Giro di boa stagionale sopra le righe per le squadre liguri che hanno l'opportunità di sfogliare l'album dei ricordi, e che ricordi! Questo lungo week-end calcistico si è aperto sabato pomeriggio, al Picco de La Spezia, dove scendeva in campo la Juventus, che da quelle parti, conta da sempre schiere di tifosi. Quest'anno quasi tutte le trasferte della squadra torinese regalano una gioia al cassiere della squadra ospitante ed un pomeriggio di superlavoro per il portiere avversario. Ma a La Spezia succede quello che non ti aspetti: nessuna sorpresa dagli spalti del glorioso impianto spezzino, dove veniva registrato il tutto esaurito ed il nuovo record d'incasso. La sorpresa veniva, invece, dal campo, dove la neopromossa ligure metteva alla frusta la compagine bianconera, tenuta in partita da un Gigi Buffon sempre in forma Mundial e salvata, a tempo scaduto, da Pavel Nedved che insaccava da fuori area il goal dell'ormai insperato pareggio. Ai non più giovanissimi tifosi degli aquilotti sarà venuto in mente che la Juventus, nei 5 incontri disputati in precedenza non ha mai battuto lo Spezia; oppure avranno pensato a quel campionato; deciso dall'epico confronto contro l'altra squadra del capoluogo piemontese, il Grande Torino, regolato 2-1 all'Arena di Milano, conquistando uno scudetto mai riconosciuto ufficialmente. Domenica pomeriggio, al Bacigalupo di Savona, la squadra padrona di casa, leader del girone A del campionato nazionale dilettanti, ospitava i nerostellati del Casale, la squadra piemontese vincitrice di uno scudetto. Gli ospiti però riuscivano ad imporsi 2-0 accorciando il divario in classifica e riaccendendo la lotta per il primo posto, l'unico valido per la promozione, ancora detenuto dagli striscioni. La domenica sera a Marassi si giocava il derby fra i petrolieri Garrone e Moratti proprietari di ERG e SARAS; con la presenza di Saadi Gheddafi, proprietario a sua volta della TamOil, in tribuna autorità. La partita non ha avuto storia, però, a proposito di storia, vale la pena ricordare un altro 5 maggio meno conosciuto ma non meno nefasto per i colori nerazzurri. Era il 1991 quando l'Inter ospitò la Sampdoria per giocarsi le ultime speranze di scudetto: la squadra blucerchiata aveva 3 punti di vantaggio sulla compagine ospitante a 3 giornate dal termine. L'Inter -riferiscono le cronache- giocò la sua miglior partita stagionale, ma non riuscì a sbloccare il risultato sbagliando anche un calcio di rigore con Lothar Matthaus; poi, come spesso accade, durante il generoso forcing finale, furono i liguri, con 2 contropiede di Vialli e Dossena, a trovare le reti che valevano il tricolore. A chiudere le danze è il Genoa, impegnato stasera al San Paolo, nella partita con la quale termina il girone d'andata del campionato di serie B. Qui il ricordo amaro riguarda i tifosi rossoneri. Era il 1982, l'indimenticabile anno Mundial, e si giocava un'incandescente ultima giornata di campionato: lotta aperta per lo scudetto fra Juventus e Fiorentina, mentre almeno 4 squadre stavano rischiando la retrocessione. Una di queste non poteva non essere il Genoa; più sorprendenti i nomi delle altre squadre coinvolte: il Bologna (che schierava l'esordiente Roberto Mancini, allora diciottenne), società che non era mai retrocessa in serie B, ed il Milan di epoca preberlusconiana; ed alla fine toccheranno proprio ai petroniani ed al diavolo gli ultimi 2 posti volevano dire retrocessione. Genoa e Milan erano entrambe neopromosse, ed il Milan giocava la sua ultima gara stagionale sul campo dell'altra neopromossa, il Cesena. Sulla carta il Milan aveva una squadra da scudetto, ma vicissitudini societarie trasformarono la sua stagione in un calvario ed un undici che schierava mezza difesa degli "invincibili" (Tassotti e Baresi), si ritrovò presto nei bassifondi della classifica. Il Napoli aveva poco da chiedere al campionato (si era già qualificato per la coppa U.E.F.A.) ed i 60.000 del San Paolo sostennero a gran voce la squadra rossoblù per tutti i 90 minuti. A 2 minuti dalla fine il Genoa era spacciato perchè stava perdendo 2-1 mentre il Milan, sotto 2-0 alla Fiorita a metà secondo tempo, era riuscito a ribaltare la situazione nel giro di 10 minuti portandosi in vantaggio 3-2. Un maldestro -e chiacchieratissimo- intervento del portiere del Napoli, Luciano "Giaguaro" Castellini, regalò un corner ai rossoblù. Sulla successiva battuta dalla bandierina Mario Faccenda, difensore centrale ventenne subentrato da appena 5 minuti in sostituzione del povero Fabrizio Gorin, realizzò il suo primo goal in serie A. Saprà rifarsi il Milan: pochi anni dopo Tassotti e Baresi saliranno insieme i gradini del palco delle premiazioni dello stadio di Tokyo per ritirare la coppa intercontinentale, massimo trofeo per club. Noi, inutile dirlo, eravamo già in B da tempo; ma la vita -anche quella sportiva- è fatta di attimi.... e l'attimo fuggente regalatoci del barbuto libero ciociaro così come quello di Vialli in quel pomeriggio milanese, piuttosto che l'inzuccata di Confalone sono istantanee eterne ed indelebili nella memoria collettiva delle rispettive tifoserie.
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