Creato da icy.n.deep il 14/09/2005
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Il Clima

Post n°108 pubblicato il 29 Gennaio 2007 da icy.n.deep
 
Tag: Scienza

Una definizione abbastanza generica di clima lo riporta come "insieme delle condizioni atmosferiche di una regione considerate in relazione a lunghi periodi di tempo".
Clima, termine con cui in genere si definisce la media delle situazioni
meterologiche in una date regione un determinato lasso di tempo. Questa
definizione è però ingannevole in quanto alcuni fenomeni che
determinano l'evoluzione del clima in certe regioni rappresentano degli
estremi meterologiche quindi tendono a scomparire nella media. Il clima
è in relazione alla posizione geografica, alla morfologia del
territorio e alla circolazione generale dell'atmosfera.


Classicamente si usa definire il clima attraverso due
variabili principali, l'umidità e la temperatura, e su di esse è basata
la classificazione dei diversi climi formulata da W.Koppen attorno al
1900. La moderna scienza del clima e delle sue variazioni richiede al
contrario tutta una serie di variabili che sono altrettanto
determinanti: la latitudine alla quale iniziano i ghiacci, la
nuvolosità  e la sia distribuzione in latitudine e quota, i flussi di
calore latente dalla superficie all'atmosfera, il flusso di calore
oceanico verso le latitudini, l'ammontare di anidride carbonica in
atmosfera l'ammontare di ozono.


In questo periodo, anche se la tendenza è vecchia di decenni
(e secoli, affondando fino ai tempi dei romani, e oltre), si parla
molto del clima, delle sue bizze e dei suoi rivolgimenti. Ancora
ricordo come anni fa, quando ancora non vi era certezza (o dovrei dire
maggioranza) sul perché di questi fenomeni, si caldeggiava l'idea che
il clima, come da definizione, raggruppa tempi ampli e dunque non è
relegato alle variazioni del momento. Questo è (almeno in parte) vero,
ma come i tempi a venire hanno mostrato, forse le cose sono un po' più
"complesse" di quanto si pensasse.


Il clima si potrebbe dire sia quasi un essere vivente a se
stante, e pennellando una vena polemica aggiungerei che non stia
particolarmente bene ora come ora. Ma il clima è molto diverso da ciò
che si sperimenta tutti i giorni. Cioè. Appare a tutti chiaro come,
nonostante i progressi della tecnica (computer sempre più potenti,
metodi sempre più sofisticati, maggiore tempo e risorse), le previsioni
del tempo siano migliorate solo di un poco (non parlerò dell'impatto
delle aspettative, che possono alterare significativamente quello che
si percepisce come risultato).


Il clima è un sistema fisico molto complesso, non bizzarro,
semmai molto variabile. Se fate cadere una pallina da tennis, sarà
relativamente facile stabilire a priori la sua velocità, posizione,
altezza di rimbalzo e quant'altro. Questo perché una pallina da tennis
è un sistema "semplice" (o meglio, si può descrivere in modo semplice e
al contempo relativamente fedele). Il problema del clima invece, è che
dipende da un numero sterminato di variabili, e queste possono anche
singolarmente influenzare profondamente l'andamento dello stesso.


Famosa (e spesso abusata) è l'affermazione di Lorenz "Un battito d'ali di farfalla a Tokyo può provocare un uragano a New York".
Questa sta a significare che le dinamiche del clima sono influenzate
anche da piccoli cambiamenti. Certo, l'affermazione di Lorenz era un
po' volta all'eccesso (ma potrebbe capitare), resta il fatto che i
cambiamenti del clima non sono proporzionati alle cause, nel senso che
due medesime azioni (all'apparenza uguali) possono dare due esiti
completamente differenti.


Quanto dunque l'uomo influenzi il clima è una buona domanda.
Sarebbe facile dire che sia la causa degli attuali cambiamenti, ma
ancora di più sarebbe relegargli una componente trascurabile. La
"verità" è che non è possibile stabilire con certezza ed esattezza
quanto delle attività antropiche abbiano influenzato il clima. Questo
non toglie che limitare l'impatto delle attività umane sul clima sia
una buona scelta, dettata, se non dai fatti, per lo meno dalla
ragionevolezza. Il clima ha alle spalle miliardi di anni, e noi ne
conosciamo direttamente solo una frazione infinitesima della storia.


La paleoclimatologia http://en.wikipedia.org/wiki/Paleoclimatology
ha mostrato come il clima sia molto più "imprevedibile" di quanto
pensassimo (e/o vorremmo). La cinematografia di converso ha esplorato
il filone catastrofico con più film, che spesso (a volte a torto) sono
stati bollati come allarmisti e del tutto infondati. Il problema
principale però è che in un sistema complesso come il clima, non si può
negare che possano accadere fenomeni estremi, c'è solo da stabilire in
che lasso di tempo si manifesteranno.



