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Drago

Post n°117 pubblicato il 28 Dicembre 2005 da MissPotter
 

I draghi sono creature mitico-leggendarie, presenti nell'immaginario collettivo di molte culture come esseri sia malefici che benefici.

Mitologia cinese

Nella mitologia cinese il drago è una bestia che è composta da varie parti di animali, ha il muso da coccodrillo, il corpo di serpente, la criniera e gli artigli da tigre, le corna da cervo. È considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago, e la sua faccia il Volto del Drago. Le credenze cinesi affermano anche che alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago, e che quando un drago si alza in volo la pressione delle zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Infatti il re-drago cinese Lung Wang è considerato colui che provoca la pioggia.

Mitologia cristiana

Nell'iconografia cristiana il drago rappresenta il Diavolo e deriva da un drago dell'Antico Testamento che a sua volta deriva dal drago babilonese Tiamat, essere di sesso femminile. La leggenda più nota è quella di San Giorgio, patrono dell'Inghilterra, che a seconda delle versioni uccide o addomestica il drago, liberando una fanciulla. In Italia, il santo più noto per aver ucciso un drago, tanto da venir spesso rappresentato in tale atto, è San Mercuriale, primo vescovo e patrono della città e diocesi di Forlì.

Mitologia norrena

Il drago è presente anche nei miti delle popolazioni scandinave, quasi sempre come essere malefico, come Fafnir, il drago che ruba e custodisce il tesoro dei Nibelunghi, oppure Niðhöggr che cerca di distruggere il mondo rosiccchiando le radici dell'albero Yggdrasill. Altro mostro serpentiforme è Jormungand, figlio di Loki e della gigantessa Angerbode, viene gettato da Odino nell'oceano. Jormungand è talmente grande da riuscire a circondare tutta la terra e a mordersi la coda da solo. Abbocca all'amo di Thor, mentre quest'ultimo è a pesca; dopo una cruenta lotta il dio riesce a mettere in fuga il mostro. Jormungand è predestinato ad uccidere ed a essere ucciso da Thor al momento del Ragnarök.

Cultura contemporanea

Attualmente i draghi sono diventati alcuni tra i protagonisti dei romanzi e giochi di tipo fantasy. Grazie agli scritti di J.R.R. Tolkien (Lo Hobbit e Il Silmarillion) la passione per il fantasy (dalla letteratura al gioco) è largamente diffusa. In questo contesto la figura dei draghi risulta essere emblematica e fortemente radicata nell'immaginario collettivo. Molti scrittori di fantasy del XX secolo hanno poi scritto di draghi: Margaret Weis e Tracy Hickman ne Le Cronache di Dragonlance, Il ciclo di Death Gate e ne Il ciclo della Pietra Sovrana. Tra i giochi il più noto è sicuramente Dungeons & Dragons, ma anche Warhammer Fantasy. Un drago sui generis (per la precisione un drago della fortuna, ispirato in parte alla tipologia cinese, è inoltre uno dei protagonisti del romanzo La storia infinita) di Michael Ende.

Con un accento più fantascientifico, la scrittrice Anne McCaffrey ha dedicato un fortunato ciclo di romanzi ai Dragonieri di Pern. Sul pianeta Pern, anticamente una colonia terrestre, una casta di dragonieri cavalca veri e propri draghi, ottenuti con l'ingegneria genetica a partire da una forma di vita indigena, i quali oltre alla classica capacità di sputare fuoco possono viaggiare nello spaziotempo con il pensiero.

Una parodia dei canoni mitologici sui draghi è rappresentata dal cartone animao italiano Grisù (1975).

Alla figura del drago sono stati anche ispirati diversi film, tra cui ricordiamo:

  • Elliott, il drago invisibile di Don Chaffey (1977)
  • Il drago del lago di fuoco di Matthew Robbins (1982)
  • Dragonheart di Rob Cohen (1996)
  • Il regno del fuoco di Rob Bowman (2002)
 
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