Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

Messaggi di Dicembre 2021

Quế Mai Nguyễn Phan - Quando le montagne cantano

Post n°291 pubblicato il 27 Dicembre 2021 da ixtlann
 

 

 

"«Prima di quel giorno, odiavo a morte gli americani e i loro alleati. Li odiavo per aver bombardato la nostra gente, per aver ucciso civili innocenti. Ma da allora ho odiato la guerra, Hương.» Ciò che disse mio zio mi fece pensare. Anche io avevo odiato l'America. Eppure, leggendo i loro libri, mi ero imbattuta in un altro aspetto di quel popolo: la loro umanità. Mi ero convinta che, se le persone avessero cominciato a leggere e a scoprire le culture degli altri popoli, non ci sarebbero più state guerre."

 

Un romanzo meraviglioso, ma la contempo doloroso.

La saga di una famiglia che si svolge per buona parte del secolo scorso, e che ripercorre le  vicende che segnarono la storia di un paese pervaso  da carestie e guerre, dittature e rivoluzioni. Tre generazioni di donne forti, costrette ad  affrontare la vita con coraggio e determinazione.

 

"Vorrei poter cancellare le parole che le ho detto, ma le parole sono come l'acqua: una volta che ti scappano dalle labbra, cadono a terra. Le parole sono come coltelli: lasciano ferite invisibili che continuano a sanguinare."

 

Una storia forte e al contempo lirica, che ci parla di valori familiari, di tradizioni anche se magari lontani dalla nostra cultura, dei sacrifici che la sorte ci costringe a fare per superare gli ostacoli che la vita ci pone avanti, trovando la forza solo nell'amore per le persone a noi care.  

 

"Mi chiesi come mai gli eserciti stranieri continuassero a invadere il nostro Paese. Prima c'erano stati i cinesi, poi i mongoli, i francesi, i giapponesi e adesso gli imperialisti americani."

 

 

La narrazione a vari balzi partendo dai giorni  nostri per passare prima ad un passato e alla 'famosa' (famigerata) guerra del Vietnam di cui tanto abbiamo sentito parlare nei film americani, prossimo e poi sempre più indietro, tornando agli inizi del secolo a partire dal periodo coloniale francese, all' ascesa al potere del Viet Minh guidato da Ho Chi Minh, alla "Guerra del Vietnam", fino ai giorni nostri

 

" Hà Nội, 2012

Mia nonna diceva sempre che quando i nostri antenati muoiono non scompaiono davvero ma continuano a vegliare su di noi. E ora, mentre prendo un cerino e accendo tre bastoncini d'incenso, sento lei che mi guarda. Sull'altare degli antenati, dietro la campana di legno e i piatti di cibo fumante, i suoi occhi brillano alla luce della fiamma azzurro-arancione che brucia. Agito i bastoncini per spegnere la fiamma. Spirali di fumo salgono al cielo, richiamando gli spiriti dei morti

[]

  «Ricordi cosa ti dicevo, mia cara?» La sua voce riecheggia tra i rami agitati. «Le sfide affrontate dal popolo vietnamita nel corso della Storia sono come montagne altissime. Se sei troppo vicino, non puoi scorgerne le vette. Ma, allontanandoti dalle correnti della vita, riesci a guardarle in tutta la loro maestosità...»"

 

Due le voci narranti, quella di Diệu Lan, nata nel 1920, la nonna, matriarca della famiglia, e quella di sua amatissima nipote Hương, nata nel 1960.

 

"Hà Nội, 1972-1973

  La nonna mi tiene la mano mentre camminiamo verso scuola. Il sole è un grosso tuorlo d'uovo che fa capolino tra i tetti in lamiera. Il cielo è azzurro come la camicetta preferita di mia madre. Chissà dov'è. Avrà trovato il papà?"

 

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Hương e sua nonna Diệu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. Fino a quel momento, per Hương la guerra è stata l'ombra che ha risucchiato i suoi genitori, e adesso quell'ombra sta avvolgendo anche lei e la nonna. Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla, mattone dopo mattone.

 

"Una pioggerella persistente penetra il terreno meglio di un acquazzone."

E, per infondere fiducia nella nipote, Diệu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l'occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l'avvento dei comunisti, per i quali possedere terre era un crimine da pagare col sangue; di come la sua, una famiglia benestante fosse stata  costretta a fare i conti con gli orrori dei nuovi regimi, ad abbandonare tutti e a cercare un'improbabile disperata fuga verso  Hanoi senza cibo né denaro, fuga che lacererà la famiglia, ci parlerà della paura delle essere braccati e sempre in pericolo dell'inevitabile segregamento della famiglia,  per  la scelta di Diệu Lan di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati.

