Se i tifosi sognano perchè non dovrebbero farlo gli elettori? Deve aver pensato questo Boris Tadic, mentre brindava, coi suoi degni compari, alla faccia del Kosovo ed alla salute di Xavier Solana. I media occidentali, il giorno dopo, gli hanno tenuto bordone: trionfo per i filo-occidentali e disfatta per gli ultra-nazionalisti. Detta così sembra (quasi) vero. Peccato che il falso sia talmente grossolano da essere riconosciuto ictu oculi. E' sufficiente ricordare che il parlamento serbo è composto da 250 membri: la maggioranza, pertanto, è di 126 seggi. Riassumo, qua di seguìto, i risultati finali usando, solo per comodità di linguaggio, la stessa terminologia utilizzata sui media:
Verso le 23:00, quando il CESID aveva appena finito di pubblicare la proiezione sul campione con le percentuali ed i seggi attribuiti a ciascun partito, Boris Tadic cantò immediatamente vittoria. Di fronte ai microfoni Boris attaccò il refrain di sempre: giorno storico, un nuovo inizio per la Serbia, sconfitti coloro che vorrebbero un ritorno al passato... Dopo una buona ventina di minuti una giornalista straniera gli rivolse una domanda ingenua: "Con chi governerete?" "Figurati se ti risponde..." Sogghignò mio padre. Tadic, infatti, scantonava: "Non è questo il momento di parlarne..." "Giusto! Nunc est bibendum, per oggi avete fatto abbastanza" gli suggerii, a mia volta, da questa parte dello schermo. Boris ascoltò il mio consiglio e si fece portare una gigantesca bottiglia di champagne con cui dava ufficialmente inizio ai festeggiamenti. Caroselli, bandiere e fuochi d'artificio andarono avanti per tutta la notte e, con ogni probabilità, nessuno fra i festeggianti si accorse della frase con cui il reggente radicale Toma Nikolic liquidava, in poche parole, la surreale festa democratica: "Il governo sarà una coalizione SRS+DSS+SPS oppure si tornerà nuovamente a votare". Il giorno dopo, mentre i media occidentali rilanciavano la notizia della grande vittoria democratica, Kostunica incontrava Nikolic iniziando una serie di consultazioni parallele che davano un primo importante risultato: il nuovo sindaco di Belgrado sarà Aleksandr Vucic, il candidato radicale, infatti, potrà contare sui 58 voti (su 110) dei consiglieri comunali eletti nelle fila del SRS, del DSS e del SPS. La stessa maggioranza indicata da Nikolic che potrebbe riformarsi in parlamento in sede di formazione del nuovo governo: non a caso, i giornali bosgnacchi titolavano "Oggi, Sloba, ride nella tomba". Chissà se a Tadic è andata di traverso...
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