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Capitolo 4° "L'ombra del Demone"

Post n°35 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da Druss5
Foto di Druss5


Ammetto che mi fanno male le mani. Avevo scritto in passato di gente tramutata in pietra, ma non avevo mai pensato che una cosa del genere sarebbe successa qui a casa mia, e a Me. Ho riletto con calma quello che ha scritto mia Moglie, mentre ero impossibilitato e come aveva predetto la Veggente questo mi ha reso felice. Mi spiace solo che il piano che era stato organizzato dai miei amici all’inizio, non ha dato l’esito previsto, e che io sia qui per tutt’altra ragione. Tale ragione in parte la stringo con la mano sinistra. Ma come dicevo, pur essendo geloso delle mie cose, sono felice che la mia consorte abbia sbirciato dentro la mia mente, tra le pagine del mio libro. Certamente non è questo il diario, dove scriverò di tale argomento anzi, in questa mattina oramai inoltrata sono qui a stringere la mano a uno sconosciuto, mentre le grida di una donna continuano con ritmi regolari dalla stanza accanto. 
Andiamo con ordine, sono rimasto in dietro di molto, e c’è un bel pezzo di eventi da rimettere in sesto.

Tra i presenti in taverna che in parte osservavano la parete distrutta della taverna, che si affaccia verso il lato ovest della foresta, e me ancora pietrificato, si è fatta avanti una piccina, non per età certo, ma per statura. Una Gnoma di nome Joygin vestita con abiti piuttosto semplici, foglie e petali di fiore creano una sorta di fermaglio sui suoi capelli di un colore simile ai prati d’estate. Ha donato una carezza al volto di Sofia, facendo sua una lacrima, poi dopo aver fischiato, si è gettata dal primo piano. Mi dicono che sia salita sul dorso di una Tigre Bianca e veloce come il vento ha iniziato a correre scomparendo tre gli alberi. La sua missione, Trovare i tre avventurieri e riportarli qui. 
Altre grida dalla stanza vicino mi deconcentrano, è normale, ho cambiato la pezza oramai asciutta sulla fronte di questo poveraccio.
Intanto i tre, procedevano percorrendo il fianco di quello che piano piano si era trasformato in un fiume, la visione per Arethwyn dei conigli mutanti, era stata a dir poco scioccante. Qualunque cosa adesso girasse per quella foresta aveva mutato esseri innocui in predatori, e gli animali davvero feroci? A questo pensava mentre osservando il piccolo fuoco da campo, faceva il suo primo turno di guardia. Per questo motivo l’Oscuro decise di fare un giro per la Foresta piazzando alcune trappole, facendo ritorno poco prima dell’alba mentre le altre dormivano, disse a fil di labbra “Non preoccupatevi della mia assenza, sto bene ho solo voluto assicurarmi che non ci siano altre sorprese più avanti o più indietro” poi muovendo la mano in segno di diniego aveva atteso il loro risveglio. Quando la mattina riprese la marcia, era chiaro una sola cosa per tutti. Per quanti pensieri affollassero la mente dei Tre, era evidente che nessuno di loro si fidava dell’altro, ma solo sulle proprie capacità. Quando la Fatina oramai stufa di un ennesimo silenzio troppo permanente, decise di chiedere ad Alisha che cosa avesse, la Messaggera rispose con volto risentito. Osservando l’Elfo Oscuro “siete tanto bravo Voi… ma di certo non vi siete accorti, che siamo seguiti” esordì gelida. Con sguardo distaccato osservò anche la Fatina che fluttuava tenendosi con le mani i piedini scalzi “l’acqua è strana, non ci sono rumori dalla foresta qui vicina, il mio Gatto lo sente ovunque occhi che ci osservano, e Voi che fate?” brontolò “dovreste creare degli impedimenti, o trappole dato che qualcuno ci segue” propose. Haumena rise divertita “ma che dite, io sono una Fata del Ghiaccio, nulla può farmi del male, i miei sbalzi d’umore raggelano anche i Troll, immaginatevi se mi arrabbio davvero…” la Fatina continuava a fluttuare giocosa. Arethwyn smise di camminare rispondendo “ trappole… già fatto” borbottò risentito. Il guerriero si voltò stringendo i denti “ quando vi ho detto, di rimanere ferme alla falegnameria, Voi due non lo avete fatto” scosse il capo “e adesso che avete attirato l’attenzione su di noi, vi risentite?”. La fatina tornò a ridere “su, forza signor brontolone, dimenticate che ci sono io, e se poi vogliamo proprio lamentarci” annuì mettendo le manine sui fianchi “siete Voi due che rallentate me, Io posso volare, basterebbe … “ .   Quella che era una fredda e grigia mattina d’Inverno a un tratto iniziò a mutare, le piante lentamente divennero secche, il fiume iniziò a prosciugarsi, una risata sinistra riecheggiò nell’aria e una nuvola nera, simile a un pennello colorò di oscurità tutto il cielo. La notte sembrava avere occupato il posto del giorno. Occhi rossi iniziarono a essere più evidenti dal bosco, e l’aria si fece più pesante. Qualunque fosse adesso la discussione intrapresa dai tre, l’arrivo inaspettato di quell’evento li aveva azzittiti. Per la prima volta nella sua vita la Fatina provò un brivido dietro la schiena, non sapeva cosa fosse il freddo ma un senso di terrore adesso abbracciava lei e i suoi due compagni. Sembrava che il mondo fosse divenuto l’anticamera dell’inferno. Decisi proseguirono accendendo due torce. Per un altro giorno di viaggio fu così, il sole coperto dalle nuvole nere era sparito. Quando i tre quasi a mezzo Dì, raggiunsero un avvallamento, trovarono ad aspettarli uno spettacolo terribile. A una sessantina di metri da loro, una Carovana di sei carri trainata da buoi, da Ovest verso Est aveva cercato di guadare il fiume nella parte più bassa, quello che era stato il primo carro ad attraversare era rimasto bloccato dalla secca, e gli altri lo lasciavano al proprio destino, fuggendo. Una creatura possente, alta quasi tre metri con il volto di un lupo, affrontava un piccolo uomo armato di forcone.