Ci sono più evidenze che mostrano come il clima nel futuro sarà più
caldo alle nostre latitudini, diventeremo una regione
tropicale/desertica, e di questi cambiamenti ne risentiranno sia la
fauna che la flora. Come opinione personale credo che tali cambiamenti
saranno più veloci di quanto non si immagini, e altresì non credo si
possa (né sia utile) contrastare tali cambiamenti. Concludo con una
interessante frase, che qualche tempo fa ho letto sulla rete



L'universo non ha leggi -- ha
abitudini, e le abitudini possono mutare.

 
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Commenti al Post:
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 30/01/07 alle 10:34 via WEB
Sto convincendo mia madre a piantare cacao al posto dei soliti pomodori.
Le abitudini possono mutare, ma ci vuole una predisposizione per il cambiamento. Il pianeta, invece, subisce. Darwin "conta" in questo contesto?
(Rispondi)
 
icy.n.deep
icy.n.deep il 30/01/07 alle 20:48 via WEB
Ciao bellissima, che ne dici di un ibrido come i pomodori al gusto di cacao? :D ;) Già, le abitudini possono cambiare, bisogna che si abbia anche la volontà di cambiare. Per Darwin ... mmm ... credo scriverò una continuazione del post.
(Rispondi)
 
 
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 31/01/07 alle 12:04 via WEB
Ottimo suggerimento: lo giro subito a mia madre ;)
Aspetto la continuazione del post. Un bacio.
(Rispondi)
d_dap
d_dap il 31/01/07 alle 16:32 via WEB
ohhhhh finalmente qualcosa di interessante!!!! ma siccome è lungo e bisogna leggere con calma e soprattutto con i neuroni predisposti ;o)quando l'avrò terminato tu sicuramente avrai già inviato la seconda parte... o no? ehehehe vabbè cmq mi riservo un commento a fine post oppure chi lo sa ma... vedremo..nel frattempo pensavo ai pomodori al cacao ... a sto punto mi sorge spontaneo un pensiero culinario.. il cacao co la maionese non si sposa proprio... cazzarola na bella insalata di pomodori guarniti co na montagna de panna e na spruzzata de cannella...... oddio rabbrividisco al pensiero ;o))))))
(Rispondi)
 
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 31/01/07 alle 22:42 via WEB
Non so se mia madre accetterà mai questo suggerimento: lei, come la figlia, non ama (molto) la maionese, ma la panna sì. Un sorriso
(Rispondi)
 
 
icy.n.deep
icy.n.deep il 19/02/07 alle 22:58 via WEB
Ma come nooo!!! E' così buona la maionese, con un cucchiaio di aceto balsamico poi è il massimo ;)
(Rispondi)
cricciola
cricciola il 31/01/07 alle 17:32 via WEB
Ciao icy!!! beh argomento interessante...ma tanti ancora non l'hanno capito che stiamo andando verso la FINE! bacio
(Rispondi)
amritaby82
amritaby82 il 03/02/07 alle 15:06 via WEB
Non condivido...la scienza è di per se una conoscenza imperfetta, che rende la verità di oggi, l'inesattezza di domani... il clima muta da sempre, ma con processi naturali, l'uomo ha fortemente e drasticamente intaccato l'equilibrio delle cose interferendo...attribuire i danni ecologici con le rispettive reazioni del pianeta al brigantaggio umano, non è una questione di scienza, ma una questione di coscienza. Credo che il genere umano non sia nella posizione di “attaccarsi al capello” cercando di capire se questi cambiamenti possano o meno essere scientificamente considerati conseguenza diretta di anni di abuso indiscriminato, credo invece che dovrebbe considerasi una verità data e certa, e che veramente si assistesse ad un interesse generale e concreto verso un problema drammaticamente serio. Concludo dicendo che spesso cambiare abitudini non è una scelta per il meglio, ma volta invece al male minore…
(Rispondi)
 
icy.n.deep
icy.n.deep il 19/02/07 alle 23:05 via WEB
La tua è esattamente la mia stessa idea (che a quanto pare ho espresso un po' troppo fumosamente). Quello che volevo sottolineare è proprio come oggigiorno ci si scontri più sulle responsabilità che sull'intervento vero e proprio per cambiare le cose. Come ho scritto, non è questione se l'uomo causi o meno cambiamenti, è certo però che tale possibilità con l'attuale "stile di vita" esiste, quindi sarebbe una saggia idea cercare di eliminare o mitigare la propria componente. E se poi non pesava nulla, rimarrà l'aver tentato. Quanto al cambiare abitudini, è sempre al meglio (è solo banale relativismo). Scegliamo sempre per andare verso il meglio, come questo poi sia definito (spesso in modo molto locale, soggettivo o poco condivisibile) è un'altra questione.
(Rispondi)
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