisce, ci crogiuola come in un cenacolo...

.................................

Il cielo è stato sfondato, come fosse una scenografia da teatro, alternativamente, prima da uno stato di rallegro, e alla fine di questo lieto pensiero, dal prossimo fuoco dell’inferno. Un alternanza tra rallegramento e inferno che si abbatte su Michel, con i suoi veicoli di sofferenza, arrivando da tutte le direzioni…Le Sue grida si sono perse nell'eternità. Nessuno c’era per sentirle intorno a lei. Era sola, e da sola ha dovuto afferrare il loro mondo. All'odore dello zolfo mischiato con il proprio, di carne bruciata, lei ha potuto assuefarsi, ma certo mai, giunse assuefazione alla vista di quel fuoco sempre ricorrente, vista che ritorna viva e scura come la pece, all’abbattersi di quelle tali sofferenze. Alcuni di loro hanno sperato, sì… si sono augurati perfino, certo, che il fuoco rimanesse stabile alla loro vista, affinché dovessero sopportare ancora tali dolori ma senza più avere questa paura indescrivibile, quando quelle sofferenze si abbatteranno di nuovo.
Sperano e nutrono desideri?!? in questo mondo!
Era l'unico motivo per cui, Michel si poteva ancora divertire. Lo trovava sorprendentemente divertente, come se questa idea fosse il motivo di unione, neanche fosse possibile anche il solo pensare di poter augurare di aver un desiderio quì. Ma se tutto questo fosse possibile, avere un desiderio, perché avere un desiderio solamente? Se Lei avesse avuto la facoltà di avere liberamente ancora un un ultimo desiderio, ancora solo un unico desiderio, questo poteva essere quello che avrebbe potuto liberarla finalmente da queste catene dolorose.

Ella sapeva che mai nessuno riuscì a fuggire da questo mondo, ma solo il pensiero di poterlo fare, di fare questa cosa nuova, anche se solo per dover sfuggire al fuoco, era una cosa migliore che restare in questo luogo, ella si paralizza come impagliata davanti alla propria paura e dolore. Mentre ha tentato di figurarsi questo miracolo, ella ha provato la sensazione che le catene conficcate in lei non erano più così dolorose. Ad un tratto ha sentito allentare lentamente le catene, cosicché ha potuto scarcerare le sue mani, rimanendo per tale cosa pienamente sbalordita. L’identica cosa avvenne per i suoi piedi. In questo modo incomprensibile che ad ella si manifestò, riconobbe immediatamente la chance di poter materializzare il suo miracolo.

Tentò di fuggire!

To be continued...

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