 

"Io avevo dodici anni quando cominciammo quel viaggio a piedi di quarantun chilometri. Fu un viaggio difficile, ma la mano della nonna riscaldava la mia appena il vento gelido ci sferzava contro. Quando avevo fame, lei mi dava anche il suo cibo, fingendo di essere sazia. Per calmare le mie paure, cantava. Se ero stanca, mi portava sulla schiena, coi suoi lunghi capelli che mi accarezzavano il viso. Se pioveva, mi avvolgeva nella sua giacca. Aveva i piedi coperti di sangue e vesciche quando finalmente arrivammo al villaggio di Hòa Bình, annidato in una valle e circondato dalle montagne."

 

La ricerca dei sui  figli, nel tentativo di rimettere insieme la famiglia.

Il doloroso incontro con uno dei figli che la guerra ha portato dall'altro lato della barricata e che si è irrimediabilmente perso

Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Hương finalmente può riabbracciare la madre, Ngọc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Hương darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti.

 

"«L'equilibrista del circo fa un lavoro pericoloso, ma ancora più pericoloso è il lavoro dello scrittore che voglia dedicare la vita a percorrere la strada della verità»."

Ma ci sono anche tante altre storie che vivremo durante l'evolversi di questa saga e più d'una ci scalderà il cuore.

 

"Persino quando mi rifiutai di farmi scurire i denti appoggiarono la mia decisione. Sai che a quell'epoca avere denti scuri era essenziale per le donne? Un sorriso bianco era considerato disdicevole."

 

La scrittura fluida e scorrevole ci cattura e ci porta in un mondo lontano e pur vicino, perché ci parla di valori di gioie e di dolori universali.

Molto bello, consigliassimo!

 

"Ho scoperto che, durante la seconda guerra mondiale, le truppe giapponesi picchiarono, ferirono e uccisero migliaia e migliaia di persone in tutta l'Asia. Più leggevo, più le guerre mi facevano paura. Le guerre avevano il potere di trasformare in mostri popoli colti e civili."

 

 

 

 

 

 
 
 

I Ladri di New York - Katherine Rundell

Post n°290 pubblicato il 09 Dicembre 2021 da ixtlann
 

 

 

"Vita strinse i denti e rivolse alla città un cenno di saluto, come fa un pugile con l'avversario prima di uno scontro"

 

Vita Marlowe, dodici anni, inglese, è appena sbarcata a New York con sua madre ma  non per un viaggio di piacere. Il nonno, amatissimo, è stato vittima di un raggiro, e ha perso tutto: i gioielli, tutti i beni tra cui  il castello sulla riva dello Hudson, ma soprattutto i ricordi. L'uomo che lo ha raggirato è un criminale che fa parte della malavita più pericolosa della metropoli. Vita, debole di gambe ma eccezionale nella mira, è determinata risolvere le cose a modo suo, senza rassegnarsi, cercando di fare giustizia a restituirgli ogni cosa e studia un piano contro il noto e pericoloso truffatore legato alla Mafia. Da sola, però, sa di non poterlo sconfiggere. Ha bisogno di alleati. E chi meglio di una giovane borseggiatrice e di due ragazzi del circo che si esibisce alla Carnegie Hall? Un'avventura a rotta di collo per le strade di New York, nei ruggenti Anni Venti.

 

"Ma non è sempre saggio comportarsi con saggezza."

 

Decisamente un libro per ragazzi, ma che può coinvolgere e piacere anche qualche adulto, almeno quelli che riescono a lasciarsi andare.

 

"Era un gabbiano che inseguiva in cielo un giovane corvo, beccandolo sul dorso mentre roteava e strideva a mezz'aria. Vita si accigliò. Non era, pensò, uno scontro ad armi pari. Si frugò nella tasca e strinse tra le dita una biglia verde smeraldo. Prese la mira e, dopo un rapido calcolo rabbioso dell'angolo e della distanza, tese indietro il braccio e lanciò la biglia. Centrò il gabbiano dietro, esattamente in mezzo al cranio."

 

Chiaramente ogni tanto ci sarà qualche piccola esagerazione, che ci lascerà perplessi ma tutto sommato la storia avvince e ci da anche qualche spunto su cui riflettere, una storia piena di azione e capacità fisiche in cui ci troveremo a girare in una città nota ma anche sconosciuta, non sapevo che negli anni venti il ciroc si esibisse al chiuso alla Carnegie Hall, per me una sala da concerti.

Certo i protagonisti sono ragazzini, ma si incontrano anche adulti che ispirano fiducia e che incoraggiano e apprezzano le abilità dei giovani. Il romanzo è pervaso e spinto da un forte senso della giustizia, e pieno di belle frasi che colpiranno soprattutto la fantasia dei più giovani.

