Mala tempora currunt

Pensieri in ordine sparso su Economia, Sport, Storia, Politica, Media... e tutto il resto

 

ENGLISH VERSION

immagine
 

CFC GENOA 1893

 

ALBO D'ORO

1934 
1938 
1982
2006 
 

QUESTO BLOG SOSTIENE LE CAMPAGNE ANTI TROLL/SMS

immagine

SdoppiamoCupidoSdoppiamoCupido

 

RICCHEZZA & NETPARADE

immagine
Il mio Blog vale $22.581,6 Quanto vale il tuo Blog?

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

 

SPONSOR

AddMe

immagine

immagine

immagine

immagine

DataBase

immagine

immagine

Directory of Comic Books Blogs

immagine

immagine

immagine

immagine

FeedGenerator

immagine

immagine

immagine

immagine

NetWork

immagine
 

PARTNER

Rating

Page Rank Icon

immagine

immagine

immagine

Search Engines

immagine

immagine

immagine

Social BookMarks

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

Utilities

immagine

immagine

immagine
 

STATISTICHE

immagine

web statistic

immagine

Counters

immagine
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« Mesic e incazzatoChiesa e ...a casa »

La fobia delle foibe

Post n°35 pubblicato il 15 Febbraio 2007 da MagoGandalf2006
 
Tag: Storia
Foto di MagoGandalf2006

Visto che ne ho lette di tutti i colori in questi
giorni sui vari Blog a proposito delle foibe,
cercherò di ricapitolare come andarono le cose
in quei tragici anni.
Il regno di Jugoslavija era politicamente vicino all'asse ma, allo
scoppio delle ostilità, mantenne un atteggiamento neutrale e non
prese inizialmente parte alle operazioni belliche.
A fine marzo 1941, il governo firmò il patto tripartito, seguendo a
ruota le nazioni confinanti, ed entrando a far parte dell'alleanza
militare che univa Italia, Germania e Giappone.
Per tutta risposta partì, organizzato da ambienti militari jugoslavi
filo-britannici, un colpo di stato che esiliò il reggente Paolo e mise
sul trono il non ancor diciottenne Pietro.
I primi atti dei golpisti furono la mobilitazione generale e la firma
di un trattato di amicizia (non di mutua assistenza: Stalin era
ancora neutrale e socio in affari con Hitler) con l'U.R.S.S.
La Germania reagì con l'operazione "Castigo" invadendo la
Jugoslavija ed occupandola nel giro di un paio di settimane: a nord,
in Slovenija/Croazia i soldati tedeschi erano i benvenuti mentre in
Srbija lo sbandamento dell'esercito jugoslavo e la disparità di
forze in campo resero una pura formalità i combattimenti.
La Jugoslavija, costruita artificiosamente dai Franco-Britannici sul
plastico di Versailles, venne così spartita fra gli stati confinanti,
facendo ricongiungere le sue corpose minoranze alle rispettive
madrePatrie.
Fu così che la Bulgaria si riprese la regione della Makedonija, per
la quale già aveva guerreggiato contro la Srbija a più riprese.
L'Ungheria si riprese la Vojvodina, regione della Srbija a larga
maggioranza magiara, ma non la Croazia, nonostante ai tempi
dell'Austria-Ungheria tale regione fosse, amministrativamente,
ungherese.
Stranamente l'Italia venne molto premiata da quella divisione: oltre
alla Dalmazia, terra di storia veneta, si vide assegnare anche la
Slovenija (nell'impero asburgico era in quota Austria); ed anche il
MonteNegro ed il Kosovo che si univano all'Albania (già
protettorato italiano da prima dell'inizio della guerra) mentre lo
stato indipendente di Croazia chiamò sul suo trono il Duca di Spoleto.
Fu sotto questa temporanea suddivisione, dettata dagli eventi
bellici, che la furiosa mischia interetnica jugoslava regolò
ferocemente i propri conti storici, senza che ci fosse alcun bisogno
dell'ulteriore spinta dell'odio ideologico.
Il leitmotiv della pulizia etnica vide i croati, (non gli ustasa: tutti
i croati), contro serbi (tutti i serbi, non solo i comunisti serbi).
E' necessario, tuttavia, addentrarsi nel dettaglio dei vari
contendenti e dei loro nemici per capire meglio lo scenario di allora:
i chetnik combattevano contro i partizan, formazioni panslaviste
comuniste, ma non contro i nazisti, gli ustasa combattevano sia
contro i chetnik che contro i partizan anche perchè quando si tratta
di serbi i croati non hanno mai fatto troppe distinzioni; mentre i
partizan combattavano sia contro gli ustasa che contro chetnik e nazisti.
Insomma un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tant'è che, delle vittime che la Jugoslavija dovrà contare alla fine
del conflitto oltre l'80% trovano la loro causa in queste faide interetniche.
Impallidisce, al confronto, il bilancio dei massacri della Wehrmacht,
le cui rappresaglie erano volutamente provocate dai partizan di
Tito che se ne servivano per poter ingrossare le proprie fila.
Chi avesse voluto combattere contro i nazisti, infatti, avrebbe
dovuto per forza arruolarsi nelle brigate guidate dal maresciallo
Tito, in quanto gli ustasa erano alleati dei tedeschi ed i chetnik neutrali.
La guerra poi prese tutt'altra piega e tutte le responsabilità
vennero segnate in conto alla Wehrmacht, giacchè croati e serbi,
visto l'epilogo del conflitto, avrebbero dovuto proseguire la loro
forzata coabitazione.
Ad entrambi conveniva liquidare così la questione, del resto non fu
certo l'unico argomento storico su cui verrà fatta carne di porco.
Arrivò dunque il redde rationem per le nazioni confinanti, e se ad
est l'intervento dell'armata rossa preservò le frontiere degli stati
del futuro blocco sovietico, ovvero Bulgaria ed Ungheria, l'unica
possibilità per la Jugoslavija di un guadagno territoriale veniva dal
confine italo-austriaco.
Le brigate titine giunsero da sud, perlopiù da zone dove
i contatti con l'esercito italiano furono ben poca cosa se paragonati
allo scenario circostante e quindi non vi era nessun conto
particolare da regolare; non regge nemmeno l'argomento sulle
angherie subite dagli sloveni e vendicate in questo modo: la sorte
degli sloveni non doveva essere la loro preoccupazione principale
visto che arrivarono prima a Trieste ed a Bleiburg che a Lubiana.
La verità è che, purtroppo, la pulizia etnica nei balcani è regola
millenaria e, ben prima degli accadimenti della IIWW, croati, serbi,
bosgnacchi, turchi, albanesi e macedoni si sono cimentati con
profitto, scambiandosi i ruoli di vittima e di carnefice (senza
risparmiarsi alcuna sorta di colpo proibito), a seconda dei momenti storici.
L'Istria non fu certo la prima, prima di lei infatti, SanGiaccato,
Slavonia, MonteNegro, Krajina, Pannonia, Kosovo-Methodia e
Makedonija hanno cambiato e ricambiato padrone, nel corso dei
secoli, con il medesimo corredo di orrori e massacri.
Anche le modalità con cui queste venivano perpetrate sono
sempre state identiche: quando una nazione veniva sconfitta in
guerra i civili evacuavano i territori perduti alla lesta, prima che
arrivassero i vincitori.
Per coloro che non erano riusciti a scappare c'erano 2 possibilità:
una convincente conversione ex nunc verso i nuovi arrivati, o un
racconto qualsiasi fra i tanti che abbiamo letto in questi giorni.
A riprova di ciò è sufficiente aggiungere che gli italiani che scelsero
di rimanere, furono gli unici veri "jugoslavi" che Tito riuscì a forgiare
in oltre trent'anni di dominio.
Tutti gli altri erano e rimasero, "slovenaca", "hrvata" o "srbina",
solo loro erano "jugoslavi": il loro sito "Histria", d'altronde, è un
autentico capolavoro di sinistrismo e mondialismo.
L'Istria, d'altra parte, non fu nemmeno l'ultima, perchè, dopo le
foibe, la pulizia etnica balcanica conobbe un ulteriore capitolo
durante gli anni '90, quando l'Europa mise la testa sotto la sabbia
mentre in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo si proiettava un
film già visto.
Non si fanno, pertanto, a futura memoria queste giornate di
commemorazione, ma per abbindolare qualche elettore sensibile
al tema e se in Jugoslavija, o altrove, avranno ancora voglia di
scannarsi, noi li lasceremo fare continuando tranquillamente a
scrivere le nostre disquisizioni storiche sui campi di sterminio di 60
anni fa mentre, intorno a noi, sono già all'opera i nuovi.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: MagoGandalf2006
Data di creazione: 18/09/2006
 

REGOLE DEL BLOG

Questo vuole essere uno spazio di libera riflessione.

Ogni contributo, tanto più se critico, è ben gradito alla tassativa condizione di non trascendere con il linguaggio.

Pertanto chi è qui per sfogarsi o per provocare sa già di vedersi cancellato il suo commento e di finire, automaticamente, nella BlackList.
 

POSIZIONE GIURIDICA DEL BLOG

Art. 21 della costituzione italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.

Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, tant'è vero che viene aggiornato senza regolare periodicità.
Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Questo Blog costituisce una sorta di diario personale in cui l’autore, prendendo spunto da vari argomenti, sviluppa un proprio personale discorso, aprendolo al commento degli altri internauti.

Chiunque ravvisasse, in questo Blog, del materiale che ritenesse di propria appartenenza può segnalarlo all’autore, che provvederà alla rimozione immediata dello stesso.
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lorenzo.c89MagoGandalf2006gultiggraziagiordanivingetaandreanfibi90fabiobeccariaqwillunamamma1tizianagigguefrancarmanduk100giannivaleriobsecratum
 

LOCALIZZAZIONE


 

RECENT READERS


 

ULTIMI COMMENTI

best site
Inviato da: بازسازی
il 25/12/2016 alle 09:35
 
good blok
Inviato da: diyetler
il 01/07/2014 alle 22:26
 
thank you
Inviato da: ramazan diyeti
il 01/07/2014 alle 22:25
 
grazie!
Inviato da: diyet
il 09/03/2014 alle 14:56
 
thanks
Inviato da: online diyet
il 09/03/2014 alle 14:54
 
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

TAG

 

YAHOO! FINANCE


 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963