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IL GIRASOLE

Post n°8 pubblicato il 29 Maggio 2012 da mely.mf1
 
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IL GIRASOLE

C’era una volta uno splendido giardino.

Vi sbocciavano fiori meravigliosi d’ogni colore e ricchi di profumo.

Tutte le persone che lo vedevano restavano ammirate e si fermavano a complimentare ogni varietà per il colore, per la forma, per il profumo.

I fiori, lusingati da tanta ammirazione, divennero alteri e superbi.

Avvenne che un giorno, tra gli splendidi steli, si affacciasse uno strano fiore.

Aveva uno stelo debole e sottile con una corolla troppo grande e pesante, come un disco di bronzo.

Al suo primo apparire, i fiori vicini cominciarono a schernirlo.

- Com'è  brutto! Senza armonia, senza corolla di petali.

- Perchè sei cresciuto qui? Potevi nascere altrove.

Il povero fiore divenne in poco tempo lo zimbello del giardino.

Da ogni aiuola gli arrivavano offese ed esso, senza rispondere, cresceva umilmente, tenendo la corolla rivolta a terra.

Ma il sole, che da tempo osservava quanto avveniva nel giardino, rideva sotto i raggi e pensava:

- Vedrete vedrete voi, piccoli smorfiosi!

Rivolse i suoi raggi più caldi sul fiore, lo fece crescere alto alto su tutti e poi gli disse:

-Tu mi hai amato in silenzio e in umiltà. Alza ora la tua corolla e guardami. Ti donerò un raggio.

Il fiore alzò timidamente il capo e intorno al disco di semi, fiorì una corona di petali, gialli come l’oro.

Tutto il grande fiore rise di felicità e guardò riconoscente il sole, nel suo giro quotidiano.

- Non ho finito! - esclamò il sole. - Porterai il mio nome e gli uomini avranno bisogno dei tuoi petali per tingere le loro stoffe. I tuoi semi daranno l'olio e saranno dolce cibo agli uccelli.

Da allora il girasole fiorì meraviglioso e ricco. Col suo giallo brillante rallegrò i campi d’estate ed ebbe l’ammirazione di poeti e pittori.

Così avviene spesso per coloro che sanno crescere in umiltà, accanto ai superbi.

 (LINA TRIDENTI)

PICCOLO  COMMENTO

La persona suberba rivolge tutto il suo studio e le sue opere a procacciarsi la lode degli uomini, a imprendere cose maggori delle sue forze e si esalta sfacciatamente, mentre disprezza tutti gli altri.

Queste persone spiano in continuazione per cercare di comparire migliori, per giudicare con severità, ingrandendo i vizi degli altri e diminuendone i loro meriti.

L'uomo superbo si para innanzi gonfio di sé, con un comportamento sprezzante.

Apre bocca per vantare solo ciò che gli appartiene e gli altri non esistono, anzi sono di troppo per lui.

Alla fine non si accorge di diventare odioso e quindi deriso, disprezzato e fuggito da tutti.

Più si è superbi e più si è ignoranti.

Infatti, chi ignora gli immensi campi dello scibile umano e non sa quanto sia sconfinata la grandezza della scienza, dell'arte, della sapienza, quanto sia irrangiungibile la perfezione, crede di possedere la grandezza del mondo e di essere superiore a ogni altro, è vuoto e molto piccolo.

I grandi, quelli che hanno consumato la vita nell'umiltà, nello studio della natura e dell'uomo, che si sono logorati la mente per penetrare i grandi misteri della vita, dimostrano veso il loro prossimo quella dignitosa modestia che è dettata solo da una sofferta esperienza e conoscenza della vita.

Per questo saranno sempre premiati e i loro meriti riconosciuiti nei secoli.

MELY

29 MAGGIO 2012 ORE 19,03

 
 
 
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Mi ha detto sussurrando

Una voce rassicurante

Io veglio su di te.

Mi ha rallegrato il cuore

In questo attimo

Di sconforto

Nella realtà contristata.

Veglio su di te.

Nutrimento all'anima

Che parla ancora.

Se il vento sibila

Se fuori è la tempesta

Io veglio su di te.

MELY

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