Così mentre si parla di una modifica costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari, si gonfia la presenza di addetti alle segreterie particolari e la chiamata di consulenti esterni che è divenuta smodata. Si sono ampliati i posti dirigenziali da passare al godimento di persone di fiducia.
E’ anche esplosa una corposa pletora di iniziative, dirette a suffragare il corteo dei postulanti, amici degli amici. Un groviglio enorme di ingente spesa pubblica, aggravato, in alcuni luoghi dal varo di carrozzoni collaterali.
Su tutto, una montagna di prebende con remunerazioni elevatissime e con gettoni di presenza corposi. Tale stato di fatto, agevolato da mancanza di controlli, ogni giorno di più, si dilata e sta involgendo, a cascata, numerosi Enti locali, Comuni, Province e affini, che modulano, impropriamente, le loro strutture sulla perversa strada dell’aumento della spesa pubblica. Perciò, la spesa è cresciuta e la clientela pure. Così il tutto fare amministrativo avverte l’incombenza di un possibile dissesto finanziario in crescita e l’esigenza di elevare i tributi locali. Riacquistare, quindi, il senso della misura. Comprendere che nella pubblica amministrazione non tutto è consentito e molto risulta inopportuno. Abbassare gli esosi emolumenti degli incarichi pubblici, recenti e passati, a tutti gli interessati.
Inviato da: giuseppedoria2010
il 18/06/2015 alle 07:19
Inviato da: Magic_Instinct
il 26/07/2014 alle 16:37
Inviato da: giusedoria0
il 28/06/2014 alle 09:47
Inviato da: ormalibera
il 28/06/2014 alle 08:00
Inviato da: giusedoria0
il 21/06/2014 alle 07:43