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Hernando de Vallelado

Post n°455 pubblicato il 01 Aprile 2012 da flavourfly
 

Acquattati dietro un fitto fogliame aspettavamo il passaggio della carrozza.

Hernando sperava ancora di poter fermare il console di Spagna prima che arrivasse a Santiago di Cuba per incontrare il governatore.

La posta in giuoco era alta.

Se il console avesse incontrato il governatore avrebbe scoperto l'ordito complotto per il possesso dei tesori che erano stati destinati al re.

Il governatore, infatti, aveva dato incarico ad Hernando e a suoi soldati di scortare il carico d'oro e di gioielli fino alla nave che attendeva per il viaggio di ritorno in Spagna ma, quel tesoro e la stessa nave, non giunsero mai in Spagna.

Hernando si era impadronito del tesoro e, la nave, affondò in una tempesta.

Hernando, quindi, poteva dormire sonni tranquilli se non fosse, che un ufficiale in seconda e tre marinai, si salvarono dal disastro e rientrarono in Spagna.

Sicuramente erano stati interrogati sull'incidente e sul carico e, i giornali di bordo e le note di carico conservati nella memoria dell'ufficiale in seconda, sarebbero stati confrontati con la documentazione della capitaneria di Cuba.

Alla capitaneria di porto, Hernando, aveva un amico addetto agli archivi che aveva corrotto pagandolo con parte dell'oro del tesoro sottratto.

Ora, l'idea di Hernando, era quella di tendere un agguato al console accusando poi i banditi che infestavano l'isola e che commettevano massacri, stupri ed ogni genere di razzie nei villaggi.

Hernando Alonso de Vallelado era nato in Spagna nel 1463.

Figlio di una modesta famiglia di commercianti aveva poi intrapreso la carriera militare arruolandosi con l'esercito di Diego Velàsquez de Cuéllar seguendolo nelle sue campagne dei Conquistadores.

Successivamente, Diego Velàsquez, divenne governatore di Cuba e conferì ad Hernando la carica di capitano.

Ora Hernando si trovava a far fronte ad una situazione che doveva assolutamente risolvere.

Il governatore aveva riposto molta fiducia in Hernando e lo considerava quasi come un figlio.

Era in giuoco non soltanto la sua stessa vita, ma l'onore e la serenità della famiglia che ancora risiedeva in Spagna.

Gli insetti ronzavano ed una brezza pomeridiana mitigava il calore di un sole impietoso.

Era la terza ora dopo mezzogiorno ed ancora nessun segno del console e della sua scorta.

Hernando aveva scelto un luogo in prossimità di un guado ed avrebbe attaccato quando uomini e cavalli si fossero trovati nell'acqua.

Il gruppo di fedelissimi soldati di Hernando erano dei buoni tiratori ed egli, confidava nella precisione del loro tiro.

Dopo l'agguato avrebbero arrestato e giustiziato sommariamente qualche campesinos ed ovineros, accusandoli di essere i colpevoli dell'agguato.

Tutto era pronto ed Hernando avrebbe così salvato la sua vita nonché, l'onore ed i privilegi conquistati.

Ma le cose non andarono come Hernando sperava ed aveva pianificato.

Gli uomini della scorta erano di numero molto maggiore diversamente dalle informazioni in possesso di Hernando.

Quando giunse la carrozza con il console vi era solo un gruppo di dieci uomini di scorta ed Hernando e suoi attaccarono.

Ma subito dopo, giunse una retroguardia composta da più di venti uomini che, sorpresero e sbaragliarono il soldati di Hernando.

Molti dei suoi uomini morirono in quel breve ma cruento scontro.

Hernando, assieme a pochi superstiti, fu processato ed impiccato tre giorni dopo.

La famiglia di Hernando cadde in disgrazia in seguito all'accaduto e dovette fuggire in Francia dove, risiedeva una cugina della madre.

 

I fatti, per come si sono svolti, sono realmente accaduti ma, in un altra epoca e in un altro luogo della terra.

Sono stati riportati, volutamente, nell'epoca della dominazione spagnola del Nuovo Mondo con nomi inventati (tranne che Diego Velàsquez de Cuéllar che fu effettivamente governatore di Cuba) perché non ha importanza chi e dove ma, ha importanza ciò che l'uomo è disposto a fare per l'avidità.

Una regola, che ha continuità nella storia dell'umanità.

 
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Data di creazione: 08/06/2010