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Un blog creato da Virplatonicus il 19/06/2006

Smisurata preghiera

Vita di un aspirante filosofo, disputazioni e dialoghi, alla ricerca costante di verità e virtù, viaggiando in direzione ostinata e contraria

 
 

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What a dream I had
Pressed in organdy
Clothed in crinoline
Of smoky burgundy
Softer than the rain

I wandered empty streets
Down past the shop displays
I heard cathedral bells
Tripping down the alleyways
As I walked on

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields
Of juniper and lamplight
I held your hand

And when I woke
And felt you warm and near
I kissed your honey hair
With my grateful tears
Oh I love you girl
Oh I love you

Simon & Garfunkel

 

 

« La morteElogio della filosofia »

Dalla parte delle donne II

Post n°7 pubblicato il 23 Giugno 2006 da Virplatonicus

Ovvero: le emozioni.
Il commento al messaggio n°5 mi ha dato da pensare (che altro deve fare un aspirante filosofo???) e ho quindi deciso di pubblicare ciò che state leggendo.
Ciò che più differenzia l'uomo dalla donna, a mio avviso, è la gestione delle emozioni. Ma diamo prima una definizione di emozione, per quanto essa possa risultare inutile, scialba, priva di senso, etc. Dal dizionario di psicologia curato da Umberto Galimberti si legge "Reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale". Ora, ban sappiamo che nulla è più soggettivo di un'emozione. E' necessario, tuttavia, trovare un punto di accordo. Useremo questa definizione come tramite.
Un impulso, si potrebbe definire l'emozione. Ma basta definizioni e via con le considerazioni.In breve, la donna esterna, l'uomo no. E' per questo che l'uomo muore molto più facilmente di infarto, perché il cuore è sempre sottoposto a stress, anche se è uno stress positivo (pensiamo alla "cotta"). Ora, sia chiaro, lo dico subito. A me non piace esternare le mie emozioni. Lo faccio sporadicamente, quando ne sono colmo fino alla testa. Che dite? E' un metodo sbagliato? Lo so benissimo. Ma credo che al mondo ci siano già sufficienti problemi, senza che mi ci metta pure io. Ma allora, penserete, perché accidenti vuoi esser una donna? Ecco qui un fraintendimento del precedente articolo. Non voglio essere una donna. Ho scritto che ringrazio ogni singola donna di esistere. E' diverso. Se fossi una donna, dovrei ringraziare me stessa??????? Certo che no. Il punto in questione è che la donna sa cosa fare con le emozioni. L'uomo di trova ad esserne sopraffatto, nella maggior parte dei casi. Tutto qui. Quando ho detto di essere una prinçesa, non intendevo ciò che in realtà è stato capito. Tutto ciò che avviene in natura, ha cagione d'essere, quindi, l'uomo è tale per un motivo, per uno scopo, così la donna. Vorrei solo veder un po' più di rispetto reciproco.
Nel commento si faceva menzione degli uomini stronzi. Ce ne sono, è indubbio. Ce ne sono stati, sempre ce ne saranno. Così pure non tutte le donne non son perfette (ne conosco una che è un pendaglio da forca), il fatto bizzarro è che le donne sistematicamente pescano lo stronzo. Che poi lo stronzo diventi un uomo serio, certo è auspicabile.

 
 
 
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SMISURATA PREGHIERA (DA “ANIME SALVE”, 1996)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio Dé André

 

SHIVA

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SOCRATE

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PLATONE ED ARISTOTELE

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BUDDHA

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DORME, DORME PLACIDO SULLA COLLINA

“… E dov’è Jones, quel vecchio suonatore
che giocò con la vita per tutti i suoi novant’anni,
affrontando la tormenta a petto nudo,
bevendo e facendo chiasso,
senza mai un pensiero né a moglie, né a parenti,
non al denaro, non all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia ancora delle porcate di tanti anni fa
delle corse bel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield

(da “La Collina” di E.L. Masters)

 
 
 
 

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