Creato da Darkness.Mind il 27/08/2010

A Dark Mind

Io, con i miei pensieri e le mie paure. Come nebbie mi avvolgono nel buio della notte per liberarmi quasi subito ai primi rosei e candidi barlumi di luce mattutina. Mi ritrovo quì, nelle cobaltee fragranze di luce a raccontare di me e dei miei pensieri. Io, con le mie paure e i miei pensieri...

 

« Rosa Purpurea14.02.2011 »

DARKNESS

Post n°158 pubblicato il 14 Febbraio 2011 da Darkness.Mind
 

 

wolf

Diede una rapida occhiata al campo di battaglia intorno a lei, vedendo il possente lupo alle prese con dei cani pastore; questi ultimi erano animali da battaglia portati dai soldati in modo che si sarebbero presi cura delle cose che i soldati stessi avevano paura di fare. C'erano sei di questi animali, e tutti erano intenti ad azzannare la gola del lupo, suo protettore e compagno di battaglia. Il manto grigio e lucente del lupo era lacerato e macchiato di scuro a causa del sangue che fuoriusciva dalle ferite, il suo muso, ora, era completamente scuro, ricoperto di sangue.

I suoi occhi blu-verdastri balenarono nella notte, occhi che contenevano anche i riflessi rosso-arancia dei cani che lo fronteggiavano, il suono del loro combattimento avvolgeva il resto della battaglia come un pianto, ed erano gli unici suoni che si potevano sentire in questo momento. La giovane donna era sul punto di accasciarsi sulle proprie ginocchia, esausta, quando sentì un guaito giungere dal suo compagno di battaglia. Un soldato aveva raccolto il suo coraggio, ed era riuscito a colpire il lupo conficcandogli una lama sul fianco. Lei si fece largo attraverso le persone, il suo braccio destro gridava di dolore ad ogni colpo ricevuto dall’urto di una persona contro di lei. Arrivando a tiro del soldato le scagliò contro il suo pugnale, colpendolo sulla parte superiore della coscia, spruzzi di sangue fuoriuscirono dall’arto del soldato dando modo di pensare di avergli spezzato l’arteria. Divertente pensò la giovane donna, in quanto lei voleva colpire il soldato in pieno torace. Lei si voltò e diede tutta la propria attenzione al lupo ferito, sommerso per due volte la propria taglia dai cani, i quali gli si erano scagliati contro come formiche su di una cavalletta. Lei ha solamente un’arma con se, quel pugnale che aveva preziosamente nascosto all’interno dello stivale nel combattimento precedente. L'estrasse, una lama argentea, e rubini incastonati nelle incisioni del manico. Era una cosa che gradì molto, in special modo in una battaglia come questa, anche se di solito non era di un pugnale che c’era bisogno in battaglia. La lama era argento, non di ferro.

Impugnando il pugnale, guidò la lama squarciando la carne lungo la spina dorsale di un cane, mentre calciandolo via gli tagliò l’osso della mascella, scagliandolo lontano dal lupo con un guaito di dolore che fuoriusciva dal viso completamente aperto. I suoi occhi balenarono di nuovo, non appena lei mostrò i suoi denti agli animali. Nella sua aggressione, il segreto che stava tenendo custodito dentro di lei per tutta questa battaglia era pronto a rivelarsi senza che nessuno potesse farci nulla. Lei condusse di nuovo e di nuovo la sua lama a scagliarsi sugli avversari, la sua precisione nel buio aveva qualcosa di misterioso, ma non innaturale, nel suo caso. L'ultimo cane era stato sconfitto, ed il lupo che era disteso e anelante sull'erba, rapidamente si rimise in piedi, pronto a combattere nonostante la ferita sul fianco.

Ella rimase in piedi, scuotendo il braccio ferito per il gran dolore, l’osso era rotto in più punti. Si mosse dal centro della battaglia verso l’esterno per cercare un luogo più sicuro. Lei quindi si spostò furtivamente all’esterno di quella che era una battaglia ormai morente. Il lupo sgattaiolò seguendola, vedendolo, mise la propria mano sopra il collo dell’animale con fare di gratitudine. “Ben fatto Aerien, con lo stallone.” Le disse lei nel suo accento strano, come quello di uno scozzese che pronuncia le vocali in modo profondo.

Il nitrire di un altro cavallo fuori dal campo di battaglia le giunse all’orecchio, ricordandole che non erano ancora fuori pericolo. In silenzio, con il suo compagno scesero furtivamente il pendio sul quale poco prima erano stati appollaiati. Lei tentò di colpire, nel frenetico arrivo, il cavallo maculato di rosso, fece un profondo taglio nel collo dell’equino il quale si girò e cadde rovinosamente verso di lei. Le era dietro, attentamente evitò i suoi zoccoli. Ansimò per aria, il suo corpo fu inondato da un grande fiume di dolore, e girò su se stessa. L’oscurità l’avvolse, e l’ultima cosa che sentì fu un ringhio di sfida.

... continua

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