 

"Impara! Impara più che puoi, perché imparare è il contrario di morire!"

 

Il ritmo incalzante e la scrittura scorrevole fanno si che si legga volentieri e velocemente, e piacevolmente. Un bel libro!

 

"«È alla New York Public Library. L'abbiamo donata molti anni fa, insieme a tanti altri documenti. Lo avevano chiesto a tutti i proprietari delle dimore storiche.» [...] Sembrava molto più maestoso di una biblioteca. I pilastri e il portico s'innalzavano, solidi e regali, in mezzo ai rumori e ai colori della città in movimento.    «Questo è il posto che preferisco di tutta New York» disse il nonno. «I leoni si chiamano Pazienza e Forza d'animo; anche se mi sono sempre sembrati furibondi, e questo mi piace."

 

 

 
 
 

Joanne Huirst Smith - Il Tredicesimo Dono

Post n°289 pubblicato il 05 Dicembre 2021 da ixtlann
 

 

 

"I loro visi sorridenti mi irritano ancora di più. Tornata in macchina, trovo il fastfood take-away più vicino, ordino due fette di torta al cioccolato calda con aggiunta di panna montata, parcheggio e le divoro al buio. Il cibo mi consola. È una cosa che posso controllare. Torno in fila per prendermi due super cheeseburger con doppi sottaceti. Quando inghiotto l'ultimo boccone del mio banchetto, ormai sono in ritardo per andare a prendere i ragazzi. Mi avvio verso casa di mia cognata con un buco nero nel baule, dove avrebbero dovuto esserci i regali."

 

Oggi vi presento un altro romanzo dallo spirito natalizio,di quello che ci serve per riconciliarci con noi stessi e con il mondo, e che sempre più facilmente smarriamo. Il mondo che ci circonda ci induce a chiuderci sempre di più in noi stessi e di non esser capaci di vedere oltre la punta del nostro naso, anche quando questo non fa che creare danni e seminare dolore.  Se poi la sorte ci ha colpito è ancora più difficile accorgersi degli altri e dei loro bisogni, anche questi altri sono davvero prossimi. Bisognerebbe trovare la forza di aprire gli occhi.

 

"Quando arrivo la porta del garage è aperta, la luce è accesa e il sostegno per l'albero è in mezzo al parcheggio. Mi fermo in folle a riflettere. Dovrei andare a spostarlo. Senza dubbio la responsabile del piazzamento strategico è Megan. Metto la marcia, spingo sull'acceleratore e investo il sostegno metallico, faccio retro e lo investo di nuovo. Nick aveva ragione: non riusciremo a scamparlo questo Natale. Ma posso passarci sopra con un buon motore e un valido treno di gomme."

 

E a questo che ci esorta questo piccolo romanzo, e questo e il clima che crea intorno a noi mentre lo leggiamo, quello del lento ma inesorabile  risveglio che tutti dovremmo vivere, e che attribuiamo al clima di questi giorni, che forse per tanti significa solo un ulteriore fonte di dolore, la dove in questi giorni notiamo la assenza di ciò a cui attribuiamo il nostro star bene.

 

"così gli nego quello di cui ha più bisogno: la guida e l'amore di un genitore. "Vergogna, Jo." Dalla morte di Rick sono stata emotivamente assente per i miei figli, cieca davanti agli incubi di Nick, incapace di colmare il desiderio di Natale di Megan. E Ben sta andando alla deriva, solo nel suo dolore."

 

«Mamma, abbiamo perso l'autobus.» È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d'un tratto sulla porta: all'ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l'accompagna è firmato, misteriosamente, «I vostri cari amici».

 

"Megan ha bisogno del Natale, ma io non sono pronta ad andare nel paese delle renne."

 

Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore.

 

"Non ho voglia di festeggiare, ma voglio i miei figli a casa con me."

 

La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l'albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori in questo libro suggestivo, profondo ed emozionante. Il tredicesimo dono riesce così ad aprirci gli occhi sulla gioia che ci circonda sempre, anche nei momenti più impensabili. Sulle sorprese inaspettate che la vita sa regalarci. E sulla felicità improvvisa che tutti possiamo donare a chi ci sta accanto, non smettendo mai di credere nella forza e nella generosità dei nostri cuori.

 

"«Il profumo di casa nostra la vigilia di Natale è impresso nella mia memoria più di qualsiasi regalo abbia mai ricevuto. Per me è profumo di casa. Di festa.»"

 

La scrittura e facile, semplice, ma la narrazione avvince tra sofferenza e gioia, finiremo in un attimo la lettura, forse con il cuore più gonfio e con buoni proponimenti che ci ronzano in testa. Da leggere e da regalare!!

 

"«Ogni giorno può essere Natale.»

 

 

 
 
 
 
 

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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna