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In cantus
Post n°50 pubblicato il 20 Settembre 2012 da donnacamminante
Il Crassimiro, lui non aveva grandi ambizioni; dalle foto che lo ritraggono in piedi davanti alla stufa mentre cucina o in cantina a travasare, si capisce quanto gli piacevano il vino e la compagnia. Il Crassimiro, inoltre, credeva nella voce delle donne, alla musica scritta bene e a quella cosa che è così difficile da spiegare, ma che in una parola si potrebbe chiamare incantesimo. Quella cosa che è la storia dei nonni dei nostri nonni; millenni pagani oscurati dall'illuminismo, dal nichilismo, dal positivismo e infine dal cretinismo globale: l'occidente s'intende. Il Crassimiro però era bulgaro di Filippopoli (Plovdiv) e il filo rosso della tradizione lo teneva nelle mani e ci componeva i sogni, con il respiro delle donne.
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