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« 16 agosto (?) (sì...ho p...I disturbi alimentari...... »

Post N° 116

Post n°116 pubblicato il 20 Settembre 2006 da Heidi16
Foto di Heidi16

Cancellando link che avevo inserito tra i preferiti al tempo della maturità ho riscoperto un argomento che mi interessa particolarmente e voglio proporlo a quelli che passano per il mio blog..presentandone un pochino alla volta....I testi non sono frutto della mia immaginazione, ma tratti da fonti attendibili e spesso corredati di dati tanto allarmanti quanto veri..

...voglio parlare di disturbi del comportamento alimentare, o DCA..

..ed oggi inizio con il darvi un'idea generale..

...Riguardo ai disturbi alimentari dobbiamo porci due domande preliminari:

1) il cibo materialmente che cos'è?

2) Il cibo simbolicamente che cosa rappresenta?

Per rispondere occorre tener conto che:

1) l'organismo umano ha appreso a distinguere i materiali commestibili da quelli non commestibili, dunque potenzialmente dannosi, nel corso di milioni di anni di evoluzione della specie;

2) che questo lunghissimo apprendimento è stato memorizzato dalle culture umane, che a loro volta hanno scoperto che gran parte dei materiali classificati come commestibili sono più digeribili e più gustosi se trattati mediante cottura e condimento;

3) che le varie tradizioni culturali si sono incaricate di codificare e trasmettere questa cultura alimentare nel corso delle generazioni.

Ciò vuol dire semplicemente che nutrirsi - a livello umano - significa accettare incondizionatamente il peso della tradizione alimentare, così come essa viene replicata da ogni singola madre, famiglia, società. E' ovvio che non esiste un solo bambino che ripeta l'esperienza dell'apprendimento alimentare di specie e dell'invenzione storica della cucina (perché morirebbe di fame prima di essere in grado di distinguere un sasso da una patata). Ogni bambino, dunque, riceve il cibo già fatto, e se ne alimenta sulla base della fiducia.

Dunque: il cibo è l'alimento della specie umana; esso è trattato socialmente, e rappresenta il primo imprescindibile rapporto di fiducia che ogni essere umano intrattiene con la sua famiglia e con la società di appartenenza. I disturbi alimentari non sono altro che l'atto di rottura di questa fiducia. Come ogni atto di rottura (nei confronti di genitori, famiglia, gruppo culturale), il disturbo alimentare genera ansia.

Il disturbo alimentare, dunque, esprime la difficoltà del soggetto a regolare il rapporto fra appartenenza e differenziazione, fra dipendenza e autonomia. In tal senso esso si colloca nella stessa matrice strutturale dei disturbi fobici maggiori (agorafobia, claustrofobia, ipocondria) e conseguentemente dell'attacco di panico. Come nei disturbi alimentari anche nei disturbi fobici il tema centrale è il conflitto interno del soggetto con dipendenze (da persone o valori) sostanzialmente rifiutate ma non espulse - per via dei sensi di colpa - dalla propria vita e dalla propria personalità. Nel panico questo conflitto si arresta di fronte al terrore di essere liberi, nei disturbi alimentari esso investe talora drammaticamente quel campo di battaglia che è il corpo...........

...se avete avuto la pazienza di leggere tutto quanto ed arrivare fino a qui...ditemi che cosa ne pensate...

 
 
 
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