L’essere era così alto da camminare usando anche le nocche degli arti superiori. Dentro il carro una Donna con un grosso pancione gridava. L’alto Mannaro afferrando un grosso ceppo di legno lo roteò colpendo in pieno l’uomo. La donna in cinta era quindi scesa portandosi dietro un coltello da caccia. Il Mannaro si era mosso verso la donna, ma il Contadino rialzandosi si era gettato sulle zampe posteriori per fermarlo. Un altro colpo e l’uomo era volato in direzione della moglie colpendo con violenza i sassi. La donna furente ponendo la mano destra armata di coltello a protezione del pancione cercava d’afferrare il marito tirandolo per la camicia sanguinante che si strappava a brandelli.  Il Mannaro pregustava il pasto imminente e la donna traboccante di lacrime che ne segnavano il volto si apprestava a proteggere la sua Famiglia, senza avere realmente i mezzi per farlo.
Mi chiedo ancora cosa sia passato per la mente dei Tre in quel momento preciso… Volevano proseguire in cerca dei nuovi sigilli? Oppure Combattere. Sapevano che qualcuno li seguiva, agire significava dare le spalle al nemico.

Intanto grazie al fiuto di Bianca, la tigre di Joygin era riuscita a trovare le tracce dei tre avventurieri, ma non solo le loro impronte, anche quelle di tre enormi individui, sembravano proseguire per la stessa strada. I mostri dall’odore di cinghiale, erano stati feriti da alcuni trabocchetti lasciati in giro, ma come si sa, i Cinghiali sono creature piuttosto resistenti. Avrebbe voluto sistemarli lei stessa, ma l’oscurità per l’avvento del Demone liberato, la rendeva debole, in quando Druida, il suo potere deriva dalla Natura stessa. Si dice che un Mago sia potente, ma un Druido in una foresta non ha eguali. A metà del terzo giorno di viaggio era arrivata alle spalle degli inseguitori simili a Orchi, nerboruti e con un pelo spesso, lentamente e sansa farsi accorgere iniziavano a prepararsi per attaccare alle spalle dei tre Avventurieri distratti dalla scena rivolta verso due umani bloccati con il loro carro, e un Mannaro gigantesco. Se voleva agire, doveva farlo alla svelta.

Risposta A) La Druida cercherà di richiamare a se il potere della Foresta, che magari un Uomo Albero dormiente voglia combattere per lei!?!

Risposta B) Si lancia alla carica in sella alla sua fedele Tigre, roteando il suo falcetto contro i tre Orchi.

Risposta C) Urla con tutto il fiato che ha in corpo, per avvisare i tre Avventurieri dell’attacco imminente.

Risposta D) Aspetta. Cercando di capire come può muoversi, senza rischiare in prima persona.


… Mi devo fermare nello scrivere, mi fanno troppo male le mani, e questo poveraccio qui accanto a me deve mangiare qualcosa. Di fianco non smettono di urlare, sarà una giornata molto lunga.


 
 
 
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INFO


Un blog di: Druss5
Data di creazione: 20/10/2010
 

personaggi.


Xanders Elfo Bardo

Breve Premessa

 

Sofia Moglie di Xanders

Abile nei lavori di cucito

e cuoca leggendaria.

 

La vecchia Veggente;

A lei ponete qualsiasi domanda e sarete accontentati.

Per una moneta può prevedere gli

eventi, il suo motto è;

"A ogni domanda c'è una risposta..."

Che aspetto ho in questo mondo?

Che tipo di persona Sono?

 

Il Nano Durwill

Abile Fabbro, il suo martello

è capace di creare oggetti

magici. Vive sul retro della

Taverna.

 

L'avventuriero Connè Varò

Un brigante, in cerca di oggetti

rari per il mondo. Dotato di grande

intelletto, ma poco affidabile.

Dicono che la sua Spada abbia

grandi poteri.

 

Quì sotto troverai

gli EROI del primo libro

"l'Ombra del Demone".

 
 

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